Si muore così, anche se non ci credete.

Quel che è riportato lì sotto è tratto da una pagina un po’ forte.
Tratta di una ragazza di 19 anni, morta sulla tazza del cesso, durante una crisi di bulimia.
Si dice sempre che di disturbi alimentari si muore, quest’articolo spiega il "come". Qui vi si offre una piccola traduzione fatta da una delle ragazze che me l’hanno segnalato. Chi è facilmente impressionabile è pregato di non continuare


Osservate la posizione in cui si trova il corpo, il colore dei suoi arti, il suo stomaco. Aveva solo 19 anni ed era bulimica da 5 anni. Era alta 155 cm per un peso di 43 kg, ed è morta a causa della lacerazione dello stomaco dopo aver ingerito un volume di 5,6 litri di cibo.
Note del caso:
Al momento del ritrovamento, il corpo era nello stato del rigor mortis, che dura dalle 12 alle 72 ore. La presenza di echimosi, stanno a significare che la morte è avvenuta da più di 8 ore. Gli occhi stavano diventando bianchi, e questo accade progressivamente dalle 2 alle 4 ore.Guardano da vicino lo stomaco, si può notare un colorito verde, tipico della decomposizione degli organi (detto livor mortis).Quest’ultimo processo è avvenuto molto più rapidamente di come acccade normalmente.
A causa della posizione, quando lo stomaco è esploso, il suo contenuto si è riversato all’interno del corpo della ragazza. Il sangue  il contenuto dello stomaco ha raggiunto anche ano e organi genitali, si sono create echimosi, e per escludere che si sia verificata una violenza sessuale è stata effettuata un’autopsia.
L’autopsia ha rivelato che lo stomaco si era esteso dallo sterno (gabbia toracica) alle osse pubiche. L’autopsia ha reso note altre anomalie: il suo cuore era piccolo e presentava danni dovuti alla malnutrizione, muscoli distrutti, cellule immunitarie morte. il suo cervello era gonfio (a causa del massivo apporto di sangue dovuto alla rottura dello stomaco), e ha cominciato a fuoriuscire dal cranio dopo la morte. Inoltre è stato evidenziato dall’autopsia che era presente un focolaio di polmonite, e questo non ci sorprende molto perchè è ben noto che la malnutrizione danneggia il sistema immunitario e quindi l’organismo non è in grado di reagire a tale virus.
Il suo stomaco stava già morendo ancor prima di rompersi. Ogni volta che ci si abbuffa, lo stomaco si espande, e se si espande troppo i vasi che trasportano sangue vengono schiacciati, finchè si lacerano e il sangue fuoriesce uccidendo i tessuti circostanti. L’area di tessuto coinvolto nella fuoriuscita di sangue si consuma progressivamente, diventa più sottile, e quindi ad ogni abbuffata il pericolo è maggiore. Vomitare poi è come aggiungere benzina sul fuoco, perchè la pressione sui tessuti dello stomaco aumenta oltre i livelli ritenuti normali.
Ma che ci crediate o no, non è stata la rottura dello stomaco ad ucciderla. è stata una naturale reazione del corpo a provocare la sua morte. Quando lo stomaco si è lacerato, l’organismo ha messo in atto una normale azione immunitaria. L’organismo ha reagito facendo dilatare i vasi sanguinei, la pressione è crollata, lei ha perso conoscenza, il cuore ha ralentato fino a fermarsi. è stato fatto anche un esame tossicologico, ma non è stato rilevato niente di anomalo. Il livello di potassio ovviamente non era significativo, perchè quando muori il potassio fuoriesce dalle cellule.
Un’altra cosa da dire su questo caso. Tornando indietro nel 1800, all’epoca era stato stabilito che lo stomaco potesse contenere solo un volume pare a 4 litri. Per superare tale valore, dobbiamo adattare le dimensione dello stomaco, cioè arrivare a una dilatazione gastrica. La rottura dello stomaco a causa dell’eccessiva dilatazione avviene lungo la curvatura inferiore dello stomaco stesso, il vomito provoca la lacerazione della parte superiore dello stomaco. è inusuale che lo stomaco della ragazza si sia lacerato frontalmente.
Tralasciando il valore intellettuale di questo articolo, esso vuole sottolineare una cosa importante: il punto d’arrivo di queste malattie è davvero spaventoso.

