E’ la guerra, soltanto la guerra.

Ed è una nuova strage degli innocenti.
Sono del parere che in questo momento dovrebbe semplicemente prevalere la vergogna collettiva.
La vergogna di Israele che non poteva non sapere di un eventuale uso di scudi umani, volendo accettare quella tesi.
La vergogna di quella parte di mondo che condanna Israele nascondendo dietro le parole "necessaria missione di pace" l’operato dei propri contingenti.
La vergogna di un sistema dove le vite innocenti vengono utilizzate come "merce di scambio".
La vergogna di un’Europa che ha ancora bisogno dei "buoni" e dei "cattivi", che cerca un mostro da condannare, che preferisce non vedere le sfumature, e che vuol lavarsi la coscienza dalle sue responsabilità.
E a chi gestisce tutto questo, da una parte e dall’altra manca il rispetto per i morti, per la vita. perchè il motivo per cui questo conflitto esiste e la situazione in Medio Oriente è così tesa è che in fondo "fa comodo" a tutti.
Anche all’Italia, che è in assoluto il terzo esportatore di armi in Medio Oriente subito dopo la Russia e la Cina.
Oggi nessuno ha il diritto di considerarsi "buono", oggi dovremmo semplicemente vergognarci, dell’ipocrisie del nostro paese, di chi ci guida e di chi si ostina ad essere convinto di essere immune da tutto questo schifo.
Un po’  di quel sangue l’abbiamo sparso anche noi

11 Responses to “E’ la guerra, soltanto la guerra.”


  • Sono dell’opinione che in quetso preciso istante chi si deve vergognare è Israele. Non è posibile che lo Stato ebraico sia sempre al di sopra di ogni accusa. Non è giusto che ogni volta che gli israelinai compiono errori (meglio dire cazzate) bisogna giustificarli. Attaccare un’altro paese sospettato di terrorismo, non è autodifesa. Non sono antisemita, però forse si sta esagerando a dare sempre agione ad una parte.

    metroguida

  • Con tutto il rispetto, Rachele, non ingigantirei il nòvero delle responsabilità. Mi sembra un po’ ingenuto. Est modus in rebus.
    Stai bene, Cyrano.

  • metro l’italia ha fatto due guerre per presunto terrorismo.

  • Cyrano, il fatto è che per me le responsabilità sono molte, e soprattutto dell’Occidente. Israele è uno stato cui l’esistenza viene continuamente messa in discussione, che prende delle decisioni e agisce a volte in maniera totalmente errata.
    E l’Europa? E l’America? E l’Onu?
    Che fa il mondo?
    Sta a guardare e si limita a condannare gli attacchi di Israele o gli attentati terroristici o i lanci di missili.
    Dire che Israele ha attaccato il Libano “per due-tre soldati” è riduttivo. La polveriera là in mezzo la stavano preparando da molto e, di fatto, nessuno ha fatto nulla perchè non esplodesse.

  • Anzitutto, questo ingigantire e allargare le responsabilità mi sembra eccessivo e improprio.
    Poi, mi pare che l’esistenza della Palestina non sia neanche presa in considerazione. Poi, polveriera o non polveriera, e in effetti mi sembra strano che Israele devasti un paese per due-tre soldati, non è possibile ed ammissibile che Israele si limiti, ogni volta che fa un errore, a scusarsi. Non so, ma a me quelle scuse sanno di presa per il culo; con tutto il rispetto.Oggi c’è un editoriale di Ferrara sul Foglio che, al solito, è scritto molto bene. E mi ha obbligato a guardare le cose da tutt’altra prospettiva. La tua, Rachele. Ma niente, non ci riesco a concordare con te. Non fino in fondo.

  • L’esistenza della Palestina è perennemente presa in considerazione, soprattutto da chi come me non vedrebbe l’ora di vedere ipalestinesi in un loro stato.
    E, mi spiace, ma tra la posizione di Ferrara in generale e la mia ci sta un abisso.
    Comunque non allargare le respomsabilità significa rifiutarsi di vedere il problema nella sua luce globale.
    Non può esserci dialogo se non si cerca di mediare, e ogni volta che mi trovo a parlare di Israele in generale sono fortunata se mi arrivano critiche pacate e non insulti. per non parlare degli insulti velatamente antisemiti in mail a una che ebrea neppure lo è.
    Non difendo Israele in quel che sta facendo, semplicemente non sopporto tendenzialmente che ne venga messo in discussione il diritto di esistere innome dei suoi errori.

