Il dibattito sull’aborto, per favore, lasciatelo ad altri

Son giorni che mi frulla tra le mani questo post, uno di quei post che a scriverlo di getto mi uscirebbe pieno zeppo di insulti e turpiloqui di ogni tipo. Sarà che mi ha sempre irritata all’inverosimile sentire persone non dotate di utero parlare di aborto, non ce la faccio, è più forte di me, potessi li prenderei a schiaffi. Nessuno ha il diritto di pretendere di legiferare sul corpo di qualcun altro. Sarò antidemocratica ma la vedo così.

Ora io faccio parte di quelli che la 194 vorrebbero modificarla, migliorarla davvero.
Magari facendo sì che a una donna al quinto mese che ricorre all’aborto per un’anomalia fetale incompatibile con la vita non venisse detto al momento dell”induzione (dolorosissima) del parto "te lo meriti di soffrire" da un medico cui andrebbe impedito di esercitare.
Oppure rendendo meno terribili le pratiche per ricorrere a questa pratica, affiancando più psicologi per il sostegno pre e post, trovando metodi per rendere la cosa almeno meno dolorosa possibile dal punto di vista fisico che dal punto di vista psichico ognuno poi farà i conti con se stesso.
Io a quelli che dicono che una donna che abortisce merita di soffrire (e ce ne sono tanti) auguro che l’anestesia non vada il giorno in cui dal dentista dovranno togliersi il dente del giudizio. Potendo scegliere la sottoscritta non gradirebbe di partorire con dolore, vorrebbe l’epidurale eppure c’è gente che storce il naso perfino di fronte a questo.

Tornando in tema dicevo che a me piacerebbe che la 194 venisse migliorata con un dibattito serio.
Tuttavia in Italia la cosa è impossibile, ogni accenno a una possibile discussione solleva il polverone guidato dalla Chiesa Cattolica e dai loro alfieri difensori della vita ad ogni costo che questa legge la vogliono abrogare. A costo di far partorire con dolore alle donne feti nati morti.
Non mi reputo un’abortista a tutti i costi, considero una nascita un evento gioioso, miracoloso; tuttavia un figlio non lo si può imporre a nessuno, tantomeno se gravemente malato o destinato a morte certa. E quelli che dicono "portatelo in grembo nove mesi e poi destinatelo in adozione" probabilmente non hanno mai avuto il piacere di vedere una gravidanza crescere, di sentire i bimbi muoversi, di capire il legame profondo che si instaura tra la madre e il contenuto del suo grembo. Penso sia immorale sottoporre una donna ad una tortura psichica simile.

Ora, rifacendomi alle parole dette ieri da Veltroni penso che un discorso serio sulla prevenzione dell’aborto in questo paese sia parimenti impossibile e il suo intervento mi ha messo i brividi. Evidentemente si è sentito "in dovere" di scendere in campo, avrei apprezzato di più un intervento più forte.
Ripeto, sarò antidemocratica ma io con persone che parlano di prevenzione dell’aborto in caso di gravidanza indesiderata rifiutandosi di parlare di contraccezione in maniera seria mi rifiuto a mia volta di parlare, non meritano di avere voce in capitolo in un dialogo. Con chi tenta di privare gli altri di un diritto utilizzando mere perifrasi a difesa della vita non parlo. sono in uno stato laico, si deve pensare al bene dei cittadini, non ai desideri del Papa.
Volete davvero prevenire gli aborti? Farli ridurre ancora di più?
Allora libera contraccezione, preservativi a prezzi popolari, pillola anticoncezionale mutuabile e pillola del giorno dopo facile da raggiungere in caso di rotture di preservativo. Questo è l’unico vero metodo di prevenzione dell’aborto. Ma siamo in un paese in cui esistono ancora medici di base che si rifiutano di prescrivere contraccettivi orali o farmaci per i protocolli medici di procreazione medicalmente assistita in quanto in questo paese è possibile sottrarsi alla propria funzione per obbedire ai dettami di Santa Madre Chiesa. E a me viene il voltastomaco e li manderei tutti a lavorare in Vaticano.

La vera prevenzione si fa prima, non tentando di indurre una donna incinta per sbaglio o incinta di un bimbo malato a tenerselo ad ogni costo infiltrando scagnozzi fanatici della vita nei consultori.
Poi chi è che si occuperà di quei bimbi? Genitori soli poco tutelati dalla legge italiana? I servizi sociali ridotti allo stremo? Gli istituti in crisi nera? E chi si prenderà cura della riabilitazione della psiche dedlle madri? I nostri poveri consultori inadeguati e senza finanziamenti?
Troppo facile pontificare su vite altrui per gli strenui difensori della morale cattolica a caccia di qualche misero voto e dei favori di una Chiesa che sembra non imparare mai dai propri errori.
Oggi come non mai vorrei vivere in uno stato laico e pensare di andare avanti.
Qui invece sembra si stia facendo la corsa per trornare indietro.

