L’esistenza di Dio

Prendiamo una famiglia. Padre, madre e due figli.

Persone normali, nè ricche nè povere, senza gravi peccati alle spalle. E con una enorme Fede.

Uno dei due figli si ammala. Un male incurabile. Non è importante specificare quale.

I genitori pregano per lui.

Il bimbo guarisce.

C’è una seconda famiglia. Padre, madre e due figli.

Non sono differenti dalla prima famiglia. Tutto uguale.

Persone normali, nè ricche nè povere, senza gravi peccati alle spalle. E con una enorme Fede.

Uno dei due figli si ammala. Un male incurabile. Non è importante specificare quale.

I genitori pregano per lui.

Il bimbo muore.

Non è la dimostrazione che Dio non esiste?

22 Responses to “L’esistenza di Dio”


  • No.
    Questo post offende l’intelligenza di un laici e credenti, indifferentemente.

  • non c’entra un cazzo, è un caso, allora secondo questo ragionamento non dovrabbero neanche esistere i tumori, e nemmeno le guerre, e nemmeno gli incidenti stadali…

  • Che tanto la dimostrazione dal mio punto di vista era pure superflua… 😉

  • Concordo con Ninna_r e Gabriele. Siamo andati oltre queste cose, Alice. Se questo è i livello di ateismo italiano mi è chiaro perché vivo in un Paese demenzialmente cattolico.

    ps. l’avverbio è stato usato pensando al come e al perché un Paese come il nostro tenda al Cattolicesimo, non al Cattolicesimo in sé. Che qui bisogna spiegare tutto, da un po’ di tempo a questa parte.

  • io non sono atea.
    ma, a parte questo, non prendete tutto per scontato.
    Chi dice che un’argomentazione del genere non è valida?
    E poi, se non è valida, perchè le persone pregano? Se tutto è uun caso, tanto vale accettare che Dio può anche esserci, ma non serve a nulla.
    Tanto non interferisce mai.
    Tanto più che qui non si tratta di libero arbitrio (non interferire sulle guerre è sacrosanto) ma di fatalità.
    L’esistenza di Dio non è dimostrabile, sicuramente, ma l’inutilità della preghiera e la cecità della fede, a mio modesto parere, sì.
    e basta davvero un post stupido come questo.

  • La Fede non va spiegata, e non si prega per avere un tornaconto, perchè per chi crede, la preghiera non è nè utile nè inutile. E’ altro, è qualcosa di indispensabile e vitale. Ma non sono affatto la persona indicata per spiegarlo.

  • non nel cristianesimo. Dove persino nel padre nostro ci sono richeiste specifiche.
    Il cattolicesimo è l’unica religione in cui si prega per ottenere qualcosa.
    Basta pensare ai santi, per esempio.
    Ma gli esempi sarebbero veramente milioni.

  • Non si prega per “ottenere qualcosa”. La preghiera non è un atto pratico, ma un atto di fede, per l’appunto. Se c’è un prete in sala, che si faccia avanti. Dimenticavo, hai omesso il terzo e quarto caso: ovvero i genitori “non pregano”, e il figlio muore, oppure guarisce.

  • “persino nel padre nostro ci sono richeiste specifiche. Il cattolicesimo è l’unica religione in cui si prega per ottenere qualcosa” Sono sconcertato dalla tua ignoranza in materia: non si prega affatto per ottenere qualcosa, perché non è sicuramente il modo giusto per ottenerla. La preghiera è adorazione, ringraziamento, richiesta di perdono ed eventualmente richiesta di altro, ma solo dopo aver fatto tutto il resto. “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato” (Gv 15,7) Per chiedere a Dio bisogna essere in determinate condizioni spirituali, e dubito che nelle altre religioni sia diverso. Per quanto riguarda la tua frase sul Padre Nostro, ho già risposto in quanto tale preghiera è il riassunto dei quattro punti citati prima. Anzi, il finale del Padre Nostro non è altro che la richiesta di liberazione dal male, in cui non ci vedo niente di strano!

