Discorsi da bar

Questo vuole essere uno sfogo da "bar". Senza argomentazioni, senza approfondimento.
Solo con il senso di disgusto che sale, con la consapevolezza che tutto è sempre stato così e difficilmente cambierà.
Ieri degli esponenti della Chiesa hanno affermato che "una legge per le coppie di fatto non è affatto fondamentale".
Punto primo: sono stanca di vedere che la Chiesa può aprire bocca sulla politica. Anche Jesus disse che ciò che era di Cesare sarebbe stato di Cesare e viceversa.
Punto secondo: sono soprattutto stanca che i politici ascoltino quello che la Chiesa ha da dire, per paura di perdere elettori e soprattutto per chissà quali inciuci di danaro.
Punto terzo: non è vero che la Chiesa è potente e non si può andare contro di essa. Basterebbe, semplicemente, cominciare a far pagare l’Ici alla SuperPotenza. Scommetto che il suo predominio calerebbe. E di molto.
Punto quarto: un vescovo, un prete, il Papa stesso, non hanno le carte per poter parlare di Famiglia, di Matrimonio o di Unione di fatto. Se il Matrimonio per loro è un sacramento, nella società laica è solo un modo per tutelare i propri diritti.
Nessuna delle figure sopra elencate dovrà mai affrontare i problemi che un contratto come il matrimonio può portare. Non dovrà mai accoppiarsi, trovare una compagna, progettare una vita insieme.
E’ un paradosso. Come un macellaio vegetariano.

Ora torno al mio Lambrusco, alla mia scalaquaranta e alla musica da osteria.

11 Responses to “Discorsi da bar”


  • Un consiglio ai politici: lasciateli abbaiare, evitare di commentare le dichiarazioni del Clero.

  • Matrimonio – Contratto,”solo un modo per tutelare i propri diritti”.
    “Sono stanca di vedere che la Chiesa può aprire bocca sulla politica”.
    “Non dovrà mai accoppiarsi, trovare una compagna, progettare una vita insieme”.
    Da giurista più che da Cattolico ti dico: neanche la peggior Cina o la peggior Germania ha mai usato espressioni come queste. Non foss’altro che per il mancato congiuntivo.
    Da giurista più che da Cattolico ti consiglio di rivedere un attimo la tua visione del Matrimonio, che nell’ordinamento (mica nella Bibbia) è chiamato “comunione di vita indissolubile”.
    Da persona qualsiasi ti consiglio di non citare a sproposito frasi del Vangelo che, per chi le conosce e anche per chi le ignora completamente, hanno ben altro significato, e al massimo confutano ciò che sostieni.
    Da Cattolico più che altro mi viene da consigliarti di risolvere il livore che ti oppone così fieramente alla Chiesa, con la strada che ritieni più opportuna, ma non mascherando per libertà e onestà intellettuale una semplice forma di odio.
    Da semplice osservatore della realtà ti incoraggio a disilluderti sul tuo proposito: Dio non ci ha creati muti…

  • 1. “Vedere che può aprire bocca” è italiano corretto, giusto per iniziare in modo livoroso.

    2. Non mi risulta che il matrimonio sia definito dall’ordinamento “comunione di vita indissolubile”. Il fatto che non sia tecnicamente un “contratto” (del resto il post aveva premesso di non essere tecnico), ma un complesso istituto giuridico, o un’istituzione, o un’importante struttura della società, non basta per trasformarlo in sacramento o per cancellare la legge sul divorzio.

    3. Per quanto riguarda il livore, la risposta è: Cheppalle.
    Basta con l’accusa di livore tirata fuori quando non ci sono argomenti.
    Non è livore, è semplice indifferenza: a come Dio ci ha o meno creati secondo voi, alle storielle che voi giuristi cattolici siete liberi di raccontarvi tra voi sulla sharia che vorrestre tanto introdurre in Italia.
    O meglio: sarebbe semplice indifferenza, se poi VOI “mascherando per libertà e onestà intellettuale una semplice forma di odio” non pretendeste continuamente di imporre le VOSTRE idee a tutti.

    Si torna sempre lì: prima si impongono agli altri dei principi morali altrui, poi se qualcuno si lamenta lo si accusa di aggressione. Mamma, Cecco mi tocca. Cheppalle, ripeto.

  • L’abuso del Voi è dovuto all’esperienza di lettore di commenti. A un certo punto spunta sempre l’ateo devoto o il cattolico moderato di turno a dare lezione di onestà intellettuale e ad accusare di livore.

    Spesso si lascia perdere, ma ogni tanto saltano i nervi.

  • è proprio inutile.
    Uno scrive, appositamente, che si trattano di luoghi comuni e discorsi da bar e voi sparate assurdamente contro la croce rossa.
    Contenti voi!

  • ringrazio Disorder per l’accorata difesa. Ma non è che ne valga tanto la pena. Buonanotte…

  • Prego Alice, ma più che un sostituirsi a te nella difesa del post, era soprattutto uno sfogo personale…anche perchè, come ben dici, non serve a molto..

  • lo so, lo so.
    è che ho riempito post e post, sul mio Blog, sul’argomento. E’ un anno che mi sento ripetere le stesse flebili accuse.
    Ma qui non si tratta di livore. Si tratta di dividere Stato e Chiesa. Non mi sembra di chiedere chissà che cosa, a dire la verità. Solo di rispettare la costituzione.
    E poi i cattolici, in Italia, sono ovunque e limitano la libertà degli altri.
    Poco tempo fa ho vissuto giorni d’inferno per trovare la pillola del giorno dopo. Dottori che si sono rifiutati di prescrivermela, perchè cattolici.
    Sono dei paradossi umani, proprio come il macellaio di cui parlavo.
    Che pensino e facciano quello che vogliono.
    Ma almeno non minino la libertà di scegliere altrui.
    Si chiama libero arbitrio, no?