47 Responses to “Il dibattito sull’aborto, per favore, lasciatelo ad altri”


  • Sono tutti antiabortisti, coll’utero degli altri.

  • bellissimo post. anche se son tutte cose che si sapevano già, bellissimo e giustissimo post.
    Ma c’è una cosa che (spero) non ho capito bene:
    “mi ha sempre irritata all’inverosimile sentire persone non dotate di utero parlare di aborto”

    Stavi parlando dei preti, vero???

  • Ovviamente è una bordata diretta in larga parte alla chiesa che spesso nei suoi esponenti rigorosamente maschili si permette di parlare in nome delle donne.
    Parimenti ce l’ho con certi politici, difensori della vita e dei diritti dell’embrione con l’utero altrui e con tutte le persone che si permettono un atteggiamento simile.

  • Ah, per fortuna avevo capito male io…d’accordissimo, questi individui dovrebbero smetterla di trasformare un dogma religioso in legge dello stato, soprattutto nel caso delle donne! Adesso però torna in cucina a lavare i piatti :-))

  • bellissimo post davvero…hai espresso lucidamente e con chiarezza tutto cio’ che mi frullava in testa a proposito..grazie! :.)…ed e’ proprio vero, con l’utero ed il corpo degli altri sono tutti bravi parlare…

  • > “Sarà che mi ha sempre irritata all’inverosimile sentire persone non dotate di utero parlare di aborto”

    Io non ho utero, però sono stato un embrione. Posso parlare di aborto?

  • Datemi un post.
    Un solo post.
    Vorrei un post per far capire quanto davvero gli embrioni siano persone e vadano trattati da tali. Vi prego con tutto il cuore di smetterla di ridurre tutto ad una questione preti/laici. Perchè non lo è.
    E’ una questione di corretta applicazione della ragione.
    Di corretto trattamento di esseri umani!
    E anche di corretta applicazione della l.194 che, già iniqua di per sè, è stata applicata solo in minima parte e solo nella parte abortista.
    Per correttezza intellettuale usciamo dai preconcetti, sediamo davvero attorno ad un tavolo e impariamo dalla realtà a capire la profondità di questo argomento. Lo dico con una fiducia immensa nel dialogo ma anche con la coscienza che purtroppo i pregiudizi sono tanti, in parte anche nel mondo Cattolico. A chi va di provare una cosa del genere?

  • farfintadiesseresani, se da embrione sei diventato feto e poi bambino e poi adulto è perché una donna ti ha accolto.
    Non perché tu l’abbia posseduta come un ultracorpo, contro la sua volontà e la sua capacità di allevarti. Né perché appena concepito tu avessi già l’imprescindibile, inumana caratteristica di svilupparti in un bambino. Sapessi quanti embrioni non diventano mai bambini, alla faccia dell’ineluttabilità della “vita” di cui si riempiono la bocca quelli che la vita non la danno.
    Quello che mi domando è che fretta abbiamo di rimettere in discussione diritti acquisiti da trent’anni, rischiando di fare gli stessi catastrofici danni della legge 40. Ma appunto, fanno tutti gli antiabortisti con l’utero degli altri, dice raccoss. E le donne, ormai abituate a farsi fare di tutto, si girano dall’altra parte anche su questa. A loro non capiterà, no?

  • Ribadisco quando si parlerà in termini meno prevenuti dell’aborto come tragica necessità invece che come diritto?
    Insomma poi rispetto alla cosa gli uomini potrebbero rappresentare qualcosa di più di semplici e nobili donatori di seme?

  • Ribadisco quando si parlerà in termini meno prevenuti dell’aborto come tragica necessità invece che come diritto?
    Insomma poi rispetto alla cosa gli uomini potrebbero rappresentare qualcosa di più di semplici e nobili donatori di seme?

  • O sposa, e cosa saremmo noi uomini se non donatori di seme. In quale esempio del regno animali l’uomo non è altro che un essere che “con un colpo ben assestato”*, ingravida un certo tot di esemplari femmine e poi… chi si è visto si è visto?

    ___________________
    * da un documentario del National Geografic sul sesso delle gazzelle che, nelle savane dominate dai leoni, non hanno troppo tempo per i preliminari.

