Monthly Archive for February, 2007

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Prigionieri politici

Mi vien da pensare: ma tutti quelli che hanno arrestato, quelli delle “nuove BR” ma che hanno dentro il cervello?
Ora, mi sforzo di capire per esempio quelli di 50 anni, e mi dico: avere venti anni nel settantasette per qualcuno è stato un danno, e va bene. Ma quelli giovani? Quelli mi stupiscono. Rapinare banche, sparare alle case, immaginarsi esplosioni, uccidere, tutto mischiato tra fantasia e realtà, tutto condito da circolari clandestine interne alle cellule, appostamenti, espedienti di piccola elettronica e mitra rivoluzionari. Gli infiltrati “nelle file del Movimento”.

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Bevi la CocaCola che ti fa canticchiare

10009841177_s.pngAllora c’è questa promozione che per ogni bottiglietta di CocaCola da 50cl ti regala una canzone omaggio (legale!) su iTunes. Che culo, dico io, che ne acquisto una circa ogni pomeriggio che mi trovo in facoltà, quindi attualmente tre giorni a settimana. Così mi rigiravo tra le mani questo codice stampigliato sul retro della fascetta rossa che ha per l’occasione cambiato grafica.
Torno a casa e mi fiondo su iTunes arrovellandomi il gulliver per cercare una canzone che veramente sia non bella, di più, e che valga la pena di essere "sprecata" con la cartuccia omaggio. Giro e giro per lo store di Apple e non trovo altro che pop commerciale, robaccia inascoltabile d’oltreoceano o raccolte di poco valore di artisti famosi che già possiedo. Trascorro mezz’ora alla ricerca di qualcosa che sia all’altezza del suo valore, quindi quel GRATIS che parimenti mi consente un download illegale di musica sulla rete di Emule. Perchè scegliere iTunes Store quando si ha tutto a disposizione altrove?

Comunque. Opto per Battiato, l’ultimo singolo "Il vuoto", mi sembra carino al preascolto. Finalmente clicco su "Inserisci il codice". Digito, ricontrollo, premo OK. Codice scaduto. Ridigito, ricontrollo, premo ok. Codice scaduto. Cazzo.

Apro Emule, cerco "Franco Battiato – Il vuoto". Parte il download. Tiro un respiro di sollievo, sollevato dal gravoso compito di fare per forza compere su iTunes Store. Grazie Apple, sarà per un’altra volta.

E’ colpa nostra

Luca e Massimo si accorgono che ci sono sempre meno reti wireless aperte girando per la strada, seppure il loro numero complessivo aumenti ogni giorno che passa. E’ vero: le famiglie italiane hanno preso molto a cuore il fattore sicurezza e sono terrorizzate all’idea che qualcuno si intrufoli nei loro computer. La prima cosa che mi chiedono ormai anche le vecchiette, quando installo un nuovo modem Adsl, è di criptarne il segnale.
La colpa però è nostra, che abbiamo insinuato l’idea nei navigatori italiani che condividere una connessione equivalga a dire "mi entrano nel computer e mi leggono la posta". Niente di più sbagliato, ed ora ne paghiamo tutti le conseguenze.

A tal proposito però è da far notare che nelle piazze italiane o in generale in luoghi dove si affacciano numerose attività pubbliche o piccoli negozi, è ancora molto facile trovare reti senza fili aperte, anche in città dell’ordine di centinaia di migliaia di abitanti.
Infine, Dio lo benedica, c’è Fon. E per chi non sapesse cos’è rimando a questo pezzo che ho scritto tempo fa in proposito. Ecco: se tutti lasciassimo una rete senza fili aperta con Fon, andremmo in giro all’estero senza dover pagare internet cafè guardando l’orologio per usare un sudicio messenger, e condivideremmo una risorsa preziosa per altri senza che ci costi niente, nemmeno in termini di sicurezza.

