Un Natale mediocre

Il corpo di Babbo Natale fu ritrovato in un garage tagliato a pezzetti (il corpo di Babbo Natale, non il garage) il 7 gennaio 2008 dopo che un miliardo e duecentotrentatré milioni di denunce erano arrivate concomitanti la mattina del 25 dicembre, mandando in tilt i centralini telefonici.

La mattina dell’8 gennaio 2008 i giornali titolarono a piena pagina la tragedia, mostrando una rara foto di Babbo Natale da giovane quando frequentava il seminario, con sotto la didascalia: "Babbo Natale ai tempi del seminario": in quella foto Babbo Natale assomigliava a Paul Newman da giovane, occhi azzurri tagliati sottili, naso prominente, maglioncino a V e mascella da attore americano. Tantissimi giornali, nelle pagine interne, riportarono anche un’altra foto, sempre risalente ai tempi del seminario, (fa sempre un certo effetto mostrare le foto dei morti ammazzati "ai tempi" di qualcosa) in cui Babbo Natale giovane posava insieme ad altri ragazzi giovani, del tutto simili a lui tranne per il fatto che nessuno di loro riportava, intorno alla faccia, lo stesso circoletto rosso che i grafici dei quotidiani gli avevano tributato per renderlo facilmente riconoscibile. Anche in quest’altra foto, questa del circoletto, la didascalia molto ovviamente ribadiva: "Babbo Natale quando frequentava il seminario".

Allora quella mattina dell’8 gennaio la disperazione nel mondo fu tale che in tutto il mondo piovve. Chi prima, chi dopo, (a seconda del fuso orario) la gente osservò attentamente quella foto, la foto di Babbo Natale da giovane, in particolare quella dove stava insieme agli altri cerchiato di rosso, rimanendo colpita dall’alone di predestinazione che quel volto portava. Nessun altro, in quello scatto, sembrava essere bello a tal punto, così convinto, così fiero, come Babbo Natale da giovane cerchiato di rosso. Sembrava quasi, nella foto, che Babbo Natale giovane se lo vedesse già intorno alla faccia il circoletto rosso che i giornali, un giorno nel futuro lontano, gli avrebbero disegnato attorno. E sembrava che anche tutti gli altri ragazzi del seminario presenti potessero vederlo e che per quello apparissero meno convinti, più sconfortati, perché tanto, qualsiasi cosa avessero fatto, con qualsiasi voto fossero usciti da lì, con qualsiasi ragazza si fossero presentati al ballo di fine anno, ebbene, il circoletto rosso non sarebbe toccato a loro.

I giornali, quell’8 gennaio 2008, ma anche tutti i giorni a venire, per almeno un anno, parlarono diffusamente di Babbo Natale, raccontando vizi e virtù dell’uomo più famoso del mondo subito dopo Gesù Cristo e Briatore. (secondo un sondaggio di Forbes. In verità Forbes propose anche un altro sondaggio che si trascinò dietro una buona dose di critiche, sondaggio che elesse Babbo Natale secondo uomo più ricco del pianeta subito dopo Putin e i fondatori di Google) Arrivarono settimane atroci per la televisione e per il senso generale dell’inverno: la Borsa crollò pesantemente e "The Economist" scrisse che la morte di Babbo Natale si poteva paragonare, per gravità fiscale, al post 11 settembre. Naturalmente i più colpiti dal lutto furono i bambini: anche quelli che, da anni, avevano perduto la fede nella figura di Babbo Natale, tornarono improvvisamente praticanti e alla fine se ne contarono a milioni nei vari funerali che furono organizzati. (fu deciso che un solo funerale non sarebbe mai bastato a soddisfare la richiesta e, per questo, ne furono preparati 466 sparsi per il mondo: dove fossero realmente le spoglie di Babbo Natale non fu mai rivelato, così che tutti potessero segretamente covare il sogno d’aver scelto il funerale giusto e raccontarlo agli amici o nelle interviste televisive. Quelle giornate di grande unione e fratellanza furono chiamate dai media: "L’ultimo regalo di Babbo Natale". Sei milioni di T-Shirt furono stampate e vendute in poche ore)

Uno dei problemi principali fu che il cadavere tagliato a pezzi di Babbo Natale venne rinvenuto disgraziatamente nei pressi di una Moschea. Vennero perciò mesi difficili per gli islamici di tutto il pianeta: l’Italia, in particolare, si fece portavoce di una moratoria per ristabilire con "urgenza assoluta" la pena di morte. La moratoria fu approvata con grandissimo calore e in una dichiarazione, forse troppo affrettata, Prodi propose di dichiarare illegali tutte le persone di sesso maschile con la barba lunga e che avessero almeno un’acca nel nome o nel cognome. In più la Lega Nord si fece portatrice di una proposta, acclamata sulle rive del Po in uno storico giorno di febbraio alla presenza di 400 bifolchi, quattro vacche e sedici maiali coi paramenti sacri, secondo la quale proposta, chiunque fosse in grado di elargire informazioni sul presunto killer di Babbo Natale (che per comodità tutti cominciarono a chiamare Mohammad) avrebbe ricevuto una cifra in danaro pari al suo peso. (il primo a presentarsi fu sorprendentemente Giuliano Ferrara)



