Ferrara City for Cyclists

4 Responses to “Ferrara City for Cyclists”


  • Ma siamo sicuri che Ferrara possa ncora oggi definirsi la città dei ciclisti o la città delle biciclette? A guardarsi intorno pare più una caratteristica che appartiene al passato. Traffico di veicoli di tutte le fatte ovunque, e biciclette pochine.

  • L’aumento del traffico, e di scene come le code nei vari punti di ingresso cittadino al mattino e alla sera (sempre di più, sempre più lunghe), è una costante diffusa di qualsiasi città. Ferrara è piccola e poco dinamica, ma sa accogliere ahimè i difetti comuni a qualsiasi città con grande tempismo. Per dire, la navetta gratuita messa a disposizione nei giovedì di blocco totale del traffico, è ovviamente ignorata. Ma rispetto a tantissime altre città, la bicicletta rimane ancora una presenza diffusissima. E se anche è un ricordo sbiadito, lo si cerca di rinverdire anche con iniziative come questa.

  • Credo che l’aumento del traffico sia una costante ovvia, anche Ferrara se pur piccola si allarga di anno in anno, la periferia si allunga e i km che separano le abitazioni dal centro aumentano.
    Una cosa è certa, Ferrara fa parte di un programma Europeo di sviluppo dell’utilizzo della bicicletta, c’è anche un ufficio apposta, purtroppo è poco sostenuto dal Comune. Cosa succede? Questi uffici si aggrappano a progetti come questi per farsi sentire e agire un po’ meno nell’ombra.
    Nostro intento è comunicare alla città e ai giovani che la bicicletta ancora ci appartiene ed è il mezzo più comodo e divertente per muoversi!

  • Io penso che una delle motivazioni sia da ricercare nel fatto che molti cittadini (ovvero residenti in città), sono migrati verso l’esterno, spostandosi nel forese se non addirittura nella provincia, e questo è successo a causa dell’elevato costo delle abitazioni che negli ultimi anni è aumentato in modo esponenziale. Io sono uno di quelli che abitava in città e circolava a piedi o in bicicletta (in moto fino a quando l’ho avuta), e sono stato costretto ad acquistare una casa fuori città. Sono passati quindici anni, lasso di tempo nel quale ho constatato che la mia scelta è stata fatta successivamente da altri cittadini, tutti spinti dalle stesse motivazioni economiche. Ma, paradossalmente, in questi anni il bilancio demografico è relativamente rimasto invariato: il centro è stato occupato da non ferraresi e da immigrati provenienti dai paeselli della provincia privi della cultura della bicicletta, che per fare 200 metri prendono la macchina, aggiungiamo gli ex cittadini che, se prima si spostavano con mezzi alternativi, ora per raggiungere il posto di lavoro o per farsi una semplice passeggiata in città devono usare l’auto intasando le strade. Perchè sono aumentati i prezzi delle abitazioni in modo sproporzionato? Tra il 2003 ed il 2004 hanno avuto un’incremento del 42%, dire anomalo è poco; mi viene da collegarlo all’aumento di prestigio della città, ovvero all’enorme pubblicità che ha portato Ferrara sulla bocca di tanti che prima quasi non la conoscevano, di questi ci sono quelli che venendo a conoscenza delle qualità di Ferrara, ci si sono trasferiti pur non avendo nessun legame culturale e parentale ricunducibile alla nostra città. Ricordo una email inviata al sindaco da un napoletano, che chiedeva informazioni sulla possibilità di trovare lavoro a Ferrara perchè di Napoli e della sua invivibilità dovuta ai fatti di cronaca che tutti conoscono, non ne poteva più e voleva trasferirisi qui da noi. Questa è stata per me estremamente significativa. Mi fermo qui altrimenti divento eccessivamente prolisso. Non mi rimane da dire che l’iniziativa intrapresa sia ottima, è giusto inculcare la cultura della bicicletta e del suo uso a chi ne è privo.

cribbio
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