Monthly Archive for April, 2007

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Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi Dio fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte…

Parliamoci chiaro. Un ragazzo di sedici anni non si suicida perchè qualche compagno di scuola lo deride. Altrimenti, molti di noi non sarebbero qui, nè a leggere, nè a scrivere. Perchè è una tortura a cui siamo sottoposti quasi tutti.

Non ho voluto trattare l’argomento prima perchè ero intenta a tendere l’orecchio ed ascoltare le svariate ovvietà che giornalisti ed opinionisti hanno vomitato sulla vicenda. Forse non sentivate il bisogno di queste ennesime parole, ma la faccenda mi ha colpito e dispiaciuto e merita attenzione.

 

 

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La Bibbia di Zebedeo

Dal libro della Genesi.

In principio era il caos e Dio non riusciva a dormire. Egli, in preda a forti allucinazioni dovute all’abuso di valium, decise allora di mettere ordine e creò l’universo; e vide che era cosa buona. Lo realizzò di dimensioni infinite, per dimostrare agli amici del bar che l’infinito esiste. Il secondo giorno Dio masticò una chewing-gum, ne fece una pallina e creò la terra; e vide che era cosa buona. Il terzo giorno, il Signore cosparse la terra di tanti tipi di piante; e vide che era cosa buona. In realtà egli avrebbe voluto seminare solo canapa ma quando mostrò il progetto agli amici andò tutto in fumo. Il quarto giorno Dio creò gli abitanti di tutti i mari e vide che erano cosa buona, sopprattutto se fatti alla griglia con un pò di limone. Il quinto giorno fu la  volta degli animali terrestri; ed egli vide che erano cosa buona. Il sesto giorno, Dio creò l’uomo e vide che era cosa buona. L’uomo però si sentiva solo e per evitare che diventasse cieco, il Signore prese una delle sue costole e creò la donna. Inizialmente rimase perplesso dalla sua nuova creazione, ma quando vide il calendario della Santarelli capì che era cosa buona. Il settimo giorno finì l’effetto del valium, Dio decise allora di prendersi il meritato riposo ma prima di addormentarsi si chiese:"Ma il buco nell’ozono ci andava sì o no?!".
Parola di Dio.

Bella domanda

Dialogando con la sorella a colazione:

- Quindi basta una Mentos in una bottiglia di Cocacola per far tutto quel casino?
- Eh si. Se ne esce più di mezza bottiglia in un attimo…
- Figo. E se uno ingerisce una mentos e poi beve una Coca?

i dialoghi tra Boh e Mah

: Prodi dopo il viaggio di stato in Cina è partito per un viaggio di stato in Giappone
: Non è che il tesoretto lo spendiamo tutto in diplomazia?

Presto presto!

viaje.jpgMi sono informato c’e’ un treno
che parte alle sette e quaranta
non hai molto tempo il traffico e’ lento
nell’ora di punta
ti bastano dieci minuti
per giungere a casa, la nostra
la chiave ricordati e’ sempre li’
li’ sulla finestra
e nel far le valigie ricordati di non scordare
qualche cosa di tuo che a te
poi mi faccia pensare
e ora basta non stare piu’ qui
ti rendi conto anche tu
che noi soffriamo di piu’
ogni istante che passa di piu’
no non piangere
presto presto, presto presto
presto presto vai

da un minuto sei partita e sono solo
sono strano e non capisco cosa c’e’
sui miei occhi da un minuto e’ sceso un velo
forse e’ solo suggestione, ho paura o chissa’ che
e’ possibile che abbia fin da ora gia’ bisogno di te

mi sono informato c’e’ un volo
che parte alle otto e cinquanta
non ho molto tempo il traffico e’ lento nell’ora di punta
mi bastano dieci minuti per giungere a casa, la nostra
la chiave l’hai messa senz’altro li’, li’ sulla finestra
e nel far le valigie stavolta non devo scordare
di mettere un fiore che adesso ti voglio comprare
con l’aereo in un’ora son li’
e poi di corsa un taxi
sono certo e’cosi’

quando arrivi col treno mi vedi non piangere
presto presto, presto presto
presto presto vai
presto presto
presto presto fai presto
fai presto piu’ presto…

