Pensiamoci su.

Semplicemente un link.
I commenti li lascio a voi.

22 Responses to “Pensiamoci su.”


  • E’ partita la campagna stampa per giustificare il prossimo attacco ad un paese islamico?

    Io sono per la pace. Se a voi piglia la sciolta, mangiate limone.

  • Questa non è una campagna stampa per giustificare nulla. Ma possibile che su un presidete iraniano che minaccia Israele ogni due secondi nessuno d’indigni o parli di campagne stampa per giustificare un eventuale attacco?
    Siamo tutti per la pace in teoria, è ridicolo dire “sono per la pace”. Il giorno in cui salteranno in aria i tuoi figli abbraccia gli attentatori con la bandiera della pace, che vuoi che ti dica.

  • Bla bla bla Rachele.

    Stessa solfa per l’Afghanistan (rimasto stato islamico dove mettono a morte gli infedeli).

    Stessa solfa per l’Iraq (ormai alla guerra civile).

    Se ci tieni tanto a sporcarti le mani del sangue di donne e bambini parti in prima linea, invece di straparlare dietro una tastiera di cose che non capisci.

  • Questo filmato ti fa venire da dire :”C’hai ragione Rachele, che vuoi che ti dica?”. Solo che poi pensi… e tutte quelle battaglie per la pace? Tutte quelle proteste contro la guerra in Iraq? Che facciamo? Usciamo da una guerra ed entriamo in un’altra guerra? Una spirale senza fine… comunque si vedranno gli eventuali sviluppi. Certo è che se continua così di sicuro Bush si lancerà in una nuova guerra, non temere.

  • Racoss: “parti in prima linea, invece di straparlare dietro una tastiera di cose che non capisci.”.
    Cazzo, ma a voi sembra normale che l’unica cosa che riesci a dire è questa? La guerra all’Iran nessuno di noi se la può permettere. L’Iran non è l’Afghanistan o L’Iraq.
    La cosa triste è che atteggiamenti come il tuo implicitamente giustifichino tutto quello che il civilissimo presidente dell’Iran sta dicendo in questi giorni. Dopo Israele ci siamo noi. Questo dobbiamo tenerlo a mente.

  • Stone: Niente nuova guerra. L’Iran non si può toccare. Quel che mi spaventa è quanto noio siamo iperprotettivi verso “la causa” senza renderci conto del fatto che sulla lista quantomeno siamo i prossimi.
    Nessuno vuole la guerra con l’Iran. Ma l’Iran dovrebbe quantomeno sforzarsi di dimostrarsi un paese civile.

  • Dolcetto o Scherzetto…Angioletto o Diavoletto? (12)

    Premetto che dovreste prima guardare un video per capire chi è il nominato della puntata di oggi, ma soprattutto perchè l’ho nominato.
    Lo spunto (cioè il video) me lo ha dato il famoso blog Ciccsoft, che oggi ha riportato un link interessante…

  • In effetti sì, dovrebbe comportarsi in maniera più civile. Ma chi lo fa ragionare questo qua? Condoleza? Maledette armi atomiche…

  • Sembra quasi che se la stia cercando col lumicino la guerra, e mi preoccupa…

  • Certo che è comico come la maggior parte della gente non voglia mai la guerra e poi come la stessa maggioranza debba subirne le conseguenze per colpa di un manipolo di psicopatici.

  • Stone: non è comico, è inevitabile. Se 99 persone vogliono la pace ed una vuole giocare con i missili e nucleare, avrai 100 persone in guerra.
    Puoi agire preventivamente perché quella persona risulti innocua, puoi dialogare con quella persona, puoi minacciarla di sanzioni economiche. Il risultato finale sarà sempre una guerra.

    La differenza sta tutta in chi come Rachele molto cinicamente (direi realisticamente) ritiene la pace un valore da difendere anche con la guerra, e chi si crogiola nell’idea che basti una bandiera del gay-pride con la scritta “pace”.

  • Già…ma perchè quell’unico individuo che vuole giocare con i missili è sempre quello che comanda? Forse la nostra società è comandata dai militari e i politici sono solo dei semplici figuranti che servono per tenere tranquille le masse?

  • Cercando di rispondere alla domanda su scala mondiale, direi che a comandare sono le indutrie che producono armi e che con i loro soldi e le loro fabbriche mandano avanti l’economia di un paese. I magazzini pieni di carriarmati in un modo o nell’altro vanno svuotati.

  • Solitamente è la domanda che crea un’offerta. Il contrario avviene in pochi e circoscritti casi: l’industria delle armi non mi sembra uno di questi. Il settore industriale degli armamenti israeliani è uno dei più sviluppati al mondo ma non è per questo che Israele è in perenne stato di guerra; vale piuttosto il contrario. Poi sì, ci può essere un po’ di lobbying da parte di alcune industrie per incoraggiare una certa politica, ma credimi, i fabbricanti di armi non hanno alcun bisogno di stimolare una domanda già molto vigorosa di suo. (consiglio la visione di Lord of War al riguardo: bel film, molto istruttivo).

  • L’ho visto giusto 10 giorni fa… non so se dica la verità dei fatti, se sì c’è da preoccuparsi veramente!

  • Non capisco alcune cose…
    – ogni volta che si parla di Israele si finisce per dire “…dopo di loro, tocca a noi…”
    – solo gli “eletti” possono munirsi dell’energia atomica e tutti gli altri no
    – alla vigilia di un’ennesima guerra si tende ad enfatizzare deliranti dichiarazioni di maldetri presidenti da quattro soldi
    – Israele offende semre l’Europa definendola “debole” e “incapace di reagire” e poi ci ritroviamo sempre a essere d’accordo con loro
    – non si dà mai risalto alle rappresaglie dei militari israeliani dopo un attentato kamikaze. Per caso la violenza dopo quella subita è giustificata?
    – come mai nessuno dice che fino a prova contraria i palestinesi si sono visti occupare ingiustamente il loro territorio?

