Uomini con la gonna

Chi sabato si aspettava di vedere in piazza chiappe chiacchierate, tette di silicone, piume di struzzo e atteggiamenti volgari e provocatori ci sarà rimasto male. Perché a piazza Farnese è probabilmente andata in scena una delle migliori manifestazioni a cui abbia mai assistito negli ultimi anni. Attenzione: ho scritto manifestazione e non manifestazione di protesta proprio perché tutte le associazioni e le persone che sabato si sono radunate in un luogo simbolo della laicità come piazza Farnese hanno chiesto a gran voce diritti, manifestando per e non contro qualcosa. Fischi giusti e meritati per gli esponenti del Governo presenti, così come per i parlamentari dell’opposizione saliti sul palco.

Da oggi sarà più difficile per tutti parlare di pagliacci in fuseaux viola che reclamano per qualcosa che non può essergli concesso. Chi sabato era in piazza aveva il più classico e rassicurante aspetto normale. Quello tanto caro a Ruini e Mastella.



C’erano impiegati, avvocati, insegnanti e semplici studenti. Tutti composti, consapevoli e stufi di promesse elettorali e accuse ingiustificate. Il dibattito sui Dico impazza nei salotti tv: credo che il discorso più rozzo che abbia mai ascoltato in vita mia sia stato quello pronunciato da Roberto Castelli (oddio, un ex Ministro della Repubblica) a Porta a Porta. Vorrei chiedergli perché secondo lui il riconoscimento di una pensione di reversibilità, la condivisione dei beni immobili o l’assistenza durante la malattia e la morte sarebbe un attacco alla famiglia. Vorrei chiedere anche a Mastella (oddio, un Ministro della Repubblica), il signor pernacchia, perché due persone dello stesso sesso non hanno lo stesso diritto di amare del padre di famiglia, che tradisce la moglie con una giovane amante o tanto peggio con un transessuale sul Lungotevere?

E’ il momento di scendere in difesa della laicità dello Stato italiano. L’ingerenza vaticana nella vita politica ha superato ogni limite. Basta con la teoria dei piccoli passi per non spaventare l’elettorato cattolico. L’elettorato cattolico non esiste. E’ solo una massa di gente senza ideali politici pronta a votare per il primo consigliere comunale che gli promette qualcosa in cambio. All’elettorato cattolico non interessa nulla del deficit pubblico, del precariato, dei diritti del prossimo. L’importante è che non si intacchino quei pochi privilegi concessi in passato dalla dittatura democristiana a cui hanno strizzato l’occhio per semplice interesse di pancia e non certo per paura dei comunisti o per ragion di Stato. Ora è giunto il momento di ripagare quelli che non sono stati ai giochetti clientelari, quelli che nonostante tutto non si sono piegati al sistema e che tanto meno hanno sottoscritto patti con il diavolo. E poi la gonna non era da froci?

26 Responses to “Uomini con la gonna”


  • siamo tutti uguali..tutti dobbiamo avere stessi diritti….e stessi doveri….