  • Alicesu, immagino le buone intenzioni di laicità, eccetera, ma hai detto una stupidaggine.
    Nel cattolicesimo non si prega per ottenere nulla, e il Padre nostro è tutt’altro che un elenco di richieste specifiche. Sarebbe stato meglio se prima di scrivere questo post avessi fatto qualche domandina a un paio di credenti, giusto perchè non puoi parlare di preghiera e di dottrina cattolica senza conoscerla.
    Concordo con Sasaki, se l’ateismo in Italia è ridotto a questo punto, al “i bambini muoiono di fame, quindi Dio non c’è” siamo messi male..

  • Beh, io sono atea da sempre perché non ho mai sentito la necessità / la spinta per credere. La fede o ce l’hai o non ce l’hai, non è una scelta che si può fare “a tavolino”. Né per un calcolo di comodo.

    Quindi il discorso sulle richieste esplicite cade. Secondo me, parere da “atea praticante”, ridurre il tutto a una semplice equazione di questo tipo non funziona.

  • Il problema (logico, non religioso) è che quello contenuto nel post non è un argomento. Perché lo fosse servirebbe una premessa del tipo: “Se Dio esiste, chiunque lo preghi chiedendo qualsiasi cosa viene esaudito”. O qualcosa di simile.

  • Sei riuscita nell’impresa di farmi condividere qualcosa con il Neurone Pigrone Cattolic version, il massimo direi.

  • Facciamo un esperimento? visto che l’argomento vi interessa parecchio (tredici commenti, per quanto tutti contro al mio parere, sono pur sempre un sintomo di interesse), fate VOI delle domande ai credenti.
    Personalmente, mi interesso molto di religione. Naturalmente, questo vuol dire poco. Per poter dire di “intendersi” dell’argomento, bisognerebbe studiare SOLO questo. e sicuramente io non posso dirmi teologa.
    Ma conosco molto bene la religione cristiana. Conosco abbastanza bene l’ebraismo. E perfettamente gli Hare >Krsna, con delle incursioni, logicamente, nell’induismo.
    Elencate le mie “credenziali” viene abbastanza logico pensare che con i credenti io ci abbia parlato.
    MA nessuno di loro conosce la religione a cui sta facendo affidamento.
    Dice bene chi afferma che la preghiera non è affatto una richiesta specifica. Assolutamente vero, ma non per i cattolici. Noi siamo solo riti, ma senza più valore profondo. Un mantra, un canto corrispondo a una comunione con l’eterno. Lo fanno gi ebrei ma non noi.
    Il motivo per cui non mi piace il cattolicesimo non è per il “fondamentalismo” di cui siamo intrisi e(altrimenti avrei vittima facile nei tanti odiati islamici), ma semplicemente perchè la nostra religione (purtroppo anche mia, visto che sono battezzata) ha perso i veri significati. Il nostro testo stesso è una variante del testo sacro ebraico, eppure ne ha smarrite le origini. Le parole sembrano le stesse, ma il succo è totalmente traviato.
    Anche il metodo di preghiera.
    Comunque, il mio post è anche superficiale e stupido – naturalmente – ma vi ricordo che Russel, che viene considerato come uno dei massimi filosofi, dava, come dimostrazione del fatto che Dio non esiste il fatto che “se Dio ha creato il mondo, chi ha creato Dio?”.
    E se non è stupido questo, come argomento…
    A questo punto, mi chiedo, le persone che vanno a Lourdes ci vanno per un viaggio o per una richeista?
    Colui che prega per la salvezza del figlio (e non negate l’evidenza: ci sono eccome e non sono la minoranza) che cosa sta facendo?
    Perchè dobbiamo dire “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” eccetera eccetera, quando invece Dio provvede semplicemente a noi solo per il fatto che ci ama? Non è forse anche questa una richiesta?

