Monthly Archive for December, 2006

Credo (Scatola n°24 – Duemilasei)

Quanto all’anno che sta arrivando, basti dire che porterà con sè i Mondiali di calcio e le elezioni politiche e, Dio non voglia, altra miseria ed orrore sparso per il mondo. C’è di che scrivere e riempire pagine e pagine di Storia e la cosa mi emoziona e spaventa al solo pensiero. A me basteranno due cose a farmi felice, e non c’è vittoria dell’Italia ai mondiali o sconfitta di Berlusconi alle politiche che tengano. Nella mia scatola n°24, tra un anno, vorrei trovassero posto:
– Quel pezzo di carta di ormai poco valore
– Te.

(dal post "Scatola n°23 – duemilacinque", del 31.12.2005)

A rileggere ora le parole con cui mi congedavo speranzoso dal 2005 non posso far altro che sorridere felice come un bambino. A parte quel fottuto pezzo di carta guastafeste che sembra sempre troppo lontano eppure sempre più vicino ho ottenuto tutto quanto il resto. E’ stato un anno importante, forse il più importante degli ultimi anni, un anno di svolta, di cambiamenti e di avvenimenti epocali. E’ stato l’anno della fuga delle Utopie, come il Socio riassumeva qualche giorno fa discorrendo degli ultimi tempi. Utopie che sono diventate felice realtà, o chimere talmente irrealizzabili da diventare durissima irrealtà e definitiva sepoltura del solo pensiero. Nel mezzo della nostra storia personale, così densa e brulicante di meravigliosa giovinezza e spensierata pura vita, la Storia, ineluttabile e sicura, che ha fissato alcuni punti significativi nel processo evolutivo universale. Allora mi sa che su alcune cose sarà bene che rifletta su e provi a credere che sono davvero successe, che è tutto vero ed il duemilasei è andato veramente così come non me lo aspettavo.

