New Born

When you’ve seen, seen
Too much, too young, young

L’attesa si stava facendo problematica, con delle bavaresi formose che gorgheggiavano Vertigo sparata dalle casse per "caricare" la folla. Poi era Map of Problematique, ed era come fosse stato premuto il tasto reset della serata. All’inizio stavo per chiederle di porgermi il defribillatore che aveva nello zaino, per assecondare i messaggi tutt’altro che rassicuranti che tentava di mandarmi il mio muscolo cardiaco. La situazione si era fatta particolarmente critica dal momento che mi ero ritrovato parte di un movimento tellurico di placche tettoniche. Quello non era il "classico" pogo, ma un didò di proporzioni enormi dove tutti erano schiacciati e tutti seguivano il movimento organico di questo mosaico umano. Nel frattempo sul palco Bellamy aveva il vento in faccia e picchiava le note di quello che sarebbe diventato il "mio" Concerto Definitivo. Quando tutti si sono accorti che nessuno sarebbe arrivato vivo alla quarta canzone, la crosta umana si è placata e ha lasciato spazio a normali salti di tre metri e urla forsennate. Ed è lì che ho messo in scena tutto il mio modesto ma sentito campionario delle emozioni. Dopo un mese passato a intraprendere una relazione poco proficua con il libro di testo, causa ma non solo di un principio di gastrite, ho iniziato a far soccombere gli acidi del mio stomaco con una base poderosa di Muse. Canzoni acide che corrodevano le mie pareti interne. Una lavanda gastrica che ripuliva le incrostrazioni di troppi pensieri fissi, di stress adulto e incomprensive incomprensioni accumulatesi nei giorni passati, per lasciarmi pulito e splendente come un bicchiere di cristallo dopo un lavaggio con le pastiglie Finish. Ho chiuso gli occhi ondeggiando la testa con i capelli bagnati di sudore, ho alzato i pugni e battuto in aria replicando alle scariche della batteria, ho saltato come un canguro solitario durante il finale epico della mitica Knights of Cydonia, gli ho lanciato l’occhiata d’intesa per sancire che sì, stavamo scrivendo la definizione di Concerto sul nostro personale vocabolario. Dare forma concreta a pezzi riascoltati decine di volte, urlare agli urli del cantante (molte canzoni dei Muse scaturiscono in urli collettivi, che più di epico sanno di catarsi, liberazione), prosciugarsi di energie per accogliere quelle della serata: ecco che alzi le mani a palmi aperti per incanalare le luci del palco, e sperare che almeno una goccia rimanga con te e non scivoli via dal tuo corpo. E non badi più a quanto ti ritrovi buffo e un tantino esagitato nel non volere nemmeno accendere la radio durante il ritorno in autostrada, a preservare intatta la salma di ciò che hai appena vissuto. Per molti giorni seguenti non toccherai una loro canzone, sarebbe come riverniciare una cancellata di legno vivo, e coprire tutte le sue nervature. Sarà la pioggia e il vento a inzupparlo e lasciarlo sedimentare tra i tuoi ricordi. Per il momento si va direttamente a letto sudati, sporchi e spogli di qualsiasi spirito critico. Con quel sorrisino ebete appoggiato sulle labbra.

PS: La scaletta del concerto di ieri sera (Muse – Palamalaguti – Bologna) la potete trovare qui.

7 Responses to “New Born”


cribbio
Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)