L’effetto Serra (ti spacca la testa)

L’ennesima ondata di critiche sulla Polizia italiana è piovuta ieri dall’Inghilterra, dove tutti hanno chiesto spiegazioni su quello che è accaduto sugli spalti dello Stadio Olimpico durante la partita di Champions League tra Roma e Manchester United. Tifosi inglesi con le teste spaccate da manganelli, cariche indiscriminate da parte della Celere e quant’altro hanno fatto da cornice a una bellissima partita di calcio. I timori della vigilia sono stati confermati durante la giornata di mercoledì dove alla fine si contavano 18 feriti, tra cui 7 accoltellati di cui uno grave.

Il Manchester United aveva fatto benissimo a mettere sul chi va là i propri supporters perché la piazza di Roma negli ultimi tempi non è più un luogo dove fare tranquille passeggiate in occasione delle partite di calcio, quando in casa gioca la Roma. Chiedere a bergamaschi e catanesi per restare in casa nostra, oppure agli inglesi del Middlesbrough o ai tifosi greci dell’Olimpiakos, che in 13 sono tornati a casa con i segni delle lame romaniste. L’ipocrisia della vigilia del sindaco Veltroni e del Prefetto Serra, dunque, si è sposata benissimo con l’altrettanto ipocrita atteggiamento della stampa sportiva locale, subito scesa in piazza in difesa di Roma città aperta.



Ma torniamo sul comportamento tenuto dalla Polizia e in particolare sulle parole del Prefetto di Roma Achille Serra, protagonista negli ultimi otto giorni di dichiarazioni a dir poco sconcertanti. Ricorderete i problemi organizzativi per la distribuzione dei biglietti della partita. Alcuni capitifosi storici si erano auto organizzati per accaparrarsi il più alto numero di biglietti possibile in modo da riempire i charter già prenotati per Manchester ed evitare disdette dei pacchetti venduti a prezzi salati. Sia per i tagliandi della partita in casa che per quella dell’Old Trafford la fila era stata divisa con numeretti colorati che davano o meno diritto di prelazione. Insomma, un vero e proprio racket della vendita documentato da foto, filmati e testimonianze. Molti tifosi, a dir la verità, hanno apprezzato l’organizzazione fai da te passando sopra la questione lucro, perché in altre occasioni la macchina organizzativa messa in moto dalla società aveva lasciato a desiderare. Fatto sta che molti singoli tifosi hanno dovuto rinunciare. Quello che ha lasciato interdetti però è la nota diffusa dalla Prefettura, al limite del ridicolo:

"In relazione ad alcune notizie apparse su quotidiani locali circa il possibile acquisto di biglietti per l’incontro di calcio Manchester – Roma previsto il 10 aprile p.v, tramite la distribuzione di numeretti da parte di sconosciuti che avrebbero costituito priorità, la Prefettura smentisce categoricamente che tale logica abbia prevalso. Al botteghino si accede esclusivamente dando precedenza assoluta alle persone in fila già dalla mattinata di ieri. Senza alcuna prevaricazione".

Ma il fondo non era ancora stato toccato. Questo è infatti quello che Serra ha dichiarato dopo le pressioni degli inglesi sugli incidenti dell’Olimpico:

"Le forze dell’ordine hanno agito correttamente. Se qualcuno dimostrasse il contrario sarei io stesso a chiedere un’inchiesta. La Polizia si trovava in cima agli spalti e poi è stata costretta ad intervenire. Non mi sembra sia stata una notte di violenza. Ci sono stati incidenti prima e dopo ma certamente non gravi".

Non gravi? Trecento hooligans che hanno caricato i romanisti sul Lungotevere, 7 accoltellati, divieto di vendita di alcolici non rispettato (altro colpo di genio), poliziotti che hanno picchiato sulle teste dei tifosi inglesi con il manganello rovesciato (vedi terza foto, ndn) non sarebbero gravi? E cosa dovrebbe succedere di più? Un altro Raciti? Altro caso su cui stiamo per conoscere verità scomode.

Raggiunta l’età di 65 anni per Serra sarebbe auspicabile, da uomo dello Stato qual è, concludere la propria carriera senza grosse polemiche. Ma visto che a dicembre scadrà il suo mandato e che scatterà sicuramente la proroga per altri due anni (di solito quasi automatica), una presa di coscienza da chi dovrebbe garantire l’ordine nella città pù importante d’Italia sarebbe di buon auspicio. Gli incidenti, anche se prevedibili, sono incidenti in quanto tali. Basterebbero meno dichiarazioni di facciata e maggior senso di responsabilità. Quella che sicuramente è mancata a quei teppisti che l’altra sera si celavano dietro a un casco blu.

