No hope

Non ho seguito bene la vicenda, ma i 15 minuti di apertura del Tg1 (quindi metà telegiornale, manco avesse vinto la Ferrari) dedicati a difendere il Papa, ad intervistare studenti sdegnati per la repressione, a mettere in campo tutta la loro piaggeria nel sostenere "uno dei più grandi teologi del ‘900", beh, penso siano sufficienti per farmi capire che questo pastore tedesco è assai molto più furbo di certi laicisti. E non c’è veramente nient’altro da aggiungere, il resto sono solo ovvietà risapute: il papa non doveva essere invitato, il papa non doveva essere cacciato.
Opportunisticamente parlando, intendo.

29 Responses to “No hope”


  • Perchè non doveva essere invitato? Il dalai lama si e il papa no? O un altro qualsiasi religioso o capo spirituale? Perchè non possono parlare su invito in una università?

  • A che titolo sarebbe stato invitato?

  • Come Papa! Non è sufficiente? Ripeto: se andava il Dalai Lama tutti a riverirlo nonostante nessuno creda in Buddha? O un qualunque altro leader spirituale?

  • E’ oltremodo sufficiente! Nel senso: in questo momento storico per l’Italia, sopraffatta da un’intollerabile ondata clericale, tu vai ad invitare il capo di quei clericali? Porgi l’altra guancia? Inopportuno, lo ripeto.

  • beh ma non me lo fate un post sul mac book air?!
    a me sembra un po’ un pacco!

  • Secondo me in questo momento Papa vince tutti 100 a 0. E tu sai come la penso a riguardo, quindi capisci che la cosa è grave.
    E’ d’uso comune che il Patriarca vada ad inaugurare l’anno accademico delle grosse università e per quanto con le sue idee spesso non mi trovi d’accordo è innegabile che l’attuale Papa sia in grado di produrre discorsi di uno spessore alto adatto a un frangente di questo tipol.
    Mi sembra più adatto lui al contesto di certi personagiucoli che vengono chiamati a tenere lezioni in certi atenei al giorno d’oggi.

  • E’ stato un errore non farlo venire.
    In questo modo gli studenti, la comunità scientifica, eccetera, tutti si sono attirati addosso le pseudo critiche di certa ingellighenzia di sinistra bacchettona, tipo Dario Fo e affini.

    Più intelligentemente si doveva far venire il Papa, farlo posizionare vicino al microfono e nel momento in cui apriva bocca lo si tempestava con un fittissimo lancio di MERDA. Quella sì ch’era rivoluzione laica.
    [Ste]

  • Non sono d”accordo. Si può essere o meno d’accordo con quel che dice il Papa, tuttavia non gli si può negare il suo spessore culturale.
    C’è modo e modo di esprimere il proprio disaccordo e secondo me l’inciviltà di una settantina di docenti contro la moltitudione della Sapienza non doveva trionfare.
    Sentire questo Papa disquisire e scrivere di taluni argomenti è un piacere immenso, così come lo è sentire parlare un’altra persona parimenti preparata.

    Non bisogna confondere le cose, si può essere civili anche avendo opinioni differenti e questo è il modo più sbagliato che potessi immaginare per rivendicare la laicitàò dello stato. Mi vergogno non poco.

  • Comunque non riesco a capire perchè gli stessi atteggiamenti che ora sono riservati a PapaRatzi non venissero tributati a PapaKarol visto che dottrinalmente parlando il secondo non si è MAI discostato dalle posizioni del primo.

  • “La vergogna è un sentimento laico in questo momento” ha detto ieri Giuliano Ferrara a un tg serale. Si possono distinguere due tipi di approccio alla piccola discussione che avete iniziato, che sono uno spaccato della realtà italiana:
    Le posizioni di Attimo (un po’ di sufficienza, un po’ facile), di TheEgo (più equilibrata) e di Rachele (più sincera e che coglie meglio l’importanza del dibattito, tutto da fare in futuro comunque, sul ruolo delle religioni nelle società attuali) si distinguono nettamente tutte e tre da quella espressa dall’immondo reprobo che si conosce in rete con il nick noantri e che presumo taciturno e molto intimorito nel mondo esterno e reale. Ecco, c’è una rumorosa minoranza di laici come lui nel paese, che andrebbero umiliati e messi alla gogna del pubblico dibattito, dopo averli sbriciolati con la forza del pensiero, delle idee e delle parole, parole come quelle tanto temute da un manipolo di mediocri professorini tristi e nostalgici, che avrebbe pronunciato il mite, riflessivo e poetico Ratzinger.

