Monthly Archive for March, 2007

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Un attimo che butto giù due righe

Daniele Mastrogiacomo è stato liberato alle 15, ore italiane (le 18.30 in Afghanistan). E’ stato trasportato all’ospedale di Emergency, poi è iniziato un vorticoso giro di telefonate con l’Italia: la moglie, il direttore Mauro, le redazioni dei vari telegiornali che richiedono un’intervista, ecc. Momenti concitati, finalmente la libertà dopo il terrore vissuto per 15 giorni legato e minacciato dai rapitori talebani. In serata l’ennesimo e consueto refresh della home page di Repubblica.it mi informa che nel giornale di domani (oggi) potremo trovare il reportage firmato da Mastrogiacomo sulla sua prigionia. Ora, considerando che i giornali vanno tipo in stampa non dico a mezzanotte, facciamo alle 01, come avrà mai fatto il nostro Daniele a trovare del tempo libero nelle 10 frenetiche ore post liberazione per scrivere non due righe, ma un intero reportage sulla sua prigionia? Quantà lucidità e rapidità. E tempismo.

Aiutatemi

Non riesco più a interessarmi del sociale.

La semi-caduta di Prodi non mi ha toccata. I recenti rapimenti (e rilasci, per fortuna) mi hanno toccato pochissimo.

Così, ecco il mio silenzio. Qui e altrove.

Questo eccesso di mediocrità mi fa un po’ paura. Conoscete un rimedio?

Se i coniugi di Erba sono fan della Fallaci

"Olindo Romano è dimagrito di 12 chili. Poco cibo e tante, tantissime, sigarette. Nella sua cella — la numero 1, due metri per tre—passa il tempo guardando senza troppo interesse la televisione, leggendo libri in prestito dalla biblioteca del carcere e, più spesso, fissando il soffitto. Legge di tutto, ma specialmente romanzi e la trilogia di Oriana Fallaci. Uno dei libri l’ha restituito sottolineato e scarabocchiato nelle parti che parlavano di rabbia e rancore, di episodi di collera verso i bambini."
(Corriere della Sera, 18 Marzo 2007)

Secondo voi, dovrebbe fare riflettere di più il fatto che un efferato assassino che ha sgozzato una intera famiglia meticcia sia un appassionato lettore della trilogia di Oriana Fallaci, oppure il fatto che nelle carceri italiane per rieducare un efferato assassino che ha sgozzato una intera famiglia meticcia non si trovi di meglio che dargli da leggere l’ultima trilogia di Oriana Fallaci?

i dialoghi tra Boh e Mah

: Berlusconi dice che la gente si allontana dalla politica anche per colpa di "una tivù repellente".
: Più che un’autocritica mi sembra un’autodenuncia.

Il nuovo Panorama

E’ uscito il nuovo Panorama. Ora, io non sono mai stato un lettore assiduo di Panorama (non è esattamente il settimanale che preferisco), e non ho neppure una grandissima opinione del suo direttore, Pietro Calabrese. Però visto il suo nuovo sito (bellissimo) e visto che questa settimana il settimanale costa un euro (bravi), ho deciso di comprarlo.

Guardiamolo quindi, questo nuovo Panorama. Non per dare giudizi sin dalla copertina, ma se quella della prima uscita era gradevole, la seconda fa veramente schifo. Ma cos’è quel rosa? Sembra l’allegato di Cioè. Procediamo, comunque, con qualche numero: il nuovo Panorama consta di 300 pagine totali (comprendenti prima, seconda, terza e quarta di copertina). Di queste, 147 (e mezza) sono occupate da pubblicità. Non è poco, ma è nella media di questo tipo di settimanale. Delle rimanenti 152 pagine (e mezza), andrei sottraendo altre 14 pagine più o meno inutili (sommario, shopping, motori, inregaloconpanorama, marchette varie): il succo del nuovo Panorama è dunque composto da 138 pagine.