  • Temo che questo post sia un po’ offensivo e anche un bel po’ disinformato. Hai scritto: “E’ il momento di scendere in difesa della laicità dello Stato italiano. L’ingerenza vaticana nella vita politica ha superato ogni limite.” Se intendi per “ingerenza Vaticana”: la possibilità di esprimersi in materia di morale per un ente religioso, con un giudizio anche di condanna verso una legge o proposta di legge dello stato, in modo tale da influenzare l’opinione della gente, temo che la tua idea sia totalmente antidemocratica. L’appartenenza religiosa non può essere (vedi principio Costituzionale di eguaglianza) una causa di discriminazione, quindi non è auspicabile che sia tappata la bocca ai Cattolici o alle loro guide, solo in quanto tali. Se poi la bocca gli deve essere tappata perchè altrimenti influenzano le masse non dovrebbero poter parlare neanche i partiti, o i sindacati come nemmeno le televisioni, le radio, i giornali, i siti internet o le associazioni. Non si può impedire alla Chiesa di parlare. Non deve essere fatto. Quando i teorici dello Stato Liberale parlavano di laicità dello Stato spiegavano bene che la non ingerenza della Religione doveva essere intesa come divieto all’ente Chiesa o ad altri enti religiosi, di partecipare alla procedura di formazione delle leggi o alla nomina / elezione dei poteri. Questo in Italia non avviene, e non avviene più (per mano della Chiesa) neanche negli altri stati. Ma un conto è che la Chiesa non nomini cariche politiche o faccia leggi valide per i cittadini, un altro conto è che la Chiesa e i suoi appartenenti siano privati del diritto di avere e manifestare un’opinione come tutti. Se nell’ordinamento della Chiesa i sostenitori di una legge contraria alla dottrina Cattolica subiscono sanzioni, poi, è una questione interna della Chiesa, che gli stessi padri della libertà di pensiero considerano del tutto legittima.
    Quando poi ti scagli contro l’elettorato Cattolico dici una cosa in piccola parte vera, ma estremamente poco realistica, che farebbe sorridere tanto a destra quanto a sinistra. E’ vero che non c’è più la DC (che tu chiami dittatura, ma è stata eletta, non si è autoproclamata) ma non è vero che non esiste un elettorato Cattolico. Anzi! Non so se te ne stai rendendo conto, ma è l’elettorato Cattolico o perlomeno quello di centro che fa vincere le elezioni! In prossimità delle elezioni bipolari (almeno le ultime 3), i sondaggi registrano sempre un grande equilibrio tra i due schieramenti, al di fuori di una quantità (stimata tra il 3 e l’8%) di “elettori incerti, indecisi o possibilisti. Ad essi aggiungi un 20% che a votare non ci va. Il motivo per cui così tanti non aderiscono a una cultura di destra o di sinistra è per la insufficienza di stimoli che viene da entrambe le parti. Quante volte la sinistra si è autorimproverata di incoerenza? (“Dite qualcosa di sinistra” o “Senza se e senza ma”) La destra fa meno autocritca sul dato culturale perchè vuole tenere un piede nel Cattolicesimo, uno nelle istituzioni, uno nell’ignoranza, uno nel mondo della comunicazione, e definirsi in un qualche modo diventerebbe deleterio. E’ quel 3-8% a mancare di ideali? Questa mancanza di ideali che rimproveri ai centristi è il decidere schieramento, alla fine, in base a “cagate” quali il diritto alla vita, la famiglia, o altre sciocchezze di secondaria importanza, di fronte al deficit e al precariato -e perchè non metti la globalizzazione piuttosto?- (sei malinformato: la Chiesa argomenti tra cui questi li ha affrontati, ma siccome quello che dice si oppone ad entrambi gli schieramenti non viene divulgato. Pensaci). Se per te un elettorato che sceglie in base a queste cose è senza ideali, vuol dire che consideri ideali solo i tuoi, non che siamo noi senza! E se dà la preferenza a questi valori piuttosto che a quelli dell’economia -poi mi devi spiegare chi è che i valori dell’economia li sostiene, perchè da operatore del settore ti dico che se non avessi un po’ di amor di patria i soldi in Italia non li terrei- non sarà che ha una scala di valori invece di quella notevole confusione che sembra caratterizzare tante opinioni politiche ed economiche? Chi ti dice che l’elettorato Cattolico privilegiando i problemi della vita nella sua scelta si opponga a trattare quelli dell’economia? Chi ti dice che se la Domenica vado a vedere la Carife non possa fare il tifo anche per la SPAL? Ci hai inoltre definito come un mucchio di perbenisti senza ragioni. Sai chi siamo davvero? Dovresti vedere quello che facciamo tutti i giorni prima di darci dei torturatori di diritti! Si intenda: i Cattolici, non quelli che vengono a Messa per sport.. La manifestazione ha messo in mostra anche (ma non solo… sii onesto) gente comune sostenitrice dei DICO. Questo è un bene, anche per un Cattolico. E per gente comune, un Cattolico intende anche un uomo che gira con la gonna o col culo di fuori. Se la famiglia in cui crede, però, è differente da quello in cui credi tu, non lo rimproverare! L’aspetto “normale” i Cattolici non lo chiedono, e forse neanche ce l’hanno (vedi la comunità Papa Giovanni XXIII, un esempio tra i tanti). Ma se credi di trovarti di fronte ad una banda scalcagnata di ignoranti e di bigottoni avrai forti sorprese…

