Mac: un anno dopo

Trascorso un anno da utilizzatore del Mac, eccomi a tracciare un bilancio di questa nuova esperienza nel mondo della Mela. Lungi da me fare l’appassionato maniaco con il paraocchi, o il venditore ossessionato di un prodotto. Resta il fatto che nonostante tutto, i computer Apple restano le migliori macchine che io abbia mai provato, a livello di stabilità, di versatilità e design e sono più che soddisfatto della mia scelta. Se l’uscita di Windows Vista non ha impensierito più di tanto il mondo Apple c’è da registrare però l’interesse cresciuto attorno all’ultimo rilascio della popolare distribuzione linux Ubuntu, che cresce giorno dopo giorno. Ed Apple che fa? Ristagna purtroppo, con un sistema operativo fermo da quasi due anni e che fino all’autunno prossimo non vedrà il suo sostituto causa iPhone, diventato il chiodo fisso dell’azienda di Cupertino. Fermo e potente sia chiaro, senz’altro il miglior sistema operativo in circolazione anche se diverse pecche possono essere individuate. Partirò da quelli che secondo me sono difetti più o meno gravi per poi passare alle qualità ed ai punti di forza, così che non mi accuserete di bullarmi di avere un computer figo. 😉


Avvio rallentato – Mi era stato detto: dopo mesi di utilizzo i computer Apple NON rallentano come le macchine Windows, ma si mantegono rapidissimi all’apertura di applicazioni ed anche all’avvio del sistema. In realtà dopo un anno l’avvio è più lungo (circa 20 secondi in più del primo mese, pur con quasi le stesse applicazioni) e le applicazioni tendono a fare sempre più rimbalzi sul dock prima di aprirsi ed essere pienamente operative (parlo di applicazioni standard, non di quelle che contengono librerie di documenti via via crescenti come iPhoto o iTunes).
Rosetta – L’emulazione di Rosetta è una mezza ciofeca. Certo, permette ai nuovi computer Intel Apple di far girare applicazioni native per PowerPc, ma lo fa con una lentezza snervante talvolta e in generale ne scoraggia l’uso. Ad esempio:
Office per Mac – La suite per l’ufficio di Microsoft è vergognosamente lenta. Per vergognosa intendo che mentre per aprire Word in Windows impiego circa 5 -8 secondi, sul Mac Intel, emulato con Rosetta, ne impiego circa 70. Qualcosa di abominevole. La suite gratuita OpenOffice, nella sua versione per Mac (NeoOffice) è ancora assai acerba ed ha una GUI inguardabile. Per fortuna produco pochi documenti con questi applicativi e tendo a scrivere i testi su semplici blocco note come l’ottimo Textedit di Apple.
Suite Adobe e Macromedia – Anche i programmi professionali per grafica e web, che sono costretto ad usare quotidianamente, sono emulati con Rosetta (fortunatamente a breve in Italia uscirà la Creative Suite 3 nativa per Intel) e sono piuttosto farraginosi seppur non ai livelli di Ms Office. Porterò pazienza in questo periodo di transizione per noi macchisti dell’ultima ora 😉
Amule – Il sostituto di Emule per il mondo Unix è un programma dalle caratteristiche quasi uguali al fratello maggiore. Ha una GUI orripilante ma non è quello l’importante: succhia talmente tanta memoria che sembra impossibile. Su Linux Amule gira rapido e versatile, mentre sul Mac (pur essendo un programma Universal Binary perfettamente adatto ai nuovi Intel) è di una pesantezza incredibile. Ricerche lente, cambio da un tab all’altro ritardato, consumo di risorse complessive troppo alto rispetto la sua versione per Windows. Purtroppo, senza alternative valide, vista la pochezza di Limewire e company…
