”Scusa, quanto vuoi?” (prezzi e ricatti)

Riprendendo il precedente post di TheEgo, procediamo con una riflessione articolata su tre brevi punti. Nel Paese dei preti omosessuali, dei parlamentari cocainomani, delle vallette prostitute e degli industriali evasori fiscali, abbiamo assistito negli ultimi giorni all’ultima ipocrisia moralista di casa Italia. La foto del portavoce del Governo Silvio Sircana, mentre con la sua auto si accostava a un transessuale lungo una via di Roma, sbattuta in prima pagina e al centro di una bufera politica, ma nello stesso tempo testimonianza di un marciume molto più preoccupante e diffuso nel costume italiano: quello dei ricatti e del voyerismo morboso. Le considerazioni da fare sono diverse. La prima è di chiaro stampo etico: un uomo che sceglie la strada della politica, intesa nel senso più aulico del termine, dovrebbe essere dotato di un tale rigore morale da riuscire a rimanere distante non tanto dalle tentazioni, ma da qualsiasi cosa abbia a che fare con lo sfruttamento. Bene, detto questo, va sottolineato che la foto pubblicata da tutti i quotidiani non dimostra nulla. Anche se resta difficile considerarla la sciocchezza di una sera perché ora per Sircana sarà un po’ più difficile sedersi a un tavolo magari con la Merkel senza sentirsi per lo meno osservato.


Il secondo punto, di cui parlava già TheEgo, è il seguente: la notte brava di Sircana era o non era una notizia? Fino a che punto la vita privata di un personaggio pubblico deve restare segreta agli occhi dei cittadini? Domande a cui in queste ore nemmeno l’Ordine dei Giornalisti o il Garante della Privacy sono riusciti a dare una risposta. Se infatti alle minacce di sanzione sono seguite le scuse al Giornale di Belpietro (il primo a pubblicare la notizia per un chiaro tornaconto politico) da parte dei primi, il Garante si è precipitato nel vietare la diffusione di notizie sulla vita privata delle persone. Vorrei solo sapere perché è stato possibile fino al giorno prima quando al centro delle cronache c’erano industriali, veline e calciatori, mentre nel momento in cui è stato toccato un politico si è corsi subito ai ripari. Qualcuno ha paragonato il fatto a quello accaduto mesi fa a Salvo Sottile, denunciando disparità di trattamento e reazioni troppo di parte. Bene, non scherziamo nemmeno. In quel caso si parlava di opportunità di lavoro nientemeno che in Rai, di sfruttamento del proprio ruolo di potere. Insomma se qui uno chiedeva i prezzi, lì un altro faceva ricatti. E’ ben diverso.
Un’ultima considerazione: di tutte le persone che conosco, e ne conosco parecchie, forse solo un paio hanno avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di dire che una volta, con una prostituta ci sono stati. Chi per curiosità, chi per perversione, chi per solitudine, chi per aver alzato troppo il gomito una sera. Solo due. Ma allora tutte le ragazze e i transessuali che sono in strada a lavorare che diavolo ci stanno a fare? Quando in questo Paese la smetteranno di fare i moralisti ci sarà anche la libertà di fare un puttan tour senza doverlo negare.

