Negare la Shoa

Negare la Shoa sarà Reato. Questa è la proposta di Mastella, deciso a portare avanti la questione il 27 gennaio, nel giorno del Ricordo.

Tempo fa si era tanto parlato dell’argomento e di David Irving, condannato a tre anni per i suoi studi negazionisti sulla questione.

E’ una legge giusta? Naturalmente sì, visto che è legata indissolubilmente alla dignità e alla vita di milioni di uomini. D’altra parte, si cancella una parte di diritto d’opinione, a parer mio.

In Italia, tra l’altro, risulterebbe una legge d’Arlecchino. Nemmeno il fascismo, complice e colpevole di molte azioni legate all’olocausto, risulta effettivamente vietato. La legge Scelba, per quanto esista, viene scavalcata da piccoli cambiamenti di forma. E il risultato non è cambiato: persone possono manifestare, salutando con braccio teso e portando la parola del Duce. Nel 2006.

Quindi, mi chiedo, cosa potrebbe portare – almeno da noi – una legge del genere.

Da una parte, fiera della decisione. Ma dall’altra, non ne riesco a trovare l’utilità.

Ma non è solo questo. L’Olocausto sta tornando. Sotto altre forme, verso altre "razze". Con altri Lager (I Cpt non vi dicono nulla?).
Mi chiedo se sia solo un modo ipocrita per tappare la voce alla nostra coscienza.

18 Responses to “Negare la Shoa”


  • Bella domanda, come se non ce ne fossero già abbastanza di leggi, anche contraddittorie. La verità non si promulga per legge, l’Olocausto è un dato storico incontrovertibile a dispetto di tutti i negazionisti. Si potrebbe forse discutere sui numeri, come se facesse differenza trucidare 4, 5 o 6 milioni di esseri umani.
    No, questo di Mastella mi sembra solo opportunismo, ora lo spauracchio è l’Islam, alcune sue frange negano l’olocausto, noi facciamo una legge. Così magari quando Amadinejiad viene in visita lo minacciamo di arresto. Patetico.
    Scusa per le evidenti e forzose generalizzazioni.

  • Che buffone Mastella. Pensasse ad applicare le disposizioni finali della Costituzione e SCIOGLIERE certi movimenti fascisti, così da lasciare ai nostalgici del saluto romano le gitarelle a Predappio e non vederli più aggregati a coalizioni di governo od opposizione…

  • Accostare i Cpt e i lager è un qualcosa da psicanalisi…come si fa?

  • mi spiace dirtelo, Nick, ma ti sbagli. E di grosso.
    Lo fa anche Moni Ovadia e credo ne sappia più di tutt noi messi insieme. E, tra le altrecose, ho scritto pure un post lunghissimo sull’argomento (lager italiani, appunto)..

  • Ovvio che è squallida una mossa simile.

    Comunque con tutto il rispetto per Moni Ovadia come artista paragonare la shoah ai cpt è segno della peggior strumentalizzazione. Non voglio scendere nel dettaglio perchè trovo penoso l’accostamento, lo trovo irrispettoso nei confronti dei morti. Lo trovo irrispettoso nei confronti della storia
    E’ un modo come un altro di negare la Memoria.

  • Beh, se conoscessi Ovadia sapresti che non utilizza le parole a caso.
    Comunque ti consiglio di andarlo a sentire nelle presentazioni di Lager Italiani (lui stesso aveva storto il naso, poi aveva letto il libro… e ha pensato cheil termine lager fosse più che appropriato). Ma soprattutto di leggere l’introduzione al libro. sarà più che esaustivo. Un lager non è solo un posto dispensatore di morte, come noi lo pensiamo. E’ un luogo dove la soprattutto la dignità umana viene uccisa. Dove l’obiettivo primario è far perdere la dignitàall’individuo. Nei lager nazisti diventavano bestie. Nei Cpt anche.
    E la cosa sconvolgente è che ci riempiamo tanto la bocca di Olocausto, giorno della Memoria e via discorrendo, ma non ci interessiamo (o comunque non diamo la giusta importanza) a ciò che accade nel nostro presente.

  • Secondo il tuo ragionamento, allora, anche le carceri italiane potrebbero essere accostate ai lager nazisti. L’analogia che riscontri è effettiva, ma la usi in modo strumentale per sollevare un problema di tutt’altra dimensione, e poi quale sarebbe la tua alternativa per isolare dei cittadini stranieri pericolosi per la società? Liberi tutti?