Credo che le emozioni vissute quest’estate per Germania 2006 non torneranno mai più, perchè nel corso di una vita può capitarti al massimo una volta sola di vincere un Mondiale durante la gioventù e festeggiare ed urlare ed essere felice a quel modo, a meno che tu non sia connazionale di Ronaldinho e frequenti le spiagge di Copacabana. Ciò non toglie che vinceremo altri Mondiali e sarà bello lo stesso, in maniera diversa.
Credo che il fatto che l’Italia si sia tolta dai piedi una figura interlocutoria come Silvio Berlusconi sia più che positivo, indipendentemente dalla propria fede politica. Almeno non continueremo a fare figuracce all’estero e torneremo a discutere di politica per un Paese non ragionando più in ottiche aziendali che ci hanno portato al ridicolo.
Credo che dal governo Prodi tutti si aspettassero qualcosa di più, che la vittoria risicata li abbia resi fragili e vulnerabili, ma che se avremo pazienza forse i pochi frutti della politica a lungo termine si vedranno. O almeno lo spero ogni giorno, prima di ricordarmi di alcuni imbarazzanti soggetti che occupano la carica di Ministro.
Credo che il mondo saprà fare a meno dei tre dittatori che ci hanno lasciato quest’anno, e che la forma di governo dittatoriale sia completamente priva di senso nel ventunesimo secolo ancora più di quanto lo poteva essere durante il Secolo Breve. Ciò non toglie che il modo in cui sono morti sia completamente sbagliato ed inutile. Slobodan Milosevic e Augusto Pinochet, morti di cause naturali senza che giustizia fosse fatta spedendoli già anni fa ai lavori forzati su qualche isola sperduta e per i quali non c’era ergastolo che tenesse, e la triste impiccagione in cappotto dello spauracchio degli anni Ottanta iracheno. La fine di Saddam Hussein rappresenta un inutile gesto lasciato compiere dagli americani per dare un senso e un giro di boa ad una guerra ormai eterna e irrisolvibile e che il dittatore paga nel modo più sbrigativo possibile come un martire qualsiasi, senza che la politica abbia provato a muovere timidi passi contro l’arroganza della vendetta.
Credo che riusciremo a fare a meno anche dei sermoni di Oriana Fallaci, anche se abbiamo perso senz’altro una grande scrittrice e forse l’unica icona di riferimento della cultura destrorsa orfana del grande Montanelli.
Credo che arrestare Provenzano il giorno dopo la vittoria alle elezioni sia una grande vittoria di Prodi (risaaate). Una grande botta di culo ed un ritorno di immagine gratuito e nemmeno lontanamente sognato.
Credo che un comunista alla Camera, ed uno al Colle sia qualcosa di talmente buffo e fuori dagli schemi che nemmeno la buon’anima di Berlinguer se lo sarebbe sognato e credo si sia divertito da lassù a seguire gli eventi di questa primavera. Spanciando di gusto peraltro per l’elezione di un trasgender tra le file di Montecitorio.
Credo anche che sperarci ancora dopo la sconfitta alle politiche, alle amministrative e dopo la strombazzata al referendum costituzionale sulla devolution sia accanimento e testardaggine. Solo un uomo irriducibile come Berlusconi poteva parlare ancora di "coalizione" dopo tanta vergogna.
Credo che la Juventus in serie B, l’Inter che vince lo scudetto a tavolino dopo mille anni, il benservito a gente polverosa e intoccabile come Moggi, Galliani, Biscardi e dello star system generale del calcio dietro le quinte sia un po’ il sogno di tutti noi che odiamo per antonomasia i poteri forti e ci incazziamo quando la Signora vince ogni partita grazie a sviste arbitrali. Credo anche che un campionato così brutto e noioso non si sia mai visto e che le Grandi, in quanto tali, le vogliamo tutti al loro posto al vertice a lottare con i denti. Sia mai che capiti un pirla pettinato con la sciarpa e porti senza nemmeno una goccia di sudore una squadra di stranieri alla vittoria dello scudetto italiano.
Credo che sia quantomeno giusto che Santoro sia tornato in tv. Credo anche che non sia automatico debbano rientrare anche Biagi e Luttazzi per forza. Uno è ormai quasi balbettante e abbiam perso 5 anni di lucidità giornalistica per colpa di un diktat bulgaro, l’altro ha programmi e contenuti ancora troppo forti per una tv i cui vertici sono ancora saldamente al loro posto e che poco apprezza comici e buffoni di corte che dicono la verità dietro la spada tagliente del farsesco.
Credo che la Lecciso non si vedrà mai più in tv. Avendo già partecipato ad un reality mentre era in auge senza essere nessuno, non dovremo nemmeno sorbircela tra dieci anni sforzandoci di ricordare chi diavolo fosse.
Credo che i parenti dei soldati in Iraq siano contenti di aver trascorso il Natale con i loro cari, e che uno dei più grandi desideri del popolo italiano si sia finalmente realizzato. Credo anche che ora Rifondazione avrà un leit motiv notevole in meno per le proprie manifestazioni. Ah, gia. E’ al governo ora.
Credo che la blogosfera tutta sia felice anche senza i post fintocattivi di Blogdiscount (che ha sospeso l’attività nel febbraio scorso) ma che la bolla blog sia talmente scoppiata e abusata dai massmedia che mi pare imminente l’evoluzione verso qualcosa di diverso e più mainstream. Meno parole, più loghi e suonerie vendute con contorno di news di gossip scritte da qualche signor Nessuno. Sopravvalutato, come sempre.
Credo che non se ne possa davvero più dei film di Natale e che la separazione di Boldi e De Sica, dovesse tradursi in due film separati ogni anno, è una disgrazia della peggior specie.

Credo che tutti questi ricordi sembreranno nulla un giorno, dietro al ricordo di un bacio, di un abbraccio e di una persona che mi è stata al fianco in questi tempi difficili trovando qualcosa di buono in me, che valgo poco e niente ma vorrei dare tanto a chi sa di meritarlo. E che porto con me di là dal fiume, chiudendo e infine impacchettando in una scatola dorata tutti questi ricordi perchè rimangano nella mia mente come indelebili frammenti di un esistenza che è transitata anche di li.
Prendendoti per mano attraverso il ponte fiducioso e guardo indietro. Il cielo azzurro sopra Berlino ride per l’ultima volta quest’anno e tra breve le tenebre chiuderanno l’ennesimo capitolo. Nel tuo sorriso e nei tuoi occhi felici leggo stupore ed attesa:
Che altro c’è? – mi chiedi.
– Non ho preso il pezzo di carta. Ci sarà di qua?
Magari si, che altro vuoi dalla vita?
– Speriamo bene.