    Gli ebrei dicono che Dio non interviene. Dio è solo il mezzo per un cammino interiore.
    Gli Hare Krsna cantano l’amore e sanno che Dio ha una soluzione per tutte le cose?
    e i Cristiani?
    Tra l’altro, la discussione su Dio è uno dei pilastri portanti per credere. Il talmud, infatti, viene studiato almeno da due persone insieme, perchè deve essere frutto di discussioni.
    Non esiste l’attacco gratuito, come facciamo noi – e si dimostra ampliamente dai commenti, ma sapevo a cosa sarei andata incontro – e soprattutto ogni domanda merita di risposta.
    Non do nulla per scontato. Se ci sono esempi come questi – stupidi, certo – che mi fanno dubitare della sua esistenza, ci sono altri elementi che mi fanno riflettere sulla possibilità che ci sia.
    Non ho fede verso qualcosa che non vedo e che non mi parla, ma il senso della spiritualità è ciò che dovrebbe essere più importante.
    ma si perde, sempre. Il cattolicesimo poi mi sta particolarmente antipatico perchè ha perso la spiritualità. Abbiamo dei testi che non conosciamo, persone che in massa vanno in chiesa senza domandarsi nulla.
    Per me questo non è “senso di Dio” e parlare con questi credenti porta solo un accanirsi contro l’ottusità.
    Quindi facciamo così: parlate uun po’ voi con qualche credente. io l’ho già fatto e continuo a farlo… è più forte di me: non posso vivere senza la religione.
    Poi ci rivediamo qui, tra qualche tempo, e vediamo cosa viene fuori.
    ah, dare dell’ignorante solo perchè non si è d’accordo non è sintomo di sapienza. E’ sintomo di intolleranza. Ma questa è tutta un’altra storia.

  • Non avevo intenzione di offenderti, ma il tuo commento mi ha dato seriamente quell’impressione. Innanzitutto quelli che non si fanno domande siamo noi italiani, cosa che facciamo continuamente. Se non conosciamo i testi è colpa per metà nostra, come appena detto, e per metà di chi ha svolto ruoli educatoriali negli ultimi anni: ti assicuro che è uno dei problemi maggiori tra le parrocchie, al giorno d’oggi! I cattolici “nel mondo” sono molto più istruiti di noi, non basarti solo sull’igoranza (in molte materie) del popolo italiano!

  • per Neuroni: probabilmente hai totalmente ragione. Noi italiani siamo abbastanza ignoranti (e abbastanza è un eufemismo). Però ho conosciuto cattolici Ecuadoreni e l’impressione è la stessa.
    Il problema dei testi è, a parer mio, la traduzione. Se deriva dall’ebraico (e aramaico) la traduzione sbagliata è un passo breve. Anche il nome di Dio in fondo non si dovrebbe nemmeno pronunciare. O i comandamenti che sicuramente non sono gli stessi “dettati” da Dio (che probabilmente non ha dettato nulla… ).
    Insomma, le differenze e le imprecisioni sono talmente tante che l’ignoranza è d’obbligo (a meno che la teologia non diventi qualcosa di più di un passatempo).
    Comunque abbiamo sviato l’argomento (come era inevitabile. Non si può parlare di Dio mettendola sul ridere o sul superficiale, come ho tentato comunque di fare)..

  • No, non lo è. Per lo stesso motivo per cui, per chi crede, quello stesso bambino è nato.

  • La butto lì, come un Lennon vecchia maniera: l’immagine che ho io di un mondo migliore è un posto dove esiste la politica (in quanto idea/ideali) ma non i partiti. E dove ci sono tante spiritualità, tutte diverse da persona a persona [così come sono diverse le persone stesse], ma SENZA RELIGIONI. Lo so, è un’utopia, ma si crederebbe di meno? Non penso. Forse si crederebbe meglio perché ognuno avrebbe DAVVERO costruito una fede su se stesso, e i dogmi tout-court non sussisterebbero, a meno che non si vogliano considerare “dogmi” i valori vissuti da ogni singola persona interiormente. Forse sarebbe il caos, forse invece no. Chissà. Io penso sempre alle parole del succitato Lennon: «Imagine there’s no countries / it isn’t hard to do / nothing to kill or die for / and no religion too.»

    [Perdonate il delirio]

  • per gen: anche a me piacerebbe tanto un mondo così. Perchè il marcio non sta in Dio, ma in ciò che le religioni riescono a fare degli uomini (oppure gli uomini delle religioni, dipende dal punto di vista).

  • Qualcuno potrebbe pur dire che il bambino morto va in paradiso prima e quindi è più fortunato dell’altro.