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Ho visto la porta, ho tirato in porta

Alvaro RecobaUn ventenne che esordisce in Serie A, nell’Inter (tua fede calcistica) del Fenomeno Ronaldo, segnando due reti da 30 metri una più bella dell’altra e vincendo letteralmente da solo la prima partita di campionato, forse potrebbe essere un giocatore particolare. Quando, qualche domenica più tardi, col suo piede sinistro disegna una parabola che infilza la rete avversaria da metà campo, ogni dubbio svanisce: no, non è affatto un giocatore particolare. Negli spogliatoi, quel giorno, a chi gli chiedeva conto della prodezza, lui si giustificava così: "Ho visto la porta, ho tirato in porta". Disarmante verità.
Si chiamava Alvaro Recoba, quell’uruguagio con la faccia da cinese, i dentoni e i capelloni ciondolanti per il campo, e normale non seppe mai esserlo. Sono passati 10 anni e Recoba è sempre rimasto all’Inter, l’unico insieme al Capitano J. Zanetti. Ha passato tutte le traversie di questi lunghi e complicati dieci anni nerazzurri, giocando poco e male, mostrando tutto il suo campionario di apatia, incostanza e debolezza fisica. Eppure quando si decideva a giocare, non faceva mai cose banali. Soprattutto, aveva un sinistro della madonna. Così incostante, così capace di abbagliare anche un solo attimo grazie ai suoi improvvisi bagliori balistici, non poteva che diventare il mio giocatore preferito. Sulla maglia di calcetto della squadra del liceo, non esitai a farmi stampare, sopra al mio 21, EL CHINO. Anche dopo anni che ormai non la indosso quasi più (l’usura inizia a sgualcirla…) capita ancora che i miei compagni mi chiamino "Chino!", e io ne sono quasi orgoglioso. Recoba è stato una promessa mancata, una luce in fondo a un tunnel infinito. Un diamante grezzo, di cui nessuno sapeva che farsene perchè inservibile, ma che brillava di una luce imprevista e imprevedibile.

Oggi ha annunciato l’inevitabile partenza da una squadra diventata nel frattempo troppo matura e vincente per un tipo come lui. E’ molto emblematico che proprio quando l’Inter inizia a stravincere con forza e ordine, Recoba saluta tutti e se ne va, senza che i tifosi lo rimpiangeranno. Tranne uno, che vedrà partire il suo primo e ultimo idolo calcistico della giovinezza sentendondosi un pò più solo nella sua fede nerazzurra, e incompreso.

Sarà che non c’è il mare a Praga /2

ovvero: Affinità e divergenze tra una capitale mitteleuropea e il Sottoscritto
– seconda puntata –

IL CIBO
Mangiare bene a Praga non è difficile se siete appassionati di carne speziata e non avete problemi di linea. Il primo impatto con il mangiare avviene in un kebabbaro aperto 24 ore su 24. Presto capiamo che ogni ambulante, piccolo fast food o take away è aperto giorno e notte ininterrottamente e ha sempre clienti. In piazza San Venceslao troviamo le code per prendere un gustoso hot-dog con i crauti: i rivenditori hanno una piccola baracchina e ne contiamo ben 6 nel raggio di 100 metri. Ogni praghese che si rispetti si sottopone al rito dell’hot-dog un po’ come noi consumiamo piadine in giro per le città della bassa: perfino anziane signore di 70 anni affrontano wurstel giganti con piglio deciso, condendo il pasto di metà pomeriggio con un cetriolo o senape in un piattino di cartone.
E poi birra a fiumi, in lattina, alla spina, in bottiglia. A Praga e dintorni ne producono almeno tre marche diverse che ovviamente in patria costano pochissimo: appena 1 euro circa per una 0,5l in qualunque pub.
Il piatto tipico dell’est europa, il gulash, è servito un po’ ovunque, con esso gnocchi di pane, il famigerato prosciutto praga affumicato e qualche timballo strano pieno di verdure.
Il problema è che a Praga non si mangia roba fresca: verdure a parte, tutto è confezionato, surgelato, liofilizzato, impacchettato. Al supermercato passiamo lunghi minuti per trovare una scatola che contenga riso e non la sua versione liofilizzata da bollire a bagnomaria. Perfino il bancone degli affettati non ha i consueti prosciutti in bella mostra ma solo vaschette confezionate già affettate. Nella macelleria ogni carne è già tagliata e impilata in ordine: maiale, tacchino, manzo, pollo, tutte fettine pronte da richiedere al commesso, e lo stesso per i salami che appaiono sotto forma di mucchietti di fettine tagliate e accatastate ad ossidarsi all’aria.
In questo tripudio suino l’ultima sera optiamo per cucinarci un piatto di maiale (carne e wurstel) cotto nella birra. Un modo carino per salutare la città e coniugare l’esperienza culinaria praghese in una portata unica.
A Mala Strana, un quartierino caratteristico tutto in salita ai piedi del castello troviamo i famosi "Tatranky" in una bottega: i wafer al cioccolato "tipo i Loacker, ma molto più buoni". C’è la Cherry Coke, la cocacola all’amarena, che da noi si guardano bene dal commercializzare e qualche tonnellata di infusi e tisane.
Il Mc Donald’s è poco presente, ma rispetta le leggi del mercato: aperto 24 ore su 24 sforna panini ad un tripudio di persone che si accalcano al bancone. Le proposte culinarie sono più "robuste" che da noi, ed arrivano a contenere all’interno dello stesso panino un hamburger, una crocchetta di patate e due fette di bacon. La notte c’è un menu speciale con panini appositi e le stanze si riempiono di barboni che prendono un caffè caldo e si riposano sui comodi divanetti lounge che rendono il Mc Donald’s quasi grazioso e molto più elegante rispetto i nostri standard.