  • Errata corrige:
    Nel post precedente al posto di “l’uomo” avrei dovuto scrivere “i maschi”.

  • @ Notayo:
    Quelli di Rachele non sono “pre”-giudizi, ma giudizi, opinioni, e considerazioni ben fatte meditate e che io condivido appieno.
    Se pensi di avere opinioni convincenti, esponile, altrimenti…ciccia! Non è tentando di instaurare sensi di colpa (mimetizzandoli come “pregiudizi”) che si discute.

  • Mi piace quando la si butta sul regno animale.
    Infatti del concetto del sesso c’è questo che sfugge e che ritorna chissà perché quasi come dimensione perversa nel regno umano.

    Io ho visto solo una volta praticare un aborto e in quel ambulatorio non c’era nemmeno un maschio, solo una fila di donne, in vestaglia e camicia da notte.

    Non mi è sembrato fosse un gran momento di espressione di libertà femminile, ma ovviamente è una impressione assolutamente personale.

  • Che poi la parola “pregiudizio” non è sempre negativa. Qualche giudizio dato prima (pre) talvolta (o spesso) si rivela anche corretto. E la sopravvivenza della specie umana si basa in gran parte sui pre giudizi: quando p.es. uno sconosciuto bussa alla tua porta, la decisione se aprirgli o meno si fonda sui pregiudizi che hai su di lui.

    In ogni caso, eccoti un pregiudizio Notaio: non è che la chiesa si oppone agli aborti, perchè i preti temono di non avere più fanciulli da “amare”?

  • Io non entro nel merito della faccenda perché è un discorso troppo complicato, però sottolineo una frase di Rachele che mi ha stupito: “una donna incinta per sbaglio”.
    Ora io vorrei sapere, onestamente, quante donne rimangono incinte “per sbaglio”. Credo che la risposta sia 1 su 100000000.
    Mi sembra di aver capito, nei miei 25 anni abbondanti di vita, che le donne conoscono perfettamente il proprio ciclo di fertilità… se poi si vuole correre il rischio e si rimane incinta, non può essere definito uno sbaglio ma una eventualità possibile, che sia colpa di un preservativo difettoso o di qualsiasi altra circostanza.

  • Dunque Neuroni Pigroni a favore dell’astinenza?Anche lui la pratica? Per decisione sua o di… “altre”?

  • Il discorso astinenza non c’entra niente. Dico solo che se la donna rimane incinta non può dire “toh, ero fertile!” perché lo sapeva benissimo e il rischio c’è.

  • Notayo: Io non ne faccio una questione di preti/laici ne faccio una questione di diritto. Se a dire quello che dice la Chiesa al momento ci fosse chiunque altro le mie opinioni rimarrebbero le stesse.

    La sposa : il diritto all’aborto èun diritto, duramente conquistato peraltro. E non penso che l’uomo sia un mero donatore di seme nel senso in cui lo intendi tu. Tuttavia siccome è del corpo di una donna che si tratta trovo pienamente giusto che la decisione spetti esclusivamente alla donna.

    Neurone : non sono del tutto d’accordo su questo. Purtroppo in Italia non c’è una corretta educazione alla contraccezione, in certe famiglie il sesso è ancora Tabu e in parallelo l’età del primo rapporto sessuale si è abbassata drasticamente. Aggiungi che spesso anche donne mature e adulte non hanno la piena consapevolezza del loro corpo.
    Comunque sia le donne che rimangono incinte per sbaglio, per errore o per fatalità son molte più di quanto puoi immaginare. Certo, si spera siano in calo.
    Qui comunque non è questione di numeri nè di statistiche, si sta parlando di un diritto.