8 Responses to “L’effetto Serra (ti spacca la testa)”


  • Anche io te vojo bbene Ste! 🙂
    (anche se sei uno che va allo stadio…)
    Stai bene! e grazie dello scambio!

    Cyrano.

  • Ci andavo regolarmente fino a tre anni fa. Adesso molto meno di frequente, perché la domenica lavoro.

    Quello che voglio dire è che quello che dici tu è giusto, ma non è applicabile, se non al Costanzo Show o nel Paese delle fiabe. Io in tanti anni di stadio e innumerevoli partite non ho mai beccato una rissa, mai, neanche una volta. Questo per dire che la violenza c’è, ma è statisticamente trascurabile. (tranne quando va di moda, come adesso) Se io mi voglio sentire tranquillo vado dentro uno stadio, magari evito le famigliole apparentemente felici dei piccoli comuni del nord o della bassa padania con ampie collezioni di coltellacci nei cassetti.

    Sono convinto anche io che ‘sti cazzi delle dinamiche da stadio intricatissime e viva l’intelligenza: io non ho mai buttato una monetina, non ho mai provocato nessuno, amo troppo il calcio per fare cose del genere. Ma non funziona così. Non puoi fare l’errore di ridurre tutto a te: io sono intelligente, io vado allo stadio col panino con la frittata, io tengo le mani a posto, io ho cose più importanti a cui pensare e allora così dovrebbe essere anche per gli altri urbi et orbi. C’è gente che al mondo ha solo e solamente la squadra di calcio: questo non è né triste né sbagliato, né assurdo. E’ così: dentro uno stadio si possono decidere intere settimane, si possono spezzare amori, si possono infrangere amicizie e promesse. Chi fa il paragone con i tifosi di RUGBY è un disonesto, un illuso e un demagogo. Succedono COSE dentro uno stadio di CALCIO o in uno spicchio di curva ripiena di gente che s’è fatta 4000 km e s’è svegliata alle 4 di notte che non possono essere represse con colpi di manganello rovesciato date a CASO. Bisogna intervenire subito prima e subito dopo: farne un discorso culturale è bello ed è anche costruttivo. Ma lascia il tempo che trova.

    Un abbraccio.
    [Ste]

  • io dico solo una cosa sul famigerato modello inglese.
    è come un tappo che chiude una bibita gasatissima che non si sgasa, che sta lì e aspetta che il tappo salti. il tappo salta fuori dallo stadio, i tifosi inglesi si picchiano in strada secondo loro riti e luoghi. se le danno fra loro, non ne parla nessuno e in inghilterra sembra che il calcio sia frequentato solo da educande. il tappo salta all’estero: statistiche a mano appena il tifoso inglese passa la manica fa tutto quello che in patria alla luce del sole non può + fare. si ubriaca, spacca tutto, mena e le prende. in strada come allo stadio. loro sanno come va all’estero, sanno che lo scontro negli stadi europei con la polizia è ancora l’unica forma di lotta alla violenza (repressione). con questo post non prendo le parti di nessuno, mi limito ad evidenziare un fenomeno palese ma di cui nessuno parla

  • Beh, questo Ando è un altro discorso però, perché ad un certo punto, come si dice da noi in Toscana, “Pei coglioni ‘un c’è meddicìna“.
    Cioè, tu puoi fare quello che puoi per far rispettare le regole in casa, poi se c’è gente che continua a delinquere fuori è un altro discorso. Sull’Europa dovremmo uniformare anche certe norme e codici penali, ma oltre un certo punto che ci puoi fare? Se tu mettiamo riesci a ridurre gli omicidi nel tuo Stato, che devi fare, provvedere anche a che la gente non si ammazzi in altri Stati dove l’omicidio è punito meno severamente, o le armi son vendute a chiunque?…

  • D’accordissimo con Bando sul modello inglese. Comunque Serra in precedenza non mi aveva dato l’idea di essere tanto “rinco”. 🙂

  • il mio post era solo per dire che non è vero che gli inglesi hanno sconfitto gli hooligans è la solita panzanata mediatica che ci danno a bere senza essersi documentati_per menarsi se menano ancora ma come diceva il vecchio Filo Sganga “gli affari sono affari” e quindi all’estero sono affari degli altri, in casa affari dei botteghini_

  • il mio post era solo per dire che non è vero che gli inglesi hanno sconfitto gli hooligans è la solita panzanata mediatica che ci danno a bere senza essersi documentati_per menarsi se menano ancora ma come diceva il vecchio Filo Sganga “gli affari sono affari” e quindi all’estero sono affari degli altri, in casa affari dei botteghini_

  • A Roma c’e’ purtroppo un occhio di riguardo su fatti di violenza (es.accoltellamenti domenicali) allo stadio.

cribbio
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