XXI aprile 753 a.C.

La Roma che conosco la porto sempre dentro
nei giorni di burrasca e in quelli senza vento
Tra vicoli, palazzi, bar, trattorie
so centomila strade… e so tutte mie
E sono tutte mie le facce della gente
le donne sul balcone, il ricco, il mendicante. Posteggiatori,tassinari, barbieri e benzinai
la Roma che conosco non la conosci mai

Non fa’ la stupida stasera
damme ‘na mano a faje dì da sì
Non fa’ la stupida stasera

La Roma che conosco c’ha sempre er sole addosso
e quanno esco ride, e me lo presta spesso.
E pure quanno piove sembra che non disturba
te fracica, te frega… E’ come una donna furba
la Roma se vedemo, dimo, annamo, famo,
non ti devi da preoccupare che tanto te richiamo
la Roma… N’dov’è che devono andare tutti quanti?
Moto, motorini, vespette… ottovolanti.
La Roma che conosco, du’ ore pe fa un metro
però mentre te blocca te fa vedè San Pietro

Non fa’ la stupida stasera
damme ‘na mano a faje dì da sì
Non fa’ la stupida stasera

La Roma che conosco è tavoli in eccesso
e tutti addosso a tutti ma stamo bene lo stesso
basta che quel piatto rimanga sempre quello
guanciale, pecorino… e un pò di quel vinello
Che ce fa uscì contenti tra vicoli incantati
a ride con gli amici oppure innamorati

La Roma che conosco te insegna a fa l’amore
e a ogni bacio aggiunge un pò, un pò del suo sapore.
Così la porti dentro dovunque te ne vai
La Roma che conosco… non la conosci mai

Non fa’ la stupida stasera
damme ‘na mano a faje dì da sì
Non fa’ la stupida stasera
Non fa’ la stupida stasera
damme ‘na mano a faje dì da sì
Non fa’ la stupida stasera

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