  • Semanticamente la parola pre-giudizi non allude a giudizi precedentemente dati (normali giudizi espressi nel passato che portano valore anche nel presente) ma a giudizi pre-costituiti cioè costituiti prima dell’esperienza. Capita anche a me di sparare una stupidaggine, ma di solito non utilizzo il lessico impropriamente.
    Il motivo per cui l’aborto è un male (se non nei casi di legittima difesa – eliminiamo la incerta definizione di rischio vita/salute della donna: la legittima difesa è un concetto + chiaro) e non può essere un diritto è semplice. L’embrione è un individuo, fin dal momento della fecondazione. Non esiste una tesi credibile che dica il contrario. Non esiste alcuna differenza QUALITATIVA tra l’individuo embrione e l’individuo adulto. Il pre-giudizio è semplicemente in questo: nella tesi che l’aborto, solo perchè permesso dalla legge, sia un diritto soggettivo. Questo non è giuridicamente vero. Anche la 194 lo smentisce!!! Leggetevela, per pietà!!! E’ l’ignoranza che ha trasformato l’aborto, anche nel nostro paese, in un “mezzo di controllo delle nascite”, come la contraccezione. La impropriamente detta “contraccezione d’emergenza”, inoltre usa sostanze con possibile efficacia ABORTIVA. Leggetevi anche solo il bugiardino del Norlevo!!! C’è scritto sulla “medicina”!!!
    La l.194 è stata approvata, a detta della maggioranza che la sosteneva per “eliminare la piaga dell’aborto clandestino” e adesso alcuni vogliono introdurre e liberalizzare la RU486 che è un “aborto fai-da-te” con alta percentuale di mortalità per la madre!!! Il Norlevo è già in commercio, interrompe il 25% delle gravidanze e ci si lamenta se i medici hanno la possibilità di non prescriverlo!!! Il referendum dopo la legge vedeva favorevoli all’abrogazione anche i radicali, che annoveravano perlopiù nelle proprie fila abortisti “tout court” (aborto come diritto), oltre ai pro-life (che, scusate la ripetizione ma si vede che a qualcuno “repetita iuvant”, non sono solo Cattolici). Non abbiamo perso solo noi ma anche loro!!! Basta inventare diritti!!! L’aborto nella l.194 (che io detesto, e non mi piace) è pensato come una “ultima ratio” e non come un diritto. Oggi è un mezzo per il controllo delle nascite, anche quando (e qui siamo veramente all’obrobrio della scelleratezza) il bambino potrebbe vivere autonomamente fuori dalla pancia della madre. Di queste cose ho prove scientifiche. Non sto menando pippe. E soprattutto, quando muore un individuo è sempre affare mio. Dal 1978 ne sono morti circa 5 milioni. Difatti per me è un affare molto importante. E’ per questo che chiedevo un post e non un commento. E’ una cosa seria e complessa. Va trattata bene.
    Un accenno su Neuroni. Neuroni è un figaccio e ha una ragazza carina. Tutti te lo possono confermare. Se sta fermo anche solo una settimana al mese ti assicuro che ha una cifra di voce in capitolo! ;-P

  • Correggo: obbrobrio, non obrobrio. Errore di battitura, sorry for the… obbrobrio!

  • “trovo pienamente giusto che la decisione spetti esclusivamente alla donna”.

    Con una semplice frase hai distrutto tutto!!!
    perchè è nel corpo di una donna? Certo, come no, si è fecondata da sola…un figlio si fa in due!!!

  • Più che pregiudizi parlerei di post-giudizi. A me dopo aver letto commenti del genere:

    – E’ l’ignoranza che ha trasformato l’aborto, anche nel nostro paese, in un “mezzo di controllo delle nascite”, come la contraccezione.

    – la RU486 che è un “aborto fai-da-te”

    …cade qualsiasi voglia di proseguire ad argomentare.

  • Jimmy: Io capisco quel che vuoi dire, tuttavia nel caso in cui l’uomo volesse il bambino e la donna no (e viceversa) trovo giusto che sia la donna a scegliere. E’ il suo grembo che dovrebbe portarlo per nove mesi, il suo corpo a cambiare e la sua salute a rischio.
    Imporre una gravidanza non la vedi come una prevaricazione?
    Ed imporre un aborto?
    A chi deve spettare secondo te la scelta se non all’individuo che ne subirà fisicamente le conseguenze?

  • A Notayo, (che sembri un azzeccagarbugli):

    1) La mia definizione di pregiudizio è identica alla tua, anche se esposta in maniera differente.

    2) Poi se tutto il pippone che spari parte dall’asserzione ” L’embrione è un individuo, fin dal momento della fecondazione. Non esiste una tesi credibile che dica il contrario”. Beh, allora contento tu con tutte le tue opinioni. Ma tutto il resto della deduzione non ha senso.