  • Notayo, ti faccio presente solo una cosa: se la Chiesa parlasse degli ebrei, dei musulmani, dei protestanti o dei metalmeccanici negli stessi termini che usa per descrivere gli omosessuali, sarebbe stata da un pezzo costretta alle scuse pubbliche. Guidare i fedeli è una cosa, fomentare l’odio e la discriminazione è un’altra cosa. Dovrebbero vergognarsi, e con loro i cattolici che li stanno a sentire.

  • Va bene… Vediamo dove! La Chiesa non condanna gli omosessuali in quanto tali, ma considera “disordinato” nel senso etimologico del termine l’esercizio dell’omosessualità o l’attribuzione dei diritti delle famiglie alle coppie gay. Se mi trovi qualcosa di diverso in una voce ufficiale della Chiesa fammi sapere… Ma non ce lo troverai! Può essere “disordinato” in termine di fede anche una forma di esercizio della sessualità tra coniugi… La “condanna” Cattolica dell’omosessuale in quanto tale è una bufala mediatica. La Chiesa scoraggia certe cose delle unioni omosessuali come scoraggia certe cose di qualsiasi unione al di fuori del matrimonio. E’ così difficile? La Chiesa pensa che il matrimonio (vissuto bene, si intenda… non è il bollino di matrimonio cattolico che si chiede, ma ben altro…) sia il punto di base per costruire la famiglia. Sostiene che il matrimonio preesista agli ordinamenti giuridici e in quanto tale vada riconosciuto e non permesso, e che il matrimonio conservi ancora oggi i presupposti e il valore che è stato ad esso universalmente attribuito in tutte le civiltà passate. Non sostiene che il “gay” sia un malvagio, ma che non costruisce la base utile al benessere della società. Invettiva, condanna e improperio sono più tipici di chi condanna il Cattolicesimo per una legittima opinione che di preti e fedeli.. Come si può vedere da questo post e altri. Da questo commento e altri.

  • “Ogni volta che si affaccia un prete ad un balcone o a un pulpito per portare pace e bene a tutti, lesbogay esclusi, si dovrebbe semplicemente abbatterlo con un colpo di fucile per carità cristiana, pum, e via, abbattere in lui il bambino incancrenito che è diventato, il bambino violentato in seminario e violentatore di tutti gli altri bambini. E poi cominciare a sparare a raffica sulla folla sottostante di dementi e piangenti e in preghiera in questa valle di pagherò, intanto consumo”

    Aldo Busi da “E io, che ho le rose fiorite anche d’inverno?”
    [Ste]

  • Notayo, guarda un po’: mi è capitato di recente di parlare con una cattolica praticante di vecchia data, una di quelle veramente attive e consapevoli nella sua fede. La quale mi ha spiegato come l’atteggiamento della Chiesa nei confronti delle persone omosessuali si sia ulteriormente ristretto da Giovanni Paolo II (che ammetteva gli omosessuali in seminario, a patto che osservassero la castità come tutti gli altri) a Ratzinger (che pretende il bollino di castità omosessuale da tre anni almeno per poter entrare in seminario).

    Questo per la questione del “rispetto” che la Chiesa avrebbe per gli omosessuali. In secondo luogo, essendo l’omosessualità un orientamento e non un capriccio, ed essendo le persone omosessuali buone o cattive o medie come quelle eterosessuali, mi spieghi esattamente quale sarebbe il “disagio” e il “male” che portano nella società, amando persone del loro stesso sesso? Spiegazioni chiare, aderenti alla realtà e precise, non baggianate fumose su amori deboli e uomini e donne, prego.

