«Sembrava una macelleria messicana» (Pulp Fiction)

Dice l’ex vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma Michelangelo Fournier che la scuola Diaz, a Genova, durante il G8 del 2001 sembrava una macelleria messicana. Dice che c’erano pezzi di cervello in giro e schegge di cranio, fiumi di sangue e tizi moribondi distesi in pozze rosse.

Dice la gente, gente come me, che si sveglia la mattina come me e che si lava i denti come me, magari usando lo stesso dentifricio consigliato dai dentisti, dice questa gente che a luglio 2001, a Genova, se la sono cercata. Dicono ragazzi della mia età, e dell’età che avrebbe Carlo oggi se non fosse stato barbaramente assassinato dallo Stato Italiano, che quel ragazzo di 45 chilogrammi con in mano un estintore di 6 costituiva un gravissimo pericolo per il Defender dei carabinieri e che, dunque, quegli stessi uomini armati bene hanno fatto ad ucciderlo e poi a passarci sopra con le quattro ruote motrici, avanti e indietro, come in quelle battute che uno fa quando per la strada incontra qualcuno d’antipatico: "Ora lo investo e poi gli ripasso addosso pure in retromarcia".

Dicono tanti, alcuni lettori di questo stesso blog, che se uno alla mattina si sveglia e, invece di mettersi a tracolla lo zaino, indossa un passamontagna, allora quello è un tizio pericoloso per la società e che quindi giustamente deve andare ammazzato in Piazza Alimonda. Dico io che uno che alla mattina si mette un passamontagna, invece di scrivere un cartello con la colomba della pace, quello è solo un ragazzo che ha scelto una vita diversa da quella di tutti noi che, invece – e legittimamente – a fronte di un grande dissenso scriviamo, ci insultiamo, gridiamo in televisione. Dico io che uno che lancia un estintore addosso a una camionetta zeppa di uomini armati, ebbene, non è un eroe, è un coglioncello con un’aspettativa di vita assai inferiore della mia, ma è tuttavia una persona che ha avuto il coraggio di fare qualcosa che altri, diversi da lui, preferiscono limitarsi a pensare, a giudicare, a sognare arrotolando le lenzuola nei pugni.

Uno che lancia un estintore di 6 chili da 10 metri di distanza verso una camionetta è uno che la sera dovrebbe tornare a casa a guardarsi i quiz di Gerry Scotti, non morire ammazzato e ripassato in padella da sassi interlocutori e pneumatici in retromarcia. Dice che la verità piano piano sta venendo fuori e dico io che saranno in pochi, alla fine, a potersi guardare allo specchio, tra interpreti dello scandalo e semplici commentatori dello stesso. Dice l’ex vice questore aggiunto del Primo Reparto Mobile di Roma Michelangelo Fournier che oggi s’è pentito ma che allora non riuscì a dire le cose che invece adesso sì. "Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza", ha confessato finalmente in aula a Genova, rispondendo alle domande del pm Francesco Cardona Albini. Io dico che lo spirito d’appartenenza è legittimo: non mi sento di criticarlo. Per spirito d’appartenenza storcerei la verità io stesso, se per esempio si trattasse di calcio, ma non lo so cosa farei se dal mio spirito o non spirito d’appartenenza dipendesse la verità di un fatto che resterà per sempre tra le pagine più nere della storia italiana.



Dice l’ex vice questore aggiunto eccetera eccetera: "Arrivato al primo piano dell’istituto ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana. Sono rimasto terrorizzato e basito quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: ‘basta basta’ e cacciai via i poliziotti che picchiavano".