  • Notayo: di solito è un piacere discutere con te, tuttavia dire che si ricorre all’aborto quando un bambino può vivere autonomamente fuori dal grembo materno è una cosa che denota una scarsa conoscenza delle procedure.
    Al termine dei 90 giorni previsti infatti la pratica abortiva si svolge mediante parto indotto, come si svolgerebbe con un parto normale. Se un bambino riusce a vivere autonomamente fuori dal ventre della madre non viene ovviamente ammazzato.
    Vorrei tuttavia farti notare che la legge prevede l’aborto dopo i 90 giorni solo per feti malati, con malformazioni tali da mettere a repentaglio la salute psicofisica della madre. Quindi pensa al perchè quei neonati non sopravvivono. Si evita con questa concessione di far portare in grembo ad una madre un figlio destinato a morire lo stesso dopo il parto.
    Sinceramente un po’ di genetica la conosco, ci sono moltissime anomalie gravi, spesso incompatibili con la vita, che si diagnosticano solo attorno al quinto mese.
    E, ripeto, sono gli UNICI casi in cui in Italia sia consentito abortire così avanti.
    Utilizzarli per fare demagogia e parlare di infanticidi lo trovo squallido.
    Altrimenti il termine di legge p fissato al terzo mese. E al terzo mese autonomamente non sopravvive un bel nulla.

    Non so dove le hai trovate le tue prove scientifiche, ma prima di parlare la prossima volta pensaci su. Son cose dolorose e ti assicuro che hai toppato alla grande.

  • A proposito del Norlevo utilizza lo stesso principio attivo che in austria viene somministrato come anticoncezionale. Ed è teso a prevenire l’ovulazione e a inspessire le mucose che preparano il muco fertile impedendo la risalita degli spermatozoi nel collo dell’utero.
    Ho guardato il bugiardino (su carloanibaldi.com possono vederlo tutti, è di pubblico dominio),
    c’è scritto solamente che è sconsigliato in gravidanza in quanto può interromperla, “può”, non “è un abortivo”. Anche l’aspirina o il propoli possono interromperla se stai dietro ai bugiardini. Comunque c’è anche scritto che nel caso in cui la gravidanza prosegua non crea danni al nascituro.
    Ribadisco comunque che si tratta di un farmaco e di principi volti a bloccare l’ovulazione, non abortivi. Infatti nel vecchio bugiardino del Norlevo in circolazione fino a Giugno dell’anno scorso c’era scritto che in caso d’annidamento precedente rispetto all’assunzione del contraccettivo d’emergenza la valenza di quest’ultimo era nulla in quanto per l’appunto contraccettivo d’emergenza e non abortivo come lo definisci tu

  • Ah, sulla RU486 non mi esprimo, ma solo perchè lo considero un farmaco già “vecchio”. Comunque dire che ha un alto tasso di mortalità per la madre è terrorismo psicologico.
    E’ un farmaco, come tutti i farmaci ha controindicazioni, tuttavia non trovo corretto creare allarmismi sulla base di quel che c’è scritto sui bugiardini.
    Perchè tutta questa agitazione non la si riserva ad un banalissimo antibiotico come il Bactrim?

    Oppure l’Actifed o il reactine, per il raffreddore che sul bugiardino han scritto che possono portare anche alla morte dell’individuo?
    Sulle controindicazioni va scritto tutto, così le case farmaceutiche si parano il culo.
    Utilizzare dati arbitrari passandoli per scientifici è terrorismo ed è scorretto.

  • No, il dibattito sull’aborto spetta a tutti noi (e soprattutto ai noi che sono anche donne), come hai tu dimostrato con questo tuo bel post

  • Grazie per avermi difeso Notayo. Comunque io e Laura siamo conosciuti anche da Rotaciz.

  • 2) Dobbiamo fare una distinzione. Il pericolo di vita e il pericolo per la salute psicofisica. Volevo evitarla con la nozione di legittima difesa, ma sono obbligato a riprenderla perchè la nozione di legittima difesa non è universalmente nota, nè del tutto pacifica e anche perchè non è quella usata nella legge, giusto? Facciamo un esempio truce. Tutti noi frequentatori di Ciccsoft, andiamo in gita a vedere la Ferrari a Maranello. Giunti al forno per le verniciature, Bruno si avvicina malauguratamente alla catena di montaggio e viene preso per il colletto da un braccio meccanico che lo sta portando dentro il forno, dove lo attende una calda accoglienza. Prima di continuare a leggere puoi fare a tua discrezione un gesto apotropaico. 😛 Per fermare il macchinario io ho la possibilità di premere un pulsante incandescente che mi rovinerebbe il dito indice, rendendomi da lì in avanti quasi impossibile suonare la chitarra e il mandolino. Se non premo quel pulsante nego la vita a Bruno. Se lo premo mi scotto di brutto ma lui si salva. Qual’è la scelta “morale”, quella giusta? Non ci sono dubbi! Così per un bambino: come si fa a negare il diritto alla vita a un essere a umano per il caso di “pregiudizio alla salute psicofisica della donna”? Quanto è pregiudizievole per la salute di una donna partorire un bimbo Down e darlo in adozione? Perchè i Down vengono abortiti, i Down mica solo gli idrocefali… Anche se questi non sono meno persone e non trovo giusto abortire neanch’essi. I 20 teste e 30 cazzi che i manuali usano sono esempi scolastici… e se anche non lo fossero. Cosa cambia? Chi ha il diritto di scegliere se qualcuno deve vivere o no? E’ più pregiudizievole, anche solo per una donna, portare a 9 mesi un Down e partorirlo, o abortirlo? L’aborto, non è una bella esperienza. Da questi casi, come già detto, escludo il pericolo di vita. Se un figlio mette a repentaglio la vita, ho il diritto di difendermi anche se è adulto e vaccinato