Mail.app – Il programma di Apple per la gestione della posta elettronica è ottimo, rapido, semplice. Ha una ricerca istantanea favolosa che pare Gmail e forse è pure meglio. Tutto facile insomma. Pure troppo: non c’è modo di formattare una mail in HTML o impaginarla in maniera un po’ più complessa di quel pochissimo che i comandi per il testo consentono di fare. Il filtro antispam in compenso è qualcosa di commovente e le mail di viagra le filtra sul serio. Usato in accoppiata con Gmail (forward di tutte le caselle su gmail – primo filtraggio spam – download su Mail con nuovo filtraggio) è praticamente sicuro al 100%.
Datemi Picasa – Un programma vero di gestione delle foto per Apple non c’è, anche se dicono di si. iPhoto è davvero poverello in confronto all’applicativo distribuito da Google, ha parecchie funzioni in meno e soprattutto produce un quantitativo enorme di megabyte per creare le anteprime delle foto, cosa che Picasa si guarda bene dal fare. Una libreria di 10000 foto come la mia ha oltre 1 GB di cache per le anteprime piccole. Ridicolo.
Finder carente – Le finestre di gestione del sistema operativo, le cartelle e i file sono piuttosto obsoleti e poco rinnovati ormai da parecchie versioni di Os X. Si ridimensionano solo dall’angolo in basso a destra, presentano ancora una grafica differente rispetto gli altri programmi (quel satinato metallo ormai datato) e il modo di aprire le cartelle, rinominarle, ordinarle è un po’ fuorviante per chi è abituato ai sistemi Linux e Windows. Le combinazioni da tastiera però sono quelle standard di altri programmi e un po’ di tutto il mondo Unix e questo è sicuramente un bene. La cosa più grave, realmente scomoda, è la mancanza del comando TAGLIA. Il drag and drop non è sempre una buona soluzione se c’è poco spazio a disposizione. Sono abituato a tagliare un’icona in una cartella con CTRL-X, a posizionarmi sulla nuova cartella e a premere CTRL-V. Tutto questo non è possibile nel Mac, dove sono costretto a COPIARE la cartella con MELA-C, ad incollarla dove deve andare e poi a sbarazzarmi dell’originale facendo così un passaggio in più. Mah.
Universal Binary e Multilingue – Tutto molto bello, abbiamo programmi che girano sui PowerPc e sugli Intel, ma il lato oscuro della medaglia è che il codice ora occupa il doppio dello spazio, contenendo istruzioni compilate per entrambe le versioni dei computer Apple. Il disco fisso tende a riempirsi molto più velocemente con uno spreco di spazio pari a circa il 50% per ogni applicazione installata. Per fortuna vengono in aiuto programmi come xSlimmer che consentono di rimuovere senza problemi la parte che non usiamo a seconda dell’architettura del nostro computer. Per non parlare delle lingue: per un motivo che mi è poco chiaro, i programmi installati sui sistemi Macintosh non sono SOLTANTO nella nostra lingua, ma contengono tutte le lingue possibili al proprio interno, compresi cinese, thailandese e robe che non userete mai. Vale lo stesso discorso: rimuovendole non si perde nulla se si è sicuri di volere un programma in italiano, e si guadagnano parecchi megabyte di spazio.
Aggiornamenti software – Spesso arrivano aggiornamenti tecnici dal contenuto oscuro (abitudine già nota agli utenti Microsoft) e poco documentato che portano con se anche botte da 90-100 MB per modificare o risolvere bug poco noti o implementare funzioni inutili che l’utente medio non coglie. Il rilascio di un nuovo firmware per la scheda wireless che vi funzionava perfettamente fino a quel momento potrebbe occuparvi ulteriori decine di megabyte per motivi che non è detto siano del tutto utili. E con l’avarizia di GB che i dischi fissi dei Mac montano non è mai una bella cosa 😉

…non mi viene in mente altro di negativo. Veniamo alle cose belle e gioiose, non vorrei che i detrattori storici della casa di Cupertino gongolino troppo.