  • Giù, guarda che il notayo (mi scusi signore, ma mi fa tanto peyote) non dice che portano disagio o male, ma che non portano ordine ovvero “che non costruisce la base utile al benessere della società”. Vedi perchè tu non potrai mai entrare in politica e lui forse si? Se posso dire pure io la mia, aggiungerei che la chiesa ha il diritto di parlare e sparlare quanto vuole su cosa per loro sia giusto o meno giusto o ingiusto, ma che le loro indicazioni dovrebbero riflettersi solo nella sfera personale: il ricatto morale non dovrebbe essere contemplato. La sottile differenza tra chiedere ai cittadini di uno stato che non è il loro di non essere finocchi (io direi ai miei concittadini di non essere troppo belli per non sfigurare, se ne avessi il potere) e di non convivere senza sposarsi, non dovrebbe essere il chiedere ai politici in modo più o meno esplicito di prendere decisioni personali per gli altri concittadini. Quasi istigazione a delinquere, direi. E poi un’ultima cosa: si comincia con il parlare di diritti per i conviventi e si finisce sempre a parlare dei i diritti dei gay, facendo il loro gioco. Forse è ora di farsi un pò più furbi, no?

  • “non tutte le unioni sono secondo la volontà di Dio. Anzi. Per ogni persona ce ne è al massimo una, fatti salvi vedovi e vedove che si risposano. Tutte le altre sono, essendo contrarie al volere di Dio, peccato.”

    Dovrò avvisare il mio primo fidanzatino di quando avevo quattro anni che era peccato, quelli dell’università, il mio ex o il mio fidanzato attuale? No, perché di questi due si sono già sposati con altra gente, e mi sembra brutto andare lì a rompere le balle.

    “le nuove norme riguardo ai gay e al Seminario prevedono che uno non possa ricevere il “diaconato” prima di tre anni dalle ultime espressioni di tendenza omosessuali”

    Al di là del fatto che uno o è gay o non lo è, come diavolo provi che uno non ha toccato un altro uomo per tre anni? Interroghi tutti i suoi ex? Fai un giro a Monte Caprino e lo chiedi a tutte le marchette? Passi in viale Zara e interroghi i trans? Fai un referendum a Muccassassina?

    “Creare strutture ad essa “concorrenziali” stimola l’individuo a considerarle “fungibili” rispetto alla struttura base, e di conseguenza a scegliere l’una o l’altra indifferentemente, il che appare un bene dalla prospettiva individuale del singolo (l’unica che secondo i postulati odierni merita considerazione, ma nè nella costituzione nè nella natura delle cose è così), ma è senz’altro un male per la società”

    Il problema di certi cattolici è proprio il fatto di non riconoscere che chiunque si ami e scelga di vivere insieme, condividere la vita nel bene e nel male e crescere insieme è famiglia. Le famiglie come le intendete voi cattolici, probabilmente, non sono mai esistite: il matrimonio è stato inventato per tramandare un patrimonio. Il matrimonio d’amore è un’invenzione recente, di cui la Chiesa non si è mai occupata fino al 1978. Ancora non ho capito, in soldoni e all’atto pratico, quale sarebbe il male che deriva dal riconoscimento di forme di convivenza già esistenti. Ah, e dimenticavo: la vostra Chiesa così umana ed egalitaria prevede la lettura, durante la cerimonia, di un passo di S. Paolo Apostolo che decreta la sottomissione della moglie al marito.

    “Inoltre la Chiesa “scritta e non scritta”, per tanti omosessuali fa tanto.”

    Tipo cosa? Tipo sputargli in faccia, chiamarli “disordine oggettivo”, fargli la guerra perché non abbiano uno straccio di diritto? Fammi il piacere.

  • Ma scusate, dov’è il problema se la chiesa fa la guerra agli omosessuali? A me piacerebbe che la guerra non la facesse, agli omosessuali, lo stato dove vivo.