Dicono tantissime persone che allora fu tutta colpa dei black bloc, ma anche di tutti i ragazzi come Carlo i quali invece d’andarsene al mare, in fondo era luglio, scelsero di scendere in piazza a manifestare, anche violentemente. Chi dice così generalmente lo dice, appunto, stando in spiaggia al mare, steso sulla sabbia calda, dietro la Gazzetta dello Sport, oppure al lavoro, in cravatta e completo gessato e io penso che così sia troppo facile. Allo stesso modo, per esempio, potrei dire che non capisco affatto tutte le persone che la mattina s’alzano alle 5 del mattino, anzi potrei aggiungere che per me chi s’alza alle 5 del mattino è proprio un gran coglione e dovrebbe smetterla subito perché non glielo fa fare nessuno, anzi, se uno di quelli che s’alzano alle 5 poi, per caso, finisce ammazzato sotto un treno, ben gli sta: ma, appunto, sarei io a dirlo, e io sono uno che male che va, per lavorare, si deve alzare alle dieci, ripeto: male che va, al massimo una volta o due al mese può darsi che debba prendere un aereo la mattina presto, ma comunque sia la paga che ricevo per tutto questo è talmente più alta di quella riconosciuta a quelli che s’alzano alle 5 che facilissimo sarebbe per il sottoscritto continuare a riferire di costoro come dei perfetti cretini.

Io dico che chi dice così di quello che accadde a Genova oggi dovrebbe arrossire. Dice invece l’allora questore eccetera: "Intorno alla ragazza per terra c’erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze". Dico io che per fortuna certe cose piano piano stanno uscendo fuori e noi siamo anche qui per ricordarlo, di tanto in tanto.

Qui sotto un video importante con le testimonianze dei "sopravvissuti" alle torture inflitte all’interno della Scuola Diaz che titoleremo: "Mi costringevano a urlare Che Guevara figlio di una puttana". (diffondete, per dio)

23 Responses to “«Sembrava una macelleria messicana» (Pulp Fiction)”


  • senza offesa e con il massimo rispetto: si tratta di sono un mare di cavolate. materia cerebrale per terra e sui muri? ma che cosa è, hostel? per favore.
    e poi uno perde materia cerebrale e sopravvive? questo è reanimator, non pulp fiction.
    io protesto tramite gli strumenti che la democrazia (il contratto sociale) in cui ho la fortuna di vivere dà. chi si pone fuori da questo, magari perché abituato all’impunità “sindacale”, e scegli altri modi se ne assume il rischio. punto,
    francamente mi sono rotto il cazzo di questa apologetica da 4 soldi.
    ci sono mille sfaccettatture tra guardare jerry scotti sul divano e circondare una camionetta dei carabinieri e poi assalirla.
    gli eroi sono quelli di piazza tien an men.

  • Sottoscrivo Marziano

  • Marziano: vatti a nascondere. Qui nessuno ha parlato di EROI. Ho parlato di COGLIONCELLI. Vatti a nascondere: stai sparlando della più grande mattanza orchestrata dallo Stato Italiano nella storia italiana. Ti auguro una Scuola Diaz al più presto, a te e ai tuoi cari.
    [Ste]

  • “Dicono tantissime persone che allora fu tutta colpa dei black bloc, ma anche di tutti i ragazzi come Carlo”.
    Anche di tutti i ragazzi come Carlo? Ma scusa, Carlo non era forse uno dei black bloc? Uno con un passamontagna e un estintore in mano come lo chiami, pacifista seguage di Gandhi? Carlo era un TEPPISTA, ma certo non per questo meritava la morte. Però se uno non vuole rischiare di essere ammazzato, non lancia un estintore contro una camionetta della polizia.
    Per quanto riguarda la scuola Diaz: tutti i poliziotti, questori e compagnia bella che hanno partecipato alla macelleria devono essere 1) espulsi dalla polizia 2) condannati. Ma questo con Carlo non c’entra NIENTE.

  • Però però… tutti questo però mi fanno incazzare. Pare che la morte ormai sia diventata un “effetto collaterale”. C’è questa scure medievale sul capo di chiunque commetta un errore. Hanno sparato a un povero cristo, hanno massacrato della gente innocente, ed è stato lo Stato Italiano a farlo, quindi tutti noi. Io mi vergogno per quello che è successo a Genova, e questa volta non è proprio il caso di fare dei distinguo. Qualsiasi “però però” non fa altro che allievare la posizione della polizia, suona quasi come una sinistrissima giustificazione. E basta giustificare, cazzo. Carlo era un imbecille magari, anzi un pò lo penso pure io (io mai mi permetterei di prendere in mano un estintore e tirarlo contro chiunque, ma io sono io, non c’entra), ma è troppo grave quello che è capitato per lasciare cadere il manto protettivo dei “però però”. (mi riferisco ai commenti del post, il post invece è duro sì, ma necessario).