    Forse risulterò filopalestinese e antisemita. Niente di tutto questo. Solo vorrei capire un paio di cose.

  • Nessuno dice che fino a prova contraria i palestinesi si sono visti occupare ingiustamente il loro territorio perchè la cultura presente ti dice che non si può dire. Altrimenti si dovrebbe poter dire anche che Berlusconi è un mafioso, che la guerra in Iraq è stata fatta per il petrolio ed altre cosette. E tutto questo perchè? Perchè l’Italia non ha alcuna voce in capitolo. E’ la schiava degli USA. E quello che gli USA vogliono che si dica si dice.

  • In oltre cinquant’anni di difficile esistenza gli eletti non hanno mai neanche minacciato di utilizzare l’atomica. Non hanno mia intrapreso neanche un’azione militare che non fosse un atto di difesa. Confinando con un ambiente piuttosto ostile che ne minaccia continuamente l’esistenza, mi sembra comprensibile che Israele detenga l’atomica come puro deterrente; non mi spaventa. Le intenzioni dell’Iran sono fin troppo chiare.

    Le rappresaglie sono un male necessario per far corrispondere una reazione ad un azione ignobile. Gli americani sono andati fino in Afghanistan a buttare giù uno stato dopo le torri gemelle; credo che buttare giù la casa dell’attentatore e imprigionare qualche dirigente di hamas sia una reazione comprensibile.

    I palestinesi? Il loro territorio? Hai mai sentito di uno stato chiamato Palestina nella storia? Mai esistito. C’era l’impero Ottomano in cui vivevano ebrei ed arabi. L’impero ottomano collassò dopo la prima guerra mondiale, frotte di ebrei cominciarono ad emigrare in quello che divenne un protettorato inglese chiamato Palestina e alla fine della seconda guerra mondiale, scaduto il mandato inglese, l’onu spartì quella terra fra arabi (chiamati palestinesi, ma che in realtà erano un po’ siriani, un po’ libanesi) ed ebrei; gli ebrei dichiararono subito la costituzione dello stato d’Israele, 48 ore dopo tutto il mondo arabo sferrò un attacco al neonato stato spingendo i palestinesi a fuggire da quelle terre. Israele respinse l’attacco con molta fatica e molto aiuto degli americani ed ora siamo dove siamo…

    Ovviamente la questione mediorientale è più complicata, ma questo è quello il massimo che può fare un parziale osservatore su un semplice commento.

  • Fino a quando la logica sarà “noi contro loro” loro sentiranno il bisogno di possedere armi atomiche.
    Prima della guerra in Iraq in Iran non c’era un presidente che ogni due per tre si diverte a far saltare dalla sedia i nostri intellettuali israeliani minacciando una guerra globale totale, ora invece c’è.
    Fatta salva comunque la legittima intenzione di una stato sovrano di fatto accerchiato da paesi sotto il controllo militare, diretto o indiretto, della sua più grande potenza nemica di dotarsi di energia atomica indipendentemente dalla voglia che qualche stato estero può avere di vendergli l’uranio necessario e, perchè no, anche della bomba.
    Fa parte dell’ordine delle cose, ordine che a me non piace e che nel mio piccolo contrasto e mi piacrebbe poter contrastare seriamente e con maggiore forza.
    Se invece questo ordine ti va bene così, con Israele sulle posizioni attuali, gli stati uniti con questa politica estera e la spinta a radicalizzare lo scontro fra occidentali e islamici, beh, te la stai cercando.
    Armatevi e partite.

  • Estendendo pure io il discorso a scala mondiale mi associo a Folle. E non concordo per niente con daniele. In questo caso mi pare proprio l’industria delle armi ceh contribuisce a creare la domanda. Per non parlare del petrolio. Perché Iraq, Afghanistan ecc. non sono certo Paesi che nulla hanno a che fare con gli interessi delle Lobby dell’amministrazione Bush, anzi. Sia in quanto a interessi petroliferi, che ad appalti post-bellici per la ricostruzione, che ad assetti socio-politici di larga scala, oleodotti ecc.

    Se poi vogliamo tornare ai 100 individui la cosa non è così semplice. Perché se i 99 individui fanno in modo che non ci sia commercio di armi tra tutti, il centesimo hai voglia che faccia la guerra, con gli sputi e i sassi va poco lontano. Il fatto è che alcuni dei 99 fanno parecchi soldi producendo armi e vendendole a tizio perché si difenda da Caio, e aiuti loro a combattere Sempronio.
    Poi uno dice un caso isolato. Ma figurati.

  • Ho l’impressione che il trasandato (studiatamente trasandato, direi) presidente iraniano si stia producendo in una magistrale interpretazione di quella che dai tempi di Henry Kissinger si definisce realpolitik: Sa di avere uno stato militarmente agguerrito, ha riserve di petrolio che sono circa la metà di tutto il petrolio mondiale e usa queste armi (dico quello che mi pare e se non vi sta bene il petrolio ve lo venite a prendere con le borracce…) per alzare il tiro. Nella fattispecie produrre l’atomica, cosa che a qualunque iraniano non deve proprio sembrare un’eresia. L’atomica l’hanno gli odiati israeliani (di cui non dice ne meglio ne peggio di quello che dicono e hanno sempre detto anche tutti gli altri paesi dell’area), i pakistani, gli indiani, e ora, tramite USA anche Iraq e Afganistan. Il problema mi sembra essere che caccio si inventerà dopo…

  • In poche parole una piccola riedizione della guerra fredda. E temo proprio che crociate e guerre sante, come già allora, non siano altro che pretesti.

cribbio
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