Non è nè di moda nè bello trascorrere i tuoi ultimi momenti di vita sul cesso.

Tratto da qui.

11 Responses to “Si muore così, anche se non ci credete.”


  • non pensavo di essere facilmente impressionabile, ma ora sono molto scossa…

  • Complimenti Rachele, che almeno possa funzionare la paura…

  • Paolo: La paura non funzionerà finche si rimarrà in troppo pochi a dire le cose come stanno. Continuino a trattare ste ragazze come bestie e a togliere loro il rispetto che è dovuto trattando un vero e proprio malessere come un capriccio. Questi sono i risultati.

  • sarà che a me piace mangiare…
    ma mi chiedo: possibile che cominci come un capriccio e poi diventi un malessere?
    forse è per questo che non si dà la giusta importanza alla cosa…

  • No, non comincia come un capriccio. E’ superficiale pensarlo. Ma è quello che passano i media e quindi tutti si sentono autorizzati a considerarlo tale.
    E rimangono ciechi anche di fronte a una cosa simile.

  • Ciao Rachele.

    Sinceramente faccio un po’ fatica a digerire le tue riflessioni su queste cosiddette “malattie sociali”. In questo post e in quello precedente, non fai altro che buttarci addosso (sui lettori) ipotetiche responsabilità che tutti, ma soprattutto noi, dovremmo prenderci in carico. Cito dai tuoi post:

    “Si muore così, anche se [voi] on ci credete…”
    “c’è un esercito di bulimiche… e voi non lo vedete..”
    “spesso vi ritrovate a non saper “vedere” la vostra stessa madre, moglie, amante, amica, fidanzata”
    “proprio dietro la porta del bagno di casa vostra”
    “Questi disagi sono una piaga sociale di proporzioni che voi che vivete nella vostra beata ignoranza con le vostre belle fette di prosciutto sugli occhi non potete neppure immaginare.”
    “E siete voi a ridurle a quel numero sulla bilancia”

    Ora, va bene tutto, ma quella di cui parli è, appunto, una piaga sociale, cioè NON è riconducibile a una responsabilità univoca (voi, cioè noi) ma ha cause molto, ma molto più profonde. Ora io capisco che tu sia rimasta colpita da un lutto di questo tipo (anche io, se è per questo), ma prendersela con NOI non ha alcun senso. Come saprai meglio di me, le malattie dell’alimentazione, spessimo, direi quasi nella totalità dei casi, sono un problema riconducibile alla famiglia, al deserto affettivo che vi regna in questi casi, oltre che ai modelli sociali che ci vengono proposti/imposti (la moda, la magrezza, etc.). Fossi in te, senza offesa, mi imbarcherei in una crociata un po’ più intelligente: invece di insultare noi, sacramenta contro che so? I signori della moda, la famiglia dentro la quale non si riesce a guardare (perchè sacra), la mancanza di assistenza psicologica sul territorio in Italia, l’assenza di cultura sportiva (mens sana in corpore sano).

    Non mi fraintendere, è una battaglia che è degna di essere combattuta, come la depressione, la sclerosi, l’autismo e l’anemia mediterranea. Ma per favore, piantala di attribuire a destra e a manca responsabilità che di fatto, non abbiamo. E’ una malattia mentale, che trova come palcoscenico il corpo. Occorre trattarla come tale e non accusandoci di menefreghismo, insensibilità e dileggio.

    Grazie e stai bene.

    Cyrano.

  • La paura non funziona perché chi sta in quelle condizioni non vede l’ora di morire.

  • paura….non si cura una malattia col terrore quesre cose le vediamo tutti i giorni, non finisce una guerra per i morti sacrificati, capire , solo capire….

  • Sono bulimica,peso 46.3kg per 1.55..sono consapevole della mia malattia ma nemmeno l idea della morte mifa smettere.
    Qualcosa e’ in fondo e non se ne va.
    Qualcosa che un giorno mi ucidera’.
    Qualcosa che narra la mia assurdita’
    Di vita vissuta
    morta tra mani non mie.
    E cicatrici per dire che qualcosa non va.
    Non va non va e’ il corpo che se ne andra’.
    Non cerco di pesare 40 kg o simili cerco di perdere la memoria io.

cribbio
Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)