Palle mondiali/2

La voglia di riscatto e di unità, il sentimento di rivalsa dopo un terremoto che ha scalzato i vertici e le regole del calcio, dopo gli insulti, i fischi e il desiderio di punizione verso certi colpevoli emerge prepotente ieri sera, alle ore 23, al fischio finale di Italia – Ghana. E’ una festa imprevista, orgogliosamente voluta e liberatoria, che ci libera dallo spauracchio di un effetto Moggi sul campo, di una partenza incerta, poco brillante. Invece il risultato c’è, il gioco è buono e due a zero con un palo e una traversa è un risultato tondo, giusto e galvanizzante. Inspiegabilmente per le strade della mia città si scatena il delirio, come mai prima d’ora si era visto per una partita inaugurale contro una squadretta africana. Ovunque ci sono macchine che strombazzano, clacson e trombette, bandieroni… per oltre un’ora (!) su e giù per il corso principale di Ferrara ognuno urla di gioia e sventola il tricolore esultando per qualcosa. Chi per Pirlo, chi per la Seredova (inquadrata a sproposito per tutta la sera dall’imbarazzante regia Rai), chi esulta ancora per la vittoria dell’Unione, chi grida campioni del mondo tre volte scimmiottando Martellini fuori dal tettuccio apribile di una vecchia Punto. E poi i carri, si i carri!, pieni di gente in piedi che nemmeno il carnevale di Rio, la gente ferma per le strade radunata che si abbraccia urla e salta, canta l’inno. Qualcuno passa in piedi in scooter strombazzando: non è Moretti che esulta per il figlio appena venuto al mondo ma qualche invasato che grida "viva il duce"… Ovunque è festa, ovunque è liberazione come se il rospo tenuto dentro da un mese fosse finalmente uscito e sia giunta l’attesa pioggia che monda i peccati del popolo pallonaro, in attesa di nuove entusiasmanti cavalcate nelle terre germaniche. Meraviglia.
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D’accordo per i 16:9, ma la regia internazionale utilizza dei campi lunghi un po’ eccessivi come inquadrature. Sul 14 pollici della saletta Ciccsoft a fatica distinguevamo i giocatori. Il sottoscritto dopo ben 120 secondi di gioco ha realizzato che l’Italia non era quella in maglia bianca.
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Credo che la pronuncia del calciatore Pimpong durante la telecronaca di Civoli ieri sera resti negli annali dei momenti tragicomici di Rai Sport durante i Mondiali.
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Media scatenati e sempre sulla notizia: ieri prima del match sono riuscite a far parlare di se’ due persone che nemmeno meritavano una riga di Ansa. La prima, Beppe Grillo, per dirci che non tifava Italia, come se contasse qualcosa in questo mondo e fregasse qualcosa a noi altri 56 milioni e rotti di italiani. La seconda, Alena Seredova, per dirci che "non si spoglierà in caso di vittoria del Mondiale dell’Italia". Ma chi sei? Ma che voi? Ma chi tte conosce? Ma soprattutto: quando mai ti sei vestita in vita tua?
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Kingson, portiere del Ghana, è attualmente fuori squadra in Turchia per mancato rinnovo del contratto. A parte le ottime parate che ci hanno un po’ infastidito, dopo circa un quarto d’ora di gioco ieri sera è stato ripreso dal suo allenatore perchè si distraeva guardando il tabellone elettronico dello stadio. A tutto c’è una spiegazione.

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cribbio
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(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)