Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi Dio fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte…

Parliamoci chiaro. Un ragazzo di sedici anni non si suicida perchè qualche compagno di scuola lo deride. Altrimenti, molti di noi non sarebbero qui, nè a leggere, nè a scrivere. Perchè è una tortura a cui siamo sottoposti quasi tutti.

Non ho voluto trattare l’argomento prima perchè ero intenta a tendere l’orecchio ed ascoltare le svariate ovvietà che giornalisti ed opinionisti hanno vomitato sulla vicenda. Forse non sentivate il bisogno di queste ennesime parole, ma la faccenda mi ha colpito e dispiaciuto e merita attenzione.

 

 

Quello che più innervosisce è il fatto che il suicidio di questo M.P. viene strumentalizzato per i Dico. Qualcosa come: "Avete visto, cattolici, cosa avete fatto? E tutto perchè siete degli intolleranti". Per una volta, difendo la Chiesa. Ma non perchè pro-omosessuali (ma ci mancherebbe!), semplicemente per una verità inconfutabile: ai sedicenni della Chiesa e del Papa non importa proprio un cazzo. Sì, forse qualche messa la domenica, più per obbligo che per fede, ma niente di più. Per quel che ne sanno loro, Il Papa avrebbe potuto essere favorevole ai matrimoni tra gay, preti e via discorrendo.
Da che mondo e mondo, il ragazzo medio si interessa di una sola cosa: la tv.Beh, o quasi, naturalmente.

Ed abbiamo anche un piccolo indizio. M.P. veniva chiamato "Jonathan", come quello del Grande Fratello di qualche edizione fa. Ma non solo. Combinazione (ma è solo una coincidenza) il Grande Fratello attuale ha una nuova politica: facciamo gruppo e meniamo il debole.
E’ proprio questo che molti italiani guardano, da qualche settimana. Quattro deficienti "in" (che poi capire cosa sia "in" è arduo) deridono, picchiano, isolano l’unico "out".
Il bullismo c’è sempre stato, ma se viene legittimato anche dalla tv, cosa accadrà?

In più, ci si mette anche Jonathan, che si affretta a dichiarare: "Io non sono gay. Sono un dandy".
Come se questo volesse dire qualcosa. Come se non lo sapessimo tutti che è omosessuale. Come sappiamo che, che so, Pappalardo è eterosessuale.
Ma questo, sinceramente, ci interessa?

Certo, fino a quando qualche cretinetto televisivo continuerà a negare l’evidenza (creando poi ad arte un personaggio caratterizzato proprio sulla presunta omosessualità… l’apoteosi del non sense!), più l’omosessualità – per l’adolescente medio – è un qualcosa da deridere, rinnegare, disprezzare.

E poi, diciamola tutta, ce n’è anche per la madre che "non capisce come mai M.P. si è suicidato". Capisco perfettamente che la signora è disperata, attanagliata dal dolore e via discorrendo. Ci mancherebbe, per altro.
Ma un ragazzo, come dicevo all’inizio, non si suicida solo per delle semplici prese in giro. Non si suicida perchè il Papa dice che i gay non sono normali. Nè perchè un cretinetto televisivo si vergogna di dire la verità.
Accettare la propria omosessualità, in certi contesti, risulta un calvario tremendo. E non parlo per sentito dire, purtroppo.  Ma non basta per togliersi la vita.

Forse forse, anche i genitori non hanno facilitato la questione. Forse a scuola non erano solo i compagni a isolarlo. Forse nel paese era bersagliato.
O, ancora più semplicemente, era un sedicenne con forte depressione, come purtroppo ce ne sono tanti al mondo. Che ha cercato aiuto e non l’ha trovato. Anzi.

Tutti a cercare un capro espiatorio, tutti ad aprire gli occhi, quando è troppo tardi. Ma sempre per additare l’altro.
Io non lo so di chi sia la colpa, ma quando un sedicenne si suicida (e non si sa nemmeno se fosse gay, forse è più semplice attribuire tutto quanto a questa causa, quando magari non c’entra assolutamente niente) è una grave perdita per la nostra società. Ma, soprattutto, era una cosa che si poteva evitare.

