Sesso in aula con gli allievi

La categoria professionale degli insegnanti – in controtendenza con gli stereotipi diffusi nell’opinione pubblica – è soggetta ad una frequenza di patologie psichiatriche pari a due volte quella della categoria degli impiegati, due volte e mezzo quella del personale sanitario e tre volte quella degli operatori manuali . A documentarlo sono recenti studi scientifici, che evidenziano tra gli insegnanti un costante aumento della percentuale di accertamenti per idoneità al lavoro a causa di patologie psichiatriche (dal 44.5% del triennio 92-94 al 56.9% del periodo 01-03) – Fonte: La Medicina del Lavoro n° 5/2004) .

Evidentemente abbiamo tutti un problema.

  • Gli insegnanti, sottoposti a un lavoro usurante che naturalmente non è riconosciuto come tale.
  • Gli allievi,  che si trovano di fronte persone incapaci di gestire serenamente non solo la didattica ma anche un minimo di rapporto umano.
  • Genitori troppo responsabilizzati dalla struttura che spesso non hanno interlocutori credibili nella stessa istituzione che richiede il loro impegno. A parte il fatto di mandare i propri figli in un luogo mediamente molto più insano di una fumosa sala da biliardo.

 Qualcuno ci sta pensando?

 Materiale informativo (please, rabbrividite…): qui.

State bene, Cyrano.

4 Responses to “Sesso in aula con gli allievi”


  • non mi trovo daccordo con il tuo modo di presentare gli insegnanti e la scuola.
    Scrivi di professori ” schizzati” e incapaci , di strutture non adeguate che caricano i genitori di responsabilità , non loro , senza aver credibilità per farlo ; io però conosco un’ altra versione.
    Mia madre insegnava lettere alle medie, è crollata ( prepensionamento) un anno prima di poter andare in pensione col massimo dei contributi , perchè contestata dai genitori che rifiutavano le sue valutazioni sui loro figli ” perfetti” addirittura volevano correggere i temi assieme a lei ! Si preoccupavano dei voti e non della preparazione che avrebbe dato loro . La scuola può funzionare solo se alievi e genitori riconoscono e rispettano il ruolo che le spetta : l’ autorità che insegna . I genitori spesso delegano ai prof il compito di educare con il risultato di avere figli non educati per i quali tutto è dovuto e lecito (vedi il filmato con il pestaggio del down ) .
    La soluzione dei problemi da te posti consiste nel tornare ciascuno ai propri ruoli non nello scaricare responsabilità su chi non ne ha.

  • Cama81y, come non quotarti. L’ultimo dei tre punti di questo post andrebbe esattamente ribaltato.

  • Ciao Cama81y,

    hai ragione, poveri insegnanti.
    Colpa dei genitori, ma soprattutto, MA SOPRATTUTTO: colpa degli allievi che si macchiano di Lesa Maestà.
    Ma per favore. Alziamo il livello: Quello che gli insegnanti in gamba dovrebbero fare (e ce ne sono parecchi) è piantarla di difendere la categoria (ormai indifendibile), avere un po’ di coraggio intellettuale e denunciare, loro per primi una volta tanto, il livello indegno che ha raggiunto la qualità dell’insegnamento in questo disgraziato paese. E poi c’è tutto il resto, naturalmente, i soldi, le strutture, e via dicendo. Quello che mi indigna di più è che nessuno si prende mai uno straccio di responsabilità! E così che si arriva al paradosso del disastro italiano: i treni sono in ritardo? Mica colpa del controllore. La scuola non è più un’agenzia di riferimento per la formazione e l’educazione dei cittadini italiani? Mica colpa degli insegnanti. I taxi sono troppo cari? Mica colpa dei tassisti. L’Alitalia sta fallendo? Mica colpa degli amministratori delegati e degli impiegati. Le Poste fanno ridere i polli? Mica colpa dell’impiegato dietro lo sportello. E via dicendo. Vedi un po’ tu. Stai bene e grazie della riflessione.

    Cyrano

  • Ciao MB,

    mi piacerebbe approfondire questo punto, perchè lo ritengo molto importante. Mi par di capire che la tua tesi sia che “la famiglia andrebbe maggiormente responsabilizzata di quello che è attualmente”. Mi piacerebbe però capire con te un po’ meglio in cosa si tradurrebbe concretamente questa responsabilizzazione.
    Aggiungo che pure io ho gli occhi per rendermi conto che gli insegnanti (sto generalizzando) NON sono gli unici responsabili di questa situazione, ma di sicuro pure le famiglie e via dicendo. Ora vorrei portare il mio caso: vivo in una casa piena di libri, lavoro (anche) con la mia scrittura, leggo molto, e ho un’educazione medio-alta, conosco (bene o male) due lingue straniere, so approcciare un testo e ricavarne informazioni e aggiungo che ci tengo al fatto che i miei figli crescano dando alla cultura l’importanza che le compete. Uno dei miei figli va in seconda media ed è stato a rischio (teorico) di bocciatura al termine del primo anno. Io e mia moglie l’anno scorso abbiamo passato serate intere insieme a nostro figlio cercando di dare una mano, in grammatica, storia, geometria, inglese, francese e via dicendo, cercando di trasmettere al ragazzo un metodo, un approccio, una filosofia se vogliamo, che in qualche modo facesse risaltare l’importanza di quello che stava facendo. Naturalmente abbiamo anche pagato delle ripetizioni (in prima media!!!) Il ragazzo ce l’ha fatta, recuperando brillantemente le carenze precedenti. Il suo compagno, figlio di una portinaia, è stato bocciato (vedi statistiche sul dropout in Italia, please). Ora mi piacerebbe sapere da te, M.B., se è vero che ti stai lamentando del fatto che la famiglia è de-responsabilizzata. Mi dispiace, ma io vedo un’altra situazione: le carenze DIDATTICHE della scuola italiana sono talmente gravi in questo momento, che gli studenti che hanno alle spalle una famiglia “colta”, riescono a sopperire all’inefficienza dell’istituzione, colore che invece non hanno questa sfacciata fortuna, e che magari non hanno nemmeno il “grano” per le ripetizioni, abbandonano, o meglio: sono abbandonati. Aggiungo una cosa: le stesse famiglie di cui lamenti la deresponsabilizzazione, venti anni fa erano sedute ai vostri banchi! Non sono nate per sporulazione! Stai bene. Cyrano.

cribbio
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