  • La verità è che la maggioranza di coloro che hanno partecipato alle manifestazioni anti-G8 di Genova era (e credo lo sia ancora se esiste ancora) pacifista. Tutte le colpe ricadono poi sui black bloc. Ma la gente che stava nella Diaz faceva tutta parte di quella corrente pacifista dei mille movimenti no-global. Che non ha rotto nessuna vetrina o infranto nessuna legge dello Stato. Era solo lì per manifestare. Quello che è avvenuto nella Diaz ci fa ripensare al trattamento dei dissidenti in Cile o in Argentina.
    Poi la faccenda di Carlo Giuliani è un altro discorso. Ma non lo definirei coglioncello vista la tragicità dell’accaduto.

  • La cosa più triste a distanza di sei anni di questa faccenda è che tutti quelli che si permettono di commentare, lasciare opinioni in giro (coglione di qua, se l’è cercata, era un black bloc, la madre è una stronza, ecc…) a Genova non c’erano e ancora oggi stanno in pigiama davanti al pc a giudicare senza sapere, rifiutandosi di accettare la realtà. Migliaia di testimonianze, foto, filmati, ora anche poliziotti che crollano… E voi ancora avete il coraggio di sputare le vostre sentenze da piccoli borghesi?
    RISPETTO PER CARLO GIULIANI E LA SUA FAMIGLIA
    [anDy cAPp]

  • Un povero cristo? Chi, quello con l’estintore in mano e il passamontagna? Rispetto per chi?Per un teppista da quattro soldi? (la famiglia che c’entra, qualcuno l’ha citata? boh). Volete mettere sullo stesso piano lui e la ragazza massacrata di botte nella scuola Diaz? Io non voglio giustificare la polizia, ma voi smettetela di giustificare dei DELINQUENTI. La ragazza massacrata di botte è innocente. Carlo Giuliani no.

  • Pino: delinquente sarai tu e i tuoi figli. Carlo Giuliani era un ragazzo di 23 anni, uscito di casa, quel giorno col costume da bagno sotto la tuta. Raggiunse amici in ciabatte da mare per recarsi in spiaggia e poi viene aggredito, sommerso dai lacrimogeni insieme ad altri pacifisti delle varie reti d’azione. Carlo era un ragazzo di 23 anni curioso e attivo nella Comunità di Sant’Egidio che raccoglieva coperte per i rifiugiati jugoslavi da mandare in territorio di guerra e che nel tempo libero si occupava di raccogliere quote e vestiti per i poveri di Genova.

    Era un ragazzo impegnatissimo nel sociale e nel volontariato, con un passato di servizio civile in Amnesty International: tu che cazzo hai fatto nella vita, imbecille, invece? Che cazzo hai fatto? A parte parlare a vanvera, che cazzo hai fatto nella vita per non vergognarti a tua volta e per meritarti l’epiteto di INNOCENTE? Perché non mi rispondi, testa di cazzo? Perché non mi vieni a rispondere A VOCE a queste cose? Di FACCIA? Perché non lo fai, coglione?

    Carlo non era un punk a bestia, non era un delinquente, non era un back bloc, non era un disadattato. Ma un figlio di buona famiglia che non aveva in mente NULLA di premeditato, a differenza di quelli che l’hanno criminosamente (anche se sfortunosamente, per carità) ammazzato.
    [Ste]

  • Queste minacce idiote mi fanno veramente venire i conati di vomito. Non pensare di intimidire nessuno, fai solo ridere i polli. Mi dispiace molto che non riesci a sostenere una discussione, anche se accesa, in modo civile. Quindi non vale la pena di sprecare altre parole. Complimenti, ce l’hai proprio fatta vedere, al “piccolo borghese”.

