Nota a margine

Dodici punti o non dodici punti i senatori che servirebbero a garantire stabilità a un governo non ci sono.
Non si può governare tenendo in formalina sette ottuagenari o affidandosi ai tiramenti di Follini o di Pallaro, Governare ha un altro significato. Ora piuttosto diciamoci la verità, sono attaccati alle poltrone come cozze e non sanno neppure mantenersele in maniera decente. Eccoli là i puri di cuore, quelli che davano alte lezioni di morale.
E’ quel che più contesto alla sinistra, la sua scarsissima dignità e l’attaccamento alla poltrona degno della prima Repubblica.
Poi va bene, raccontiamoci pure una caterva di stronzate, aguzziamo la fantasia e proviamo a credere che che Prodi stia tornando alle camere con "rinnovato slancio" e tutto il resto. Facciamo finta di ignorare che tra sei mesi saremo da capo. La verità è che questa sinistra, o meglio quest’accozzaglia di braccia rubate all’agricoltura che si fa chiamare sinistra, non è in grado di governare. Solo opposizione sa fare, e neppure troppo bene. Non riesco più a considerare credibile uno schieramento che come sua unica forma di coesione ha "non riconsegnamo il paese alla destra"/"teniamoci attaccati alle poltrone per due anni e mezzo così poi prendiamo la pensione".
Non riesco a tollerare che chi fa politica davvero all’interno dello schieramento venga sommerso dalle stronzate di quattro idioti con smania di protagonismo e la dichiarazione facile sempre in canna. Undici partiti e troppe, troppe "veline della politica". Andassero a fare il Grande Fratello, con la Carlucci, tanto il livello è lo stesso.
Detto questo mi appresto ad assistere alla decadenza che ci attende nei prossimi mesi.
Tristezza estrema.

5 Responses to “Nota a margine”


  • Ma finiscila… bacia le mani di Marco Follini piuttosto, che con un senso della responsabilità quasi commovente eviterà al paese un’altra deriva berlusconiana. La politica non è un qualcosa di “garantito”, non sempre ci può essere una sinistra forte e compatta e omogenea o una destra tale, non sono prodotti pre-confezionati, ma il frutto della storia politica di un paese. Le condizioni sono molto più complesse, ridurre tutto ad “attaccamento alla poltrona” è una demagogia fuorviante. Si tratta di arginare prima di ogni altra cosa chi vuol modificare l’assetto costituzionale di questo paese e Follini l’ha capito,anche Casini forse…e i nome della real-politik, come Follini fiducia anche i comunisti, anche loro capiranno, nonostante il loro populismo di sinistra radicale e dopo questo schiaffone, che alla sinistra moderata va anche bene l’inciucio, a loro no, e hanno un unica possiblità di concretizzare la loro politica: ingoiare rospi giganteschi e stare zitti e buoni. E’ la democrazia.

  • Mah!

    Sono molto perplesso…

    Mah!

  • Se ho ben capito.

    Sempre di 158 senatori eletti si trattava prima e si tratta oggi. Al posto di De Gregorio (passato da IdV al centrodestra) ora c’è Follini (passato al centro-sinistra).

    Non c’è quindi un Prodi-bis. Se ci sarà fiducia alle Camere, ci sarà lo stesso governo di ieri: praticamente non è successo niente di concreto…

  • No, state pure tranquilli. Non è successo niente di concreto, sono *soltanto* scomparsi dall’agenda del governo i diritti civili. Non che prima ci fosse questa convinzione nelsostenerli, eh.

  • pienamente d’accordo con te rachele

cribbio
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