  • Com’è che qualcuno deve avere il “libero arbitrio” di dire su con tale acredine (ho sostituito livore, ok? 😉 ) a PERSONE (i Cattolici), e la Chiesa non può parlare della propria visione morale su COSE (Pacs, etc.)? Ma non viene a nessuno da autointerrogarsi sulla propria faziosità? Per quanto riguarda il matrimonio ho citato una sentenza della Corte Costituzionale degli anni ’70, ma anche in parte i lavori preparatori della Costituzione. Nessuno vuole trasformare il matrimonio civile in Sacramento, ma vorrei capire perchè devo sentire ridotto anche quello religioso a negozio giuridico, a struttura della società o ad atto egoistico della persona o della coppia. Complimenti per il discorso sulla RSU!!! Vuoi negare anche a un medico la libertà di non prescrivere medicinali abortivi??? Magari se arriva a farlo lo rinchiudi.. o lo uccidi? Sono tutti dei paradossi umani! Magari neanche loro meritano di vivere! Non solo una persona si arroga il diritto di decidere col proprio libero arbitrio della vita di altre, ma deve imporre il proprio volere a un medico anche a scapito del suo diritto all’obiezione di coscienza! Bella roba! Due diritti negati con una fava! Quello che leggo mi è solo parso anticlericalismo allo stato brado, frutto di un odio un po’ diffuso (è vero) ma del tutto inautentico. Ad un primo sommario giudizio mi sembra poco edificante: non lo trovo utile per la mia formazione. A guardarci meglio, invece, mi sembra soltanto ignoranza che abbonda…

  • il medico può benissimo pensare che prendere la Rsu sia sbagliato. Ma me la deve prescrivere: perchè io credo sia giusto.
    Non è una cosa illegale: quindi non si può negare la libertà altrui.
    E’ come se un macellaio si rifiutasse di vendermi la carne perchè lui è vegetariano.
    non discuto: entrambe le scete sono giuste.
    Ma intanto, io devo sottostare ai dogmi cattolici.
    Un cattolico può dire quello che vuole: ma non può intromettersi nella costituzione.
    Così è scritto, per altro. Lo Stato è laico. E bisogna scegliere ciò che serve ai cittadini, non quello che i cattolici cristiani dicono sia giusto. Altrimenti, siamo come quei paesi islamici fondamentalisti che tanto disprezziamo.

  • Un medico deve (p.s. solo quello di base o di struttura ospedaliera deputata alla cura) prescrivere i medicinali che ritiene opportuni per la cura di un paziente. PER LA CURA!!! E’ così difficile da capire? La RSU interrompe una gravidanza. Che questa sia una cura non lo dice (nè potrebbe dirlo, per un semplice motivo di logica, non per leggi morali) nè la legge sulla RSU nè la 194, per esempio. La RSU è subordinata a prescrizione medica solo per le possibili controindicazioni che ha. Per null’altro. Se fosse un “medicinale” bisognerebbe ammettere l’assurdo che un bambino, nella sua prima fase della vita, sia una malattia. Il che vorrebbe dire che siamo tutti stati malattie delle nostre madri (o provette, voglio essere politically correct)!!! Se un medico NON prescrive la RSU fa una cosa totalmente lecita, anche e soprattutto perchè è una pillola abortiva. C’è da dubitare piuttosto che l’etica professionale e il “giuramento di Ippocrate” gli permettano di prescriverla. Questo è legge in tutti i paesi del mondo, salvo quelli, ovviamente, dove la RSU è vietata, che non si pongono il problema. Questa legge esiste anche nelle progredite nazioni di ROSANELPUGNOLANDIA e di ANTICLERICOPOLI. Detto ciò, se bastasse che uno stato fosse “laico” (e che il nostro lo sia non c’è scritto da nessuna parte: è una elaborazione della dottrina del diritto) per mettere fuori legge l’obiezione di coscienza, saremmo nel totalitarismo più assurdo dove l’unica legge vigente sarebbe il divieto di convinzione etica. Hai azzeccato il paragone, però: un macellaio, vegetariano o no, può vendere la carne a chi preferisce. L’importante è che non faccia discriminazioni tra persone per motivi di razza, sesso, partito, credo etc. Ma se è vegetariano e decide di non acquistare o vendere più… Chi glielo impedisce? E perchè dovrebbe impedirglielo? Paragone azzeccatissimo! Ti faccio notare una cosa che tu stessa hai anticipato nel post, e che adesso risuona più evidente. Il tuo era uno sfogo. Per una cosa con cui la Chiesa ha poco a che fare, perchè in fondo, nel caso in questione, a tutelare un diritto del medico c’è l’ordinamento (anche il più separatista e anticristiano lo fa). Perchè la valvola di sfogo deve essere sempre la Chiesa? Non ho ragione a parlare di livore? Livore diffuso, magari per motivi futili. Livore che nasce più che altro da esperienze personali, talora traumatiche, è vero, ma che non dovrebbero occludere l’oggettività delle persone! La Chiesa non è responsabile dei mali del mondo, credimi. Anzi. Li combatte. Spesso, sempre più spesso, a fianco degli ultimi. Servirebbe il coraggio di guardare quel che il Cristianesimo ha prodotto e produce tuttora in termini di riconoscimento dei diritti della persona, di sollievo dalle povertà e dalla sofferenza, anche se non sono mancati momenti di sbandamento per molti cristiani. Mi piacerebbe parlare anche di questo. Io non mi sento assolutamente un “apologeta”. So invece di essere un “testimone”, perchè posso vedere coi miei occhi da vicinissimo quello che avviene, e che non è così male.

cribbio
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