Hail to the barber!

Seduto sulla poltrona rossa di attesa del mio barbiere osservo l’arredamento puramente seventies del locale. L’armadio, le seggiole, il bancone con gli specchi e le luci, i comò ed ogni altra cosa sono colorati di bianco o di rosso. C’è un’atmosfera talmente retrò che anche i modelli delle immancabili foto di ragazzotti belli e pettinati appesi lassù al muro mi guardano implorandoli di non assurgerli ad esempio:
– Per favore, non farti una capigliatura anni ’80 come la mia, salvati o giovinetto!
I pomi dell’attaccapanni, tutti occupati dai cappotti degli astanti che mi precedono, nascondono dietro l’angolo della zona shampoo una collezione invidiabile di calendari sexy. Non uno ma almeno cinque o sei tra cui spiccano grandi classici tra i migliori degli ultimi anni: l’Arcuri, la Canalis, fino all’immancabile ed attesissimo Corvaglia ’07. Certe professioni impongono un clichè: non si può mantenere un’officina o una bottega da barbiere senza una fanciulla che tette all’aria sorride nel mese corrente appesa alla parete.
I discorsi appassionati degli anziani al mio fianco vertono indiscutibilmente sul calcio locale, sulla pesca e sulle vacanze da poco terminate. Sembrano tutti perfetti padroni del dialetto, ottimi pescatori ed allenatori con la scienza in fusa. Perfino la loro vacanza è stata senz’altro la migliore possibile, in qualche resort esotico dove l’importante è spendere, sorridere e godersi il divertimento di plastica in omaggio.

Uno ad uno vengono convocati sulle seggiola pneumatica dove possono continuare il discorso mentre riccioli e ciocche atterrano dolci a terra sotto il lavoro celere e preciso dell’acconciatore di fiducia. Certo, lo strano viavai di clienti tra la zona shampoo e quella taglio avrebbe dovuto insospettirmi. Da quando in qua tutta questa gente con due peli sulla testa sta a perdere tempo e soldi con lo shampoo?
Tra una lettura della Gazzetta e un rapido curiosare tra i fumetti a disposizione non posso fare a meno di notare un bisbiglìo molto discreto che il barbiere rivolge ad ogni cliente che si siede, prima di procedere. Con discrezione spiega qualcosa, ricevendo un cenno col capo come risposta. Che mai dirà a ciascuno di loro?
Le possibilità nella mia testa sono le più svariate:
– Ti piace l’arredamento rosso e bianco retrò?
– Tifi Spal anche tu?
– Hai visto che bomba il calendario di là?
– Il parrucchino lo sfila Lei?

Presto l’avrei saputo anche io. 


Questione di attimi, ancora un po’ di pazienza e anche a me avrebbe fatto la fatidica domanda a cui tutti non possono far altro che rispondere SI.
Per ingannare l’attesa opto per la lettura di un articolo della sezione musicale di Max che parla dei Killers, ed un altro di James Morrison ed un altro ancora che impaziente di conoscere la verità non ho letto, preferendogli il servizio sul backstage della Corvaglia.
Mi chiamano: è il mio turno. Riposti gli occhiali sulla credenza, mi avvolgono nel telo di seta avendo cura di inserire i bordi nel colletto della camicia, affinchè nemmeno uno dei miei pochi preziosi capelli finisca dentro causandomi prurito. Sento che sta per farmi la domanda. L’emozione è fortissima.
– Ehm – si schiarisce la voce il barbiere, avvicinandosi a me.
– Si? – faccio garrulo io.
– Oltre al taglio facciamo anche uno shampino dopo eh? Così togliamo i residui. TANTO E’ COMPRESO NEL PREZZO.
– Compreso nel prezzo?
– Si, sono 18 euro comunque.
– Stostronzo. (ma questo l’ho ovviamente solo pensato)

Non finisco mai di stupirmi davanti alle facce di bronzo di chi con l’anno nuovo approfitta per aumentare immotivatamente un servizio di addirittura 3 euro, offrendomi qualcosa in più che non ho chiesto. E allora, caro barbiere furbetto, la prossima volta fattelo tu il tuo shampoo alla mela, che io l’avevo già fatto prima di venire lì, e due in un giorno mi fan venire la testa crespa come Valderrama. E mo mi ti frego pure il calendario della Canalis, così la prossima volta ti passa la voglia di dare sempre la colpa all’euro.

14 Responses to “Hail to the barber!”


  • Ma perchè, nei vostri cantoni è possibile chiedere un taglio senza shampoo? Qui nel profondo nord operoso e produttivo è un’opzione puramente astratta. Se chiedi un taglio senza shampoo (rigorosamente nell’ordine: prima shampoo poi taglio) ti guardano come se fossi un marziano e sotto sotto ti danno del barbone (il parrucchiere, ma anche gli altri clienti). Venti Euro, zero ricevuta, e vai che sei bello come un divo del cinematografo.

  • Anche il cinema è aumentato con l’anno nuovo. Non c’entra niente, lo so, ma visto che siamo dal barbiere potremmo intavolare una polemica contro l’inflazione.

  • il cinema è aumentato?
    io sono andata a vedere un film costava sempre 7 euro..

  • Qui 8 (nel multisala)

  • qui dal barbiere è raro farsi lo shampoo prima, glelo devi dire esplicitamente. Dal barbiere. Se vai dal parrucchiere è un altro discorso.
    Per risolvere il problema alla radice i miei amici ed io ci tagliamo i capelli a vicenda col macchinino…basta non avere troppe pretese…
    e, si, il multisala è aumentato, li mortacci sua, per cui è d’uopo visionare i film con qualche mese di ritardo in versione vivuvì…

  • Taci che coi bglietti del treno abbiamo visto i prezzi il 30 e poi l’uno ci siam trovati in biglietteria e stava tutto aumentato di 3 euri a biglietto. Volevo prendere la biglietteria a craniate.

    Per un treno arrivato con un’ora e passa di ritardo poi.

  • E piove pure, governo ladro! :-p

  • Povero, con la pioggia ti si increspano i capelli, poverino… 😛

  • Il mio barbiere riesce a distrarmi con quei calendari. Le pettinature che mi ritrovo a fine seduta diventano quindi al limite tra l’improbabile e il vintage.

  • Capelli? Quali capelli? 😀

  • La tua chioma fluente… :*

  • (io vorrei vedere i capelli di TheEgo se è possibile)

  • temo non sia possibile :-p

  • Ci sta il copirait! 😛

cribbio
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Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)