In memoria di Oriana Fallaci

Quando stamani ho appreso della morte di Oriana Fallaci, la prima cosa a cui ho pensato è che proprio a lei e al suo La rabbia e l’orgoglio dedicai uno dei primi post nella storia del mio blog, scritto nel lontano Marzo 2003 a pochi giorni dall’inizio della guerra in Iraq.
Ho un’opinione controversa di Oriana Fallaci. E’ stata, fino all’ultimo giorno della sua vita, una scrittrice divina. Un’intervistatrice arguta e intelligente, una penna incredibilmente profonda e talentuosa. Ha scritto libri di assoluto valore letterario e sociale, quali Un uomo e Lettera a un bambino mai nato.

Poi, forse a causa dell’età, ma molto più probabilmente per colpa della malattia, ha iniziato a vedere le cose sotto una luce distorta. Da giornalista acuta e scomoda, è diventata livorosa, rancorosa, verbalmente violenta, persino razzista. Ha detto e scritto delle cose incredibilmente eversive e reazionarie, ed è stato un peccato, perchè ha lasciato che politici e giornalisti si dividessero tra l’utilizzarla come una banderuola in campagna elettorale e dipingerla come l’effige del male assoluto. Gli ultimi anni della sua vita hanno macchiato la carriera di una straordinaria giornalista.

10 Responses to “In memoria di Oriana Fallaci”


  • Sciocchezze vergognose. Come molti tu non hai capito nulla della grazia della Fallaci, non hai capito minimamente che le sue invettive al di sopra delle righe erano delle straordinarie provocazioni, da persona che crede nell’uomo e nella sua redenzione, da persona che aveva in fondo al cuore le sorti dell’umanità che amava in toto, fuori dalle prese di posizione. Bacchettandola violentemente, come una maestra molto burbera e molto severa, e ricca di grazia. Quella prosa…come osi cancellare l’immagine della sua vecchiaia con una frase, vigliacco seminatore d’odio (tu, si nel tuo piccolo) verso l’autrice di quelle invettive tremende, che facevano tremare i polsi a leggerle…come osi dire questo è buono per noi mezze cartucce del politicamente corretto e poi infamare le sue ultime imprescindibili opere, scritte con l’anima di chi la vita la ama e gli si dedica onorandola fino all’ultimo minuto.
    Un infame sei ,appunto, con quel finto atteggiamento di chi vuol far passare la sua vile montatura, come il pensiero non ipocrita di chi dice ciò che pensa con l’animo sereno, della scrittrice scomparsa. Così non è e ti smaschero, o tento almeno, perchè questa frase mi ha ferito molto, e a causato questo sfogo un po’ patetico, ma sincero:

    “…Poi, forse a causa dell’età, ma molto più probabilmente per colpa della malattia, ha iniziato a vedere le cose sotto una luce distorta…”.

    Si può scrivere che Oriana Falllaci sia il diavolo, ma gli si deve concedere l’onore della battaglia, non sono leciti questi mezzucci da maiale.

  • Il filo che separa una stronzata da una “stroardinaria provocazione” è molto sottile.
    Per esempio: “vigliacco seminatore d’odio” e “infame” sono straordinaria provocazione o straordinaria maleducazione?

  • In questa “commemorazione a metà” c’è un difetto ottico evidente, ma anche tipico nostro dall’alba dei tempi fino al futuro (chissà), e difficilmente correggibile.

    Il punto è che sovente osservando gli altri non ne cogliamo la poliedricità tipica dell’essere umano. A noi, alle nostre piccole abitudini, alle nostre paure, inquietudini, domande, dedichiamo mille sfaccettature dettate da un tempo interiore e dalle situazioni mentre sugli altri tendiamo a cucire schemi fissi e immutabili.
    Sicché escono coccodrilli come questo: …Oriana Fallaci è stata brava fino a lì, poi s’è persa per strada, ha fatto la tal cosa e non va più bene…

    Sarebbe bello un giorno, svegliarsi, e capire che l’essere umano è anzitutto ricchezza e perciò Oriana Fallaci come chiunque altro era la totalità del suo essere, la sua collera, il suo livore e insieme il suo talento. E tutti questi aspetti non sono scindibili gli uni dagli altri, che lo vogliamo o meno.

    Tale principio vale davvero per tutti!
    Anche per il tuo vicino di casa che apprezzi come amico, ma non sopporti quando fuma in ascensore: fidati, per essere veramente il tuo migliore amico, LUI deve fumare in ascensore. Se non fumasse in ascensore non sarebbe lui… sarebbe un altro e non avresti un amico.

  • A me non piaceva per nulla come persona e come scrittrice (ne ho letti 2, oltre a quelli dell’ultimo periodo) dire che è per via dell’età e della malattia che diceva quelle enormi baggianate, volgari, ricolme d’odio e pregiudizio costituisce un’attenuante.

    Non la merita.

  • Nick, concedi l’onore delle armi anche a chi ha un parere diverso dal tuo, e potrebbe anche esprimerlo senza “secondi fini da maiale” ma solo perchè lo pensa, e basta.

  • Io ho sempre detestato Oriana Fallaci per un semplice motivo: non capisco come lei, in una vita intera, abbia potuto dire QUALSIASI cosa e tutti la siano stati ad ascoltare con attenzione. Ogni libro, ogni intervista, ogni dichiarazione finiva sui (tele)giornali manco fosse il Presidente della Repubblica o del Consiglio! Come se non bastasse, sovente non ha motivato le sue dichiarazioni lasciando libertà di interpretazione, come fanno i poeti… ma per piacere! Analogamente non apprezzo e non ho apprezzato personaggi simili a lei, come Indro Montanelli per esempio. Tali personaggi hanno strada spianata per raggiungere chiunque tramite i mezzi primari di comunicazione (giornali, radio e tv) e a me non può che dare fastidio, perché se hanno diritto di parlare loro, devono averlo anche le parti opposte.

  • Il confronto Montanelli-Fallaci è da brividi.

  • Ho semplicemente accostato sue nomi di persone che nella loro vita dicevano quello che volevano e tutti li stavano ad ascoltare. Non ho certo paragonato i contenuti dei loro discorsi!

  • Montanelli si sia guadagnato una credibilità straordinaria non urlando che odiava tutti i messicani e gli avrebbe sparato per questo il paragone è improprio. Tutto qua.

  • Grande pietas per la morte di una donna in gamba, dotata di talento e coraggio.

    Senso di liberazione per la tardiva scomparsa dalla scena mediatica di un’integralista indifendibile e dannosa.

    Questi sono gli opposti da conciliare, questi sono gli opposti che dobbiamo, sempre, conciliare; gli stessi opposti che Oriana, nella sua ultima stagione (diciamo così) intellettuale, ha dimostrato di NON saper conciliare, preferendo l’arma della rabbia e dell’autocompiacimento (Sol io combattero! procomberò sol io! ) alla sottile e genuina intelligenza dei suoi scritti precedenti. Capita.

    Massimo rispetto tuttavia per una penna interessante. Via il cappello! Cyrano.

cribbio
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