13 Responses to “”Scusa, quanto vuoi?” (prezzi e ricatti)”


  • Trovo l’ultima considerazione assai squallida.
    Libertà di farsi un “puttan tour” dici?
    Perchè secondo te quelle ragazze scelgono liberamente di stare sulla strada? Secondo te sono Libere loro?
    Non è questione di moralismo, trovo che le foto di chi incita lo smercio di corpi (spesso son ragazzine, quasi bimbe o ragazzi la cui identità sessuale non viene riconosciuta e non han modo di mantenersi in altra maniera.) fornendosi come cliente andrebbero pubblicate a mo’ di gogna. Come a Singapore, veddiamo poi come giustificherebbero numerosi padri di famiglia o anche solo ragazzi in cerca di nuove esperienze il fatto di essere stati con una dodicenne strappata alla famiglia e messa su un marciapiede dopo ripetute violenze sessuali e fisiche
    “Puttan tour”, mamma mia che squallore.
    Si vede che vivi nel paese delle nuvolette rosa, maschilista, superficiale che nelle cosiddette puttane ci vede solo corpi per l’uso e abuso di una notte. Non donne la cui femminilità è stata negata e la cui salute è stata messa a repentaglio. Non donne a cui spesso qualche infame ha rovinato la vita col miraggio di un futuro qui in Italia.
    Il giorno in cui chi starà sulle strade sarà libero, con esami controllati senza aver subito nessun tipo di violenze e non sulla strada a prendere il gelo d’inverno forse se ne riparla.
    Ma tu che ne fai una questione di morale per avallare i “puttan tour” (che tristezza anche solo la parola, che tristezza e qual squallore, ecco come si vede il rispetto per la libertà dell’inidividuo) ti assicuro che mi fai schifo. E mi fate schifo voi tutti che prima di cercare di tutelare quelle donne ed uomini che fanno il mestiere pensate alla tutela del “cliente”.
    Non tollero che si parli in questo modo superficiale di una cosa che è una piaga sociale e una tragedia umana. E ci tengo a precisarlo, non per i clienti. Quelli li arresterei tutti senza farmi grosse domande sulle ragioni che li spingono.
    C’è di mezzo la salute e il futuro di chi sulla strada ci sta e viene sfruttato.
    Scusami tanto se penso che dovrebbe venire prima dei vizietti personali di chiunque.

  • Rachè’, pur con la tua solita moderazione, hai espresso idee giuste, che condivido.
    Ma vediamo di approfondire anche un altro aspetto del discorso. Pare effettivamente che dei diritti di chi “batte” non gliene fotta niente a nessuno; nessuno sembra interrogarsi su chi sfrutta queste persone, sui traffici di donne e di bambini. E anche quando si parla -ipocritamente- di quelle che lo fanno “per scelta” quel lavoro, ci sarebbe da interrogarsi su come e perché hanno iniziato, e se ce l’abbiano avuta davvero una scelta, all’inizio.
    C’è da dire che si sente spesso parlare di persone indagate o arrestate per riciclaggio e sfruttamento della prostituzione, anche a livello internazionale. Quindi qualcosa si fa, a livello di controllo e di indagini, ma sembra essere un pugno nell’acqua.
    E perché mai un traffico di persone sfruttate così palese non viene combattuto adeguatamente?? Ma è ovvio: perché sono in troppi ad avere interesse a mantenere lo stato attuale di cose. Il vizietto appunto. Potrei stare qui a farti capire un po’ meglio il mondo maschile, e parlare del fatto che la prostituzione (evidente o meno che sia) è una cosa vecchia come il mondo ed è ed è stata istituzionalizzata in tanti Paesi e in tante civiltà passate. E di quanto sia una cosa perfettamente naturale. Ma evitiamo. Il discorso è che nessuno vuole combattere la prostituzione ma nessuno può permettersi nemmeno (in Italia) di formalizzarla, controllarla, e renderla regolare. Ti immagini la riapertura delle case chiuse? Glielo spieghi te a Ruini e compagnia che è una cosa normale e che cambierebbe solo il fatto che le persone per strada non ci sarebbero più, e ci sarebbero solo più diritti rispettati? Glielo spieghi te ai Vescovi e Cardinali? Fino che non potranno scopare e sposarsi anche loro non saranno mai d’accordo.
    Ecco perché non possiamo anche noi essere un paese dove la prostituzione è controllata e ci sono posti sicuri dedicati a queste attività. Quando sarà così, quando appunto “chi starà sulle strade sarà libero, con esami controllati senza aver subito nessun tipo di violenze e non sulla strada a prendere il gelo d’inverno forse se ne riparla”.
    E quel giorno magari me lo faccio volentieri pure io un “puttan tour”.