  • 3) Su Norlevo (e Levonelle). Non è possibile (o si può dire che è tecnicamente lungo e assurdamente costoso) verificare l’efficacia esatta della dose di progestinico contenuta nel Norlevo tramite il rinvenimento di embrioni nelle secrezioni della donna. Il medicinale stesso, nel bugiardino, però non dice solo che c’è il rischio di efficacia abortiva a impianto avvenuto, ma dice che se non impedisce l’evoluzione (in un quarto circa dei casi) può impedire l’annidamento rendendo inospitale l’endometrio. Lo dice il bugiardino. E questo è parimenti aborto, perchè la fecondazione (dopo la quale è già scritto nel DNA, ad esempio, quando la persona comincerà a perdere capelli, quanto sarà di robusta costituzione, il carattere di base etc.) è già avvenuta e completata. L’annidamento, come tutti gli studi (pro life o no) dimostrano non è che un momento del processo di completamento della persona, il cui ultimo stadio pare sia la crescita dei denti del giudizio. 🙂 Io poi se ci guardi bene ho parlato di “possibile efficacia abortiva”. L’aspirina, una corsa sulle mura, una voglia di fragola non soddisfatta o la SPAL che perde il derby con la Centese non hanno il 25% di possibilità di impedire l’annidamento, quindi non sono abortive nel 25% dei casi di efficacia. Il Norlevo sì. Chiamarla contraccezione di emergenza mi sembra un termine d’emergenza…

  • Cmq, Neuroni, non ti ho difeso… ci stavo provando con te! 🙂 Skerzi a parte so che conosci Rotaciz ma nn so se conosci raccoss tutto qui!

  • Duba : vi conosco anche io sì! Altri invece no.

    Notayo: rispondo in serata!!!

  • Tempo per aggiungere una cosa. Io SONO uno “scagnozzo fanatico della vita”, che, nonostante una legge che lo impone, NON può andare nei consultori non per obbligare qualcuno a fare qualcosa. Non posso andarci a proporre UN’ALTRA POSSIBILITA’. Perchè l’altra possibilità non la si vuole. Non tu, Rotaciz, che sei convinta in questo modo di tutelare i diritti di qualcuno, anche se finisci col privare dei diritti il più indifeso, ma lo fai in buona fede. Non la vogliono i potenti, che non vogliono tra i piedi bambini malati (MA BAMBINI!!!) o nati x sbaglio (MA BAMBINI!!!!), perchè la ricchezza si spartisce meglio in pochi e meglio se tra gente che “produce”.
    Sono volontario in un Servizio di Accoglienza alla Vita, e non guardo in faccia a chi mi viene a chiedere aiuto. Vengono donne in cinta che chiedono aiuto e che certe volte (solo se ce lo chiedono) accompagnamo anche in reparto, se decidono di abortire. Il dramma dell’aborto, il vero dramma che c’è dietro, è la solitudine, e grazie al cielo i volontari (ma anche questi tanto deprecati preti) mi hanno insegnato che non si abbandona nessuno, tanto meno una donna che abortisce. Ho visto coi miei occhi le ragazze che abortiscono e quelle che il bambino lo tengono. NESSUNA donna che ha tenuto il bambino ci è venuta a dire che abbiamo fatto male a darle noi questa possibilità che per legge le dovrebbe dare lo stato! NESSUNA! Sapete invece quante decine di donne sono arrivate al Servizio in crisi per l’aborto effettuato? Di solito dopo 6 mesi o poco più dall’IVG ma anche dopo svariati anni, dicendo che se avessero saputo allora che potevamo aiutarle non avrebbero abortito. Dicendo che si sentivano SOLE e non avevano idea di quello che potevamo fare per loro.
    Per una IVG lo Stato spende quasi 1000 euro. Perchè non li si può dare anche alle donne in difficoltà che decidono di portare avanti la gravidanza? Sarebbe poco. La 194 prevede ben più di questo, ma non è mai stata attuata in questa parte!!! Perché lo stato ha fatto morire 5 milioni di bambini dal 1978 ad oggi e non ha fatto niente per farli vivere? Non vi viene il dubbio che ci siano altre motivazioni oltre a quelle che dicono? Se io non pago le tasse, per legge mi portano via anche le mutande. Se lo Stato non mantiene le promesse e le obbligazioni assunte nella 194 nessuno dice niente! E’ evidente che il vero problema in Italia non è che il Vaticano chiude le bocche degli illuminati che vorrebbero aborti ancora più facili, ma il problema è che NESSUNO SA LA VERITA’ su quello che avviene, e a me questo inquieta davvero. Invito chiunque è interessato a scrivermi all’indirizzo oldmainerchiocciolagmail.com per, a scelta:
    1) venire con me a visitare una casa famiglia. Una qualsiasi tra quelle della zona di Ferrara. Venite a vedere cosa avviene. Poi mi dite dove volete che finiscano i down e i “prodotti di goldone bucato”. Nei rifiuti speciali o lì. Io, da tanti anni, NON HO PIU’ DUBBI.
    2) vedere con me la tesi di un medico (obiettore lui sì, ma il suo relatore no) che secondo me non dice solo cose giuste ma che ha intervistato più di 1000 donne DOPO la IVG al policlinico di Modena per vedere quello che avviene davvero e se la 194 viene rispettata.
    Per conoscere la realtà partiamo da queste esperienze concrete, e sono sicuro che convergeremo!