  • Pino: tutto qua? Dov’è finita la tua vis polemica? Di quali minacce parli? Vieni a dirmele in faccia quelle cose: significa che se hai il coraggio di ribadire le tue BUGIE anche davanti alla persona che sull’argomento ne sa evidentemente più di te, allora, ben venga: potrei rispettarti di più. Dunque dai, vieni: scrivimi in privato (leenskeen@libero.it) e se sei di Roma ti offro una birra.

    E’ un argomento che mi sta a cuore, come avrai capito, quindi vediamo se de visu le tue argomentazioni si sollevano leggermente dalla bassezza defecatoria in cui hai cercato di intingermi. Da parte mia ci metterò, a parte il conto pagato, tutta la mia conoscenza in merito: rivalutare la figura di Carlo Giuliani dovrebbe essere un dovere di tutti. Io due anni fa la pensavo esattamente come te: ma, a differenza tua, non ne ho mai fatta una strumentazione politica o ideologica e, dunque, spronata da un amico e collega ho preso ad informarmi e ho capito che Giuliani era un ragazzo né più né meno tale e quale a me. Un povero cristo, esattamente.

    Quindi signor INNOCENTE (ho sempre sognato di conoscerne uno) a disposizione: il mio indirizzo mail ce l’hai. Vieni: nessuna minaccia. Non alzo le mani (a meno che della gente non mi prenda a calci e bastonate e non miri con le armi all’altezza delle fronti miei e dei miei cari: in quel caso stai pur sicuro che potrei lanciar loro addosso la prima cosa reperibile, un estintore per esempio), perciò forza. Io la forza di esibire le mie tesi e le mie convinzioni guardandoti negli occhi ce l’ho. Tu?
    [Ste]

  • Grazie per lo stimolo ad approfondire la storia di Carlo Giuliani, di cui molti (io in primis) non sanno quasi un cazzo.
    Io per esempio sono uno di quelli “in pigiama davanti al pc” e che a Genova non c’era, e cerco di astenermi dal giudicare cose su cui non sono molto informato (e purtroppo su questi eventi complicati non basta leggere i giornali per documentarsi, ché siamo in una democrazia per modo di dire, bisogna barcamenarsi tra mille fonti alternative…)
    Saluto.

  • Non è un po’ di parte come fotografia?
    Secondo me i fatti avvenuti alla Diaz e i fatti avvenuti in Piazza Alimonda sono due cose ben distinte, collegate tra loro da una crescente violenza dall’una e dall’altra parte.
    Non dimentichiamoci della scia di distruzione che si sono lasciati dietro i manifestanti a Genova; se LA MAGGIOR PARTE erano pacifici e con addosso solo la voglia di manifestare il loro dissenso, ce n’era comunque una per quanto minima parte (black bloc esclusi purtroppo) armati, coperti e con la voglia di far casino. Perché i Black Bloc c’erano, ma a distruggere vetrine e negozi non erano solo loro.
    La colpa per la morte di Carlo Giuliani è da imputare a chi ha ordinato la carica, secondo me: la camionetta è rimasta isolata e presa d’assalto (ad azione corrisponde reazione) dai manifestanti; il carabiniere rimasto isolato al suo interno, terrorizzato, non aveva altra arma di difesa. Avrebbe dovuto sparare un colpo d’avvertimento o al massimo con l’intenzione di ferire? OVVIO.
    Carlo Giuliani sicuramente era un bravo ragazzo, con degli ideali nobili per i quali lottare, ma in quel contesto non aveva intenzioni pacifiche.
    Non mi venite a dire che quel carabiniere se non avesse sparato sarebbe tornato a casa sulle sue gambe la sera, perché non è così.
    Quel carabiniere lì non ci doveva stare, punto.
    La morte di Carlo Giuliani è il simbolo dell’errore commesso.
    Pace all’anima sua e massimo rispetto alla famiglia.