I PUB
Se volete prendervi una seria sbronza, Praga è il posto ideale dove farlo a buon mercato. Oltre la sopracitata birra a prezzi stracciati potreste permettervi svariati cocktail nella stessa serata senza che il vostro portafoglio si sgonfi clamorosamente. La scarsa presenza nel centro storico non vi faccia credere ci sia poca vita notturna: i giovani scorrazzano in lungo e in largo a gruppi infilandosi in questo o quel fumoso locale sotterraneo. In Repubblica Ceca è ancora consentito fumare nei locali e gli impianti di aerazione sono pressochè inesistenti; così sembra di essere in qualche bettola di una volta e i vestiti si impregnano di cattivo odore ma l’atmosfera rilassata e alternativa rendono l’esperienza piacevole per una serata alla buona. Un cuba libre viene 2 euro e mezzo, un mojito 3. Le birre oscillano intorno all’euro, euro e mezzo a seconda che sia alla spina o in bottiglia. Niente salatini, patatine, cianfrusaglie: a Praga la gente beve e basta e anche l’uomo al tavolo a fianco al nostro una sera sembra averlo fatto senza indugi: chino sul tavolo dorme profondamente con il boccale ormai vuoto davanti a sè, mentre gli amici ornano la sua testa con bandierine, collanine e tovaglioli trovati in giro, ridendo come matti. C’è persino un biliardino, il mitico calcio balilla sempre affollato di gente dove per pochi centesimi si può intraprendere un’emozionante sfida tra lo Sparta Praga e il Bratislava. I locali chiudono relativamente presto così non è impossibile trovare gruppetti che tirano tardi in piazza o su qualche panchina con abbondanti scorte di lattine maxi da 0,66. Se vi piace la musica al massimo potreste pensare di intrufolarvi in qualche club.

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Uomini con la gonna

Chi sabato si aspettava di vedere in piazza chiappe chiacchierate, tette di silicone, piume di struzzo e atteggiamenti volgari e provocatori ci sarà rimasto male. Perché a piazza Farnese è probabilmente andata in scena una delle migliori manifestazioni a cui abbia mai assistito negli ultimi anni. Attenzione: ho scritto manifestazione e non manifestazione di protesta proprio perché tutte le associazioni e le persone che sabato si sono radunate in un luogo simbolo della laicità come piazza Farnese hanno chiesto a gran voce diritti, manifestando per e non contro qualcosa. Fischi giusti e meritati per gli esponenti del Governo presenti, così come per i parlamentari dell’opposizione saliti sul palco.

Da oggi sarà più difficile per tutti parlare di pagliacci in fuseaux viola che reclamano per qualcosa che non può essergli concesso. Chi sabato era in piazza aveva il più classico e rassicurante aspetto normale. Quello tanto caro a Ruini e Mastella.

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Presto qualcuno avvisi le mie carampa…

Non per seminare disfattismo e preoccupazione ma pare che un tizio abbia accoltellato un medico di base a Catania, fortunatamente fuori pericolo.
E Dave, medico catanese, non aggiorna il suo popolare blog da qualche giorno.

Si indaga nel giro dei nemici di Maria De Filippi: probabile il boicottaggio della diretta della finale di "Amici".

i dialoghi tra Boh e Mah

: Il centrosinistra chi sceglierà tra Santoro e Mastella?
: Se tu dai un Follini a me io poi dò un Mastella a te.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)