  • Altro refuso: donne incinte, sorry!

  • Notayo
    Tu puoi essere uno scagnozzo fanatico della vita, io dal mio canto posso dirti che se mi capitasse un bimbo ora me lo terrei e posso anche dirti che mi sentirei in grado di affrontare un bimbo non del tutto sano.
    Ma questa sono io. Io sono una ragazza fortunata, circondata da una famiglia che mi aiuterebbe in ogni modo e che sopratutto mi ama e apprezzerebbe ogni mia scelta.

    Ecco, io nella mia situazione non posso neppure lontanamente pensare di imporre una scelta simile alla mia a chicchessia.
    Soprattutto trovo che in uno stato laico si debba dare un ventaglio di possibilità. Tu sei a favore della vita ad ogni costo. Ma TU. TU pensi che non causi dolore partorire un figlio malato per poi abbandonarlo. Io penso che sia una cosa atroce, terribile.
    Secondo me la tua è una posizione troppo forte e troppo soggettiva per essere applicabile. Ripeto, imporre una gravidanza mi da l’idea di voler torturare una donna ed infliggerle enormi danni psichici. Lo trovo aberrante.
    Io immagino che a distanza di tempo una donna soffra ancora se non di più, tuttavia questo non mi basta, non lo trovo sufficiente per lanciare attacchi più o meno velati alla 194. Penso che se una donna sceglie di interrompere una gravidanza lo faccia con estremo dolore e perchè non ha alternative. Mi spiace non riesco a pensare che ci sia qualcuno che sceglie di sottoporsi a quello che in ogni caso è un intervento chirurgico con leggerezza.
    La trovo pura demagogia.
    Mi spiace soprattutto che tu parli pensando che sia così facile portare a termine una gravidanza, dando per scontato che tutti gli annidamenti vadano a buon fine.
    A questo punto ti inviterei a farti un giro tra coloro che grazie alla legge 40 un figlio non lo possono avere. Parlo di coppie con problemi di poliabortività, trasmissione di malattie genetiche, infertilità.
    Purtroppo non è così facile…

  • Allora, vediamo di andare con ordine, sulla ru486 è stata fatta molta disinformazione perchè viene considerata un’alternativa troppo valida all’aborto chirurgico.
    Diciamo che di farmaci migliori in giro ce ne sarebbero e che purtroppo questo farmaco non sempre funziona e non è affatto poco doloroso. Poi anche là tutto è soggettivo.

    2) Su norlevo non mi trovi d’accordo. La contraccezione d’emergenza viene assunta correttamente spesso anche a scopo precauzionale. Se un preservativo si rompe in piena ovulazione è certamente più pericoloso di un preservativo rotto al 6 giorno del ciclo.
    Purtroppo buona parte delle donne non ha consapevolezza delle manifestazioni del suo periodo fertile, nè dimestichezza con le analisi del muco cervicale.
    A maggior ragione ti ribadisco che non è così semplice rimanere incinta quindi mi rifiuto di sottostare a questa interpretazione sulla contaccezione d’emergenza perchè purtroppo non è detto che ove ci sia l’impianto vi sia la gravidanza.