  • Concordo con gli ultimi due commenti di Rachele, dalla prima all’ultima parola.

  • @Rachele: la stessa tensione non c’era verso il papa polacco, perché lui (pur condividendo la stessa linea nei documenti ufficiali) era molto più personaggio mediatico e i suoi interventi pubblici non erano *sempre* intrusioni dirette nella politica di un altro stato sovrano, né speculazioni teologiche dirette a umiliare la cultura scientifica. “Gipidue” la buttava più sulla simpatia, insomma. Invece R. ha assunto direttamente su di sé quello che prima era il ruolo riservato a Ruini (ovvero la costante manipolazione dell’agenda politica italiana).

    Inoltre:

    1)Io invece non sono affatto d’accordo sul riconoscere tutto questo spessore culturale al Papa, come cittadino mi interesserebbe sentire discorsi di teologia quando decido di andare a una conferenza sull’argomento, e ascoltare prediche su una presunta morale che tutti devono obbligatoriamente seguire soltanto *se e quando* decido liberamente di andare in Chiesa. Solo l’Italia attribuisce a Papa e vescovi uno spessore culturale tale da attribuirgli sempre la copertina di giornali e tv, in qualunque loro intervento.

    2) Per quanto riguarda la questione della contestazione: una volta formulato l’invito, l’ennesimo danno irreversibile alla laicità era già stato fatto. Mentre ad es. un vescovo è anche esponente di una parte della società civile della regione in cui si trova un’università, il papa è il capo di uno stato estero che però si occupa quotidianamente id politica italiana. Come tale, invitarlo equivale per me a invitare all’inaugurazione di un A.A. un Veltroni come segretario del Pd o un Fini come segretario di AN (diverso il discorso per personaggi politici che ricoprano cariche istituzionali). Una volta che il rettore ha fatto il danno, la laicità ne sarebbe uscita male in qualunque modo (o con l’ennesima acclamazione senza contraddittorio delle affermazioni antiscientifiche del papa; o con una contestazione sparuta e subito etichettata da tutti come terrorista; o come sono andate le cose, con un ritiro sdegnato e vittimista del papa – furbissimo, quello sì)

  • Guarda, in questo preciso istante vorrei tanto fosse stato accolto a braccia aperte.
    Così quella buona donna della moglie di mastella non potrebbe stare là a dire bestemmie tipo “«Credo che anche questo sia l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Affronto tranquilla anche questa battaglia», spiega. E poi colorisce il concetto: «Basta vedere quello che è successo al Papa per capire cosa sta succedendo ai cattolici. Ne vogliamo parlare?»”. Mi sto sentendo male.

  • Certo, le bestialità della Lonardo fanno arrabbiare. Ma forse non avrebbe fatto ugualmente commenti simili, per difendere la sua indifendibile famiglia?
    Un ultima cosa, a proposito del R. “fine teologo”: Repubblica ha pubblicato il discorso preparato da R., destinato lo ricordo a essere pronunciato senza contraddittorio. Ecco alcuni estratti, accompagnati a dissertazioni sulla storia dell’iniveristà e della teologia.

    ..Certo, la “Sapienza” era un tempo l’università del Papa, ma oggi è un’università laica con quell’autonomia che, in base al suo stesso concetto fondativo, ha fatto sempre parte della natura di università, la quale deve essere legata esclusivamente all’autorità della verità…

    ..Di fronte ad una ragione a-storica che cerca di autocostruirsi soltanto in una razionalità a-storica, la sapienza dell’umanità come tale – la sapienza delle grandi tradizioni religiose – è da valorizzare come realtà che non si può impunemente gettare nel cestino della storia delle idee…

    ..Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene. ..

    Sarà la mia antipatia per la filosofia, ma a me pare sempre la solita fuffa: giri di parole per dire in modo un po’ più carino (rispetto a come può permettersi di farlo a San Pietro e al Tg1) che la scienza deve essere sottoposta alla Verità e alla Bontà, di cui a sua volta ha monopolio la Fede. E questa è per la Chiesa l’inizio e la fine del dialogo e del rispetto dell’opinione altrui.

  • O questi commenti non prendono la formattazione, o più probabilmente sono io a non saperla mai introdurre…comunque spero si capisca dove iniziano e finiscono le citazioni 🙂

  • Si la prendono, ma devi mettere gli a capi con i br senza la barra di chiusura ma il semplice … poi vanno grassetti e corsivi che io sappia e poco altro…

  • Repubblica ha ora pubblicato il testo completo, onestamente mi sarebbe piaciuto ascoltarlo.
    Per inciso questo pezzo qui “Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene” penso vada interpretato in senso strettamente filosofico.
    Comunque dopo averla letta mi son vergognata ancora un po’ di più.
    Oh, poi magari rimane un parere mio ma secondo me ci abbiamo fatto una figura davvero pessima.