Nessun blocco del sistema – In un anno non ho mai assistito ad un blocco del sistema. E quando dico mai dico MAI. Niente kernel panic che ho visto soltanto in foto sulla rete, niente perdita di dati o blocchi irrecuperabili. Tutto questo con un Mac Mini core solo e 1GB di ram, tenendo talvolta aperto Photoshop, iTunes, Firefox, Mail, Dreamweaver, un paio di applicazioncine di notifiche, Adium e Skype…
Installazioni banali – Installare un programma è semplice quanto rimuoverlo. Con un semplice drag and drop mi sono sbarazzato di programmini installati per prova senza che una cartella Windows/system32 si riempisse di file obsoleti abbandonati che andavano ad aumentare l’entropia generale. Nonostante ciò, come dicevo, il sistema ha un po’ rallentato la sua velocità iniziale.
Software Apple – I programmi che arrivano con il sistema operativo non solo sono rapidissimi ma mantengono una versatilità incredibile anche dopo tempo. Hanno effettivamente quel quid in più rispetto altri simili, se utilizzati su macchine Apple per i quali sono studiati ed adattati. Il vantaggio nell’usare hardware e software in un sistema operativo comune il tutto prodotto nello stesso posto ha effettivamente un senso in queste circostanze, molto più che un semplice Office su Windows o OpenOffice su Linux.
Silenziosità – Nonostante una ventola ci sia, che gira piano piano come una ruota di bicicletta abbandonata da poco su un prato prima di fermarsi del tutto, la silenziosità del MacMini è incredibile. Il computer più silenzioso al mondo (stando ai test) ha una soglia di ronzio talmente bassa da perdersi nella rumorosità dell’ambiente circostante o da qualche voce o tv in lontananza. Anche nell’esecuzione di task complessi o grafica 3d, nell’esecuzione di videogiochi o nell’uso di widget, exposè ed altri effetti desktop non cambia mai velocità e rumorosità. Davvero rilassante per chi come me odia i ronzii dei vecchi cassoni da ufficio con tre ventole.
Bluetooth – Semplicemente funziona. Facile come un bicchier d’acqua con zero configurazioni. Si accende, si inviano i file da un dispositivo mobile, e si spegne. E viceversa. Per non parlare della gestione degli sms, che si possono scrivere direttamente sul computer per poi essere spediti tramite il cellulare. Meraviglioso davvero.
Notifiche di Growl – Qualunque cosa accada sul vostro computer, Growl la notifica. Ha finito di masterizzare, c’è una nuova mail, c’è un contatto Msn che si collega, un cambio di canzone su iTunes, la fine di un download di un torrent, l’upload ftp….tutto appare in una bellissima bolla ai margini dello schermo notificandovi le cose importanti che accadono mentre voi fate altro. Non è un programma integrato da Apple ma poco ci manca. Una di quelle killer app che rendono unico il sistema operativo di Cupertino.
Effetti 3d fluidi – Oltre alla ventola, è anche la stupidissima scheda grafica Intel a non patire per niente svariati effetti grafici complessi. A distanza di un anno, la fluidità con cui gestisce ogni transizione, dal cubo che gira, al dock, dagli effetti delle finestre a FrontRow, è estremamente fluido e non scatta praticamente mai.
No virus, no antivirus – Niente programmi che rallentano il sistema: non servirebbero a nulla. Effettivamente non ho mai visto attecchire script bastardi che aprono mille popup o installano programmi strani. Niente attacchi di rete, violazioni, strani comportamenti, rallentamenti dovuti a malware. Niente di quello che riparo settimanalmente ai clienti Windows che chiamano disperati insomma :-p
Messa in Stop – Last but not least, quando mettete in Stop il computer è sufficiente attendere davvero un paio di secondi. E all’atto della riaccensione si torna operativi in un lasso di tempo simile. Windows Vista si è recentemente avvicinato molto a questo livello di eccellenza. Xp è ancora molto lento a salvare la sessione, mentre Ubuntu impiega una manciata di secondi in più del Mac, pur avendo ottimi risultati. Anche da questo punto di vista, il tempo non sembra dare fastidio al sistema operativo che mantiene ancora una perfetta giovinezza! 😉

e… tutto il bene del mondo, che ora dimentico ma sicuramente chi di voi ha utilizzato un computer Apple conosce bene. A distanza di un anno insomma, mi ritrovo con un computer con svariati punti critici ma con tante peculiarità uniche che lo rendono stabile e ottimamente utilizzabile nonostante installazioni e disinstallazioni continue. Una versatiltà sconosciuta con i vecchi Pc dotati di Windows con i quali ero praticamente costretto al format c: ogni 6 mesi per qualche imprecisato motivo.