  • Conosco Moni Ovadia. La questione per me è importante e se tu avessi letto questo blog nel tempo sapresti che è stata trattata con cura. La bocca di Olocausto e di Giorno della Memoria forse te la riempi tu. Di sicuro non la sottoscritta.
    Continuo a sostenere che per quanto si possano estendere i significati dei termini asservire all’uso corrente un termine che ha una sua ben precisa connotazione storica lo svilisce. E presta il fianco a strumentalizzazioni di ogni sorta.

  • E comunque no, continuo a pensare che sia un aberrazione paragonare un cpt, che sì può essere un posto di merda quanto si vuole ma che non nasce da un’idea totalmente sbagliata a un luogo costruito e programmato per distruggere metodicamente gli individui non solo nella loro dignità.
    Se i cpt sono luoghi inumani è colpa degli stronzi che li gestiscono e li programmano, l’idea in sè non la trovo sbagliata, anzi, attuata con civiltà potrebbe offrire delle prospettive e delle possibilità concrete a chi vi staziona e davvero è qui per rifarsi un’esistenza.
    Scusami, ma le due sostanze son molto diverse.

  • Beh, il Cpt riduce lo straniero a Clandestino (anche quelli che non lo sono. E si muore e si viene pestati, lì dentro. Forse anche i lager, gestiti da persone più umane, sarebbero stati migliori… ma non è oggi così e non lo era ieri).
    La differenza tra cpt e carceri è che nelle carceri sono presenti i delinquenti (e comunque, per quanto la situazione sia disastrosa, non è paragonabile al Cpt). Nel Cpt, invece, vengono racchiusi tutti quanti. E quando ho letto cosa combinano, lì dentro, ho pensato che il termine lager (cosa che penso ancora oggi) non sia stato usato a caso.
    Perchè lager, non mi stancherò mai di ripeterlo, non è un posto dove si muore. Ma dove muore l’individualità.
    Per questo, Rachele, tu vedi leggerezza nelle mie parole. Non accosto la garvità delle situazioni (imparagonabili),bensì la condizione di bestie a cui delle persone vengono retrocesse.
    Questo li rende, entrambi, dei lager.
    Comunque, tra le altre cose, Moni Ovadia ha mosso tutta la sua carriera per Ricordare. Mi sembra strano che proprio lui strumentalizzi.

  • No, no, no, nooooo. Per ma la differenza sta non nel posto dove si muore ma nel luogo costruito per sterminare sistematicamente un’etnia (prevalentemente) e cancellarla dalla faccia della terra.
    E non ho detto che Moni Ovadia strumentalizzi, ho detto che la gente strumentalizza, anche ingenuamente quel che dice Moni Ovadia. Nel lasciar passare liberamente certi messaggi vedrai che ci sarà qualcuno che dirà che se i lager erano come i cpt allora non erano poi così tanto male. E fidati, in Italia c’è ancora chi crede che le cose stessero più o meno così…

  • La distruzione di un intero gruppo etnico e culturale, il suo sfruttamento, da cui l’internamento derivava, in quanto era ben precisa volontà utilizzare l’ebreo in tutto e per tutto prima di portare a termine la “soluzione finale”. La teorizzazione e la messa in pratica di questa aberrazione non ha nella storia nessun eguale. Nemmeno la distruzione di altre etnie, come quelle autoctone del continente americano, tanto per fare un esempio, possono stare al pari con l’Olocausto. Se poi si vuole usare comunque il termine lager (che letteralmente vuol dire magazzino) lo si può fare, Ma anche io sono dell’idea che la parola sia ormai contaminata da ciò che i lager sono stati.

  • Alla fine, sono d’accordo con voi. Da parte mia, naturalmente il tentativo non era di strumentalizzare, ma semplicemente di dare voce a un altro problema che grave tanto quanto quello dell’Olocausto (e soprattutto è mosso da un sentimento molto simile).
    Quello che voglio dire è che bisogna stare attenti. Per lager intendiamo quelli nazisti e la nostra coscienza comune è segnata, giustamente, da quella tragedia. Ma bisogna fare attenzione perchè, spesso, le cose cambiano il nome ma non la sostanza.
    Se la gente paragona Cpt e Lager per sminuire, beh, si tratta semplicemente di gente ignorante. La stessa negazionista che Mastella vuole “punire”.
    Forse sbaglio, ma credo che non sia questa la gente da ascoltare. E, soprattutto, non credo che debba contare le parole per paura che loro fraintendano. Anche perchè non c’è niente da fraintendere: quello che ho scritto è quello che penso.
    E non c’è scritto che il lager è come il cpt. C’è scritto che l’olocausto sta tornando, con altri tipi di lager.
    E’ una bella differenza.