  • (post scriptum: rachele ma come cazzo fai ad andare a capo? hai dei privilegi?? qualcuno mi spieghi, grazie)

  • (post scriptum: rachele ma come cazzo fai ad andare a capo? hai dei privilegi?? qualcuno mi spieghi, grazie)

  • Basta inserire il tag br!

  • Locale milanese, affollato: amica (di quelle amiche ‘alla buona’, cui puoi essere amico senza pensare al sesso e non perchè non sia attraente, per capirsi) universitaria con amiche universitarie piuttosto in tiro; un momento che siete da soli le dici sul ridere ‘Senti, carina la tua amica, non è che potresti organizzare’ e lei ‘Dipende, secondo me sei nei suoi standard ma guarda che son trecento euro !’.
    Salta fuori che ci son ‘ste ragazze che fan quello che tentan di fare un po’ tutti, la sera, solo che si fan pagare.
    Ed evidentemente, dando un occhio a dove finiscono ‘sti soldi, non è questione di vita o di morte.
    Per dire: dietro vari casi di uno stesso problema possono esserci situazioni drammatiche.
    Spesso. Non sempre.

    Detto questo, Rachele, siam talmente assuefatti ad usufruire di beni e servizi a monte dei quali esistono situazioni drammatiche (per recuperare i materiali con cui son realizzati i componenti del pc con cui scrivo certo è stato versato del sangue) che parlare di prostituzione ‘con leggerezza’ non può esser considerato politicamente scorretto, (almeno non su un blog)

    Combattere lo sfruttamento è auspicabile (di più!) ma non solo relativamente alla prostituzione: scusa se sono insensibile, ma io tra una donna costretta a prostituirsi ed un uomo senza diritti costretto a rischiare la vita in un cantiere per il pane non distinguo il male maggiore dal minore.
    Una persona libera che decide di offrire se stessa in un certo modo per denaro, francamente trovo possa ledere solo la morale di quelli che preferiscon giudicare la morale altrui che la propria.

    Ovviamente questa conversazione non avrebbe granchè senso se si trovassimo in un altro paese…

  • Sapu le marchette milanesi di certi giri son una cosa. Il “puttan tour” come l’ha chiamato lui un’ altra. Va da sè nche appunto, come avrai notato i prezzi son differenti. Gradirei non mi mettessi in bocca parole che non ho detto. Io non ho mai parlato di persone che si offrono liberaramente, per un motivo ben preciso:
    le persone in Italia se non te ne sei accorto non sono libere di offrire legalmente e nell’ambito di controlli sanitari loro stesse.
    Ora non me ne frega nulla se una si vende e vuole farlo, libera, liberissima, ma la tragedia sta in tutte quelle che popolano le strade ogni sera, ma cazzo, come si fa ad essere ciechi, avranno su per giù la mia età.
    Ovvio che ci son molti tipi di sfruttamento da combattere, ma giustificare quello sessuale non lo trovo corretto, neppure a livello verbale. Io trovo che chi incoraggia in un modo qualsiasi apertamente questo tipo di traffici andrebbe messo alla gogna. Non che andare a puttane sia ridotto a “si è solo fatto una scopata”. Sticazzi.
    Poi va bene, hai fatto il tipico esempio paraculo volto a giustificare tutto l’ambaradan, ma scusami io trovo ci sia una differenza abissale tra la sciacquetta che si vuol comprare la borsa di gucci, una donna che si vende perchè non ha lavoro ed è disperata e una che viene costretta a prostituirsi.
    La prima è libera, le altre due no.
    E sono la maggioranza.

  • (Ora provo.
    Grazie Euggè.)