Post Office

Post Office. Ovvero: come cercare di rimanere a galla trascorrendo dodici anni alle poste.
Il Signor Chinaski è un mezzo alcolizzato, un po’ volgare e depresso che si ritrova, suo malgrado, a entrare a far parte delle Poste Americane. Interminabili turni di lavoro, massacranti trattamenti, stupidià estreme saranno gli ostacoli che dovrà affrontare. Nel frattempo, delle storie di semi-amore si succedono, qualcuno muore, un po’ di rabbia e frustrazione viene accumulata.
Il Signor Chinaski è un genio delle corse dei cavalli e il suo sogno è quello di mantenersi con quello. Anzi, il suo obiettivo è: lavorare sempre meno. Anche se, leggendo il romanzo, a volte ci si mangia le mani per le scelte tutt’altro che logiche che compie.
Chinaski, in realtà. è l’alter ego di Bukowski in persona. Rappresenta le sue idee più torbide, la sua stanchezza per la lotta alla sopravvivenza e l’insofferenza verso il prossimo.
Divertente e deprimente, nello stesso tempo. DA LEGGERE.

Una americana a Roma

Caro Claudio Amendola, mi sono chiesto per giorni che cosa ti avesse mai combinato Paris Hilton per farti dire: ”Lo spot con Paris Hilton è stato il lavoro più faticoso della mia carriera. Mi sono imposto ormai da tre mesi di non parlare dell’argomento” (da tgcom.it del 16/1/2007). Che la ragazza sia un peperino è fuori di dubbio. E’ invece poco credibile che un gladiatore come te (o cesarone che dir si voglia) si faccia impepare. Quella tua ritrosia a parlare delle fatiche a cui la Hilton ti avrebbe costretto resta un mistero. Un mistero che potresti svelarci ora che Paris negli spot recita (si fa per dire) senza di te. Certo c’è la possibilità che quei pubblicitari burloni abbiano preso alla lettera il loro slogan; così oltre al danno (le fatiche) avresti pure la beffa (mellio cambiare Amendola con Paris Hilton, no?). Caro Claudio Amendola, ne sono certo. Presto l’effetto Paris svanirà. Tornerà a spopolare dalle sue parti e i videofonini riprenderanno quell’atmosfera all’ amatriciana con te come chef. Già ti vedo in canottiera seduto al tavolo della cucina come Alberto Sordi a denigrare il cibo "zozzeria" americano e pronto a pronuciare il nuovo slogan: mejo nun cambià, a-ò! 

Concorso n°5

Inesorabile come i libri di Bruno Vespa, ritorna il grande concorso di Ciccsoft. Questa settimana potete vincere i fantastici occhiali bicolore di Roberto Maroni se rispondete a questa domanda: che lavoro fa Lapo Elkan? Sembra facile, ma riflettete bene prima di rispondere!

DisOnorevoli pensioni

«Montecitorio (dati 2006) ha in carico 2005 pensionati (reversibilità comprese): gli costano 127 milioni di euro a fronte dei 9 milioni 400 mila di entrate relative ai contributi versati dai deputati in carica. Altrettanto critica è la situazione al Senato che con le sue 1.297 pensioni spende ogni anno quasi 60 milioni a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate ricavate dai versamenti dei senatori in servizio. Un’autentica voragine con un ‘buco’ nel 2006 pari a 174 milioni di euro. Fino a quanto reggerà il sistema? “Noi nemmeno ci poniamo il problema”, spiega un funzionario del Senato. Ci pensa lo Stato a ripianare ogni anno il disavanzo.»
Onorevole si dia un taglio – L’Espresso

Se è vero che di bufale sui privilegi dei parlamentari ne girano parecchie, è anche vero che la realtà dei fatti supera la fantasia della bufala.
Mentre infatti discutono delle nostre pensioni, sullo scalone, e blablablabla, a “loro”, se deputati, bastano cinque anni di lavoro (una legislatura) per ritirare la pensione, arrivati alla veneranda età di 65 anni. Con due legislature, la pensione se la prendono a 60 anni, termine destinato a scendere addirittura a 50 anni per un senatore con tre legislature (se eletto prima del 2001).
…ma invece di parlare all’infinito sulla (non ancora, perché futura e soprattutto molto incerta) mia (e in generale nostra) pensione, perché non cominciate a tagliare le vostre? No, eh?

