Ho visto la porta, ho tirato in porta

Alvaro RecobaUn ventenne che esordisce in Serie A, nell’Inter (tua fede calcistica) del Fenomeno Ronaldo, segnando due reti da 30 metri una più bella dell’altra e vincendo letteralmente da solo la prima partita di campionato, forse potrebbe essere un giocatore particolare. Quando, qualche domenica più tardi, col suo piede sinistro disegna una parabola che infilza la rete avversaria da metà campo, ogni dubbio svanisce: no, non è affatto un giocatore particolare. Negli spogliatoi, quel giorno, a chi gli chiedeva conto della prodezza, lui si giustificava così: "Ho visto la porta, ho tirato in porta". Disarmante verità.
Si chiamava Alvaro Recoba, quell’uruguagio con la faccia da cinese, i dentoni e i capelloni ciondolanti per il campo, e normale non seppe mai esserlo. Sono passati 10 anni e Recoba è sempre rimasto all’Inter, l’unico insieme al Capitano J. Zanetti. Ha passato tutte le traversie di questi lunghi e complicati dieci anni nerazzurri, giocando poco e male, mostrando tutto il suo campionario di apatia, incostanza e debolezza fisica. Eppure quando si decideva a giocare, non faceva mai cose banali. Soprattutto, aveva un sinistro della madonna. Così incostante, così capace di abbagliare anche un solo attimo grazie ai suoi improvvisi bagliori balistici, non poteva che diventare il mio giocatore preferito. Sulla maglia di calcetto della squadra del liceo, non esitai a farmi stampare, sopra al mio 21, EL CHINO. Anche dopo anni che ormai non la indosso quasi più (l’usura inizia a sgualcirla…) capita ancora che i miei compagni mi chiamino "Chino!", e io ne sono quasi orgoglioso. Recoba è stato una promessa mancata, una luce in fondo a un tunnel infinito. Un diamante grezzo, di cui nessuno sapeva che farsene perchè inservibile, ma che brillava di una luce imprevista e imprevedibile.

Oggi ha annunciato l’inevitabile partenza da una squadra diventata nel frattempo troppo matura e vincente per un tipo come lui. E’ molto emblematico che proprio quando l’Inter inizia a stravincere con forza e ordine, Recoba saluta tutti e se ne va, senza che i tifosi lo rimpiangeranno. Tranne uno, che vedrà partire il suo primo e ultimo idolo calcistico della giovinezza sentendondosi un pò più solo nella sua fede nerazzurra, e incompreso.

6 Responses to “Ho visto la porta, ho tirato in porta”


  • No.. sigh.. nn è giusto..
    farmi commuovere pure con il calcio è troppo.. sigh.. sob

  • Condividiamo la stessa passione per Recoba, ho accettato con mite rassegnazione, ma in me brucio.

  • mah, per come la vedo io recoba ha giocato bene solo quella mezza stagione al venezia. i gran gol che ha fatto all’inter sono sempre stati contro delle squadrette, nelle partite decisive si è sempre rivelato una chiavica.
    poteva andarsene prima, ma sono convinto che l’abbia solo sparata per fare notizia e che purtroppo ce lo dovremo sorbire fino alla pensione.

  • Gran bel post (e non sono interista). Recoba ha avuto la sfortuna di capitare in uno dei periodi più brutti della storia dell’Inter (in quanto ad ambiente e risultati). Uno con la sua tecnica e il suo carattere poteva diventare un giocatore di livello mondiale, o perdersi. Si è perso, ma credo che abbia davanti ancora due-tre anni ad un buon livello, se solo si accontentasse di non rubare più lo stipendio che ruba all’Inter e giocare in una squadra da metà classifica (quest’estate si rifiutò di venire in prestito a Catania, dove avrebbe trovato un gioco veloce e d’attacco costruito praticamente per lui).

  • Un Jack Frusciante della situazione?

  • Perché non se ne andava prima? Perchè era all’inter, benvoluto da Moratti, e con uno stipendio assicurato in tasca? Qualcuno forse lo ha trattenuto all’inter per 10 (dieci) lunghi anni di purgatorio?

cribbio
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