Ho votato Berlinguer

Chi ha ragione, tra i seguenti schieramenti?
– Quelli che votano convinti e si sentono partecipi nonchè fondatori di un Nuovo Grande Progetto per l’Italia;
– Quelli (tra cui io) che sono andati comunque a votare, pur non avendo trovato nessun buon motivo per eleggere il segretario di un partito che ancora non esiste, dovendolo scegliere tra una rosa di personaggi a dir poco mediocri, e che si sente deluso dal PD prima ancora che muova i primi passi;
– Quelli che hanno già voltato le spalle alla fusione fredda tra DS e DL e sono perfettamente consapevoli che non scaturirà niente di buono, come al solito, come sempre.

Io, nel mio piccolo, penso che abbiano tutti quanti un po’ torto e un po’ ragione. E che, in mezzo a questo miscuglio di illusi e fedeli servitori, disillusi pragmatici, e incazzosi delusi, proprio non ce lo vedo chi possa cambiare questo Paese.

6 Responses to “Ho votato Berlinguer”


  • Giusto per aggiungere un ulteriore particolare, dall’estero si può votare online, ma la scelta è persino più limitata: nella circoscrizione europea (che immagino sia la più corposa) ci sono solo due liste per Veltroni e una per Letta. Già che avevo i miei dubbi, non ho fatto fatica a lasciar perdere…

  • Qui a Ferrara tra i candidati non c’erano Adinolfi e Gawronski, penso sia dovuto a quante firme abbiano raccolto…

  • Io son di destra e sono andato cmq a votare. Volevo votare Adinolfi, poi ho dovuto optare per la mia seconda scelta per il motivo di cui sopra.
    Sn un po’preoccupato però…non vorrei aver sprecato 1 euro!

  • per quel che mi riguarda, chi è andato a votare spendendo un euro (già gesto vergognoso) dovrebbero vedersi tolto il diritto di voto.

    Le primarie sono come le elezioni nei vari paesi con dittature, dove il dittatore si prende il 99,9999 per cento dei voti.
    E noi ne ridiamo. Peccato che accada pure qui.

    per quanto riguarda la beffa del partito democratico, stanno spostando il gregge in un recinto sempre più piccolo ma nessuno se ne accorge più.
    Contenti voi.
    Io, per me, finirò per espatriare.
    E la prossima volta voto Berlusconi. Almeno mi fa ridere.
    sabato ci sarà la manifestazione a Roma.
    immagino che non ci sarà nessuno.
    Legittiamo pure questa politica malata, legittimiamo.
    Anzi, legittimate.
    Stanno accadendo tristezze inenarrabili, il lavoro sta peggiorando a vista d’occhio ama gli italiani cosa fanno? Vanno alle primarie.
    Bah. Hanno messo pensionati contro lavoratori, fatto in modo che i diritti elementari possano essere schiacciati senza più lamentele.
    Evviva il partito Laico e di sinistra di Prodi e Cofferati.

    Nessuno si è accorto che la giunta Cofferati non è caduta grazie ai VOTI DI AN. A Bologna. Fatto più grave non può esistere.
    Uno specchio chiaro di quello che sta accadendo nell’Italia tutta.

    Io quando vedrò che si metterà male, me ne andrò.
    La mia pazienza ha raggiunto il limite massimo.

  • Le nefandezze che citi le conosco anchio, e su molte cose lo sai perfettamente che ti dò ragione (e se non lo sai te lo ricordo ora 😉 ), ma penso che non è questo il punto, o per meglio dire, non è “è più ora di questo punto”. A forza di ripetere e ripetere a vuoto, anche il più rivoluzionario diventa retorico, esattamente come quei mostri della Politica per cui è vergognoso votare. Qui non si tratta più soltanto di stabilire se “bisogna togliere il diritto di voto a chi va alle primarie”, sarebbe il caso di andare OLTRE. Tu vuoi mettere un punto, io invece vorrei mettere “due punti” al discorso. Ma non sei interessata in quanto hai già deciso che se la baracca crolla, tu scappi all’estero. Soluzione ideale, ne convengo. Però dimmi, quelli che invece all’estero non possono andarci, che devono fare? Se a te non interessa che fine faccia l’italia, rimane sempre qualcuno cui interessa davvero. Persino i Grillini non contemplano la soluzione della fuga ma almeno si mettono lì a raccogliere firme per una legge popolare, giusta o sbagliata che sia. “Me ne scappo all’estero” sta diventando uno slogan, dello stesso livello delle parafrasi intrise di vuoto dei vari Casini, Veltroni, Berlusconi, Prodi che ci propinano dalla tv. E’ che non ho più voglia nè di ridere di Silvio, nè di piangere per Romano.

  • “I “perfettisti” sono i seguaci del “perfettismo”. Ad esempio quelli che non sono andati a votare per le primarie del Pd perché il nuovo partito non era abbastanza liberale, socialista, popolare, democratico, insomma perché non era perfetto. Sono quelli che sono disposti a dimenticare le tristi necessità del presente in vista di un futuro che sarà molto migliore e forse anche molto più futuro. Sono le vittime di una malattia inguaribile per la cultura della sinistra. Dove conta essere “scomodi”, dove importa manifestare “disagio”, dove conviene mostrarsi “mai soddisfatti”. I perfettisti, sempre preda di quella nevrosi che è un peccato anche per la fede, in quanto «sacrifica i beni presenti all’immaginata futura perfezione» (Rosmini). Per il perfettismo la socialdemocrazia è un’abdicazione, il gradualismo è una rinuncia, le libertà borghesi sono formali, le riforme sono banali. Sono sempre i migliori, i perfettisti: chiusi nella loro orgogliosa sicurezza, sicuri di possedere la verità. Poi certe volte arriva il popolo, che a forza di schede travolge le aspettative. E allora potrebbe anche capitare di vedere gli idolatri della perfezione spalancare la boccuccia per la sorpresa: perché qualche volta anche i perfettisti fanno “oh”.”
    Edmondo Berselli

cribbio
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(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

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(Il Giornale)

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(Elaborare)

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(Rolling Stone)