Il pacifismo distorto dei senatori ribelli

7 Responses to “Il pacifismo distorto dei senatori ribelli”


  • Bravo! Ottima analisi

  • Mah… “di anacronistico c’è solo la guerra” come dice Rizzo. E poi a sinistra (pardon: al centro-sinistra) c’è l’abitudine ad esprimere sempre le proprie opinioni. Purtroppo si sapeva già che questo governo avrebbe avuto delle difficoltà. E comunque è ovvio che per dare discontinuità col governo precedente ci si dovrebbe esprimere in maniera differente su materie più importanti del decreto antifumo. Perchè se il centrodestra vota a favore del rifinanziamento per l’Afghanistan vorrà pur dire che un eventuale rifinanziamento sia un segno di continuità con il governo precedente. E inoltre non si può dire che il ritiro delle truppe dall’Iraq rappresenti già un segno di discontinuità con il governo precedente. Questo era già previsto a prescindere da chi avrebbe vinto le elezioni. Per avere un reale segno di discontinuità si dovevano ritirare TUTTE le truppe da QUALSIASI guerra. Altrimenti che differenza c’è?

  • Personalmente non sono a favore dei carri armati da nessuna parte. Ma sono ancora meno a favore di Berlusconi presidente del Consiglio tris. Potrebbe fare ancora più danni, incluso l’invio di altre truppe altrove.

    Morale della favola, è l’ultima volta che voto Rifondazione. OK, ho contribuito ad eleggere Luxuria (della quale sono contentissima e lo rifarei subito), ma questi finti terzomondisti fracassoni e miopi li sbatterei al muro a suon di sventole. Altro che pacifismo.

  • Io penso che prima di fare gli strateghi alla Cavour o alla La Marmora per la Guerra di Crimea (dove, come al solito, gli Italiani sono morti in tanti ed hanno finito per contare come prima: cioè zero) faremmo meglio ad occuparci dei vari dissesti di casa nostra e delle macerie lasciate da cinque anni di dittatura mediatica e di finanza allegra che, in confronto, a Quintino Sella gli avrebbero dato il Nobel per l’Economia.

    Essere Prodi è un conto, essere “proni” è un altro. Con il petrolio a 80 dollari al barile credo che non ci possiamo più permettere costosissime missioni all’estero per restare barricati in qualche fortino per far bello qualche papavero diessino o margheritino.
    Ma vedo che già si pensa di finanziarne altre, di missioni, in zone ancora più “desertificate” (sempre se otteniamo il “licet” non dal Consiglio di Sicurezza, sia chiaro, ma dalle teste d’uovo dello studio ovale).

    Che miseria, e pensare che dove abito io cominciano a razionarci l’acqua a fine Maggio e, se ci va bene e non fa troppo caldo, tutto torna normale ad Ottobre inoltrato. Il Sindaco ha detto che con il costo di un paio di carri armati si potrebbe rappezzare l’acquedotto bucato. Vallo a dire a Cavour…

    Mi compiaccio con Giulia e con la sua resipiscenza, io, modestamente, l’avevo capito già nel ’94 e da allora, con mio sommo scorno, ho sempre disertato le urne (praticamente non ho mai votato da quando ne ho avuto facoltà). E continuerò a farlo fin quando i governi (di destra di sinistra, di centro) sembreranno tutti uguali: in economia, in politica estera, verso il vaticano ecc.. ecc..

    Questo accadrà solo quando ci sarà (finalmente!) un ricambio generazionale di tutta la classe politica (di destra, di sinistra, di centro). Ma avete notato che sono vent’anni che vediamo le stesse facce? Forse anche di più, ma avendone io trenta arrivo fin dove mi porta la memoria.

    Ciao a tutti.

  • Condivido in toto il tuo ragionamento. Siamo di fronte ad uno spettacolo osceno, i partiti in causa dovrebbero radiare dal proprio organico i ribelli, anche se in fine votassero a favore della missione, per il semplice fatto di aver ricattato indebitamente e su una questione cos’ importante, il governo, mettendo in crisi una maggioranza altrimenti abbastanza compatta, con posizioni diverse ma compatte sul voto.

  • Giuseppina, tutto sacrosanto: ma allora, perché in politica non ci andiamo direttamente noi?

    Io ho sempre votato, per dovere o convinzione a seconda dell’età e della coscienza. Ciò non toglie che mi abbia sempre molto dato in culo, perdona il francesismo, che in Italia non ci siano scuole e asili, ma i soldi per mandare i soldati all’estero ci sono sempre.

    Non votare, in questo caso, per me significava rinunciare a sbarazzarmi del peggiore di tutti i mali, un governo inetto e arrogante che girava intorno all’interesse personale del singolo. Non sono d’accordo con i carrarmati in Afghanistan, ma se non voglio che ce li mandino (lì, o altrove) devo farlo sapere. Perché mai, in Italia, non siamo in grado di organizzare una lobby decente, non composta esclusivamente da centrosocialini ottusi o intellettuali che non si sporcano le mani? Dov’è la gente che vedo protestare ogni giorno sui blog?

  • @Giulia: potresti indire una manifestazione pacifista, fatta di donne con passeggino a testimonianza che nel mondo oltre la guerra esiste anche la tenerezza. A parte il sarcasmo, come sarebbe l’Afghanistan senza quei prodotti del industria del male che sono i carriarmati? E’ illusorio e sciocco tentare di cancellare il male dalla natura umana con delle manifestazione contro-il-male. Piuttosto bisogna gestire il male fin dove si può e si riesce, senza riufiutare i carriarmati quando si presentano, come se fossero solo l’espressione del Lato Oscuro Della Forza, perchè non ci sono i buoni e i cattivi ma forze da noi non sempre governabili a piacimento che sfociano in conflitti bellici ineludibili (non sempre), che implicano ovviamente l’uso di armi e apparati militari. Coltivare l’arte virtuosa del dialogo e della tolleranza non sempre è possibile, e non si poteva tollerare il regime talebano.

cribbio
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