Tre mesi di carcere a un lavavetri: evviva! Potremo mandare i nostri sms al volante in santa pace

Lasciare alla destra forcaiola, razzista e demagogica un tema importante come quello della sicurezza è stato da sempre uno dei punti deboli di una sinistra spesso ancorata su posizioni ideologiche che non tengono conto dei cambiamenti sociali delle metropoli italiane. Ma proporre addirittura tre mesi di carcere per chi viene sorpreso a un semaforo con secchi e spugne intento a lavare i parabrezza delle automobili è una proposta al limite del ridicolo. Eppure nel paradiso dell’evasione fiscale succede anche questo. E’ stato l’assessore Cioni di Firenze – evidentemente rimasto senza spiccioli – a prendere la decisione due giorni fa. Ma un paio di anni prima di lui fu lo sceriffo di Bologna Cofferati a rendere dura la vita ai lavavetri.

"Si tratta – disse Cofferati – di persone che agiscono senza nessuna autorizzazione dato che non sono previste in nessun ordinamento attività di questa natura e credo sia giusto rafforzare i controlli affinché non ce ne siano in futuro. E soprattutto che non ci siano azioni aggressive mirate anche a creare ostacolo o fastidio agli automobilisti". Molto simile la posizione odierna del Comune di Firenze: "L’ordinanza  – ha detto Cioni – non vuole colpire i poveri o chi chiede l’elemosina, ma è una risposta all’arroganza che molti lavavetri mettono in atto nei confronti degli automobilisti che non gli danno quanto loro vorrebbero". Parole sante si dirà. Come negare l’atteggiamento spesso minaccioso dei lavavetri ai semafori? Bisogna prendere atto dunque che agli italiani oggi basta davvero poco per vivere sereni: basta non avere rotture di scatole al semaforo, in modo da poter cambiare stazione alla radio o scrivere un sms senza problemi, col proprio culo sudato ben piantato sul sedile anteriore.

A inaugurare questo malcostume dei lavavetri furono i polacchi che scappavano dal proprio paese durante gli anni Ottanta, quando la battaglia di Solidarnosc contro il regime comunista si faceva sempre più dura. In quel periodo giravano anche delle barzellette intrise di razzismo, come al solito tollerate dal buonismo tricolore, raccontate a Natale a tavola, davanti a un bel piatto di frittura: "Se cadono da un palazzo un italiano e un polacco chi arriva prima giù? L’italiano, perché il polacco si è fermato a lavare i vetri". E giù grasse risate senza magari spiegare ai propri figli che quel lavavetri aveva due lauree e parlava cinque lingue.

Oggi sono gli egiziani e i nordafricani a spartirsi il mercato clandestino degli incroci. Magari ci provano anche i bangladesi, ma per loro – di solito miti rispetto alle altre etnie – la vita è piuttosto dura. Ultimamente, soprattutto a Roma, ai semafori si vedono molti rumeni, molto spesso minorenni. Dopo l’applauso a Cioni dalla Lega Nord, pronta a soffiare sul fuoco dell’intolleranza – a proposito chissà come titola stamattina Vittorio Feltri, il peggior giornalista italiano – sono arrivate per fortuna le parole di Veltroni, ancora una volta lesto a centrare il problema: "Bisogna considerare che spesso dietro il fenomeno dei lavavetri c’è uno sfruttamento del lavoro minorile, qui, come per lo sfruttamento della prostituzione c’è un racket ed è quello che bisogna colpire". Ecco, sarà questo quello che spiegherò a mio figlio, un giorno a Natale, davanti a un piatto di frittura.

6 Responses to “Tre mesi di carcere a un lavavetri: evviva! Potremo mandare i nostri sms al volante in santa pace”


  • tre mesi sono di sicuro una pena eccessiva, però un po’ di sana abitudine alla legalità, anche nelle piccole cose, non sarebbe male. Senza lasciarla come è stato fatto ai soliti forcaioli che vorrebbero bruciare ogni extracomunitario..

  • …vedremo se riusciranno ad averene ragione e cosa ne verrà fuori!

  • la legalita’ e la sicurezza dei cittadini e’ ormai minata da un’orda di clandestini ormai pronti a tutto per campare.Brescia è diventatat una città campione, per primi li abbiamo avuti e ora teneteveli anche voi e non rompete i maroni se vi bastonano ai semafori.

  • Al massimo siamo NOI che bastoniamo loro.
    [Ste]

  • Per primi li avete avuti voi (al Nord) perché servivano braccia ai tuoi piccoli imprenditori-evasori del Nord.

    [aNDy cAPp]

  • 2 giorni fa. bar della spiaggia. Lido di spina, ferrara.Extracomunitario che arriva con tappetini, orologi, braccialetti che fanno tanto estate. poi succede l’incredibile: noi siamo in tre con tre birre, lui allunga la mano per salutarci tipo dammi un “cinque”. Io non solo la batto, gliela stringo. Mi sembra normale, visto che avendo due braccia e due gambe pare un essere umano. nessun risultato da parte dei miei amici. silenzio di tomba. almeno 3 minuti (180 secondi) di silenzio. Lui se ne va sorridendo uguale e dicendo “bella festa”. non c’era nessuna festa, forse solo nella sua testa. nella testa dei miei 2 compari, chissà. Forse soltanto un unico pensiero spiaccicato: cazzo però quanto costa l’ultimo nokia, ma ne vale la pena.
    Poi uno apre bocca e dice: chissà che mani sporche chissà cosa avrà fatto con quelle mani…spero non quello che hai fatto tu da circa 2 ore buone:grattarti l’uccello, coglione. il mio amico impietrito, io molto meno.
    P.S. L’extracomunitario se ne va, segiuto con lo sguardo da 2 belle gnocche sedute 2 tavoli più in la. Occhi sbarrati sugli addominali tirati, pupille fisse più o meno sulla zona pelvica con tanto di risatine maliziose. Noi, un ora e un quarto nell’indifferenza femminile. Chissà se con l’ultimo nokia si tromba di più…

cribbio
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(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
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Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
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Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)