Lager Italiani

"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Queste parole pronuncia Ulisse, raccontando a Dante le sue ultime, disperate avventure. Mai riuscì a trovar pace, tornato a Itaca. Nonostante suo figlio. Nonostante suo padre. Nonostante Penelope, che lo stette dolorosamente ad aspettare. Per anni.

Dovette riprendere la nave e fuggire. Perchè l’uomo è stato generato per imparare, per evolvere. E non per essere il triste sedentario in catene.


Ulisse è stato il primo emigrante. Il primo a raccontare le bellezze del mondo, pur saggiando numerose sventure. Pur dovendo sventare le insidie più insolite. E sempre, salvo casi estremi, trovò qualcuno ad aspettarlo, ad accoglierlo nelle case, nelle famiglie. Perchè, da millenni, una sola certezza aleggia nelle filosofie, nelle religioni, nella Tradizione: la sacralità dell’Ospitalità.

La nostra stessa religione Cristiana vede una punizione estrema verso chi odia lo straniero. Purtroppo questo valore è andato perso, in quanto il passo che citerò è stato utilizzato per condannare un altro "grave" peccato amorale: la perversione sessuale. Sto naturalmente riferendomi alla distruzione di Sodoma e Gomorra. Tutti noi abbiamo questa idea: nelle due città vivevano persone talmente tanto pervertite da non essere degne di vita. La completa estremizzazione della vita sessuale illecita porta l’ira di Dio, che reagisce violentemente. In realtà è un’interpretazione totalmente errata. La frase cardine del passo è questa: "Dove sono gli uomini venuti da te questa notte? Falli uscire verso di noi e noi li penetreremo". Sono gli abitanti di Sodoma che parlano. Rivolgono la domanda ad Abramo, che ha degli stranieri in casa. La cosa grave, dunque, è questo nullo Rispetto verso l’Ospite. Non la penetrazione, come ci hanno inculcato.

Sentir parlare di questo Altissimo Valore da Moni Ovadia, supera ciò che chiamiamo poesia. Ovadia ci trasmette un assioma: lo Straniero è portatore dell’Alterità del Divino. Ricordiamo che è un ebreo. E l’Ebraismo inizia con una partenza: quella di Abramo, che ricerca la Terra Promessa (ma questa è una lunga storia… ). Un percorso destinato a non avere mai fine, perchè il vero traguardo è il Se Stesso. Un percorso intimo per divenire Uomo. Comunque, Abramo fu il primo Straniero. Gli Ebrei tutti sono sempre stranieri. E, rubando una citazione di Ovadia (rubata a sua volta da Ugo da San Vittore): "L’uomo che trova dolce la sua terra non è che un tenero principiante; colui per il quale ogni terra è come la propria è già un uomo forte ; ma solo è perfetto colui per il quale tutto il mondo non è che un Paese straniero".

Abramo Partì. E qualcosa trovò. Ma rimase in Viaggio.

Ulisse Partì. E qualcosa trovò. Ma rimase in Viaggio.

Siamo un popolo di emigranti. Oggi gli emigranti, in Italia, vengono accolti. In un CPT.

CPT sta per Centro di Permanenza Temporanea. Marco Rovelli li definisce molto drasticamente con il titolo del suo libro: "Lager Italiani". E pocoo tempo fa, il quindici giugno, ho avuto occasione di ascoltare lui e Moni Ovadia, alla presentazione del volume.

Inutile negarlo. Tutti noi abbiamo un retaggio razzista. Più o meno celato, il "male" è in attesa di uscire allo scoperto. Pensieri poco edificanti, a volte, si materializzano nel mio immaginario. Ma da dove vengono e soprattutto: Perchè?

Apro lo Zingarelli. Alla parola Razzismo troviamo: Ideologia che esalta le qualità superiori di una razza e afferma la necessità di conservarla pura da ogni commistione con altre razze, considerate inferiori.

Allora vado a vedere il significato di razza: Insieme degli individui di una specie animale o vegetale che si differenziano da altri gruppi della stessa specie per uno o più caratteri costanti e trasmissibili ai discendenti.

Semplice. Chiaro. Delineato. Eppure: da dove nasce questo razzismo? cosa è considerato superiore? Il colore della pelle è oramai un discorso antiquato. Infondo siamo differenti a causa della diversa quantità di sole che abbiamo recepito, nel corso del tempo. Oggi non abbiamo paura del diverso FISICAMENTE. Ci sono altri particolari più preoccupanti per portare l’odio in una collettività.

Basta pensare alla politica denigratoria che noi Europei movemmo verso gli ebrei. Gli Ebrei sono ricchi, ci sanno tutti fare con i soldi. Gli ebrei son malvagi, tramano qualcosa contro la società. Ebrei = Paura. Pronunciare Paura è come pronunciare Violenza. O voglia di Violenza. Uccidendo la dignità dell’Ebreo, si uccide l’identità di Uomo. E così, quando scoppiò la guerra e i Lager furono aperti, quasi nessuno mosse dito.