  • paolo: il problema è che al momento le due cose coincidono.

  • “Se si sente di praticare la castità e di non sostenere gli aspetti non condivisi dalla dottrina della cultura gay, proseguirà il suo cammino”

    Questa è bellissima ed è realistica: basta vedere tutti i preti che hanno lunghe relazioni omosessuali clandestine, vanno a battere in chat o nei parchi oppure si danno direttamente alle marchette (ce ne sono, sono tanti). Questo è un aspetto tollerato.
    Comunque sì la Chiesa cattolica fa tanto per gli omosessuali, soprattutto nell’alimentare i loro complessi di colpa.

    Su tutte le questioni religiose poi non mi pronuncio. Sulla Costituzione, il suo “riconosce” non significa che la famiglia è un istituto immutabile del “diritto naturale” (che per la Chiesa equivale alla morale che essa detta – e poi il diritto naturale è una teoria superata anche giuridicamente), ma che è un istituto della SOCIETA’, che si evolve.
    E’ il motivo per cui ad esempio negli anni 40 i costituenti italiani non hanno neanche sentito il bisogno di scrivere “tra uomo e donna”: perchè la società non si era evoluta al punto da riconoscere pubblicamente la dignità delle convivenze omosessuali…oggi la situazione nel mondo occidentale laico è *leggermente* diversa, ma se in Italia non ve ne volete accorgere, peggio per *noi*.
    Altro esempio dell’evoluzione della famiglia: nell’800 o prima ancora l’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi non sarebbe stata inserita in Costituzione, nel 1948 la situazione era cambiata.

    Ma tanto le chiacchiere stanno a zero, si torna sempre lì: all’imposizione di una morale di parte (sempre con la scusa del presunto “diritto naturale”) a tutti. Tutti discorsi tuoi, Notayo (ricordo anche l’accanimento sul post id Alice di qualche tempo fa), e non solo tuoi sia chiaro, trasudano quella convinzione immutabile.
    Io non lo accetto, quindi è muro contro muro, quindi puoi tirarla in lungo quante volte vuoi con i sofismi da documento vaticano.

  • (mannaggia, ma gli a capo non li prende mai ‘sto form? 🙂 )

  • Sul discorso sui tuoi fidanzatini fai quello che ti pare… La prendo come ironia per il fatto che ho omesso una cosa che qualsiasi persona capisce, cioè che il fidanzatino non lo consideri “vocazione”. Io alludevo alle scappatelle e simili. Chiunque lo può capire. Non distorciamo troppo le cose perchè sennò poi l’ironia diventa antipatica.

    Sul discorso della prova sorvolo abbastanza. E’ evidente che sia il candidato all’ordine, sia il Seminario hanno interesse a far crescere il rapporto nella onestà e nella verità. Non si fanno processi. Si parla. Capisco che fuori dal Seminario si urla, ma in Seminario (e nella Chiesa) si parla.

    Sull’allargamento indiscriminato della nozione di famiglia stai attenta: è proprio questo che si vuole evitare, nello Stato come nella Chiesa, cioè che una scelta transitoria per definizione (se non è transitoria puoi sposarti) sia omologata ad un nucleo stabile. Se io investo i miei soldi e prometto a Lapo di lasciarli in FIAT 12 anni, le obbligazioni che lui mi cede mi danno ogni anno l’8-9% del loro valore, perchè prometto che gli lascio soldi per piani industriali a lunga scadenza. Se gli do i soldi per un anno e prendo il 3% netto sono già fortunato. Così vale per la famiglia: Se prevedo di stare insieme tutta la vita compro una casa, faccio dei figli, metto via con mia moglie un po’ di soldi per farli studiare… Se non so quanto rimarrò insieme e non intendo sposarmi ci sarà meno spazio per un’impostazione di vita aperta verso l’esterno e verso l’ignoto. Con conseguenti difficoltà per LA SOCIETA’. Smettiamola di pensare a noi stessi e basta, come fosse il nostro tornaconto la cartina al tornasole del bene della società!