    3) sull’aborto terapeutico ti direi che in Italia c’è l’obbligo di soccorrere il feto e il medico che non lo fa è passibile di denuncia penale. Il limite non lo vedo spostabile, per via delle tempistiche degli esami di diagnostica. Anche posto che si possano escludere complicanze genetiche con la villocentesi possono emergere malformazioni con la morfologica. Un bambino senza reni, senza cervello o con complicanze irreversibili non sopravviverebbe lo stesso. Trovo crudele imporre alla madre il termine dei nove mesi.

    Chi arriva all’aborto terapeutico un figlio lo vuole. E un figlio lo perderà e lo piangerà in ogni caso. Pensare di poter aggiungere sofferenza a sofferenza lo trovo aberrante e irrispettoso per il corpo femminile.

    4) La dignità all’essere umano è giusto che venga riconosciuta, tuttavia all’essere umano è stato concesso anche il libero arbitrio. L’essere umano va anche rispettato.
    Guardando le statistiche ci si rende conto che l’aborto tra le italiane è molto meno diffuso che tra stranieri e immigrati.
    Io non me la sento di giudicare una persona che è già in una situazione precaria, o che porta in grembo il frutto di una violenza e sceglie di non proseguire la gravidanza.
    Purtroppo mille euro servono a ben poco, forse non hai idea di quanto possa costare un bambino piccolo, non è un aiuto reale per chi si trova in condizioni disagiate.

    Comunque il discorso di partorire i figli per darli via contro la volontà di tenerli della donna mi spaventa.
    Mi spaventa la riduzione di un essere umano donna a un mero sfornatore di figli, senza sentimenti che vadano tenuti in considerazione. Anche la donna è un essere uomano e mi spaventa che possa valere meno di un possibile impianto nelle tue parole.

  • Vedo ke c’è un punto su cui mi sono spiegato molto bene ma che non passa.
    Il “DIRITTO ALLA VITA” è in realtà non solo il più importante e centrale di tutti i diritti, ma è anche l’antefatto logico degli altri diritti, perchè senza vita non si possono avere diritti.
    Ora… Mi spieghi come una donna potrebbe vantare il presunto diritto ad abortire se non avesse la vita?
    Di conseguenza: come può essere paragonato e preferito un “sotto-diritto” (perchè LOGICAMENTE tale, non perchè io dico così) a un diritto essenziale, anzi al diritto per eccellenza? La 194 è contraddittoria proprio perchè NEGA che vi sia un “Diritto d’aborto” ma fa prevalere la volontà della donna sulla vita del bambino. SULLA VITA!!! Non sulla sua volontà! Faccio un esempio. Il “diritto di educare” dei genitori. Se questo diritto è paragonato con la volontà dei figli minorenni, è giusto che prevalga, ma per il bimbo embrione o feto che dir si voglia, non è solo una VOLONTA’ la sua vita. E’ la sua VITA!!! Allora potrà essere paragonata solo con la VITA della madre.
    Il paragone con la Ferrari rende benissimo l’idea. Come faccio a paragonaree il mio dito con la vita di un amico? E così è per la gravidanza, che pur dolorosa, difficile, antipatica, noiosa, ingiustamente causa di perdite di posti di lavoro etc. (questo è il mio pane quotidiano… lo so cosa comporta, non parlo a vanvera; frequento continuamente donne con una pancia più grossa della mia) non è la VITA.
    Diciamo che davanti al diritto ad ottenere giustizia (questo sì, un diritto soggettivo concreto) dei parenti di 10-15 ragazze stuprate e uccise da un serial killer (COLPEVOLE) non dobbiamo procedere a condannarlo a morte perchè la vita non si nega a nessuno, e diciamo bene, perchè è vero. Sappiamo quanto può essere legittimo e doloroso il desiderio di vedere giustizia per un tale obbrobrio; anche molto più di una gravidanza. Ci fermiamo a concedere un ergastolo. E facciamo bene. Forse è già troppo per molti di noi. E lasciamo che un bambino che viene considerato un problema ma non è COLPEVOLE di niente sia ucciso.

  • “frequento continuamente donne con una pancia più grossa della mia”
    Caspita, Notayo, non credevo che a Ferrara ci fossero così tanti casi di parti plurigemellari!

  • No, mi riferivo alle gravidanze dei pachidermi del circo… (plurigemellari) 😉

  • sono tutti abortisti, con la vita degli altri!

  • ABORTO = OMICIDIO!!!!!!!!! DVX

cribbio
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(PC professionale)

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