Un dibattito politico senza precedenti si scatenò: durante una manifestazione pacifica il 7 febbraio, esattamente un mese dopo il ritrovamento del cadavere tagliato a pezzetti di Babbo Natale, la polizia sparò lacrimogeni ad altezza uomo per disperdere una folla di riottosi naziskin che s’erano riuniti al grido di: "Santa Claus Raus". Il Parlamento deliberò che fosse il caso di calmare le ire cittadine e con una mossa storica e tempestiva le Grandi Potenze mondiali firmarono un Trattato di Pace Internazionale per cui tutte le persone minimamente sospettate d’aver ucciso Babbo Natale furono immediatamente imprigionate. Tra loro anche Salman Rushdie. Davanti a una petizione proposta da sommi Figli di Papà, tra cui Luca Sofri, in cui veniva chiesta l’immediata scarcerazione del letterato di Bombay, e firmata da oltre 350 Intellettuali italiani, tra cui Daria Bignardi, il governo Italiano rispose con una nota ufficiale: "Poteva pensarci prima e levarsi quell’acca dal cognome. Per non parlare della barba".

Petizione o non petizione, il Trattato di Pace Internazionale venne visto di buon grado da quasi tutta la popolazione mondiale. Secondo un sondaggio incrociato italo-americano il 97% delle persone intervistate si dicevano d’accordo con l’incarcerazione preventiva. Il 2% non sapeva o non rispondeva, il restante 1% erano blogger. (sondaggio effettuato su un campione di 1 milione di persone sparse per tutti e cinque continenti, tranne quello asiatico)

Com’è come non è, di certo ci fu che, messi dentro circa 13 milioni di persone sospettate dell’uccisione di Babbo Natale, anche tutto il resto della criminalità crollò in maniera sorprendente: addirittura le persone cominciarono ad uscire di casa anche dopo le 21 di sera e a nutrire nuovamente fiducia verso il futuro. (dove per futuro s’intendeva, al massimo, tutto il resto della settimana) La presidenza del Consiglio dei Ministri promosse spot pubblicitari, che sono ancora in onda, in cui si invitavano i cittadini a rilassarsi e a credere che quanto s’era fatto e si stava facendo per la sicurezza di tutti era già più che sufficiente.

Naturalmente non fu tutto qui.
Le indagini proseguirono per oltre un anno: come consulente speciale, gli inquirenti convocarono la signora Franzoni, ma ugualmente non venne fuori niente di significativo, a parte un coltello sospetto recante sulla lama tracce di sangue riconducibili a Meredith. I Ris tirarono fuori riscontri di ogni tipo: dopo sei settimane di analisi alcuni peli di barba bianca furono fatalmente fatti risalire alla vittima e non all’assassino.

Le televisioni ci marciarono: i palinsesti furono variati per mesi e, per rispetto, le Veline di Striscia la Notizia non fecero stacchetti addirittura per tre puntate.

Il minuto di silenzio osservato negli stadi di Serie A fece discutere moltissimo, perché i temibilissimi Ultras lo disturbarono con irrispettosi fischi. (fu pensato di incolparli tout court dell’assassinio di Babbo Natale, tutti gli Ultras d’Italia tranne quelli del Vicenza, in quanto i colori sociali di Babbo Natale erano molto simili a quelli della squadra biancorossa) Il Viminale, per rispondere alle curve, ree d’aver esposto striscioni quali: "Luciano Moggi come Babbo Natale" e "Dieci, cento, mille Babbo Natale", deliberò che tutti gli attaccanti di Serie A non avrebbero mai più dovuto segnare goal di testa. Fu così che scese in piazza anche il Sindacato Calciatori: l’Osservatorio, allora, trovò che per mettere la parola fine alla questione "Violenza negli stadi" la maniera migliore fosse quella di spostare l’orario delle partite dalle 15 alle 15.15: l’idea ebbe un successo universale e la Federcalcio mostrò dei tabulati in cui si dimostrava senza l’ombra del minimo dubbio che le violenze tra le 15 e le 15.15 erano effettivamente diminuite del 100%.

La morte di Babbo Natale cambiò la vita delle persone per tutto l’anno a venire, fino a che, naturalmente, non arrivò nuovamente Natale e due fasci di luce furono proiettati verso il cielo alla mezzanotte precisa da tutte le piazze del mondo. Allora i bambini intonarono canti religiosi, Bush si fece il segno della croce in diretta mondiale, mentre sulle sue labbra le moviole carpirono il messaggio: "Lo staneremo" e Silvio Berlusconi montò sul tetto di un auto per annunciare a tutti alcune cose, per esempio che Babbo Natale era comunista e quindi coglione nonché omosessuale e che da quel momento in avanti il Natale si sarebbe festeggiato il 24 di marzo. (disgraziatamente l’auto si mosse prima che Silvio terminasse l’orazione ed è per questo che l’ex premier risiede attualmente al Centro Traumatologico in terapia intensiva. Una delle sue ultime dichiarazioni carpite sarebbe stata: "Cribbio, ma che bisogno c’era del catetere?")

L’assassino non fu trovato mai, ma secondo recenti dichiarazioni dei Governi di tutto il mondo: "è altamente probabile che sia comunque in galera". Ai bambini fu spiegato che Babbo Natale era dovuto partire e che "adesso stava molto meglio di prima perché in un posto incantato e pieno di giocattoli". ("…Rignano Flaminio?", avrebbe domandato rabbrividendo uno di loro, secondo testimoni) Non tutti vissero felici e contenti, ma quasi.

[… buone cose e felicità da Noantri]

2 Responses to “Un Natale mediocre”


cribbio
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