Cucuzza intervista Rutelli (diciamo così)

Caro Michele Cucuzza, alla Vita in Diretta hai ospitato il ministro dei beni e delle attività culturali Francesco Rutelli. Gli hai fatto una di quelle belle interviste di una volta con belle e tranquille domande per ottenere delle belle e prolungate risposte. Parlando del Belpaese non poteva essere altrimenti. A Rutelli preme molto che gli italiani riscoprano l’Italia per le loro vacanze e presto pubblicherà una ricerca ministeriale con i consigli dei cittadini che abitualmente vanno in vacanza all’estero per poterli applicare all’Italia. Caro Michele Cucuzza, tu stai lì in paziente attesa del tuo turno e annuisci al fiume in piena di parole del ministro che finalmente si può sfogare con qualcuno che non sia Bruno Vespa. Annuisci e dici: "… certo… certo…". Rutelli passa con un barbatrucco dal turismo alla valorizzazione della cultura; un pò come quegli scolari che dopo la domanda dal professore cominciano a parlare di quello che gli pare. Tu con il tuo silenzio non gli lasci scampo e, finito un lungo periodo, lo costringi a riprendere fiato per dire: "… e… aggiungo…".


Ecco che il ministro ribarbatrucca: dai borghi medievali torna al turismo per dare consigli agli italiani su come organizzare meglio le proprie vacanze. Caro Michele Cucuzza, questi temi ti affascinano perchè sembri rapito dalle meravigliose parole del ministro. Lui per farti ancora più felice ci ricorda che negli ultimi anni il tempo ad agosto non è stato così bello e allora sarebbe meglio, anche per l’economia italiana, che gli italiani facessero le vacanze a luglio, a settembre e "magari una settimana di vacanza in più attorno a Pasqua… permette agli scolari e alle famiglie di scoprire alcune parti dell’Italia anche con vacanze economiche e ridurre magari di una settimana le vacanze estive". Caro Michele Cucuzza, a questo punto mi  aspettavo una tua domanda sulle tasse e la legge finanziaria, invece passi di palo in frasca con una domanda che ti eri preparato e che consentirà a Rutelli di riparlare per un bel pò: "Ministro Rutelli, vorrei chiederle qualcosa per quanto riguarda l’impegno degli italiani all’estero; non soltanto in zone di crisi con missione di pace… ma ci sono zone in Afghanistan, in Iraq, in Iran, dove gli operatori culturali italiani sono presenti. Mi sembra in particolare ci sono progetti importanti per quanto riguarda l’Iran dove la situazione è particolarmente delicata visto i progetti del nucleare da quelle parti". Caro Michele Cucuzza, che domandone. Ma mica lo cogli impreparato, anzi, l’assist è talmente perfetto che Rutelli ci scivola dicendoti: "La ringrazio molto per questa domanda…" e riparte con l’elenco delle benemerite operazioni culturali svolte dai nostri operatori culturali in quei luoghi così drammaticamente colpiti dalle guerre. Caro Michele Cucuzza, prima di iniziare l’intervista, il ministro Rutelli ti aveva fatto i complimenti per la trasmissione. Non può vederla sempre ma ogni volta che la vede c’è qualcosa di interessante. E’ proprio un uomo fortunato.

2 Responses to “Cucuzza intervista Rutelli (diciamo così)”


  • che strano un ministro della cultura che trova interessante la vita in diretta!Forse non ho mai beccato il momento in cui si parla di filosofia,mi son perso le letture di dante e shakespeare,ma a me sembra che la vita in diretta con la cultura nn c’entri nulla.Un po’come rutelli!

  • Caro Cucuzza, concordi sul fatto che le grandi problematiche possano essere affrontate in modo faceto? Sì? Allora ti propongo quel che segue.
    Il 25 marzo ho seguito alcuni momenti della trasmissione televisiva “La Corrida” ed ho apprezzato la delicata danzatrice del ventre che si è esibita accompagnata dai divertenti ammiccamenti di ammirazione del Maestro Pregadio. Subito dopo Gerry Scotti si è rivolto al medesimo dicendogli: “Eh, caro, sono finiti i tempi in cui le concorrenti vecchie (ovvero con le rughe?) ti saltavano al collo”. Il Maestro ha risposto con simpaticissima desolazione: “Eh, ma verranno, verranno! “.
    Anch’io so essere simpatica, pertanto scendo allo stesso livello di Gerry Scotti (scendo allo stesso livello di Gerry Scotti) e mi rivolgo alla bellissima danzatrice del ventre: “Carissima, sono finiti i tempi in cui i presentatori ed i maestri d’orchestra erano belli e palestrati come Raoul Bova. Guarda che cosa ti è toccato di vedere! Un Pregadio raggrinzito, curvo, bassotto, anche se con quel rassicurante aspetto di bidello di scuola elemtare! Come se non bastasse, sei stata presentata dal grande ed impagabile raviolo ripieno Gerry Scotti, anch’egli deliziosamente semplice, con quella stempiatura da camionista!
    Ogni anno celebri il compleanno ed ogni volta togli dalla cesta della tua vita 365 giorni! Guarda dietro di tre! Molte quindicenni sono più fresche di te. Guarda davanti a te! Noterai molte vecchie, ma anche tu sei in fila. Fra cinquant’anni il Pregadio di turno si rammaricherà ché tu, vecchia, gli vorrai saltare al collo”.
    Tutto qui? Tutto qui. Qualcuno ora dirà che Scotti stava scherzando. Anch’io sto scherzando.
    Un saluto da www hanto it

cribbio
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