  • Il papa più retrogrado degli ultimi anni non doveva essere invitato, secondo me, all’inaugurazione di un Anno Accademico (il Dalai Lama non mi sembra si sia mai pronunciato contro la ricerca).

    MA una volta invitato, non dovevano certo scacciarlo via, o accoglierlo con insulti etc. Questo è stat oassolutamente incivile. Dovevano tranquillamente e silenziosamente lasciarlo parlare, magari accogliendolo in una sala con i ritratti di Giordano Bruno, Galileo, Darwin, Einstein…

    In questo modo è stata una vittoria della chiesa sulla laicità, furbo ratzinger. Mi viene quasi da pensare che fosse stato tutto calcolato da qualcuno, ma va beh, sono poi viaggi.

  • non è il più retrogrado, insisto. Karol era identico dottrinalmente parlando e non puoi farne una questione di simpatia e basta, se due idicono la stessa cosa la diranno in maniera più o meno carina, ma sempre di quello si tratta.

  • Comunque trovo sciocco e tirato per i capelli continuare ad attaccarsi a quella frase su Galileo, peraltro neppure sua ma citata, totalmente estrapolata dal discorso dove non andava ad assumere affatto quel senso che le è stato dato poi.
    Comunque se l’Italia è parecchio asservita alla chiesa secondo me la colpa non è della chiesa nè del Papa.
    Dottrinalmente parlando la Chiesa più di tanto dalle sue posizioni non può smuoversi e ha il diritto di predicare con tutte le sue forze.
    Il problema è che in Italia non c’è una coscienza laica e piuttosto di impegnarsi per crearla i vari politici giocano a prostituirsi per il mezzo voto in più. E si finisce così, smerdati da qualche centinaio di cretini, venuti su a “Fragole e Sangue”, convinti di giocare al Sessantotto con tutti gli agi di casa loro.
    Vorrei far notare anche che purtroppo, e sottolineo purtroppo, al momento la Chiesa lavora sul sociale più di quanto faccia lo Stato, e qua va da ricercarsi uno deimotivi per cui la sua presa sulla popolazione è in netto aumento.

  • Secondo me ci sono due considerazioni da fare oltre quelle (tante veramente giuste) che sono già state fatte.
    1) I gruppi che hanno impedito la visita del Papa non rappresentano la totalità, e forse nemmeno la maggioranza degli studenti di un grande ateneo. Se io fossi un oppositore autentico del Papa o della Chiesa mi sarei mosso in ben altro modo, cioè con l’OPINIONE. Discutere insieme delle parole che avrebbe pronunciato. Eventualmente criticare “ex post”. Diffondere una qualche pubblicazione, volantinare. Si sarebbe fatta opinione, si sarebbe diventati maggioranza e la visita del Papa non si sarebbe più ripresentata. Perchè i cori volgari e le minacce? C’è qualcuno che li annovera tra gli strumenti di democrazia?