  • Presa in considerazione? Maddai. E come verrebbe messa in pratica, da Israele? Ti prego: illuminami.
    Su Ferrara: ho solo citato qualcuno vicinissimo a Israele.
    Non mi pare che Israele presti molta attenzione alle mediazioni:ho appena letto che Olmert “ha bisogno di altri 14 giorni per completare le operazioni” e tanti cazzi il cessate il fuoco.
    Sai qual è il problema? Non poter dire ‘ste cose senza sentirsi tacciati di antisemitismo. Ma questa è tutta un’altra storia…

  • Evidentemente non hai letto quello che ho scritto. Insulti Velatamente antisemiti mi sono arrivati via MAIL.
    Nessuno ha detto nulla a voi.
    Io la questione palestinese cel’ho bene a cuore, e il mio tentare di mediare è certo più utile di tante prese di posizione olt6ranziste.
    Se leggi vedi che parlavo di noi blogger che non mediamo, non di Israele.
    Mi hai messo in bocca parole che non ho detto, e a me spiace da morire.

  • Sentirsi responsabili? Non saprei dirti, mi sembra un po’ il siamo tutti colpevoli che è sempre parente stretto del siamo tutti innocenti. Lo so che a parlare come te si viene insultati. Si viene insultati anche a schierarsi apertamente con i palestinesi. Da una parte sembra che tutto sia dovuto e in virtù di un diritto (divino o troppo umano) si fa il bello e il cattivo tempo. Dall’altra ci si perde in mille rivoli cercando attentamente di non sapere cosa cosa faccia il vicino di casa. Dei palestinesi sembra che fondamentalmente non interessi molto a nessuno, men che mai agli “arabi” (il termine è improprio, ma…) che li usano con particolare cinismo. E intanto, come sempre, le bombe piovono su chi non può sottrarsi. E comunque a me non sembra che l’Europa questa volta si stia comportando troppo male, è che realmente mi sembra difficile agire in qualsiasi modo

  • Rachele, non credo che l’esistenza di Israele sia continuamente messa in discussione, non più dell’Iran o della Siria o dell’Iraq tanto per intenderci. Credo invece che il mondo (occidente e oriente, chiedo scusa per la semplificazione) debba assestarsi su equilibri regionali invece che imperiali. Riconoscere lo status di potenza regionale (cioè invitarli a Roma) a iran e siria avrebbe contribuito a calmare la situazione in Libano. Lavorare seriamente per uno Stato Palestinese (e non per una serie di bantustan dipendenti da israele), allargare l’Unione Europea al mediterraneo (e quindi a Israele e Stato Palestinese democraticamente eletto), queste sono le risposte che occorre dare, questa è la politica che occorre intraprendere. Le cannonate ci possono stare, ma occorre riappropriarsi della responsabilità di essere paesi democratici, e queste reazioni, questo modo di condurre la guerra, come se ci fosse bisogno di sottolinearlo ancora una volta, NON FUNZIONA! Perchè risolve il contingente (eliminazione delle batterie a medio e lungo raggio) ma politicamente risulta un disastro. Ora io capisco che Israele, per impostazione, si muova sempre in maniera (militarmente) radicale e indipendente. Ma è proprio questo il punto! Proprio questo è il giochetto che non funziona più! Se Israele vuole entrare (o rimanere) a pieno titolo nel consesso delle nazioni democratiche (per come la intendo io, e non solo io) allora deve cambiare atteggiamento. Hai sentito bene: Israele deve cambiare atteggiamento (per tacere degli americani). A quel punto sarò io il primo a prenderne le difese, a quel punto si sveleranno i veri antisemiti: Israele deve crescere, dal momento che ne ha la potenzialità.
    Stai bene Rachele, grazie della riflessione. Cyrano.

  • Ma sì, quando il mondo arabo ammazza degli innocenti è terrorismo, quando lo fa Israele è giusto cercare spiegazioni di ogni tipo, addossare le colpe un po’ a tutti per sgravare Israele. Forse sarebbe stato meglio considerarci tutti responsabili anche prima di questo conflitto, oppure tacere.

cribbio
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