Milena Quaglini

“Ho ucciso mio marito”. 

E’ Milena Quaglini che parla, al telefono con il commissario di Polizia di Stradella. E’ spaventata e molto agitata e probabilmente non sa bene che cosa fare. Per questo chiama le forze dell’ordine. Arrivano poco tempo dopo, trovando Milena ancora al telefono con il commissariato, le bambine in salotto a giocare e, sul balcone, Mario Fogli. Morto, strangolato dalle corde delle persiane.
Milena Quaglini racconta che il suo matrimonio era torbido e violento. Mario non lavorava, beveva e la picchiava. Quella sera non sa cosa sia accaduto ma, mentre dormiva, lo ha legato. Voleva solo spaventarlo, non ucciderlo. Ma si era svegliato, aveva reagito violentemente. E lei aveva stretto di più, sino a soffocarlo. E’ il 2 agosto del 1998 e tutto sembrerebbe potersi concludere qui.

Invece no. Proprio da qui ogni cosa ha inizio.

 

Milena Quaglini viene condannata a 14 anni di reclusione per uxoricidio. Ma è proprio in quel periodo che viene trovato il cadavere di Angelo Porello. Dentro alla sua concimaia, rinchiuso da qualche giorno.

Angelo Porello non è una brava persona. Ha appena finito di scontare sei anni per violenze sessuali sulle figlie e la moglie. Solo sei anni, aggiungo io.

Ed è legato a Milena. Vengono trovate delle lettere della donna nella sua abitazione, risalenti ai giorni di prigionia. Ed è lei stessa a raccontare che stava per andare a vivere con lui. Aveva risposto a un annuncio sul giornale (di quelli in cui scrivono “cerco donna per relazione e poi si vedrà) e stavano conoscendosi. Lo aveva visto due volte, poi basta.

In realtà, le cose sono andate diversamente. I due stavano frequentandosi. Lei aveva spostato alcune cose anche a casa sua. Vengono trovati suoi medicinali in casa dell’uomo. E capelli nel letto.

E Milena, messa alle strette, è costretta a dire la verità.

Era a casa di Angelo. Avevano cenato insieme. Dopodichè lui aveva voluto che si mettesse particolare biancheria e voleva fare sesso con lei. Milena si era rifiutata e Angelo l’ha violentata. Due volte. Alla terza, lei riesce ad alzarsi per preparare un caffè. Scioglie al suo interno 20 pastiglie del tranquillante che era solita prendere. Angelo lo beve. Poi sviene.

Milena riempie la vasca da bagno e lo immerge. Lo lascia qualche tempo e quando va a vedere cosa è accaduto, trova escrementi e vomito. Porello è morto. Lei lo infila nella concimaia e lo lascia lì.

Fino al ritrovamento della polizia.

Continuava  a spedirgli lettere per fingere di non sapere della sua morte. Per non esserne incriminata.

E poi c’è il fatto di Giusto Della Pozza. Un vecchio fattaccio di cui era stata testimone, tempo addietro. Giusto era un uomo da cui lavorava. Un anziano, da cui andava a fare dei lavoretti o a tenere compagnia. Gli aveva chiesto quattro milioni di lire. Un giorno, Giusto vuole riavere tutti i soldi. Insieme. E, visto che Milena  non può, le ordina di saldare il debito in natura.

Giusto comincia ad essere violento e Milena si difende. Prende una lampada e gliela rompe in testa. Milena finge di entrare e trovarlo steso morto. E, anni prima, ci credono.

Ma oggi Milena è un’assassina e la versione quindi viene ribaltata. E’ imputata anche di omicidio per Giusto. Non è più legittima difesa.

E le perizie psichiatriche? Non dicono niente di allarmante. Milena Quaglini è perfettamente cosciente nei momenti degli omicidi. Insomma, è capace di intendere di volere. Senza Dubbio. Quindi è una serial Killer fredda, cinica.

16 ottobre 2001. Milena Quaglini si suicida, in carcere. I processi sono ancora in atto e lei sa che non potrà cavarsela con poco.

Perché vi parlo tanto di questa Milena? Cosa mi ha colpito? Cosa voglio da lei o da voi che leggete?

Semplicemente difenderla. Ho scoperto della sua esistenza leggendo il libro “Serial Killer” di Carlo Lucarelli.
Lucarelli, alla fine del capitolo, afferma che non si comprende cosa, un giorno, sia scattato nella mente di Milena. Perché ha reagito tanto violentemente? “Le vere ragioni che hanno spinto Milena Quaglini a uccidere, a uccidere ripetutamente, sono e rimarranno per sempre sconosciute”. E poi come mai ha avuto tanta decisione nell’ammazzare, in modo così preciso, crudele? Le sue vittime, scrive, hanno subito anche il maltrattamento “Psicologico”. L’umiliazione, dopo la morte. Perché Porello nella concimaia, in fondo se non per disprezzo?

 

Le vere ragioni sono chiare a tutti. A ogni persona che cerca di osservare la sua vita da vicino.

Personalmente, non riesco a vedere Milena come un Serial Killer. Ma anche il connotato di assassina non le si addice.

E’ vero, tre persone sono state uccise. E’ vero, non ha avuto la minima pietà per loro. D’altra parte, perché avrebbe dovuto averla? Erano uomini cattivi, che l’avevano violentata e picchiata e minacciata. Non ci vuole certo un genio per comprendere che Milena sarà stata stanca. E che, una sera, ha finalmente reagito.

Nell’unico modo possibile: uccidendo quegli uomini. Non perché li sceglieva accuratamente o perché provava gusto con la morte. Semplicemente per giustizia, per difesa.

La freddezza può essere spiegata in mille modi. Non so effettivamente come potrei reagire io, in seguito ad avvenimenti del genere. Magari sarei ancora più metodica. Magari taglierei i corpi e li scioglierei nell’acido. Magari li butterei nel fiume. O magari chiamerei semplicemente le polizia.

Credo che decidere cosa sia “normale” o “anormale” in situazioni così estreme sia impossibile.

Milena Quaglini è stata una vittima di tutti gli uomini che hai incontrato. Sin da bambini aveva vissuto nel terrore.

Prima o poi, una persona, scoppia.

Ma i veri mostri sono quegli stessi uomini che, impuniti, facevano di lei ciò che desideravano.
Per una volta, hanno avuto una condanna. Esemplare.


11 Responses to “Milena Quaglini”


cribbio
Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)