  • (un inciso. I fatti della Caserma Diaz non li commento perché concordo con te :)) )

  • I fatti della Diaz e i fatti della Piazza sono figli dello stesso scempio: un preordinamento del caos. Prima di Piazza Alimonda, in Via Tolemaide furono caricati i cortei REGOLARI e AUTORIZZATI, ancora ben lontani dalle zone rosse. Come credi che si sia arrivati all’eccidio di Piazza Alimonda? Perché pensi che persone NORMALI come Carlo e come gli altri che si vedono nelle foto si siano alterate? Perché credi che gente uscita di casa, come me e te, all’improvviso si sia ritrovata a lanciare pietre e sassi verso le camionette della polizia? Perché sono stati volontariamente provocati: perché sono stati repressi durante CORTEI AUTORIZZATI, senza motivo e senza preavviso e questo non lo dico io, naturalmente. Ci sono state le inchieste, ci sono i video e le testimonianze e, comunque, c’è la traccia reperibile da tutti dei cortei AUTORIZZATI e quello di Via Tolemaide era autorizzatissimo ed è stato preso a manganellate e a colpi di lacrimogeni ad altezza VISO. Così si è arrivati a Piazza Alimonda: io avrei fatto lo stesso, mi sarei alzato il mio bel foulard sulla faccia (come TUTTI laggiù) e mi sarei difeso. Avrei difeso me, i miei cari e la mia città, oltreché il mio sacrosanto diritto alla libertà di presenza in quella zona.

    Quello che è accaduto alla scuola Diaz è figlio della stessa madre: la premeditazione. La volontà PRECISA di fare quello che s’è fatto.

    Altra piccola nota: il carabiniere (Placanica) non era ISOLATO all’interno del Defender. Placanica era nel defender – bloccatosi per una manovra sbagliata di un altro Defender – insieme ad altri colleghi, tutti armati e in grado di difendersi da solo. Quel carabiniere non doveva sparare: sarebbe tornato eccome a casa sulle sue gambe. Ci sarebbe stata una lotta, certamente, ma nessuno laggiù voleva fare male più di quei tizi in divisa che hanno cominciato PER PRIMI e senza ragione. Non giustifico le reazioni violente dei manifestanti, dico solo che sono state legittime e che tutti quanti noi avremmo fatto così testimoniando un eccidio di persone innocenti, anziani, bambini (li avete visti i video con i 14enni sanguinanti e in lacrime?), parenti e amici. Il sangue va al cervello della gente per un parcheggio sbagliato, per un sorpasso a destra, per un vigile cafone: non ci nascondiamo dietro a un dito.

    E nessuno deve permettersi di giudicare la figura di Carlo Giuliani, additandolo come un malvivente, un black bloc o un riottoso personaggio da sbattere dentro. Aveva il costume da bagno Carlo quel giorno e i suoi amici indossavano ciabatte da mare: ma sulla via della spiaggia qualcosa ha fatto cambiare loro idea. Questo qualcosa è stata la violenza esasperata e gratuita vomitata addosso a manifestanti REGOLARI e AUTORIZZATI. Beati voi che siete virtuosi e innocenti.

    Rispetto per la memoria di Giuliani e per la sua famiglia.
    [Ste]

  • Adesso, per favore non facciamone una questione di rispetto.
    Se sulla via della spiaggia qualcosa mi fa cambiare idea non ho un passamontagna con me per di più d’Estate. Poi non vado a buttarmi nel centro della mischia armata di estintore. Ma comunque questa è solo una mia idea.

    E chiunque potrà assicurarti che se vi fossero stati davvero pezzi di cervello in giro i proprietari non sarebbero ancora vivi per raccontarlo.
    Penso che certi toni creino disinformazione , non entro nel merito della questione perchè sostanzialmente sono d’accordo. Non concordo su alcune cose del post e su questa apologia di Giuliani in fine agiografico nei commenti. Per quel che mi riguarda anche fosse stato un black bloc armato non doveva essere morto. Che fosse un bravo ragazzo poco conta ai fini della storia, comunque sia è morto e non doveva morire in una situazione simile, non ci sono però che tengano.