    Su S.Paolo sei mal informata: intanto non è letto in tutti i matrimoni ma solo in quelli in cui gli sposi fanno richiesta di quella lettura. Poi la parola “sottomissione” non viene interpretata come subordine della dignità della donna, ma rimanda ad un generale dovere di servizio nei confronti del marito, cui è senz’altro equiparabile il dovere di amare (anche nel servizio, s’intende) che sorge col matrimonio in capo al marito. Che in tempi diversi si siano avute dannose interpretazioni letterali nella vita quotidiana, è un altro conto. Nel Magistero non troverai segnali di dislivellamento di dignità.

    Che la Chiesa non si sia occupata del matrimonio d’amore non è vero. E’ vero invece che ha trovato una o più strutture societarie a sè preesistenti che perloppiù usavano il matrimonio come perpetuazione della discendenza (e non soltanto del patrimonio). La costituzione del Matrimonio in Sacramento è stato il primo (e unico per vari millenni) modo trovato nella storia per liberare la donna dal diritto potestativo del marito di piantarla e non mantenerla. Hai capito da che parte sta la Chiesa? Bisogna anche cercare di capire cosa intendi per matrimonio d’amore, perchè sono convinto che abbiamo definizioni molto differenti.
    Come ti ripeto per la Chiesa il matrimonio non è “m’infoio ti sposo”. E’ ben altro, anche se a tanti questo non importa e celebrano il matrimonio Cattolico o Concordatario senza pensarci.

    Per quello che la Chiesa fa per gli omosessuali ho decine di casi da citarti. Da un ragazzo con cui io stesso ho vissuto per un certo periodo mentre lui permaneva in una casa famiglia per liberarlo dagli abusi che subiva in carcere perchè gay. Da un altro che ha trovato un sacerdote che si è fatto intermediario tra lui e la famiglia perchè non riusciva a parlare della sua condizione, prendendosi le sue belle parole e insolenze.

    Il luogo comune che la Chiesa odi gli omosessuali è falso. Il non voler equiparare i diritti dei conviventi a quelli degli sposati è perchè i conviventi non creano una comunità stabile, che siano gay o etero! Gli sposati sì. E certi diritti che lo stato garantisce alle comunità non possono essere arbitrariamente estesi a tutti. L’abbiamo detto in tutte le salse e quello che crea disordine nella società è che uno si pensi solo come singolo e non contempli responsabilità verso gli altri, non pensi al bene degli altri. Ma capisco che questo sia, oggi, inaccettabile.

  • Disorder… rileggiti il post di Alice e guarda bene chi si accaniva. Grazie per aver superato la teoria del diritto naturale! Avevamo giusto bisogno di abrogare un paio di dichiarazioni di diritti inalienabili dell’uomo! C’è solo il 99,9% delle legislazioni positive esistenti che considera la famiglia un istituto NATURALE ad esse preesistente, dici che sia l’occasione di smontare questo assurdo preconcetto? Credi che l’*evoluzione* della società riesca ad arrivare a questo punto?
    Ti do unsuggerimento: non tentare di ricostruire sistemi giuridici dove non ce ne sono. Non ce ne sono e basta! Le scelte contro la famiglia e la vita non sono mai state fatte ricostruendo un sistema giuridico-filosofico concorrenziale con quello Cattolico o con gli altri esistiti! Sono state fatte in ragione di un mero UTILITARISMO (non mi importa quale sia il bene della società. A me conviene fare così). Macchiavelli, Montesquieu, Beccaria… Vogliamo smettere di chiamarli filosofi?