Non è cambiato Niente. Come dice Ovadia: "Noi siamo ancora il ventre che partorì il Nazismo". Oggi, naturalmente, non si tratta più di Ebrei. Ma di Arabi. Di Musulmani, di Zingari e di Asiatici in generale. Vengono raffigurati come una massa informe di barbari che corrono. Corrono verso un mondo più ricco e lo travolgono, con il loro bagaglio di ignoranza, di violenza, di delinquenza. I telegiornali ci bombardano di false notizie: la paura dello stupro, dello scippatore, dello spacciatore. Tutti invariabilmente stranieri. L’Arabo odia le donne. L’Arabo è un fondamentalista, un potenziale kamikaze che odia la nostra società, l’occidente. Il mondo dopo l’11 settembre non è più lo stesso. E non perchè "siamo tutti Americani", come qualche sciocco uomo politico dichiarò. Perchè il razzismo fu legittimato, ancora una volta e per sempre. Immaginiamo una guerra, qui, ora. Chi credete che ne pagherebbe le conseguenze? Questi Arabi. Questo nemico invisibile. Questo Capro Espiatorio per i mali del secolo.

Qualcuno ci sarebbe che si ribellerebbe. Ma anche allora, non tutti erano Pro-Assassinio.

Abbiamo paura di qualcosa che chiamiamo – Moni Ovadia Docet – Clandestino. Clandestino. Come l’uomo nero dei bimbi. Qualcosa di informe, dietro l’angolo per portare instabilità nel nostro microcosmo. Cambiamo vocabolo, ci consiglia. Utilizziamo "Irregolare": tutto diviene più umano, più presente.

I CPT sono l’inizio di un calvario che, per alcuni stranieri "ospiti" in Italia, è destinato a non vedere una conclusione. Perchè definirli Lager? perchè il Lager non è solo campo di sterminio. Ma un luogo in cui viene abbattuta la Libertà ma soprattutto l’Uguaglianza dell’Individuo. Vengono ridotti a "sotto-uomini" , a oggetti da schiacciare quando e come pare all’Uomo Bianco.

Eppure.

Eppure senza stranieri, non saremmo qui. Perchè, come ci ricorda Ovadia, l’intera esistenza e umanità è sinonimo di scambio culturale. Perchè tutti i popoli sono solo concepimento di una fusione di "razze", pensieri, collettività.

L’obiezione che ho mosso è semplice e ingenua. Ho pensato a noi donne, ai pochi diritti che abbiamo. A come sarebbe semplice privarci dei piccoli passi conquistati e tornare a uno stato di sottomissione.  Ho pensato che ogni civiltà ha un proprio cammino. Ricordo che solo nel 1996 lo stupro è stato dichiarato "Reato Contro la Persona" (prima era solo contro la "morale"…e poi parliamo di fondamentalisti islamici.. ma di quelli Cristiani non vogliamo parlare???), che solo negli anni settata è stata eliminata la Patria Potestà e che il nostro diritto al Voto è stato riconosciuto nel 1945 (sessant’anni fa!). Si parla di quote rosa, ancora, nel 2006. Ci sono discriminazioni EVIDENTI. E non siamo proprio l’ultimo "popolo". Insomma, purtroppo, c’è chi sta peggio.

Ma questi popoli che per noi sono "incivili" hanno solo bisogno di Tempo. Ogni nazione ha un proprio cammino. Un po’ come il cammino di Abramo per divenire Uomo. Gli Arabi, dunque, vedono le donne come esseri inferiori (ma è davvero così? O solo una parte deli Arabi vede le cose a questo modo?). ma tutto ciò non è irrimediabile. Anzi.

La crescità avviene con gli scambi culturali. Con il confronto di pensieri differenti, vi è un progredire netto e accelerato. Un arricchimento reciproco. Ricordiamo che gli Italiani, durante la guerra, partirono per l’America e la visione del Popolo "progredito" che avevano di noi.. era pressochè identica a quella che noi abbiamo dei nuovi sventurati.

Sventurati, ma Uomini. Uomini che non dovrebbero soffrire ancora, che non dovrebbero soprattutto sottostare alle nostre prepotenze di "esseri superiori".

Una Profezia dovremmo sempre tenere a mente. Non di Nostradamus, nè di qualche mago da fiera di paese. Il Profeta è Pasolini. E queste le considerazioni, più di vent’anni fa (Rovelli stesso la inserisce, nel suo primo capitolo):

Come ci ricorda Ovadia, dopo la guerra mondiale il 45% dei Premi Nobel americani sono stati assegnati ad Ebrei. Italo Svevo era un ibrido. I potenziali geni di domani, saranno i figli degli emigranti di oggi.

Se tendessimo la mano, invece di mostrare il pugno e i denti, probabilmente tanti problemi – sotto gli occhi di tutti – potrebbero essere risolti. Se Violenza chiama Violenza, Comprensione chiama Dialogo. Dialogo porta a Evoluzione. E la Globalizzazione delle Culture non sarà più vista come un freddo meccanismo calcolatore (Bush che vuole regolarizzare gli stranieri, non lo vuole fare per risolvere un problema, ma per paura di un crollo economico), bensì sarà un girotondo di Umanità dalle diverse tonalità, lingue, tradizioni.

