Onestà intellettuale non si vende al mercato.

C’è una sostanziale differenza tra il festival del cinema di Venezia finito a Settembre a Venezia e la festa del cinema che si sta svolgendo Roma in questi giorni.
Venezia ha ricevuto dal Governo la ragguardevole somma di15 milioni di euro. Roma ne ha ricevuti 300 milioni.
Qui di fatto da Prodi i soldi si son visti solo per finanziare il Mose, pompino gratuito bipartisan, e un bel taglio di fondi a Cacciari che si è permesso di dire che quel progetto fa acqua da tutte le parti.

Cacciari l’ha presa con filosofia, commentando che la differenza sta nel fatto che a Roma hanno il Papa. E Veltroni. [Le malelingue poi dicono che là Veltroni ha pure Berlusconi, qualcuno sa perchè]
Solo la smettessero di dire che è "solo" una festa e che "non c’è nessun tipo di competizione".
Verità è che anelano da anni a "farci la zucca", come si dice da queste parti, e se il governo li aiuta ancora un po’ come sta strenuamente cercando di fare visto la nostra scarsa tendenza alla paritocrazia, può anche darsi che ce la facciano. Avessero il buongusto di dirlo ad alta voce almeno la cosa avrebbe quasi una parvenza onesta.

5 Responses to “Onestà intellettuale non si vende al mercato.”


  • La mia fonte di informazioni è il Corriere di venerdì scorso. In un’intervista il direttore del festival dichiara che per quest’evento Roma non ha ricevuto finanziamenti statali, al contrario di Venezia, ma esclusivamente da sponsor privati. ovviamente la cifra ricevuta risulta assai più sostanziosa di quella che il governo stanzia per la kermesse veneziana. poi puntava anche sulla scarsa attenzione che le autorità locali, cacciari in primis, dedicano al loro evento. Non so se ci sia la volontà di creare competizione, ma di sicuro un po’ di concorrenza farà bene anche a venezia.

    Antani, Roma.

    P.s. aspettavo con ansia un tuo post sull’argomento 😉

  • In effetti la concorrenza è l’anima del commercio come si suol dire, e penso che questa massimo si possa applicare anche ai due festival nostrani. Due festival, Venezia (storico) e Roma (stella nascente) che secondo me possono guadagnare tantissimo l’uno dalla presenza dell’altro, e con il tempo chissà, l’Italia potrebbe sbaragliare la Francia anche in fatto di cinema… po popopopo!

  • Non offenderti, però noto una vena di isterica polemica per qualsiasi cosa che vada a sminuire l’importanza di Venezia e del suo festival. Io trovo che da anni oramai gli organizzatori tentino di fare un festival elitario, premiando quasi esclusivamente polpettoni asiatici e penalizzando i film italiani e molti altri film itnernazionali meritevoli. Fino a l’anno scorso c’era solo Venezia e chi non era interessato si voltava dall’altra parte, ora c’è Roma, impostato in maniera completamente diversa, che viene incontro anche alla gente comune che di cinema magari ne sa il giusto però ci si vuole avvicinare, a partire dalla politica dei prezzi.
    I monopoli incancreniscono, magari è la volta che Venezia si da una svegliata, cazzo.

  • Lettore : La vena isterica è reale e dovuta dal fatto che a giorni mi piazzano un fottuto ed inutile ponte di Calatrava volto solo a favorire i commerci del signor Benetton. Ponte per cui son stati spesi miliardi inutili, vedi Mose, per favorire gli amichetti di governi vari. sono isterica, sì, il malgoverno mi rende tale.
    Per la storia dei polpettoni mi spiace, ti sei palesemente perso gli ultimi cinque festival.

  • mi sento coinvolto professionalmente:
    io sono stato solo al festival di roma,per quanto ne so venezia mi sembra un pò troppo sciovinista e elitaria,roma più popolare,con un taglio meno intellettuale diciamo..e poi i prezzi,l’ambientazione,la partecipazione delle 2 città..è una cosa diversa ma non per questo una esclude l’altra..la competizione non può fare che bene,con la cultura cinematografica che abbiamo(nostalgicamente “avevamo”) due festival sono d’obbligo..se poi entriamo nelle polemichette all’italiana che i giornali cavalcano x vendere,nel merito delle spese,del business,degli appoggi vaticani beh si sa che dietro ci sono interessi politici,ma ragazzi questa è l’italia,un paese fermo,dov’è che non ci sono i biechi e sporchi interessi di quei farabutti..
    e allora almeno nell’unico campo dove si esprime creatività,lontano dal consumismo becero e volgare,ognuno esprima il proprio giudizio e polemizzi soggettivamente sul film,che è poi il bello del cinema

cribbio
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