A me viene in mente quel film di Sofia Coppola, "Il giardino delle Vergini Suicide".
Quattro figlie si tolgono la vita. Ed i genitori, alla fine, non ne capiscono nemmeno il perchè. Pur essendone la causa scatenante.

Concludo con una poesia di De Andrè.  Amen.

Preghiera in gennaio

Lascia che sia fiorito Signore il suo sentiero
quando a Te la sua anima e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare quando verrà al Tuo cielo
là dove in pieno giorno risplendono le stelle

Quando attraverserà l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà baciandoli alla fronte
"Venite in paradiso là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno nel mondo del buon Dio"

Fate che giunga a Voi con le sue ossa stanche
seguito da migliaia di quelle facce bianche
fate che a Voi ritorni fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio

Signori benpensanti spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi Dio fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte

Dio di misericordia il Tuo bel paradiso
lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto con la coscienza pura
l’inferno esiste solo per chi ne ha paura

Meglio di Lui nessuno mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti che puoi e vuoi salvare
ascolta la sua voce che ormai canta nel vento
Dio di misericordia vedrai sarai contento

5 Responses to “Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi Dio fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte…”


  • Francamente non so quanto sia possibile (e quindi quanto abbia senso) analizzare e spiegare la morte di questo ragazzo.
    (Come del resto hai detto anche tu) molto spesso i disagi e le sofferenze si uniscono a vere depressioni, che come tali andrebbero riconosciute e seguite da specialisti. Questo purtroppo non sempre avviene, per i più disparati motivi.
    Quanto dell’accaduto sia invece da attribuire solo all’emarginazione non ci è dato sapere. Io lascerei da parte quei discorsi, e anche quelli sulla televisione e bullismi e via dicendo. Non si sa, non ci sono nemmeno statistiche precise su come si evolvano questi eventi negli anni e col passare dellle generazioni. Non si sa se l’avvento del cellulare e dello pseudo-giornalismo di massa amplifichino problemi scolastici sempre esistiti e forse sopravvalutati.
    In altre parole, anche io sono cresciuto in un contesto con del bullismo, tutti facevamo scherzi ai più emarginati, tutti consideravamo la parola omosessuale (anzi frocio) un’offesa. Non per questo oggi siamo razzisti. Anzi.

    Tra l’altro il tuo post all’inizio pensavo si riferisse al ragazzo che in Virginia ha fatto una strage. Tragedia ben più grossa purtroppo….

  • abbo: quella tragedia non ha bisogno di parole. per un motivo semplice: micheal Moore ha girato il suo stupendo documentario su come funziona la violenza, in America. Su come si viene in possesso di armi.
    Riscriverei pari pari quello che ha detto lui, in modo molto egregio.
    D’altra parte, non volevo dare una spiegazione bensì solo mostrare – se ci sono riuscita – le semplificazioni banali a cui stiamo assistendo.

  • Già perchè… semplificazioni banali… i belli non ce la fanno scriveva Bukowski… sarà per questo?

  • “Forse nel paese era bersagliato. ”

    Solo un appunto: MP viveva a Torino, dunque un paese bello grosso, e andava a scuola in un istituto tecnico centralissimo, accanto al Politecnico (e alla mia scuola, ja). Lo so che non cambia nulla, ai fini del discorso. A volte si è più soli in città che in cima a una montagna. Ma che Torino sia un paese non direi.

    Infine, penso che non si possano capire tutte le motivazioni. Nel caso del fratello di una mia amica, 16enne anche lui, siamo rimasti zitti perché non c’era ragione che consolasse: credo che le domande siano da porsi prima, quand’è tardi, è tardi. E non è la tv. Non è il rapporto coi genitori. Non è che non ci sia una sola persona al mondo che ti voglia bene. E’ solo che non le vedi, è solo che non ce la fai. Punto.
    Le statistiche, di qualunque forma siano, sono epitaffi fin troppo freddi.

  • c’è chi mi ha fatto notare che m.p. era filippino.
    Però sono piccolezze. Che possono c’entrare come no.
    Non le vedi mi sembra eccessivo. Le cose si vedono. Non si vogliono vedere, semmai. Perchè è ben più comodo così.
    E paese o città, sinceramente, non capisco la differenza.

cribbio
Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)