6 Responses to “Mac: un anno dopo”


  • Solo due note a margine sui tuoi punti:
    – Finder carente: perfettamente d’accordo, infatti sono ormai quasi due anni che uso Path Finder, che per chi è un po’ più tecnico fa meraviglie, e quasi ogni mese ne scopro una nuova funzione!
    – Universal Binary e Multilingue: quella che per te è una scocciatura, per me è un salvavita. In una casa multilingue come la mia, usiamo la stessa macchina in 4 lingue diverse, su Windows dobbiamo adattarci, su Mac si adatta lui (e permette ad Apple di distribuire un solo DVD in tutto il mondo, senza incubi di versioni diverse a seconda del mercato). Certo, magari potrebbero inserire una utility “dimagrante” di sistema, ma a quanti veramente importa?

    Detto questo, solo due aggiunte:
    – Scelta del sistema operativo: ad oggi Mac è l’unico computer in cui puoi montare con semplicità davvero tutti i sistemi operativi correnti, sia in emulazione (ho scoperto questa settimana VirtualBox, che è free, e sono impressionato) che in nativo.
    – Personalmente (e sottolineo personalmente), non credo alla storia di Leopard ritardato per iPhone, non più di tanto almeno: hanno avuto, come dici, due anni, non credo abbiano sviluppato solo quel po’ che hanno mostrato finora. Jobs ama troppo il “fattore WOW”, che in Leopard, per ora, non c’è, per non avere qualcosa di cui, come al solito, non è trapelato niente.

  • ammiro molto di più Mac che Linux, onestamente. Linux ha dei vantaggi indubbi, ma rimane roba per esperti. La prima volta che l’ho installato, solo per i driver video ci sono impazzito 1 settimana. Mac invece è molto più fruibile, non c’è storia.

    Linkati.

  • Gioie e dolori dell’Intel.
    Il mio “vecchio” ibook G4 non risente dei problemi che hai indicato per meno del 50%. Certo il finder è una mezza ciofeca, Picasa manca tantissimo, ma le storie legate all’universal binary ecc fortunatamente non ci sono.

    La cosa che ti si è rallentato è un po’ strana, il mio non ha ancora risentito di questo problema (zero formattazioni in due anni), potrei dirti “ripara i permessi”, ma sicuro l’avrai già fatto;)

    Poi certo Tiger è “vecchio”, ma personalmente non sento l’esigenza di Leopard, meglio aspettare che lo facciano per bene, fa nulla se ci vuole qualche mese in più.

  • Ottimo da sentire da un nuovo arrivato, mi sembra che il bilancio sia molto positivo 😉

    L’unica cosa su cui non concordo è il Finder e la mancanza del comando “Taglia”. Se hai già fatto questo discorso con altri Mac User avrai probabilmente già sentito questa argomentazione, ma il “Taglia” dei file su Windows è un’operazione sbagliata, nel senso di incoerente. Apple è da sempre sensibilissima verso l’uniformità e la coerenza dei comandi all’interno del sistema e di tutte le applicazioni… “Tagliare” un testo e non ri-incollarlo, significa perderlo. Cosa che coi file su Win non accade… In parole povere, si risolverebbe il tutto creando un nuovo comando (“Move” anyone?) =D

    Comunque, una delle cose che vedo che i neofiti impiegano moltissimo ad imparare è l’uso massiccio del drag and drop. Usatelo OVUNQUE. Vuoi salvare un’immagine che vedi sul browser? Trascinala sul Finder (o nella Cartella che ti pare a te). Vuoi creare una nuova mail con un testo scritto altrove? Trascina il testo sull’icona di Mail nel dock. E per quanto riguarda il Finder, imparate ad usare le cartelle ad impulso! E se ci mettono troppo tempo ad aprirsi, basta premere spazio…

  • Credo che al prossimo computer mi converto anche io.
    Oltretutto dovendo lavorare l’80% del tempo con programmi di grafica mi sembra d’obbligo. La resa è infinitamente migliore, e gli occhi si stancano la metà.

    E cmq hai ragione, con Win ogni 6 mesi sei costretto a formattare per chissà quali motivi. E ogni volta mi devo re-istallare decine di programmi, o giostrarmi coi back-up o le partizioni o cose così, altrimenti inutili. Per non parlare dei dati, dei certificati della banca e cose istallate che vanno ricercate o ripristinate da capo.
    Mio fratello ha già il Mac, ci sono alcune piccole cose a livello di fruizione e funzionalità che non mi spiego bene, ma me le imparerò…

cribbio
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