The woman who wasn’t there

La sessantreesima Mostra di Venezia l’ho seguita in differita, come tanti cinephiles e recensori senza nota spese come me, in panoramica a Milano (poi arriva anche a Roma e a Bologna credo) e dopo aver visto 22 film, sembrerà folle, qualcosa di buono mi è rimasto.

In realtà i film inglobati sarebbero ventuno e mezzo. Durante “Fallen” di Barbara Albert, un grande freddo abortito, ho mollato sdegnata per la noia al trentesimo minuto circa e a “Retribution” (Sakebi) di Kurosawa – devo verificare parentela – un pietoso horror giapponese, mi sono addormentata senza appello. In quasi tre anni di onesta carriera non mi è mai successo. Nemmeno quando ho visto Musikanten di Battiato ché poi c’era Battiato in sala disponibile per farsi eventualmente insultare.

Come ha ben riportato Rachele, Crialese col suo “Nuovomondo” pareva il favorito. Si è preso un premio inventato che ogni tanto ciccia dal palmares, il Leone d’argento. Sono rimasta affascinata e rapita dalla pellicola. Ho davvero visto qualcosa, non solo immagini peraltro girate con grande mestiere e perizia e una storia scarna e struggente che poi è la storia di ogni persona che parte, è che proprio dei parenti così nelle foto, nei ricordi e nelle lettere di famiglia li avrei voluti anche io. Ma a pensarci li ho. Emigrarono in Argentina, nell’altra America e Crialese è come se mi avesse raccontato quello che non so di loro.

Avrei voluto vedere “Still life” di Jia Zhang-Ke, il vincitore ma la casa di distribuzione che lo ha acquistato non ha mollato la pizza. Quanto ad Amelio e la sua “Stella che non c’è” direi che oscilla tra l’onestà descrittiva del documentario e la didascalica pretenziosità ma la pervicacia del manutentore interpretata da Castellitto, colpisce.

“The Queen” a parte l’eccelsa Helen Mirren (premiata), il british humor, le meritate stilettate a Blair e consorte, è un film da pomeriggio televisivo della BBC, tivù che in ogni caso noi ci sognamo. Mi rimane oscura la ragione per cui la coppa Volpi è andata a Ben Affleck da sempre il peggiore attore sulla terra ma chi se ne frega a questo punto.

Ah a proposito, piacere, Daniela.

9 Responses to “The woman who wasn’t there”


  • Al solito è mancato il coraggio di premiare il film italiano.
    Certo, il premio creato è assai prestigioso, non come la menzione farlocca creata qualche anno fa se non erro per “buongiorno notte”.

  • (a nome di uno dei padri fondatori, benvenuta 🙂 )

  • Uh, io non sono padressa fondatrice, ma il benvenuta era implicito!!!
    E’ bello vedere delle donne, tra te e Alice, da queste parti.
    Iniziavo a sentirmi un po’ sola.:-P

  • Ben trovata anche qui, Daniela!

  • RACHELE: rimembro pur’io qualcosa a proposito di contentino a “buongiorno notte” qualcosa in più in effetti è stato dato a Crialese ma avrebbe meritato senza indugio di vincere. Italiani/impavidi come al solito. Grazie per la calorosa accoglienza. I’m pleased.

    ATTIMO: ne sono onorata.

    A.: si lavora per voi, qui. 😉

  • aò! ma quali sole e sole!!!! io e la carissima fulvia leopardi ai tempi eravamo le uniche signorine e cmq, è vero che non scrivo più da molto tempo però vi leggo sempre e sostengo il girl-power di ciccsoft!!! perciò benvenuta daniela! e buon lavoro a tutte le fanciulle!

  • Piacere di leggerti Daniela 🙂

  • son arrivata fino a qui.. così ora so che non eri a venezia.. ma che i 22 film (21 e mezzo) te li sei visti tutti 😉 un saluto affettuoso ad una che di cinema sa parlare con parole che arrivano anche ai non addetti ai lavori… Mai.

  • Mi rimane oscura la ragione per cui la coppa Volpi è andata a Ben Affleck da sempre il peggiore attore sulla terra ma chi se ne frega a questo punto.

    Daccordissimo con te Danix: ne parlavo con la mia ragazza ed entrambi non riuscivamo a darci una spiegazione plausbile. Un tronco di pino recita meglio!

cribbio
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