Ciccsoft, abbiamo un problema

Gentile cliente,
il dominio a lei intestato ciccsoft.com ha creato problemi al server Linux su cui risiede a causa di applicativi in esso inseriti.
E’ stata rinominata l’applicazione #mt-comments.cgi in
NON_USARE_BLOCCA_IL_SERVER#mt-comments.cgi per fermare le richieste errate ed esose verso le risorse di sistema. La invitiamo a riverificare tutta l’applicazione in modo dettagliato.
In caso il reinserimento dell’applicazione causi nuovamente problemi al server, il suo dominio verra’ temporaneamente bloccato, verra’ inviato un avviso e la riattivazione del dominio sara’ subordinata alla definitiva rimozione dell’applicazione.

Questo per dire che:
1) siamo nella merda (quella di spam che arriva ogni giorno nei commenti)
2) i commenti sono disabilitati fino a nuova comunicazione

Urge trovare un plugin per MT che blocchi l’ondata anomala di spam. Se avete suggerimenti o consigli su cosa installare e come ve ne saremmo davvero grati! La mail è sempre quella: mail@ciccsoft.com

UPDATE: installato il plugin Akismet, ma lo spam non sembra cessare. Teniamo aperti i commenti durante la nottata per testare il sistema. Il problema nostro è che Akismet non blocca i commenti ma semplicemente li mette in Junk (per chi non è pratico di MT è una sorta di cartella di commenti indesiderati). Così facendo continua a generare traffico sul server e a scrivere una voce nel database nella tabella apposita di commenti junk. Di fatto dunque siamo punto e a capo.

Fiction usa e getta

Marco PantaniIeri sera è andata in onda su Raiuno la tanto chiaccherata fiction su Marco Pantani, Il Pirata. Realizzata solamente 3 anni dopo dalla morte, ha compresso in 100 minuti l’intera vita del mito ciclistico contemporaneo.
Ora, io di fiction ne guardo in media 0 all’anno, e mi sono prestato alla visione unicamente per motivi di affetto e devozione a colui che ha saputo mettere in scena spettacoli epici, ma sono rimasto alquanto perplesso (come Daveblog) sullo stile e la qualità del film. Le fiction che mietono milioni di spettatori ogni settimana hanno tutte quel livello di qualità lì? Nessun approfondimento sulle vicende, tutti i fatti impilati uno dietro l’altro così, quasi come si riempie una piadina (per l’appunto…) con un montaggio elementare e una sensazione di piattezza generale che sembrava quasi banalizzare un complicato personaggio come Pantani. Uno che in bicicletta era un dio, molto meno quando venne pizzicato e dovette fare i conti con salite ben più dure dell’Alpe d’Huez. Un’occasione sprecata, anche per risolvere una volta per tutte l’ambiguità ("ma si dopava o no?" è la domanda che serpeggia sia nel film che nello spettatore) che intaccherà per sempre il Mito.
Se avessero mandato un filmato con le sole immagini delle vittorie commentate da De Zan, sarebbe stato probabilmente più coinvolgente e meno retorico. Ma l’Uomo Pantani dove lo mettiamo, potrebbero replicarmi gli autori della fiction? Forse sta tutto in quell’aforisma simbolo della vita del Pirata ciclista, che è stato infilato così in fretta da banalizzarlo e renderlo quasi uno slogan vuoto, una citazione di se stesso: l’amico gregario gli chiede perchè va forte in salita anche quando non ce n’è bisogno, e il Pirata serafico risponde: per abbreviare l’agonia. Lo stesso concetto lo applicò, probabilmente, nella solitudine di in una camera d’albergo la sera di San Valentino.

La traviata

Margherita non ha mai avuto un primo amore. Le prime passeggiate, i primi baci appassionati, la piccola quotidianeità che rende speciale la vita insieme. Margherita ha sempre fatto tutto per soldi, l’amore non era altro che una transazione, uno sporco affare.
Ma questa volta no. Questa volta, per Alfredo, è diverso. Potrebbe morire per lui. E, in effetti, sarà quello il suo destino. Perchè Alfredo ha affrontato la socieetà, per stare con lei. Non ha ascoltato il padre, gentiluomo di altri tempi, che lo ammoniva di lasciarla. Perchè certe donne vanno PAGATE, non amate. Ma loro, ora, dell’Universo Immemore vivono quasi nel ciel…

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Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)