Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi Dio fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte…

5 Responses to “Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi Dio fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte…”


  • Francamente non so quanto sia possibile (e quindi quanto abbia senso) analizzare e spiegare la morte di questo ragazzo.
    (Come del resto hai detto anche tu) molto spesso i disagi e le sofferenze si uniscono a vere depressioni, che come tali andrebbero riconosciute e seguite da specialisti. Questo purtroppo non sempre avviene, per i più disparati motivi.
    Quanto dell’accaduto sia invece da attribuire solo all’emarginazione non ci è dato sapere. Io lascerei da parte quei discorsi, e anche quelli sulla televisione e bullismi e via dicendo. Non si sa, non ci sono nemmeno statistiche precise su come si evolvano questi eventi negli anni e col passare dellle generazioni. Non si sa se l’avvento del cellulare e dello pseudo-giornalismo di massa amplifichino problemi scolastici sempre esistiti e forse sopravvalutati.
    In altre parole, anche io sono cresciuto in un contesto con del bullismo, tutti facevamo scherzi ai più emarginati, tutti consideravamo la parola omosessuale (anzi frocio) un’offesa. Non per questo oggi siamo razzisti. Anzi.

    Tra l’altro il tuo post all’inizio pensavo si riferisse al ragazzo che in Virginia ha fatto una strage. Tragedia ben più grossa purtroppo….

  • abbo: quella tragedia non ha bisogno di parole. per un motivo semplice: micheal Moore ha girato il suo stupendo documentario su come funziona la violenza, in America. Su come si viene in possesso di armi.
    Riscriverei pari pari quello che ha detto lui, in modo molto egregio.
    D’altra parte, non volevo dare una spiegazione bensì solo mostrare – se ci sono riuscita – le semplificazioni banali a cui stiamo assistendo.

  • Già perchè… semplificazioni banali… i belli non ce la fanno scriveva Bukowski… sarà per questo?

  • “Forse nel paese era bersagliato. ”

    Solo un appunto: MP viveva a Torino, dunque un paese bello grosso, e andava a scuola in un istituto tecnico centralissimo, accanto al Politecnico (e alla mia scuola, ja). Lo so che non cambia nulla, ai fini del discorso. A volte si è più soli in città che in cima a una montagna. Ma che Torino sia un paese non direi.

    Infine, penso che non si possano capire tutte le motivazioni. Nel caso del fratello di una mia amica, 16enne anche lui, siamo rimasti zitti perché non c’era ragione che consolasse: credo che le domande siano da porsi prima, quand’è tardi, è tardi. E non è la tv. Non è il rapporto coi genitori. Non è che non ci sia una sola persona al mondo che ti voglia bene. E’ solo che non le vedi, è solo che non ce la fai. Punto.
    Le statistiche, di qualunque forma siano, sono epitaffi fin troppo freddi.

  • c’è chi mi ha fatto notare che m.p. era filippino.
    Però sono piccolezze. Che possono c’entrare come no.
    Non le vedi mi sembra eccessivo. Le cose si vedono. Non si vogliono vedere, semmai. Perchè è ben più comodo così.
    E paese o città, sinceramente, non capisco la differenza.

cribbio
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(Rolling Stone)