Prigionieri politici

Mi vien da pensare: ma tutti quelli che hanno arrestato, quelli delle “nuove BR” ma che hanno dentro il cervello?
Ora, mi sforzo di capire per esempio quelli di 50 anni, e mi dico: avere venti anni nel settantasette per qualcuno è stato un danno, e va bene. Ma quelli giovani? Quelli mi stupiscono. Rapinare banche, sparare alle case, immaginarsi esplosioni, uccidere, tutto mischiato tra fantasia e realtà, tutto condito da circolari clandestine interne alle cellule, appostamenti, espedienti di piccola elettronica e mitra rivoluzionari. Gli infiltrati “nelle file del Movimento”.

Certo, perché una strategia politica deve avere il suo respiro internazionale (la Svizzera?!?) e dev’essere al passo coi tempi (in Movimento), non importa se combattono per la collettivizzazione o per l’abolizione della proprietà privata, se intendono, una volta vinta la rivoluzione, instaurare i Soviet, o le Comuni, o i Territori Liberati, l’importante è fare qualcosa adesso, magari ammazzare a pistolettate un padre di famiglia perché è un pubblico amministratore, così si rendono simpatici alla gente. La fiera della mediocrità. Ogni tanto invece “le nuove BR” si fanno prendere dal delirio di onnipotenza e allora vogliono colpire i sindacalisti più in vista, quelli più importanti perché si parla di loro sui media, sparano alto i brigatisti! ma quando si tratta di Berlusconi, allora gli viene meno il coraggio rivoluzionario e si accontentano di sparare a una facciata di una villa che magari non è nemmeno la sua. Loro mi risponderebbero citando i quaderni di Che Guevara, o mi racconterebbero la teoria dei bersagli realistici (possibilmente senza scorta). Invece di vivere, pensano di ammazzare. Ragazzi di ventotto anni che non ragionano su tutto quello che c’è di buono da fare, e che si ripetono il mantra del marxismo-leninismo, che è poi lo stesso che recita il cinquantenne, e prima di lui tutti gli altri, e attenzione alle deviazioni dalla dottrina! Interpretiamo i testi sacri! Scissione! Clandestinità!

Ma ciò che più mi da fastidio è questo piccolo orizzonte mentale. Hai deciso di soccombere all’impeto rivoluzionario? Ti senti in dovere di combattere i governi dispotici a favore della dittatura del proletariato? E allora perché sei ancora qui a rompere i coglioni? Al di là dell’oceano c’è la Sierra Lacandona, dove esistono parecchie buone ragioni per farsi rispettare da uno stato corrotto e autoritario. Oppure c’è il Delta del Niger, fianco a fianco con un genocidio, contro gli sgherri delle multinazionali e non contro un ufficio postale di provincia. E adesso si dichiarano prigionieri politici e si preparano a lunghi anni di filosofia. Volenti o nolenti. 

State bene. Cyrano.

 

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