  • 2) Rachele ha fatto un’osservazione puntualissima, cioè che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI non differiscono in nulla per Magistero. In realtà il “Magistero” con la “M” maiuscola, è vero, è identico (e non potrebbe essere altrimenti). Per quanto riguarda la guida pastorale della Cattolicità e in particolare della Diocesi di Roma ci sono delle divergenze minime.
    Sull’aspetto di intromissione o meno nella vita pubblica, secondo me, è il mondo che è cambiato. 20-25 anni addietro, nei primi tempi del pontificato di GPII il Papa era il Papa e poteva anche dare dello stronzo a Craxi che tutti eravamo d’accordo. Adesso la Chiesa si è un po’ riorganizzata, essendo crollata la DC, che, pur partito pieno di correnti opposte e di idee diverse, agiva all’interno di una prospettiva magisteriale e poteva essere la voce dei Cattolici nella politica italiana. Dopo il crollo della DC e l’affermazione (per molti degli ex componenti) del principio: “Cristiano in TV, pagano quando serve!” la CEI ha semplicemente cominciato a dire ciò che i politici “Cattolici” non dicevano più, cioè il pensiero di chi li ha votati. L’ha fatto e continua a farlo spesso Ruini. Io mi domando se sia più un’intromissione che Ruini dica “un politico Cattolico dovrebbe difendere la vita” o se sia più un’intromissione che Mele, Rutelli e Berlusconi si dicano politici Cattolici. Sinceramente a me la seconda dà grande scandalo. Capisco che a molti dia scandalo la prima, ma viviamo in un clima di tale opportunismo e degenerazione politica che non possiamo saltare fuori come dei Vietcong mimetizzati solo per sostenere la campagna contro le mine antiuomo e la cancellazione del debito estero o per criticare il degrado di Roma (che può andare in degrado finchè vuoi ma sempre bella è)… Abbiate pietà… Che pluralismo sarebbe? Altro sono i “temi non negoziabili” (guerra, povertà, vita e famiglia) secondo le stesse parole di Benedetto XVI, su cui non è consentito a un Cristiano di tacere dalla Bibbia stessa, la Chiesa non c’entra più di tanto, perchè in questi temi si consumano le ingiustizie maggiori.
    Oltre ai tempi mutati però va sottolineato che i due papi hanno un differentissimo impatto mediatico e direi anche umano. Giovanni Paolo II era il Papa che veniva dal paese in difficoltà, amico dei sindacalisti, primo tra i pontefici a essere vicino ai giovani “in quanto tali”, amico di tutti i popoli che visitava in continuazione… Benedetto XVI è l’ex “censore” del Cattolicesimo, grande teologo e scrittore ma pastoralmente meno esperto e accattivante del predecessore, tedesco e già per questo antipatico ai più. Benedetto XVI è chiamato “Ratzinger” molto più di quanto Giovanni Paolo II era chiamato “Wojtyla”, e poi Ratzinger sembra il nome di un robot o il suono onomatopeico di un mitra… Con questo Papa siamo partiti prevenuti… La sua elezione (pur velocissima) è stata vista come una botta reazionaria e una sconfitta dell’amatissimo (in Italia) Martini, anche se non è la chiave giusta per leggerla.
    La “Motu Proprio” con cui ha riavvicinato interi gruppi di credenti autentici alla piena comunione con la Chiesa è stata presentata come un documento preconciliare, un ritorno alla Messa in latino… Tutte queste cose un po’ di influenza, anche su questo evento, forse l’anno avuta.

  • Il Papa entra costantemente nella politica di uno stato sovrano? Certo che sì, lo fanno anche Massimo D’Alema e George Bush e tutti gli altri ministri o presidenti. Quando D’Alema (non voglio dire Bush, che parla di asse del male etc.) dice che la missione in Afghanistan è una missione per la libertà di un popolo oppresso dai taliban, utilizza legittamamente (la politica fa quello) i suoi valori civili e morali, altri da quelli dei retrogradi taliban, per “ingerire” addirittura con un colpo di stato militare -non solo a parole- in un paese sovrano. Ora che Benedetto XVI non possa predicare il Cristianesimo e i suoi valori non solo in Vaticano ma nel mondo intero perchè a qualcuno non piace lo trovo anti-democratico proprio al massimo: ricordo che nelle società + libere a progressiste, la religione non è vista come una superstizione oscurantista.
    Il solito adagio “…solo in Italia…” è un po’ trito. Al Papa danno grande risalto la maggior parte dei capi di stato mondiali, vedasi le recenti visite di Sarkozy e Bush. Hillary Clinton nei suoi discorsi ogni tre parole dice God, per non parlare dei politici repubblicani apertamente Cristiani anche nella sfera pubblica.
    Perchè c’è l’avete tanto con gli esponenti religiosi? Non sentite che è cambiato il vento? L’atteggiamento di alcuni relitti del vetero-marxismo anni 70 sta dando le ultime scintille…quelle sì cupe e retrograde e oscurantiste.

  • Ma neanche Woytila doveva essere invitato all’inaugurazione di un Anno Accademico a mio modesto parere. Ricordiamo che Woytila è quello che andava d’amore e d’accordo con uno dei più grandi carnefici del nostro secolo, che per fortuna è morto qualche tempo fa (ma non abbastanza dolorosamente) e di cui non cito nemmeno il nome. Qui non si tratta di simpatia, si tratta che un ministro di culto (in particolare di questo particolare culto, la religione cattolica, su più posizioni contraria alle ricerche universitarie) non avrebbe dovuto presentare l’Anno Accademico. Ci sono luoghi e modi dove poter discutee, confrontarsi, in modo civile tra laici e cattolici, ma non vedo l’attinenza di invitare IL Papa in questo evento. Anche se dubito che da un qualsiasi confronto con la chieasa cattolica, da sempre una religione oltranzista che si basa sui dogmi, possa venirne fuori qualcosa. In ogni caso QUESTO particolare evento non era da associare alla religione cattolica, rappresentata qui dalla figura del suo massimo esponente e rappresentante. Onde evitare discussioni, ribadisco comunque che tutto ciò che ne è conseguito SOPO, le manifestazioni, le proteste anti-papa etc son state assolutamente fuori luogo e incivili.

