Monthly Archive for December, 2006

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Poca voglia di farsi prendere in giro

Sono rimasto molto colpito da Piergiorgio Welby, la scelta di rendere pubblica la sua storia, di diventare un simbolo e un punto di riferimento della battaglia di civiltà che rincorre il diritto "liberale" per eccellenza: la possibilità di disporre del proprio corpo nel rispetto della dignità personale.

Non parlo del gesto estremo di disobbedienza civile che gli ha consentito di ottenere la morte che desiderava, ma del coraggio di rendere il suo caso lo spunto per costringere i cialtroni della nostra politica ad affrontare il tema, del coraggio di passare attraverso tutto l’iter della giustizia ordinaria e di smascherare così in un sol colpo l’ipocrisia di un sistema incancrenito da una delirante morale bigotta, cattolica e ciecamente conservatrice. La sua ferma volontà nel fare tutto questo quando avrebbe potuto pensare a se stesso, affidando a qualche medico con più umanità e più rispetto per il paziente la sua fine, senza tanti clamori, senza che nessuno dovesse assumersi la responsabilità di rischiare 15 anni di galera.

In questi mesi la politica ha fatto di tutto per trasformare il dibattito lanciato da Welby in un’altra cosa sfruttando la confusione fra termini come testamento biologico, accanimento terapeutico, suicidio assistito, eutanasia che in bocca ai cardinali e alle binetti di turno vengono preventivamente svuotati di ogni significato. Gran parte di questa nostra politica con il suo lassismo congenito bramava che la morte giungesse "naturalmente", riportando tutto nell’assordante confusione delle dichiarazioni sbrodolate e inconcludenti a cui siamo tutti assuefatti e la decisione finale di Piergiorgio Welby non è che il tentativo ultimo e disperato per evitare che accada.

Ci vuole uno sforzo, di tutti, per sconfiggere la cortina fumogena dei nonsense che si sono potuti e si potranno ascoltare attorno a questo tema, ma va fatto senza nessun arretramento, senza cedere alle lusinghe del compromesso accomodante, della dilazione infinita e della rassegnazione. Non su questo.

Permettere che il Consiglio Superiore di Sanità definisca, giusto tre giorni fa, la condizione medica di Piergiorgio Welby, per il quale era impossibile sopravvivere se non attaccato ad un respiratore e ad una macchina in grado di alimentarlo artificialmente, "priva dei requisiti che definiscono l’accanimento terapeutico" senza una reazione di sdegno e indignazione va oltre la mia soglia di tolleranza.

Grazie a Piergiorgio Welby, grazie a Luca Coscioni e grazie all’associazione che porta il suo nome: meritano tutto il sostegno possibile.

La sfortuna nella sfortuna

Piergiorgio Welby è morto senza essere riuscito a vedere i frutti della sua battaglia.
Giusta per alcuni, discutibile o addirittura immorale per altri.
Caso vuole che si accaduto durante l’ennesimo sciopero che i giornalisi ci propinano.
Ed oggi solo il Giornale ne parlerà.

TheEgo goes podcasting

Occhiaperti Podcast!

I primi frutti del "duro lavoro" sui sacri scranni comunali per il Servizio Civile iniziano a maturare. Lasciate quindi che vi ammorbi un po’ con questa marchetta gratuita per un progetto a cui sto dedicando diverse ore negli ultimi tempi e che speriamo possa avere fortuna in futuro. Dalle parole alla voce e alla musica. Da oggi è disponibile il podcast di Occhiaperti.net, condotto dal sottoscritto in compagnia di altri redattori (come il buon Matteo, ma presto immagino sentirete anche Guido) pronto, registrato e impacchettato nella sua primissima puntata. Talmente prima che l’abbiam chiamata puntata zero visto che si tratta appunto di sperimentazioni radiofoniche.
Ebbene, scaricatevi la puntata e gustatevela tutta. Feed RSS e mp3 si trovano alla pagina http://www.occhiaperti.net/index.phtml?id=4558

Rive gauche

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Tranquilli. Sharon Stone non è diventata lesbica. E’ solo il Corriere che crea refusi incredibilmente brillanti e geniali semplicemente invertendo due lettere di un nome.