Un Essere Uomini. Non Italiani o Europei.

Cittadini dell’Universo.

Fonte: "Lager Italiani", di Marco Rovelli. Edizione: Bur. Euro9,80.

8 Responses to “Lager Italiani”


  • Il tuo ideale di convivenza tra i popoli e le genti di questo mondo, è certamente una prospettiva auspicabile, scritto con sincera speranza, sognante e al contempo razionale, di una razionalità aggraziata ed elegante. Come tutte le belle idee, come tutte le ambizioni + virtuose tende ad essere o fragile o estremamente forte grazie alla passione umana che trasmette. C’è quindi il dubbio, il bivio tra il giudicare fragile o forte il tuo ideale: e se ti sbagliassi? Se peccassi di fiducia ed ottimismo gratuito (scusa la ruvidezza semplificativa)? Se sopravvalutassi la tua conoscienza dell’uomo e dell’insegnamento che agilmente trai dalla storia? Condivido assolutamente le critiche che fai verso i media che per fare + ascolti e per altri motivi, tendono a fare dell’allarmismo, vendendoci stereotipi falsi di clandestini-stupratori-kamikaze…però forse criticando chi il nemico lo vuol vedere a tutti i costi, perdi di vista il fatto che il nemico potrebbe effettivamente esserci, dando per scontato che non ci sia.
    Il fascismo di matrice islamista (inteso come integralismo) c’è ed è innegabile, ti faccio solo qualche nome di esule perseguitato: Hirsi Ali, Robert Redecker, Theo Van Gogh (sgozzato) e molti altri, insomma chiunque critichi senza remore intellettuali l’islam!

  • Naturalmente il fondamentalismo islamico esiste. Come esiste quello Cristiano (vogliamo ricordare delle sentenze sputate dal Papa poco tempo fa, proprio sull’Islam?). Però tutto cambia. a una velocità vertiginosa.
    Fino a venti anni fa, in alcuni paesi del sud, in Sicialia, per esempio, una donna non poteva uscire di casa con l’ombelico di fuori perchè la reazione era molto simile a quella che hanno i marocchini – non integrati – di oggi.
    Sono bastati vent’anni di televisione. Ed oggi questo problema non esiste più.
    E poi in una generazione tutto si differenzia. Conosco marocchini con accento Bolognese, maschilisti come lo sono i suoi amici italiani. Non dipende certo dalla provenienza, bensì dal tipo di persona…
    Quindi, in questo momento lìIslam sta guidando una guerra di religione.
    I cristiani lo fecero qualche secolo fa… con le crociate.
    Come scrivevo prima, a ciascuno il suo.
    Alla Chiesa è andata bene che non esisteva la Tv, a quei tempi.

  • Il Papa ha semplicemente fatto un’ “ingenua” citazione e peraltro i media hanno riportato solo quella che lo voleva vedere come un crociato contro l’Ilslam, mentre in quello stesso discorso poco prima fece un’altra citazione di una sura del Corano che tendeva a sottolineare l’esatto contrario di quel che sosteneva l’imperatore di Bisanzio nel colloquio con l’erudito persiano, ed è la seguente: “Nessuna costrizione nelle cose di fede” (sura 2, 256). Dopo questo passaggio appare ovvio ai più, che Ratzinger intendeva fare una riflessione sull’Islam, non attaccarlo per essere una religione imposta con la spada e col sangue.
    Non dipende certo dalla provenienza, ma dalla cultura da cui si proviene, certamente. Accomuni, forse, troppo facilmente episodi del passato diversi, magari apparentemente simili tra loro. Forse nel caso della donna è come dici tu…certamente il delitto d’onore molto in voga in Sicilia, andava nella direzione in cui va adesso il fondamentalismo Islamico, ma era un fenomeno numericamente più circoscritto, e non è vero che questo problema nel meridione non esiste più, basta vedere cosa ha fatto quel sedicenne di Napoli pochi giorni fa, credendo che la sua ragazza fosse di sua “appartenenza”, ha ucciso chi gliela stava “rubando”. Anche il paragonare le crociate con il jihad mi sembra troppo d’effetto e facile, punti in comune ci sono, forse però non il contesto e non gli obbiettivi. E comunque non mi piace dire l’hanno fatto anche altri e sono poi cambiati e migliorati col tempo e lo faranno anche questi, perchè non si può dar per scontato che sia così automatico come tu dici.
    Mi è piaciuto il tuo post in fondo, critico solo il tuo ottimismo un po’ avventato!

  • certamente! nn posso dire che non ci siano casi di “delitti d’onore”. ma sono diminuiti. Questo è dato effettivo.
    Comunque, sul papa mi sa che hai ragione tu.Non ho seguito la vicenda totalmente, quindi la mia è tutta aria fritta.
    Però non dare per scontato dei miglioramenti è da pessimisti.. L’uomo evolve…
    o no?

  • Si è un dato effettivo… hai messo in scacco matto il mio realismo pessimista!…però forse… 🙂

cribbio
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