Paolini – Teatro di Vita

Ascoltare e immaginare, solo in alcuni casi, diventano un’azione automatica e ipnotica. Quando l’oratore è particolarmente attento ai particolari, quando gesti, parole, sguardi, sorrisi vengono utilizzati completamente per raggiungere l’arte sublime del raccontare, solo allora, il pubblico rimane esterefatto. Non parla, non ride, non piange. Rimane semplicemente fermo, bloccato.Come sospeso tra due universi comunicanti. Non si rende nemmeno più conto di avere smesso di respirare, milioni di secondi fa. Gli occhi sono contornati da lacrime che non riescono a scendere, intimorite da quel silenzio quasi sacrale, preoccupate di creare un disequilibrio tra quegli spiriti che si stanno toccando, senza nemmeno immaginarlo. Un Oratore e una Platea. Un uomo che cattura l’immaginario collettivo, il Cuore delle sensazioni più intime del Corteo di emozioni camminanti verso di lui.

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2006: my soundtrack

Un anno incredibile, costellato di eventi e svolte importanti, di routine e calma, di corse sfrenate e movimento. Un anno di musica di ogni tipo che ha riempito le giornate, accompagnato momenti, serate, pomeriggi, festicciole, sbiciclettate. Nel 2006, a 23 anni suonati, ho imparato tante cose in più. Alcune belle canzoni di qualche anno fa, altre novità dell’anno, o chicche di nicchia. Il mio 2006 ha suonato soprattutto così:

Ludovico Einaudi – Nuvole bianche (l’autunno)
Bandabardò – Manifesto (dinamismo, movimento)
Beirut – Postcards from italy (l’estate afosa in città)
Lovecoma – Capitano (la dolce primavera sonnolenta gironzolando in macchina)
Moltheni – In centro all’orgoglio (bologna)
Piero Umiliani – Crepuscolo sul mare (un aperitivo romantico in riva al mare al tramonto)
Damien Rice – Eskimo (un film)
Eutimia – Amaranta (Aureliano Buendia)
Giorgio Canali e Rossofuoco – Savonarola (i nostri live in giro per la Bassa)
Non voglio che Clara – Cary Grant (il sapore caldo degli ultimi giorni di marzo)
Pearl Jam – Come back (potenza e amore)
Strip Squad – Unreliable narrator (ferrarapadova a squarciagola)
Rachael Yamagata – I wish you love (locali notturni)
C.O.D. – Canzone contro di me (stasi)
Buen Retiro – Demodè (ferrara carpi solo andata)
Samuele Bersani – Lo scrutatore non votante (la sbornia elettorale)
Billie the vision & the dancers – One more full length record (l’estate spensierata)
Domotic – I hate you forever (plug in baby)
Mstrkrft – Easy love (Ferrari, Miami)
Violea – Calliope (giuria tecnica)
Virginiana Miller – La verità sul tennis (il giardino dei Finzi Contini)
Cesare Basile – Il deserto (agosto)
Julie’s Haircut – Satan eats Seitan (Renfe)
Muse – Knights of Cydonia (Queen)
Regina Spektor – Us (correre via)
Kiko – Stelle e altalene (l’Amore dolce)
Gianmaria Testa – Città lunga (fumo)
Gianna Nannini – Io (lei)
Milo – Non crederò (i Modena)
Daft Punk – Technologic (sorella)
Afterhours – Cose semplici e banali (puglia birra naso all’insù)
The Moffs – Another day in the sun (Frittole)
Carpacho – Regole per un cervello difettoso (halloween)
Radio Dept – Strange things will happen (inverno)