  • ROTACIZ: trovo questa retorica del femminismo una cosa da VOMITARE, se permetti. La vita è molto meno complicata di così: nei miei 15 anni, 16, 18, e tutt’oggi quando l’esistenza, nelle ore diurne, s’è fatta abbastanza complicata, siamo andati e andiamo per puttantour a farci due risate. Sapessi le volte che le puttane (meretrici, prostitute, diversamente disinibite. Io chiamo NEGRI i neri, FROCI gli omosessuali: però sono una persone CIVILE che ha amici NEGRI e amici FROCI, invece che fare solo chiacchiere) le puttane, dicevo, se le sono fatte con noi queste risate. Potrei raccontarti aneddoti divertenti e li racconterò in un prossimo post che voglio scrivere; potrei raccontarti di puttantour finiti al bar con una di loro, che oggi, quando passiamo cresciuti, adulti, ancora ci salutano, seppure nessuno di noi se ne sia mai scopata una. (a differenza, per esempio, di un pericoloso CRIMINALE come Fabrizio De André che andava a mignotte un giorno sì e l’altro anche)

    Questa apologia del femminismo è un vuoto a perdere di cui le donne dovrebbero liberarsi immantinente. Altrimenti possono anche tacere le loro legittime esigenze di quote rose, diritti paritari e compagnia bella. Che sonno. Arrestati da sola, invece di andare in giro ad arrestare i clienti. Grazie.
    [Ste]

  • Non è femminismo, e se non lo capisci sei stupido nonchè con qualche problema di comprendonio perchè avrò dei toni poco consoni e insopportabili ma l’italiano lo so parlare e so quel che dico.
    Per me hai scritto una cazzata, non c’è nulla di male nel dire ho scritto una cazzata invece di fare l’apologia della miglnotta felice di battere il marciapiede.
    Salutami il paese delle nuvolette rosa che volano dove le prostitute sono libere.
    E leggi i giornali ogni tanto.

  • Rotaciz, scusa se l’ho fatto, ma non vedo dove t’abbia attribuito qualcosa che non hai detto: conveniamo che ‘sfruttamento della prostituzione’ in realtà significa schiavismo ed è la tragedia che dici, conveniamo che andrebbe combattuto.
    Io semplicemente ti facevo notare che non puoi addossare il peso morale di una tale piaga a chi parla con leggerezza di puttan tour, poichè a questa stregua dovresti fare da censore pure contro quelli che comprano dieci euro di fumo ed altri esempi si sprecano.
    Viviamo in un mondo di merda, ma non siamo tenuti a ricordarcelo ogni momento e soprattutto a darci la colpa a vicenda: quel che dico ti pare ‘giustificare lo sfruttamento sessuale’ ?
    Accusa pesante: poi sarei io che ti metto in bocca cose che non dici…

    Quel che trovo particolarmente sgradevole del tuo intervento è il tono di drammaticità assoluta che attribuisci allo sfruttamento della prostituzione: ti ho fatto, (e non per fare del benaltrismo ma semplicemente per dimostrare che la società non ‘promuove’ lo sfruttamento della donna ma ogni genere di sfruttamento possibile) altri esempi di ‘schiavi’ ma neppure te li sei cagati di striscio !
    Evidentemente una schiava femmina ha più dignità di uno maschio;
    io francamente (e perdonami la schiettezza ma l’hai messa tu su questo tono!) non vedo come essere picchiate e obbligate a ‘darla via’ e tuttavia condurre un esistenza ‘dignitosa’ (se capisci quel che voglio dire), perchè sei merce che deve essere venduta ‘integra’, possa esser più drammatico che raccoglier pomodori in condizioni disumane, venir picchiato, costretto a dormire ammassato ad altri in tuguri in mezzo ai propri escrementi, piuttosto che a far il muratore in certi cantieri, portando pesi che spezzerebbero la schiena ad un mulo e rischiando di morire e rischiando di più di farsi male, piuttosto che…

    Tu sai che le schiave del sesso sono la maggioranza ?
    Buon per te, le mie fonti -ahimè- non son così precise.
    Ad ogni modo è irrilevante, l’atrocità del fenomeno non è legata ad un fattore numerico, non aggiunge nè rafforza i tuoi argomenti, potevi pure risparmiartelo…

  • Sapu: condivido sostanzialmente nelle virgole quello che dici. Come ho già detto: la vita è molto meno complicata di così (oppure: la vita è già troppo complicata per renderla così complicata). Saluti.
    [Ste]

cribbio
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