    Quello che non mi spiego è perchè ci sia stato qualcuno che ha scelto deliberatamente di mandare al macello degli innocenti verso una strage annunciata. C’è chi ci ha speculato sulle spalle dei ragazzi malmenati, delle famiglie e pure del ventitreenne che ha giocato a fare il rivoluzionario con l’estintore in mano e ci ha lasciato la vita.
    E io mi ricordo le campagne nelle scuole, e non parlavano di pace nè di manifestazioni pacifiche. Insomma, guardiamoci negli occhi onestamente e diciamocelo. Sticazzi che la gente è partita sui treni in nome della non violenza, stavano andando incontro a un carnaio annunciato, preparato con grande anticipo e andato in scena secondo le regole
    Lo sapevamo tutti, lo sapevo io a 17 anni che ho scelto di stare a casa mia. Il rischio c’era ed era talmente grande da essere scontato.
    Ecco, penso che in tutta questa storia di merda ci sia una lista di collusi che mi fa rabbrividire. Soprattutto perchè se il morto non ci fosse scappato vorrei davvero vedere se adesso ci sarebbe ancora qualcuno a parlare del G8, delle forze dell’ordine e dei malmenamenti.

  • Straordinario: alla fine sono colpa dei Cattolici anche i fatti di Genova? Secondo me, anche dalla eccessiva veemenza di queste polemiche si evince che c’è una grande carenza di senso nel modo in cui ci si allinea alle interpretazioni dei fatti di cronaca. Carlo Giuliani era uno dei nostri (anche io faccio parte del mondo del volontariato), ma ha sbagliato. I poliziotti non sono il nemico, ma anche loro hanno sbagliato. Noantri ha scritto “Il sangue va al cervello della gente per un parcheggio sbagliato, per un sorpasso a destra, per un vigile cafone: non ci nascondiamo dietro a un dito.” Io metterei anche per la risposta ad un blog… E’ vero, questo vale per Carlo Giuliani come per i poliziotti. Non basta per capire che le basi pseudoumaniste sulle quali stiamo costruendo la cultura individualista e antagonista di oggi sono sbagliate, gravemente sbagliate? Non basta per capire che non c’è una cultura di tolleranza e dialogo sufficiente per realizzare una composizione dei conflitti sociali? Perchè non sono pacifici neanche i passatempi (calcio in primis)? Perchè usare il solito spirito dello scandalo e del complotto per commentare ciò che si può invece più significativamente ricondurre ad un problema che almeno un po’ ci coinvolge tutti? A me l’intervista in questione ha fatto soltanto pensare che devo impegnarmi di più per l’educazione dei giovani, diventino essi poliziotti o manifestanti.

  • Io l’altro giorno sono uscito fuori dalla macchina e mi sono scagliato addosso a un vigile. Mi ha fermato la mia ragazza, altrimenti ora stavo chissà dove, forse dentro. Non sono innocente, non sono virtuoso: io al posto di Carlo avrei fatto lo stesso. Non è questione di “povero” Carlo, non è questione di “povero Cristo”: l’hanno ammazzato mentre faceva il suo dovere di cittadino. Qui stiamo ancora a dire: “Eh, però, aveva il passamontagna”, “Eh, però faceva caldo e la luna era in congiunzione negativa con Saturno. Gli ex vice questori dicono che alla Diaz c’era sangue dappertutto, gente con la testa sfondata e la gente ancora dice: “Eh sì, è impossibile che ci fosse tutto quel sangue”. Davanti a tale IDIOZIA uno alza le mani e quasi quasi si mette a invidiare Carlo Giuliani che non sta più in questa cagata di terra.

    blogmasterpg: guarda, scusa, ma il tuo intervento è un’accozzaglia di impresicioni, attacchi a casaccio, sperequazioni strumentali e apologie di non concetto che mi rifiuto direttamente di commentarlo.
    [Ste]