Cose in comune /3 Christmas edition

C’è questa via del centro storico, che si trova proprio dietro il mio ufficio, dove il 90% degli appartamenti sono studi legali. La via conduce al Tribunale cittadino e durante il giorno è tutto un brulicare di avvocatizi e procuratrici che corrono in ogni dove incappottati, impomatati, bronzei di lampade nei loro involucri lussuosi targati Mercedes.
Per Natale hanno fatto la pensata. Hanno preso uno stereo di un ufficio, si sono messi d’accordo per chi volesse contribuire e con i fondi stanziati l’hanno collegato ad un paio di altoparlanti che diffondono per la strada orripilanti musiche natalizie a tutto volume. Non sono io ad essere senza cuore, è che le musiche sono proprio spaventose. Non i classici Bianco Natal o Tu scendi dalle stelle – magari – quanto Last Christmas degli Wham, Do they know it’s christmas time dei Band Aid, All I want for christmas is you di Mariah Carey e via dicendo…
I cuori di pietra tutti dediti alle scartoffie, agli incartamenti e ai garbugli che si sciolgono in opere di pubblica utilità acciocchè destare spirto natalizio in ogni passante.
O sfracassare le palle a chi "lavora" li a fianco e vorrebbe potersi ascoltare la musica che preferisce…;-)

Che poi ho l’impressione siano mp3 illegali anche se stanno in uno studio legale.

A Natale si è tutti più buoni

Il Natale sa essere spietatoLa Disney è quell’industria cinematografica che sul Natale ci ha marciato sopra, producendo diversi cartoni a tema. Quest’anno non ha prodotto nessun film d’animazione per le feste natalizie, e molti bambini passeranno il pomeriggio del 25 senza l’appuntamento al cinema. Pare che tra la Disney e il clima natalizio non corrà più buon sangue, come anche la cronaca ci insegna:

La barba bianca, il cappello rosso, il vestito: quel tizio che girava per le strade del parco Disneyworld, in Florida, non poteva che essere lui, Babbo Natale. I bambini continuavano a chiederglielo: «Sei davvero Santa Klaus?». E lui, per non deluderli, rispondeva con il caratteristico «oh-oh-oh», rendendo tutti felici e sorridenti. Tutti tranne i funzionari del parco, ai quali quel Babbo Natale «senza permesso» non piaceva proprio. E così lo hanno avvicinato e senza troppi giri di parole gli hanno ordinato di smetterla oppure di andare via.

Un intollerabile episodio di intolleranza razziale, un’ombra pesantissima su questo Natale 2006.

Aumenta il canone tv

Caro ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, per Natale hai regalato alla Rai l’aumento del canone. La Rai incassa i soldi e l’abbonato il colpo (104 euro). Il tuo comunicato ufficiale dice: "Il canone, che per tre anni è rimasto fermo a euro 99,60, viene in questo modo allineato al tasso di inflazione maturato, cosi’ come previsto dall’art. 47 del testo unico sulla televisione. Mi attendo che le risorse del canone vengano investite per assicurare al servizio pubblico quelle caratteristiche di pluralismo e qualità definite anche dal recente contratto di servizio tra Rai e Ministero delle Comunicazioni. Il cittadino che paga il canone ha il diritto di essere esigente nei confronti del servizio pubblico" (dal sito comunicazioni.it del 14/12/2006). Caro ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, il cittadino ha anche il diritto di essere esigente nei confronti dei propri ministri. Mi aspetto che tu faccia rispettare alla lettera il contratto di servizio. Soprattutto nei punti in cui la Rai si impegna ad innalzare gli standard qualitativi, a trattare temi legati ai fenomeni sociali, politici, economici e culturali del nostro tempo, come il mondo del lavoro, la condizione femminile, l’integrazione multietnica, la globalizzazione, i valori propri della tradizione italiana, il turismo, le rivoluzioni tecnologiche. A far rispettare i divieti nelle fasce protette. Ad aumentare la sottotitolatura dei programmi per i non udenti e le versioni audio per i non vedenti. Ho letto sui manifesti che hai parlato ad un convegno dell’Ulivo/Margherita su questo tema: "I contenuti al centro del rinnovamento della Rai". Presumo avrai fatto un bel discorso. Caro ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, in attesa dei fatti, mi riservo di fare a dicembre 2007 gli auguri di buon natale 2006 a te e alla Rai.