  • Le dichiarazioni internazionali di diritti lasciamole perdere please,visto che le ultime (non attuate nè rispettatei n Italia) includono il diritto per tutti di formarsi una famiglia e alla luce di esse molti esponenti del clero e politici potrebbero essere perseguiti.
    Una cosa comunque sono i diritti naturali, una cosa il diritto naturale o giusnaturalismo: come la filosofia,anche la filosofia del diritto si evolve, nel caso ti sfuggisse. E i contributi di quelli di cui parli non vengono certo superati, ma la scienza giuridica si evolve e si arricchisce – così come la filosofia non si è certo fermata all’illuminismo o all’umanesimo, tanto per fare degli esempi “laicisti” e farti contento: 🙂

    Detto questo ,il discorso si può anche chiudere, con voi sarà una battaglia persa per diversi decenni, finchè i diritti non li imporrà direttamente l’Europa.

  • @Giulia, convieni quindi con me che il problema non è la chiesa, ma lo stato. E che il vero scontro (per la chiesa) è da circa 230 anni, contro l’illuminismo, parzialmente oscurato nello scorso secolo, dalla lotta al comunismo?

  • C’è un bel po’ di confusione.. Che ci siano nuove “filosofie” o dette tali, non c’è dubbio, ma che questi nuovi pensieri si ripropongano come “sistema”, in dialogo o confronto con quelli precedenti, questa è davvero nuova. Mi sembra più coerente chi ammette che sceglie di non ricostruire un sistema o anche, in campo giuridico, l’origine dei diritti che pretende di affermare (pensiero debole, neopositivismo etc), piuttosto che chi pretende di ricondurli a sistemi fantasma, in opposizione a quelli tradizionali naturalisti (il giusnaturalismo è un’altra cosa).
    Preferisco un Pannella che mi dice: io lo so che nel tuo pensiero c’è un motivo per cui la famiglia ha valore universale, ma non me ne frega niente perchè a me interessa solo di poter fare ciò che mi pare e non devo inventarmi uno pseudosistema filosofico per giustificarmi. La scelta utilitaristica di non avere una concezione della società è sbagliata, ma ha un senso. Immediato, bieco, intellettualmente povero, e a suo modo oscurantista. Però non pretende di smontare un sistema, ma di far valere un opinione.

    Disorder ha scritto: “Sulla Costituzione, il suo “riconosce” non significa che la famiglia è un istituto immutabile del “diritto naturale” (che per la Chiesa equivale alla morale che essa detta – e poi il diritto naturale è una teoria superata anche giuridicamente), ma che è un istituto della SOCIETA’, che si evolve. E’ il motivo per cui ad esempio negli anni 40 i costituenti italiani non hanno neanche sentito il bisogno di scrivere “tra uomo e donna”: perchè la società non si era evoluta al punto da riconoscere pubblicamente la dignità delle convivenze omosessuali…” Vorrei chiederti: secondo te, nelle società cannibali, il cibarsi del proprio nemico è lecito, se la società lo permette? Non rimarrà comunque un male anche se il cannibalismo è un istituto della società? Allo stesso modo: il consumismo è un dato dominante della nostra società. Usciti da un negozio di vestiti nessuno rifiuta di usare la sportina di plastica per non sprecare risorse preziose. Tutti girano con la loro sportina inquinante e sprecona. Se mio pronipote un giorno non avrà neanche quel tanto di plastica che gli permette di mettere un tappo alla bottiglia di whisky, avrà ragione o no a scancherare contro di me che sprecavo petrolio e derivati in abbondanza? No, perchè il consumismo è un istituto della mia società? I sostenitori o i contestatori di un aspetto della società, giudicano questo aspetto da una concezione di base della realtà. Dove essa manca puoi comunque esprimere il tuo giudizio a favore o contro qualcosa, ma non è un dato filosofico, bensì una semplice nozione utilitarista.
    La società, in termini di ciò che è giusto e sbagliato, non ti dice niente di vero, non pretende di spiegare niente! Disilluditi! Valla a cercare da un’altra parte la verità delle cose!

  • “un generale dovere di servizio nei confronti del marito, cui è senz’altro equiparabile il dovere di amare (anche nel servizio, s’intende) che sorge col matrimonio in capo al marito.”