(Lucio Battisti – 7 e 40)

Evento

Preparatevi all’incredibile. Sta per essere svelato il testo definitivo, il documento che ha sconvolto la cristianità, l’opera che ha fatto vacillare il cardinale Ruini e ha mandato l’aragosta di traverso a Benedetto XVI. In esclusiva per Ciccsoft, il manoscritto ritrovato nelle valli di Comacchio che ha rivelato una sconvolgente verità: la Bibbia di Zebedeo. (ndr: come sottofondo all’articolo ci dovrebbe essere una musica tipo Carmina Burana o simile, ma non ce l’ho. Quindi se mi faceste il favore di immaginarvela mentre leggete vi sarei molto grato, grazie).

… e un altro se ne è andato…

Kurt

Noi non pisciamo nei vostri posacenere,
Perciò siete pregati di non gettare sigarette nei nostri pisciatoi.

Kurt Vonnegut 1922-2007

Plop

Sono andato ieri al Despar sotto la redazione dove lavoro. Gira che ti rigira, mi sono reso conto di non avere voglia di niente. In genere, quando mi sembra di non avere voglia di niente, arrivo al banco della salumeria e mi lascio ispirare da quello che c’è (a me piace il prosciutto di montagna salato e molto stagionato), invece stavolta nisba. Guardavo le cose come se fossero zampe di gallina o carta stagnola: mi è venuta in mente la vecchia pubblicità di Ambrogio e della signora col vestito giallo, vi ricordate?, la voglia di qualcosa. Perciò mi sono fermato davanti al reparto del tonno e ho cominciato ad analizzarmi in maniera scolastica: di solito, se non so assolutamente cosa mangiare e percepisco di non avere voglia di niente, è dal tonno che vado. Il tonno mi risolve sempre tutti i problemi, quando sono in preda alla sindrome "Voglia di Qualcosa". Tonno Nostromo, Tonno Rio Mare, Tonno Callipo, Tonno Carli: mi ricordo un sacco di pubblicità del tonno, da che mondo è mondo, pure se io non sono mai riuscito a tagliarlo con un grissino.

(neanche ci ho mai provato, a dirla tutta. A parte il fatto che non mi ci metterei proprio, a tavola, durante il TG della sera, con mia madre e mio padre seduti ai due capi del tavolo, a tagliare un tonno con il grissino, a parte questo, io non ricordo di avere mai avuto, a casa mia, una confezione una di grissini. I grissini mi sono diventati antipatici con gli anni, perché quando da piccolo andavo al ristorante con i familiari, era sempre uno schiaffeggiarmi il dorso della mano, appena m’azzardavo ad allungarla verso il paniere. I grissini sono per antonomasia il cibo che guasta il pasto che deve ancora arrivare: recano con sé la maledizione dell’essere il primo alimento che viene portato a tavola e io non solo li odio per questo motivo, ma anche perché quando penso ai grissini, mi sale immediatamente al naso l’odore di detersivo industriale di cui sono impregnati i tovaglioli e le tovaglie di tutti i ristoranti del mondo)

Si vede che c’era qualcosa in circolo nell’aria condizionata del Despar, perché nemmeno al reparto tonno sono riuscito a risolvere la sindrome da "Voglia di Qualcosa". Allora ho pensato di farmi riempire una vaschetta di olive verdi piccanti, ma il pensiero di introdurre nello stomaco cose piccanti, a tre ore dall’uscita dal lavoro e dalla palestra, m’ha fatto traballare. A questo punto devo confessare una cosa: soffro di innumerevoli turbe mentali compulsive da ex timido cronico mai risolte veramente. Tra queste c’è l’incapacità di entrare in un negozio (un qualsiasi negozio, da Fendi al fruttivendolo) e di uscirne a mani vuote. Se io entro da una parte, a meno che non sia in compagnia, e si sa che gli ex timidi cronici con crisi compulsivi mai risolte veramente quando sono in compagnia sembrano magicamente risolvere tutti i loro problemi, tranne ritrovarseli tutti quanti intorno una volta rimasti soli, ecco se io entro da una parte da solo, è sicuro che devo comprare una cosa. Perciò, lì immobile, tra il reparto tonno e quello salumeria, rimuginando pensieri sbocconcellati di possibili menu veloci, ho cominciato a capire che presto o tardi qualcosa avrei dovuto comprare. Perciò ho deciso di darmi da fare ma, giuro, non ne venivo a capo: era come se non avessi mai mangiato niente in vita mia. Se mi fossi trovato in un negozio di biancheria intima femminile americano con tutte quelle misure incomprensibili da battaglia navale, B3, C6, A4, avrei certamente avuto meno difficoltà: all’improvviso l’impellenza di nutrirmi mi era diventata ostile. Ho cominciato a massaggiarmi la gola e, telecomandato, mi sono ritrovato nei pressi delle casse.