Auguri dall’isola di Pasqua

Il caso Pinelli

"Anche quando avranno scoperto i colpevoli o provato la mia innocenza, non potranno cancellare i segni di ciò che hanno fatto. Spero solo che avvenga molto presto e sono sicuro che molta gente, in avvenire, sarà a doversi scusare ed abbassare gli occhi". – Pietro Valpreda, lettera dal carcere –
 
In piazza Fontana, nel giardino della questura, di fronte alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, è posta una targa: "Pinelli, ucciso innocente nei locali della questura". Poco tempo fa, il sindaco di Milano Albertini, ha sostituito il tutto con un ricordo più morbido. Pinelli, difatti, risulta oggi Morto Innocente, non più Ucciso. Una differenza sostanziale. Soprattutto se riguarda una tragedia che ha modificato il modo di pensare Italiano.

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Tempismo

Non hanno mai negato un funerale a nessuno. Criminali, assassini, stupratori, pedofili, ladri, farabutti, anche il più indegno delle creature divine ha ricevuto uno straccio di funerale. E poi alla vigilia di Natale (coincidenza sinistra) non lo concedono a un essere umano che ha tentato di eseguire con dignità, seguendo la propria volontà, il compito più difficile che possa capitare a un uomo: morire.

Questo sguazzare nei cavilli dei sacri riti ricorda il più cieco burocrate che si muove sadico tra le pieghe dei protocolli, ricorda una perversione degna di un serial killer disturbato. Soppesare e distinguere, quando muore un uomo, non conviene ai messaggeri divini, e la parola "vergogna" questa volta non è stata usata a sproposito. Di una cosa vorrei ringraziare il puntuale Vicariato: l’indignazione per la sua precisazione tramite comunicato stampa mi ha fatto tornare alla mente sbiaditi ricordi del Catechismo, quando mi leggevano un libro in cui stava scritto che per creare una Chiesa basta che si riuniscano due persone a pregare. Un implicito promemoria da usare come anticorpo contro la cancrena che oggi pervade gli Apostoli del Signore.

Concorso n°3

È finalmente arrivata la fantastica iniziativa natalizia di Ciccsoft! Potete vincere una fornitura annuale di ciccioli canditi se rispondete ad un  semplice domanda: "Quale sarà la prossima categoria di giornalisti che sciopererà?"

P.s.: buon natale e tenete il resto luridi bastardi!

Piazza Fontana – Tutta la storia (o quasi)

Vassillikos (scrittore Greco), scrisse, riferendosi al loro colpo di stato: "Anche noi non credevamo che in Grecia fosse possibile"
 
"Ci sono state esplosioni nel pomeriggio, a Milano e a Roma. La più grave è avvenuta a Milano, nel salone centrale della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Per lo scoppio quattordici persone sono morte, un’ottantina sono rimaste ferite o contuse. Sembra accertato che sia scoppiata una bomba. Il fatto, per la sua atrocità, è il più grave che abbia colpito Milano in tempo di pace."
[Dal telegiornale della sera del 12 dicembre 1969]

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I limiti nostrani al dialogo sulla bioetica.

La morte di Welby offre nuove scuse per ritardare ulteriormente un dibattito serio e doveroso su argomenti delicatissimi riguardanti la bioetica che in Italia è impossibile affrontare a causa sia della presenza piuttosto invasiva della Chiesa Cattolica sia della manipolazione becera assai poco corretta che si fa di certe situazioni.
Quello di Welby è un caso molto particolare. Aveva chiesto di non essere attaccato al ventilatore in caso di crisi, aveva chiesto di non essere rianimato di essere lasciato morire. All’epoca.
E’ stato invece soccorso dalle stesse persone che ora l’hanno accompagnato, seppur con dolore, fino alla fine, allora non fu rispettata la sua volontà, E’ difficile anche solo pensare di trovarsi in situazioni simili se non ci si è passati. Trattasi di aspetti diversi della soggettività.
Il problema è che certe questioni, vedi la definizione di "accanimento terapeutico" non possono essere soggettive. Welby considerava la sua una situazione di accanimento terapeutico, persone in stati analoghi continuano a sperare che la scienza faccia il miracolo. Non si può parlare così alla carlona di accanimento terapeutico nel momento in cui si parla di persone con la mente lucida in grado di provare emozioni ed esprimere lucidamente pareri propri.