  • Rispetto per Carlo, che ha pagato con la vita tutti gli errori commessi a Genova quel brutto giorno. Gli errori di chi è uscito dalla legalità per manifestare le proprie opinioni e gli errori dei servitori dello stato che hanno permesso che tutto questo accadesse (siano alti funzionari o gli ultimi tra i carabinieri).
    Anche Carlo ha sbagliato e persino tu [Ste] glielo riconosci quando affermi di comprendere la sua reazione. E’ difficile da accettare che sia l’unico ad aver pagato per quello che è successo tra forze dell’ordine giustiziere, funzionari incompotenti (se non colpevoli di per aver istigato quel caos da cui è scaturito il tutto), black bloc e malcapitati carabinieri (per inciso: a suo dire avrebbe sparato in aria e ha riconosciuto di essere un pessimo tiratore..ma se il proiettile lo mancava e colpiva qualcuno che veramente era estraneo alla faccenda cosa sarebbe successo??).
    In questo senso per me ha senso rinomanire la piazza a Carlo Giulani, a ricordo di tutti quegli orrori commessi in un giorno di follia collettiva. Come monito per il futuro vivere civile.
    Legittima è comunque la richiesta di Giustizia, per Carlo e per tutti quei manifestanti che hanno visto e vissuto quella “macelleria messicana”

  • Mi viene in mente questa cosa: perchè quando ci sono grandi manifestazioni organizzate non si collabora con le forze dell’ordine? Non è difficile: le associazioni e le persone coinvolte si organizzano per un punto di ritrovo iniziale, un’accoglienza prima della manifestazione. Già lo fanno. Tutte le associazioni e i movimenti che aderiscono alla protesta selezionano alcuni tra di essi che si incarichino del servizio d’ordine, vestendosi con appositi corpetti colorati dati dal prefetto. Ai titolari del servizio d’ordine viene anche data una radiolina su cui una emittente radio, autogestita dai manifestanti, dà le indicazioni dei luoghi e degli eventuali problemi. Il servizio d’ordine serve come raccordo tra i veri manifestanti e gli organizzatori, per impedire fatti come quelli della scuola, ma anche per arginare la violenza dei black blocks. In sede di ritrovo iniziale della manifestazione infatti, vengono date, oltre alle pettorine (per cui comunque è necessaria una identificazione chiara.. non può prenderle chi ha voglia) delle pistole ad aria compressa con pallini di inchiostro verde fluo o di altro colore evidente. I facinorosi vengono “simpaticamente sparati” dal servizio di sicurezza, e in questo modo i manifestanti sanno chi isolare e la polizia chi ammanettare. Chi (a ragione o per sbaglio) si trova sparaverdizzato abbandona la manifestazione o viene isolato. In questo modo se da un corteo pacifico parte una sassaiola o una molotov, in 30 secondi la polizia può identificare il colpevole senza passare in mezzo o addosso ai manifestanti. Il tutto ovviamente abbinato ad un efficace sistema di viglianza via telecamere.
    Questo non precluderebbe in alcun modo il diritto a manifestare, anzi, riavvicinerebbe quella parte di persone qualunque che sta lontano dalle Piazze per paura degli scontri, e farebbe allontanare i facinorosi “sua sponte” perchè in caso di difficoltà con la polizia sono loro a vedersela brutta! Basta dare l’inchiostro a gente seria, ma credo che sulle associazioni si potrebbe contare…

  • ma lo sai che sei proprio stupido a dare del coglione a chi si alza alle 5 del mattino per andare a lavorare?
    allora come definisci chi fa i tre turni in fabbrica? oppure in ospedale?
    pensi che se avessero altre alternative non cambierebbero lavoro? pensi che sprizzino felicità per 1000 schifidi euro al mese? ben contenta per te che guadagni più di loro e puoi alzarti quando vuoi, ma offendere chi fa quei tipi di lavoro significa non capire che se tu ti puoi permettere questa vita è anche grazie a chi si alza alle 5 e muore sotto i treni!
    vuoi farti un giro in linea a luglio, nella siderurgia magari, per parlare con quei ‘coglioni’ e sapere quanto sono contenti? così dopo i fatti di genova ti fai pure la cultura in qualcos’altro!

  • Poteva starsene a casa..
    Il carabiniere ha fatto solo il suo dovere, e lo ha fatto bene, e ora gli è stato tolto il distintivo e non riesce più a trovare un lavoro, solamente perchè un megagruppo di stupidi esaltati si diverte a fare casino in giro per l’Italia.

cribbio
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