  • Ben detto da neuroni sull’ignoranza Italiana… In Canada è quasi l’opposto, ma l’ignoranza è diffusa ovunque, e l’Italia è comunque un paese dove, volendo, si può conoscere abbastanza. E’ ascrivibile alla pigrizia delle persone. Aggiungo solo che ci sono casi a parte, anche laici, da considerare e contattare.
    Su Russel e l’esistenza di Dio: Russel prende le leggi della realtà (nulla si crea e nulla si distrugge) per applicarle a chi l’ha creata. Come si fa? E’ un paradosso, più delle 5 prove di S.Tommaso che pretende di smontare! Se disegno una GIF sul PC, sono bidimensionale anch’io? Io poi, sono più tridimensionale degli altri… Vabè. Se Dio c’è (e io lo so: c’è!) è totalmente altro, non lo vesti con il tuo gilet, a meno che lui non voglia, o no?
    C’è un rischio di inobiettività che mi piacerebbe segnalare a tutti, credenti e non credenti: se diciamo noi chi è Dio siamo noi a creare Dio (Nietzsche: siamo noi Dio), dunque, Dio non è onnipotente nè tutto il resto, perchè noi non lo siamo. Se Dio c’è ed è persona, essendo così diverso da noi dobbiamo arrenderci al fatto che o si rivela, o non lo conosceremo mai davvero bene! Di qui le religioni. Possiamo dire però che, aldilà dell’origine dell’universo, c’è qualcosa in noi che difficilmente possiamo ascrivere alle leggi della realtà e che chiamiamo “anima” (il gusto del veramente bello, il dono della vita, il perdono disinteressato), e questo ci fa capire che qualcuno ha fatto qualcosa dentro di noi che non è frutto del caso e non obbedisce alle leggi della realtà. Probabilmente è già una sorta di “Rivelazione”. Di conseguenza una religione ce la cerchiamo tutti, ma dobbiamo sforzarci di cercare LA persona che ha fatto questo dentro di noi, non una a caso. Proprio quella, non altre. E’ un’onestà che tutti, credenti o non credenti, fatichiamo a vivere, John Lennon non ha parlato di un’utopia, ma ahimè, di una pratica frequente e non autentica.
    La mancanza di spiritualità del Cattolicesimo, a dire il vero, fatico a scorgerla. E’ chiaro che ognuno di noi ha una nonna in cariola che è credente (spesso più di noi) ma che il massimo che riesce a far rientrare nella mente della fede è la successione dei misteri del Rosario. E’ ovvio che il Cattolicesimo non è lì, come non è in una biblioteca superfornita di libri su teologia, pastorale, dottrina sociale e spiritualità (e c’è tanto). Sono Cattolico non perchè il Cattolicesimo è il più perfetto sistema religioso-etico-filosofico che esista, purchè penso che lo sia, ma perchè mi trovo bene con Gesù Cristo… La liturgia non è la mia unica preghiera, anzi, ma non lo è neanche la meditazione personale. A Dio le cose le chiedo perchè siamo felici entrambi di avere una relazione, di parlarci e di coinvolgerci vicendevolmente nei nostri progetti, ma è chiaro che ne sa di più lui, e quando divergiamo in qualcosa dovrei (non lo faccio sempre) tenerlo a mente. Se poi Dio non mi esaudisce e devo soffrire, non è mica per colpa sua! Il male nel mondo non ce lo mette lui! Si occupa di tutti, ma non vuole scavalcare la nostra libertà di portare nel mondo quello che vogliamo, il bene o il male. Se portiamo il bene moltiplica i nostri sforzi e realizza bene per tutti, non solo per chi si sforza. Se portiamo il male, rinunciamo a lui, quindi non viene a sostituire a forza il nostro male col suo bene… Saremmo delle marionette! Dio non è ingiusto perché c’è il male, anzi cerca di rafforzarci le spalle per sopportarlo. Se i bambini muoiono l’esame di coscienza dobbiamo farcelo noi.
    Dire che Dio non si vede e non ci parla, come tutto il resto, va rapportato alla sua persona. Ascoltare Dio sarà diverso ma magari anche simile ad ascoltare chiunque. Vederlo sarà possibile, ma bisognerà tenere conto di questa sua “non-invadenza”. La fede non è altro che l’adesione che ciascuno può dare ad un cammino di relazione con Dio. All’inizio sembra inutile o impossibile. Poi diventa la tua vita. Oggi è la mia!

  • Oppure dimostra che SE dio esiste, ALLORA deve senz’altro essere un gran bastardo!

    PS: mi spiace, ma nei commenti siete andati OT 😛

cribbio
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