Non parlarmi, non ti sento

7 Responses to “Non parlarmi, non ti sento”


  • la voglia irrefrenabile di scrivere non è poi così male. io comprendo questo bisogno e mi compiaccio quando altri ne provano uno uguale. ringrazio tutti quelli che scrivono sui blog, o che pubblicano libri, perchè creano milioni di possibilità di lettura. possibilità. non necessità. nessuno dice che leggere sia obbligatorio e che, se ad esempio compri un quotidiano, alla fine della giornata devi aver esaurito tutti gli articoli. nessuno impone di leggere questa o quell’altra cosa, sebbene certi stereotipi ti facciano sentire assolutamente ignorante (“come? non hai letto “uno, nessuno e centomila?”) e inadeguato. il punto, secondo me, non è tanto che c’è sproporzione tra scrittori e lettori, quanto, invece, che siamo molto più individualisti di un tempo e che facciamo una gran fatica ad accettare insegnamenti nuovi. così allora finiamo tutti per scrivere. per esternare un malessere, o una felicità, che, mestamente, crediamo ci renda speciali. finiamo tutti per infilare una parola dietro l’altra, convinti di aver capito qualcosa in più, di avere una risposta in più…necessitiamo di comunicare le nostre idee e le nostre prospettive per paura che queste si possano perdere, che possano svanire nella frenesia del nostro mondo moderno e velocissimo. abbiamo paura di essere dimenticati e la scrittura, questo non è cambiato, conferisce ai pensieri quella parvenza di immortalità che ci rende meno ansiosi e che ci fa sentire meno provvisori. ad un certo punto non è più importante essere letti, ma essere capaci di produrre scrittura nuova.

  • Per me, l’unico problema è che scrivono cani e porci.
    L’arte, per fortuna, è un’altra roba.
    Questa cosa mi indispone: perchè hanno traviato proprio la scrittura? perchè, da domani, non iniziamo tutti quanti a dipingere?

    Che noia, che noia, che noia.
    vado a dormire che non connetto più.

  • Cara alicesu, sul fatto che larte sia “un’altra roba” ultimamente ho qualche dubbio, viste le fetecchie che gli odierni artisti ci rifilano come opere!

  • è che la scrittura, oggi come oggi, non è più il privilegio di pochi…e così finiscono per scrivere anche quelli che non ne sono in grado. una selezione dovrebbe partire dagli editori che, ormai, pur di assecondare il business, mandano in stamapa anche i romanzi e i saggi più scadenti…soprattutto se scritti da VIPs e compagnia cantante.

  • “In Italia ci sono 58 milioni di abitanti e si pubblicano 55mila libri l’anno. Ogni cittadino italiano, neonati e ultracentenari compresi, è potenziale lettore di 1054 testi ogni dodici mesi.” sono l’unico a pensare che questa frase aritmeticamente non significhi nulla?

  • “In Italia ci sono 58 milioni di abitanti e si pubblicano 55mila libri l’anno. Ogni cittadino italiano, neonati e ultracentenari compresi, è potenziale lettore di 1054 testi ogni dodici mesi”

    Grande scrittrice, per carità.
    Ma in matematica lasciamo un po’ a desiderare. Ma solo un po’.

cribbio
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