Ferrara City for Cyclists

Ferrara City for CyclistsTutto era iniziato come un viaggio di tre ragazzi verso una meta lontana, Capo Nord. Poi con il passare del tempo questi bricconi si sono fatti prendere la mano, e hanno deciso che era un peccato pedalare su su fino al tetto d’Europa da soli. E’ nata l’idea di trasformare Ferrara-Nordkapp 2007 in una sorta di momento di comunione, in cui è l’intera città (la sua parte giovane, in particolare) che si mette in moto. Il viaggio in bici si è arricchito di concetti come racconto, partecipazione, visione, e la stessa organizzazione del viaggio si è trasformata in una sfida, un evento nell’evento. E’ ormai un anno che aiuto, da dietro le quinte, a tessere la trama di questo progetto che per Ferrara e la sua agonia nebbiosa rappresenta un’opportunità (detta così sembra un proclama politico…) di parlare di se stessa attraverso lo spirito d’iniziativa di tre ragazzi e del mezzo di cui si avvalgono: la bicicletta, icona della "ferraresità" ma anche di un modo di intendere lo spazio (metropolitano o bucolico non fa differenza), il tempo e il corpo. Ci è venuto in mente di proporre un Concorso Fotografico che riassumesse tutti questi concetti: si intitola Ferrara City for Cyclists – La Bici in fiore nella Città degli  Estensi, ed è organizzato in collaborazione con l’Ufficio Biciclette del Comune di Ferrara. Sul sito di Ferrara-Nordkapp sono spiegate le modalità di partecipazione (è destinato agli under 35) e il tema: vorremmo che le fotografie fossero una sorta di sintesi della situazione attuale di Ferrara attraverso uno dei suoi simboli, la bici per l’appunto, lo stesso mezzo di cui Simone, Marco e Damiano si serviranno per poi portare in giro i migliori scatti in 5 tappe lungo il percorso verso Capo Nord. Suonano un tantino vintage, quasi, parole come bicicletta e fotografia, ma in un contesto generale di nevrotiche dinamiche sembrano anche un po’ sovversive…

4 Responses to “Ferrara City for Cyclists”


  • Ma siamo sicuri che Ferrara possa ncora oggi definirsi la città dei ciclisti o la città delle biciclette? A guardarsi intorno pare più una caratteristica che appartiene al passato. Traffico di veicoli di tutte le fatte ovunque, e biciclette pochine.

  • L’aumento del traffico, e di scene come le code nei vari punti di ingresso cittadino al mattino e alla sera (sempre di più, sempre più lunghe), è una costante diffusa di qualsiasi città. Ferrara è piccola e poco dinamica, ma sa accogliere ahimè i difetti comuni a qualsiasi città con grande tempismo. Per dire, la navetta gratuita messa a disposizione nei giovedì di blocco totale del traffico, è ovviamente ignorata. Ma rispetto a tantissime altre città, la bicicletta rimane ancora una presenza diffusissima. E se anche è un ricordo sbiadito, lo si cerca di rinverdire anche con iniziative come questa.

  • Credo che l’aumento del traffico sia una costante ovvia, anche Ferrara se pur piccola si allarga di anno in anno, la periferia si allunga e i km che separano le abitazioni dal centro aumentano.
    Una cosa è certa, Ferrara fa parte di un programma Europeo di sviluppo dell’utilizzo della bicicletta, c’è anche un ufficio apposta, purtroppo è poco sostenuto dal Comune. Cosa succede? Questi uffici si aggrappano a progetti come questi per farsi sentire e agire un po’ meno nell’ombra.
    Nostro intento è comunicare alla città e ai giovani che la bicicletta ancora ci appartiene ed è il mezzo più comodo e divertente per muoversi!

  • Io penso che una delle motivazioni sia da ricercare nel fatto che molti cittadini (ovvero residenti in città), sono migrati verso l’esterno, spostandosi nel forese se non addirittura nella provincia, e questo è successo a causa dell’elevato costo delle abitazioni che negli ultimi anni è aumentato in modo esponenziale. Io sono uno di quelli che abitava in città e circolava a piedi o in bicicletta (in moto fino a quando l’ho avuta), e sono stato costretto ad acquistare una casa fuori città. Sono passati quindici anni, lasso di tempo nel quale ho constatato che la mia scelta è stata fatta successivamente da altri cittadini, tutti spinti dalle stesse motivazioni economiche. Ma, paradossalmente, in questi anni il bilancio demografico è relativamente rimasto invariato: il centro è stato occupato da non ferraresi e da immigrati provenienti dai paeselli della provincia privi della cultura della bicicletta, che per fare 200 metri prendono la macchina, aggiungiamo gli ex cittadini che, se prima si spostavano con mezzi alternativi, ora per raggiungere il posto di lavoro o per farsi una semplice passeggiata in città devono usare l’auto intasando le strade. Perchè sono aumentati i prezzi delle abitazioni in modo sproporzionato? Tra il 2003 ed il 2004 hanno avuto un’incremento del 42%, dire anomalo è poco; mi viene da collegarlo all’aumento di prestigio della città, ovvero all’enorme pubblicità che ha portato Ferrara sulla bocca di tanti che prima quasi non la conoscevano, di questi ci sono quelli che venendo a conoscenza delle qualità di Ferrara, ci si sono trasferiti pur non avendo nessun legame culturale e parentale ricunducibile alla nostra città. Ricordo una email inviata al sindaco da un napoletano, che chiedeva informazioni sulla possibilità di trovare lavoro a Ferrara perchè di Napoli e della sua invivibilità dovuta ai fatti di cronaca che tutti conoscono, non ne poteva più e voleva trasferirisi qui da noi. Questa è stata per me estremamente significativa. Mi fermo qui altrimenti divento eccessivamente prolisso. Non mi rimane da dire che l’iniziativa intrapresa sia ottima, è giusto inculcare la cultura della bicicletta e del suo uso a chi ne è privo.

cribbio
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Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)