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Stalking (un post che dovevo fare da quasi 4 anni)

"Il termine stalking deriva dal linguaggio tecnico della caccia e si può tradurre in italiano con fare la posta. Tale termine indica un insieme di comportamenti (ad es. molestie, minacce, pedinamenti, telefonate indesiderate) ripetuti ed intrusivi di sorveglianza e di controllo, di ricerca di contatto e comunicazione che una persona compie nei confronti di una “vittima” che risulta infastidita e/o preoccupata da tali attenzioni e comportamenti non graditi."

Il racconto che segue è la storia, finalmente trascritta dopo anni di racconti verbali ad amici e conoscenti che già la conoscono in parte, di uno strano comportamento che qualche anonimo sta tenendo con il sottoscritto da ormai oltre 4 anni. Nessuna minaccia di morte, di violenza fisica o verbale, nessun sopruso particolare: ricevo squilli anonimi (e non solo). Embè, direte voi, dove sta il problema?
Il problema nasce dal fatto che scherzo o meno che sia, non si è mai visto nessuno al mondo prolungare un divertimento simile per oltre 4 anni peraltro avendo premura di farmi uno squillo appena accendo il telefono al mattino, curando quindi il mio orario di sveglia, e uno verso sera, con una costanza micidiale. Ma veniamo al racconto di ciò che è stato, perchè l’Anonimo/a è stato in passato ben più brillante e fantasioso. Messaggi anonimi dalle cabine, chiamate strane e via dicendo… Se avrete la pazienza di seguire tutta la storia mi piacerebbe sapere da voi un parere, un consiglio, un qualchecosa. Qui non si sa più dove sbattere la testa.
Tutto ebbe inizio nel lontano 2003

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Servizio Pubblico e Digitale Terrestre

12 apr 10:14 Rai: Cappon, "Limitare compensi frena campo d’azione"

ROMA – "Limitare i compensi agli artisti non moralizza, significa soltanto limitare il campo d’azione della Rai". Lo ha detto il direttore generale di Viale Mazzini, Claudio Cappon. Con una metafora calcistica Cappon ha spiegato: "A parte il caso pietoso di quanto accaduto alla Roma, e lo dico da tifoso romanista, non puoi vincere il campionato di serie A con lo stipendio da statali. Non e’ pensabile che una squadra possa essere la prima retribuendoli con 100 mila euro all’anno". (Agr) –

Ovviamente è proprio qui che Cappon rivela la sua concezione di servizio pubblico, tanto per cominciare con l’appello al sano realismo che considera centomila euro l’anno come noccioline. Ma sorvoliamo. Concezione vecchia, dicevo: come quella dei suoi predecessori. Per Cappon la RAI deve essere competitiva (con Mediaset e altri). Per poterlo essere, deve attrarre pubblicità. Per attrarre pubblicità deve livellare verso il basso, cioè fare programmazione di massa. E naturalmente le galline dalle uova d’oro, quelle che ti mettono a sedere di fronte alla TV miliardi di italiani, costano parecchio. Quindi, a parte la solita pietosa, noiosa, scontata e offensiva metafora calcistica, Cappon si sdraia letteralmente su un paradigma che come minimo abbiamo già visto, e che nella migliore delle ipotesi ha contribuito a rendere il servizio pubblico la stessa fogna culturale della programmazione Mediaset. Qualche ipotesi invece che sparare sempre e solo a zero? Vediamole:

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Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
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I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
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Camera Ciccsoft

Meine neue uhr

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)