Quando erano prigionieri politici: lettera aperta a Noantri

5 Responses to “Quando erano prigionieri politici: lettera aperta a Noantri”


  • Beh, io gli ho passati quegli anni e devo dire che il termine generazione, invece va proprio usato.
    NOn voglio far cambiare idea a nessuno ed anche io credo che chi sbaglia debba pagare senza sconti.
    Tuttavia, se le parole hanno un peso, vanno usate: in Italia sono esistite due forme di eversione: la Lotta Armata (BR, PL, etc) e il Terrorismo (Stragi di stato, Servizi deviati, etc).
    Purtroppo in questo caso dobbiamo però renderci conto che il successo è solo al 50%: La Lotta Armata è stata sconfitta. Il Terrorismo no. Ma su questo nessuno vuole riflettere…

  • Sia nei casi di terrorismo, sia in quelli di lotta armata la costante è stata solo una: l’omicidio. Che poi il primo sia stato foraggiato dallo Stato deviato e il secondo da un’ideologia altrettanto vigliacca e fallimentare, fa poca differenza. Sai qual’è il problema? E’ che siamo oggi talmente intellettualmente fermi che i rigurgiti del passato (da quello papista a quello settantasettino) si sentono in dovere di dire la propria. La verità è che c’è bisogno di aria fresca e di guardare con una certa obiettività a quello che è successo. Che il terrorismo non sia stato sconfitto è opinabile, dal momento che non si capisce a quale terrorismo ti riferisci. E poi no. Non ci voglio proprio riflettere. Il punto è che vorrei capire come si cambia questo mondo senza avere la pressante necessità del senso materiale della Storia e questo non è semplice in un paese che non guarda al futuro, ma si arrotola nei suoi ferri vecchi. Mi auguro che questa revance settantasettina si spenga in fretta, come la moda dell’ombelico. Stai bene, grazie della riflessione. Cyrano.

  • Senza offesa per nessuno eh, ma con post come questi di noantri e cyrano, il livello di questo blog continua a salire, parecchio.
    grazie delle vostre riflessioni. Un piacere leggerle, e pensarci su.

  • Grazie delle riflessioni anche da parte mia (nostra). Ho scoperto con ritardo l’esistenza di questo post perché, per motivi di vari impegni, non ho più aperto il pc da casa. Stamattina ho letto e ho rimandato immediatamente la cosa all’autore del post (come forse sapete siamo in due a scrivere: [Ste] e [AndyCapp]: autore di questo pezzo era [AndyCapp]. Qui ci firmiamo genericamente come “Noantri”), è giusto che replichi e risponda lui.

    Ad ogni modo è costruttivo che questa discussione sia nata. Mi auguro di vederne di più e più spesso. Un saluto a tutti, in attesa della replica di AndyCapp.
    [Noantri – nello specifico, Ste]

  • Caro Cyrano, intanto grazie per le belle parole. Proprio in questi giorni sto leggendo un libro sulle Br. Sono un appassionato di quegli anni e devo dire che questa lettura mi sento di consigliarla a tutti quelli che volessero approfondire. Si tratta del libro di Prospero Gallinari “Un contadino nella metropoli”. Ti parlo di questo libro perché tocca due temi centrali che hai sottolineato nel tuo post. Il primo è quello della generazione: nella loro analisi della società, divisa in classi e strutture, i brigatisti si riconoscevano come avanguardie di lotta con il compito di agire su diversi territori, la fabbrica, la metropoli, le carceri. Poi nel 1982, con la ritirata strategia delle BR-PCC e la nascita del Partito Guerriglia iniziano le contraddizioni (termine a loro molto caro) perché si comincia a parlare di vecchie e nuove BR, di capi storici e nuove leve. Insomma, subentra il fattore temporale. Lo Stato, grazie alle leggi speciali, risponde in maniera fortissima. Si disgrega quello che resta del movimento del ’77 e ogni forma di lotta, anche legale e di piazza, diventa “sovversione”. E’ in questo credo che chi ha vissuto quegli anni in un certo modo si sente generazione. Cosa invece ben diversa per chi invece ha militato nell’eversione nera. I figli della destra estrema a mio avviso (e per quel poco che ho letto), mai hanno aspirato a un rovesciamento del sistema democratico, piuttosto hanno agito per rabbia verso uno Stato che non riconoscevano, consapevoli di essere “soli” e dannati.

    Sempre nel libro si tocca il tema delle carceri. C’è un momento specifico nella storia delle BR in cui questo diventa un tema centrale. L’Asinara è una pagina del nostro paese che difficilmente viene raccontata. Quando di ingiustizie popolari mi trovi d’accordo e mi chiedo solo se l’esperienza umana di queste persone non possa per certi versi tornare utile.

    Il mio post nasceva da un semplice ragionamento: portare una macchia indelebile a vita è corretto per chi ha pagato per le proprie azioni? Probabilmente sì, perché di fronte all’omicidio cade tutto. Quello che dico è che chi ha commesso reati come quelli di cui abbiamo parlato, l’ha fatto in cambio della propria vita “da vivere”. E di questo non si può non tenerne conto.
    Un abbraccio
    [aNDy cAPp]

cribbio
Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)