:-p

Nel mio saggio di prossima pubblicazione ("Storia del pop attraverso i dettagli che vi erano sfuggiti", 815 pp., appena trovo un editore vi faccio sapere) ho dedicato un capitolo all’uso della lingua nei videoclip delle divette adolescenziali degli ultimi dieci anni. Intendo proprio il muscolo, la lingua. Di regola, nel lanciare queste giovanissime popstar, i produttori si trovano di fronte a un problema non da poco: come stimolare gli ormoni dei coetanei di sesso opposto, e di conseguenza lo spirito emulativo delle coetanee dello stesso sesso, ossia, in definitiva, le vendite, senza incorrere nel boicottaggio dell’Associazione Madri Americane Apprensive. Si tratta, a ben vedere, di trovare il giusto equilibrio tra richiamo sessuale e qualsiasi altra cosa, nel senso di riservarsi una via d’uscita per sostenere, a posteriori e qualora ne sorga la necessità, che un riferimento al sesso era in realtà un tutt’altro qualunque. Esempio: nel loro primo singolo, le Spice Girls dicono "I wanna really really really wanna zigazig-a". "Zigazig-a", in gergo, vuol dire solo una cosa; e nel relativo video, per scacciare ogni dubbio, in corrispondenza di quella parte del testo Melanie Brown apre e chiude freneticamente le cosce. Poi però è saltato fuori che buona parte del loro merchandise entrava nelle camerette delle bambine delle scuole elementari, perciò zigazig-a è diventato ufficialmente "solo un’onomatopea, ha il significato che gli vuoi dare, può voler dire tutto ciò che la tua fantasia le attribuisce" (il virgolettato è arbitrario, ma il senso è quello). I bambini, i loro sogni, la loro fantasia. Figo, no? E noi l’abbiamo sfangata anche stavolta.

Comunque. Torniamo alle popstar adolescenti e alla loro lingua. I produttori discografici, verso la fine degli anni ’90, ebbero un’idea geniale per far quadrare il cerchio di cui sopra: visto che su MTV non potete mostrare le tette, usate la lingua. La lingua è una parte del corpo comunemente esibita, innocua nella generalità dei contesti. Ma può anche diventare suggestiva a sufficienza. Ad un primo, più immediato livello, rimanda al bacio. Ad un livello più complesso in termini di simbologia, è una parte del corpo allungata che si trova all’interno di una cavità umida (serve che lo ripeta? una cosa lunga dentro un buco bagnato, e non ditemi che sono io quello perverso). Perciò, usate la lingua.

In fonetica, la lettera elle è definita "laterale alveolare", perchè la lingua, nel pronunciarla, blocca l’emissione al centro della bocca e la costringe verso i lati; e per fare questo si impunta nella zona alveolare proprio dietro gli incisivi. Il problema è che in tal modo la lingua non si vede abbastanza, quindi ciao ciao simbolismo. Ma se ogni volta che pronunci la lettera elle, invece che accostare la punta della lingua al palato, la appoggi al labbro superiore, allora stai facendo due cose insieme: stai parlando più o meno nel modo consueto (la pronuncia risulta comunque plausibile), e stai passandoti la lingua sul labbro come una vera maialona. Bùm. Riguardatevi i video musicali di quegli anni, le ragazzine a cavallo del 2000, e trovatemene uno in cui non succede. Sistematicamente. Ogni benedetta elle che dio manda in terra è pronunciata a quel modo. Britney, ovviamente, per prima. Paradigmatica anche nei dettagli. E poi tutte le altre, a cascata. Se volete un consiglio da esperto, il vertice artistico viene raggiunto da Mandy Moore, una tizia che adesso mi pare faccia l’attrice ma che ha cominciato cantando. Provateci anche voi, davanti allo specchio. Sentitevi fighe per una volta (o più del solito). Se siete uomini, lasciate emergere il vostro lato femminile. In fondo non sarà molto diverso da quella volta che da bambini avete messo il rossetto e gli orecchini della mamma. Ditemi che l’avete fatto anche voi.

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cribbio
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