  • Ok. Con tutta la gravità del problema paragonare questo all’Olocausto è sminuirne la programmaticità. Scusa se insisto su sto punto, ma davvero, c’è una grossa differenza nel programmare razionalmente e freddamente il macello di un popolo e non farlo, almeno nelle intenzioni.

  • ma certo che c’è una notevole differenza!!Su questo punto sono totalmente d’accordo con te. Il Nazismo, senza pensare minimamente di essere esagerata, è l’essenza del Male. Una follia organizzata che, incredibilmente, è arrivata a compimento.
    Ma che differenza c’è tra demonizzare l’ebreo e demonizzare il musulmano?
    Io non credo che gli italiani, vedendo il campo di lavoro di Fossoli, avrebbero mai pensato che tutto sarebbe finito in quel modo.
    In fondo a Fossoli non è mai morto nessuno (nei Cpt sì).
    Eppure Fossoli è stato l’alba dei campi di concentramento. Dei Lager.
    Se vuoi, posso dirti che i Cpt sono l’alba di un possibile Lager.
    Chiamarlo Lager, però, fa arrivare alla nostra mente un pericolo imminente. Un pericolo già in corso.
    In fondo il giorno della Memoria serve anche a questo. A commemorare chi è morto, certo, ma funge anche da monito.
    “Considerate se questo è un uomo

    Che lavora nel fango

    Che non conosce pace

    Che lotta per mezzo pane

    Che muore per un si o per un no. ”

    Primo Levi parlava di se. Di Auschwitz. Non dimenticate, che questo è stato.

    Ma potrebbe essere di nuovo.
    No, non credo di esagerare. Forse il pezzo merita tutto questo appendice. I tuoi commenti, le mie risposte. Per non essere frainteso, perchè queste pagine di storia hanno bisogno di copiose pagine di spiegazione.
    Però non siamo così lontani a ciò che è già accaduto.
    E i Cpt non sono un centro di permanenza temporaneo. Secondo me, ed è il mio umile parere, rappresentano qualcosa di più.
    L’alba, appunto, di un nuovo Lager.
    ANche qui c’è programmaticità. Già concepire simili posti (e massacrare le persone che ci vivono) è sintomo di un programma con più o meno sbocchi.
    L’odio verso il Clandestino e verso il Musulmano è sotto i nostri occhi.
    Spesse volte sono l’aguzzino. A volte colei che cerca spiegazioni, che studia le altre culture.
    Rimanere immuni a questo odio che ci inculcano è difficile.
    Così allora.

  • Ok, la tua è un’allegoria per sottolineare quello che per te è il principio culturale di ciò che porta alla creazione di un lager. E’ una posizione che trovo assai eccentrica, ma pienamente sostenibilie.
    Facciamo però il caso che io sia un politico fautore della tolleranza come espressione di civiltà in assoluto, e che ci siano dei cittadini privi di documenti per il riconoscimento anagrafico che vivono e dlinquono per vivere, nello Stato in cui io politico legifero: devo isolare chi è intollerante nei confronti della legge italiana (ad esempio) e privarlo della libertà di nuocere alla collettività: tu Alice come faresti? Creeresti un’ala di un carcere appositamente per fare ciò (ma non sarebbe la stessa cosa?) o li accomuneresti creando confusione con i normali detenuti, li lasceresti liberi in nome di un presunto torto da espiare da parte dell’Occidente nei confronti dei paesi terzomondisti da cui essi emigrano, li inviteresti a cena e li convertiresti alla dottrina della tolleranza, cosa faresti per arginare la loro intolleranza nei confronti dello Stato di diritto?
    Non voglio essere presuntuoso ma la tua posizione ha un che di anarchico, che prende come pretesto i Cpt – certamente migliorabili, come le condizioni di tutte le carceri italiane – per inveire contro l’istituzione che l’ha creato, tacciandola addirittura di essere sulla falsariga del nazionalsocialismo. Questo stereotipo sinistrorso per cui l’Occidente agisce sempre nel Male contro gli oppressi che rappresentano il Bene è fasullo.

  • Ho trascurato, è vero, il fatto che clandestini che non delinquono vengono ammassati con quelli che lo fanno, questo è il vero problema di questi centri.

  • Infatti, io non sono contraria ai Cpt.
    Sono contraria alla tua “aggiunta”. Che tanti non sono colpevoli di nulla…
    E a quel punto, non è più questione di essere delinquente e onesto. E’ questione di essere straniero.

cribbio
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