    Per caso, il marito ha lo stesso dovere di servizio e di amore nei confronti della moglie? Giusto per informazione.
    A parte il fatto che il mio compagno e io, con i nostri due anni di convivenza, siamo più stabili di molti matrimoni; non vedo come noi, o qualsiasi coppia omosessuale magari convivente da un decennio, con mutuo, auto comprata a rate, vacanze in Liguria, e tutto il corollario della normalità, possiamo costituire un fattore di disturbo o instabilità. Non entro nemmeno nella questione infedeltà, o di come una percentuale consistente dei clienti delle prostitute siano sposati. Ti dico solo che se la Chiesa non tiene in considerazione che l’amore non si nutre di dovere, ma di gioia. “Dovere” è un verbo che con “amare” non va per niente.
    Per il resto ti ha risposto abbondantemente Disorder: non serve che io mi applichi. Tu hai il tuo Dio, e io ho la mia umanità. E’ una brutta religione, quella che chiude gli occhi davanti alla natura umana e pretende di distorcerla a proprio uso e consumo.

  • Ma adesso bisognerebbe anche stare qui ad argomentare per dimostrare che la Chiesa discrimina gli omosessuali!? Ma suvvìa, non scherziamo. Non perdiamo tempo.

    Io dico fuciliamo Ruini, imbavagliamo Ratzinger, mandiamo a casa i democristiani e i cattocomunisti, e riesumiamo Woytjla

  • Guarda che io non ti giudico, a differenza di quello che fai tu con me.
    Nella frase mia che hai citato hai già la risposta alla tua domanda. Rileggila e te ne accorgerai. Poi hai scritto:
    “non vedo come noi, o qualsiasi coppia omosessuale magari convivente da un decennio, con mutuo, auto comprata a rate, vacanze in Liguria, e tutto il corollario della normalità, possiamo costituire un fattore di disturbo o instabilità.” Fai bene a non sposarti. Quello che hai scritto, infatti, non ha niente a che fare col matrimonio o con la stabilità che da esso deriva.
    “Ti dico solo che se la Chiesa non tiene in considerazione che l’amore non si nutre di dovere, ma di gioia. “Dovere” è un verbo che con “amare” non va per niente.” La Chiesa non dice che amare equivale a dovere. Dove l’hai letto? Però dovere, impegnarsi, fa parte di amare. Se non te la senti fai bene a non sposarti, ma non pretendere gli stessi diritti di chi si impegna.
    “Tu hai il tuo Dio, e io ho la mia umanità. E’ una brutta religione, quella che chiude gli occhi davanti alla natura umana e pretende di distorcerla a proprio uso e consumo.” La frase “Tu hai il tuo Dio” è erronea: io non “ho” un Dio. Ho una rapporto di amicizia con Dio, e non uno qualsiasi, ma il Dio di Gesù Cristo. Hai ragione per il resto. Ma usa questa frase per fare autocritica: vedi quanti “io” dici? Non ti poni neanche il problema del prossimo, della società, del futuro di essa. L’estremo individualismo del tuo ragionamento mi addolora, ma mi rafforza anche nel convincimento che l’uomo ha bisogno di comunità vere, perchè sennò l’orizzonte della sua felicità si ferma all’IO. E questa non è nè gioia nè felicità. E’ rassegnazione e tristezza.

  • Abbo, con quello che dici non c’è bisogno che riesumi Giovanni Paolo II, vedrai che uscira da solo dalla tomba per forza centrifuga!

  • Notayo, vabbè che l’evangelizzazione è sempre stato un caposaldo della congrega cattolica, ma tu ce n’hai de tempo da perde, eh?

  • Sono l’autore del post. Scusate mancavo da qualche giorno e si è scatenata questa interessante e accesa discussione. Non posso che ringraziarvi per la partecipazione. [aNDy cAPp]

  • La Chiesa secondo me sta discriminando gli omosessuali visto che Ratzinger ha incominciato la sua crociata contro i DICO

  • Se guardi gli orari di quasi tutti i miei commenti capisci che dormo solo un po’ di meno degli altri…

cribbio
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Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)