La morte dei Ds (?)

I tre o quattro affezionati lettori del mio blog sanno che il sottoscritto è appassionato sostenitore dell’esigenza del centrosinistra italiano di completare la sua transizione e consolidarsi attorno ad uno schieramento politico riformista di respiro europeo. Questo progetto, che – ad oggi – non può esaurirsi nella valorizzazione dei Ds, lo si chiama comunemente Partito Democratico: era nato per racchiudere Ds, Dl, Sdi e Repubblicani europei, ma poi Ds e Dl hanno pensato che era meglio farselo per conto loro e hanno, di fatto, estromesso tutti gli altri.

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Grazie $iae, bombardaci Pieeero!

viprego.gif C’è questo grazioso localino del centro cittadino che fa serate dal vivo con musica live. Ieri sera eravamo a suonare noialtri, come già avevamo fatto nei mesi scorsi sempre nello stesso posto con discreto successo. Funziona così: noi ci occupiamo della musica, dell’impianto, dell’organizzazione della serata. Il locale si occupa della burocrazia, dell’agibilità, dei compensi, della $iae. Mi sembra pure giusto.
Son le 22.30 circa quando gustiamo un ottimo vin brulè davanti alla porta in attesa di dare fiato alle trombe. Come in un libro scritto male, giunge la notizia dell’arrivo di un ispettore $iae. La padrona del locale si rivolge a noi con retorica domanda e dalla faccia si capisce già che se la sta vedendo brutta:
– Ragazzi, c’è l’ispettore. Siete in regola con l’agibiltà Enpal$?
Ovviamente no, spettando a loro il compito di regolarizzare la pratica.

Quello che dovete conoscere arrivati a questo punto della storia, è che in realtà per snellire la faccenda da un anno a questa parte soltanto tre degli otto componenti della nostra band sono iscritti all’Enpal$. Il sottoscritto, il bassista e una delle sassofoniste.
Viene convocato per primo il bassista dal tizio $iae, un giovanotto ormai vecchio e canuto con l’aria inquisitrice  da bobby di provincia, il cappotto e la sciarpa e una squallida flemma finto amica. Concordano una versione dei fatti, firmano incartamenti, mostrano documenti. Dichiara che non abbiamo pattuito un compenso per la serata, che di solito suoniamo circa una volta al mese, quando va bene due, e che l’ultima volta abbiam preso un compenso X nella data in provincia di Bologna il giorno X.
Poi manda al posto l’interrogato e dice "Avanti il prossimo". Il bassista torna da noi, ci spiega la versione dei fatti da raccontare e ci lascia andare da lui.

Quando riceve me e la sassofonista insieme è quasi spazientito:

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Soluzione ottimale

Stavo riflettendo sulla questione di Piergiorgio Welby. Ne parlai all’epoca del primo appello a Napolitano raccontando l’atteggiamento del "nuovo" TG1 di Riotta capace di trasfigurare e occultare la questione centrale con pervicacia mefistofelica.

Sono giunto alla conclusione che il modo migliore per evitare che la coraggiosa iniziativa di Welby abbia un seguito e un peso nel medievalistico dibattito sull’eutanasia che la nostra politica ci sta offrendo è tergiversare aspettando che muoia da sè.

Mi pare che i politici, la magistratura di roma e gran parte del mondo medico cattolico/obiettore l’abbiano capito molto prima di me.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)