  • @ Folle
    Sono ben contento che consideri incivili le proteste successive, però dovresti rileggere con spirito critico il tuo stesso commento.
    Dai degli oltranzisti ai Cattolici e dici che la religione Cristiana si basa sui dogmi (assolutamente falso… chi te l’ha detto? Hai mai letto la “fides et ratio”?); dici che i Cattolici sono contro TUTTA la ricerca universitaria quando la Chiesa si è espressa solo contro la sperimentazione su individui umani non consenzienti.
    Non hai spiegato niente di quello che hai detto. Non dici nemmeno di chi era amico secondo te Giovanni Paolo II…
    Se non fosse un termine che giuridicamente e religiosamente ha una valenza estremamente positiva definirei il tuo discorso totalmente… dogmatico!

  • L’amico di Karol era probabilmente il dittatore cileno pinochet (senza maiuscola, non la merita).
    Sul post invece concordo pienamente sul fatto che non dovevano invitare il papa e che abbiano poi sbagliato a protestare gli studenti in quella maniera. C’è da dire però che il vaticano ha strumentalizzato le critiche per farsi pubblicità e che la “famosa” lettera dei 67 non era ne violenta ne intollerante.
    Saluti

  • @Notayo:
    Ammetto di non essere uno studioso e non conosco il testo che citi, ma l’assolutismo stesso che viene professato da Benedetto XVI mi sembra cozzi con il relativismo su cui si basa il pensiero scientifico moderno. Comunque, al di là di questo, che è un argomento su cui si potrebbero aprire molti dibattiti e confronti (anche per chiarire le idee, perchè no, a chi come me non è così ferrato in materia) non doveva essere invitato un religioso (qualsiasi religioso) a quell’evento, l’apertura dell’anno accademico, che deve restare scollegato da qualsiasi forma di culto. PS: nell’altro commento mi riferivo proprio a pinochet…

  • Beh, pinochet non era un “amico” in senso stretto. Gli sono stati fatti i funerali perchè si spera sempre (a meno di casi particolari) che anche il peggiore dei dittatori abbia qualche secondo di ravvedimento prima della morte. Mi sembra poco per parlare di “amico”.
    Riguardo alla risposta di Folle credo che sia un buon appiglio per fare una distinzione che nel mondo della cultura viene spesso volutamente sottaciuta.
    La Chiesa critica il “relativismo” ideologico (non rifacendosi a qualche teoria improbabilmente chiamata “assolutismo”). Il relativismo ideologico è quella sorta di assunto in base al quale “non è possibile conoscere una verità valida per tutti e per tutti i tempi, ma solo verità valide per una persona in un determinato tempo”. Il relativismo ideologico diventa filosofico ed esistenziale quando proclama che “non esiste una verità”. Il relativismo, quindi non è anzitutto una visione scientifica ma è un assunto filosofico (peraltro indimostrabile – sarebbe un controsenso: ti dico che è vero che nulla è vero?). La Chiesa dice che questa visione filosofica non recepisce gli “indicatori di verità” che troviamo nella realtà, ma mette soprattutto in guardia dall’applicare questa visione alla morale e di conseguenza all’essere umano. Il metodo scientifico post-copernicano può stare tranquillo, la Chiesa non è contro la scienza moderna. La Chiesa è invece allineata a osteggiare, pur con i metodi non-violenti del dialogo e del confronto, quella (tuttora esigua) parte degli scienziati che agisce senza autentici vincoli morali, soprattutto quella parte che sperimenta su individui umani. In sostanza la Chiesa cerca di far emergere che la scienza è per l’uomo, non l’uomo per la scienza. Se questa non è la più bella cosa che si può dire in un Ateneo prestigioso come la Sapienza, trovatemene una più bella. E solo perchè uno è un Papa non dovrebbe dirla? E perchè il Dalai Lama sì e il Papa no? Se uno è posto a capo di una confessione religiosa, non può più parlare? La laicità prevede una vera “libertà religiosa” e non una “assenza forzata di religione”. Sinceramente il motivo per cui questa cosa non è capita è solo di stampo mediatico e ideologico. E’ una cosa semplice. Possono capirla tutti.

cribbio
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