Si può invece aprire un ragionevole dibattito per tenere conto di una volontà espressa lucidamente, reiteratamente in presenza di testimoni e di motivazioni valide laddove si sia dimostrata l’assenza di qualsiasi influenza o manipolazione.
Ma son questioni delicate, e chi le affronta necessita di preparazione medica, di cultura in ambito di normativa bioetica e di una grandissima distanza da qualsiasi ideologia o dietrologia di sorta.
Ora noi tutti ci possiamo indignare, possiamo offire il nostro sostegno, il nostro conforto e la nostra comprensione oltre ogni limite. Ma non è cavalcando l’onda emozionale che si arriverà a una normativa seria in proposito. Analizzando caso per caso non si arriva da nessuna parte.
In questo momento la maggior parte di coloro che han seguito la vicenda hanno un’idea scorretta di quel che è successo. Un’idea nella maggior parte dei casi dettata da preconcetti.
Lo dimostra anche una certa intransigenza verbale che si ritrova nelle discussioni in materia, che va a precludere il dialogo laddove per un passo indietro se ne fanno quindici avanti.

Di fatto non si può legiferare partendo da presupposti sbagliati, e la cosa peraltro più grave è che comunque la si veda il nostro parlamento non ha le competenze per farlo in maniera corretta.
Ora c’è stato il caso mediatico, Welby ha avuto ciò cu agognava (l’avrebbe avuto in tutti i casi, chè in Italia è pratica comune) ed è stata rispettata la sua libertà di individuo. Io però personalmente mi ritrovo a constatare quanti falsi miti sian stati creati per alimentare polemiche, in nome dell’una o dell’altra "squadra", il tutto su un "caso". Scottante e che va a toccare  una fascia trasversale dell’elettorato, quella del "dolore", e nessuno può rimanere indifferente.
Non è però andando avanti a dietrologie che si costruirà qualcosa di serio in ambito bioetico e medico.
E l’"evento mediatico" tra pochi mesi sarà un mero ricordo nellamente dei cittadini, dei giornalisti e dei politici italiani che staranno a dibattere sul fatto che le mezze stagioni sono tornate.
Ed essendo una che i radicali li ha votati provo una gran tristezza, come all’indomani delle politiche.
Sarà colpa mia, chè in fondo le mezze vittorie di Pirro mi han sempre fatto un po’ pena.

Il principio e l’eccezione

Fare l’eutanasia significa letteralmente dare la morte e questo sicuramente non può essere considerato compito del medico.
Altro è dare al paziente una appropriatezza e proporzionalità di cure nel rispetto degli indirizzi del malato stesso quando egli è in grado di esprimerli coscientemente.
E’ inoltre fondamentale evitare nei casi clinici complessi qualunque mistificazione e strumentalizzazione, sempre nel pieno rispetto della dignità della persona umana ancor più se malata.
Anche se fondamentalmente contraria ad una liberalizzazione della eutanasia, problema legislativo molto complesso e pericoloso, ritengo di dover esprimere la mia grande solidarietà all’amico Mario Riccio che ha messo a disposizione di Piergiorgio Welby le sue competenze di anestesista-rianimatore e di bioeticista , pur sapendo dei grossi rischi che si possono correre con i riflettori puntati addosso.
Parecchi anni fa Mario ha imparato ad intubare i malati della rianimazione ed a salvare loro la vita vicino a me che sono un po’ più grande di lui .
Ha imparato quanta soddisfazione dia salvare una vita e quanta frustrazione non riuscirci neanche con i più potenti mezzi tecnici che pure talvolta falliscono e diventano fonte di grande sofferenza .
Penso che, a qualunque parte politica si possa appartenere, chiedere 15 anni di carcere per Mario è pura follia.
Donatella Giannunzio, Ospedale di Cremona

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

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le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)