Ce le cantiamo e ce le suoniamo

Non so a voi ma a me quando Repubblica sforna sondaggi e poi cerca sempre di rassicurare che il pareggio è possibile fa tanta, tanta tenerezza. Hanno dovuto perfino inventarsi un “potenziale elettorale massimo” per convincersi che si, Walter in un mese recupererà sette punti.

12 Responses to “Ce le cantiamo e ce le suoniamo”


  • L’importante non è vincere tra un mese (gli elettori del PD non hanno di Berlusconi la grottesca paura che hanno altri…), l’importante è aver allontanato la sinistra. Il comunismo è duro a morire anche in Italia, ma dopo che Bertinotti finirà la passerella elettorale e si ritirerà, e con lui il suo alone di demagogia per le allodole ignoranti che berciano di pacifismo senza aver mai aperto un libro di storia, tenderà a rimpicciolirsi o a scomparire, a seconda dei sistemi elettorali.

    La vera tenerezza la suscitano coloro i quali (soprattuto fra i bloggers) sono rimasti smarriti dal rinnovamento del partito democratico: finalmente faranno i conti con l’estinzione dei rimasugli ideali del 68 e della sinistra da “dì qualcosa di sinistra” e girotondi vari, di fronte a percentuali risibili.

  • bravo Nick… concordo in pieno!

  • Non avevo dubbi in proposito…

  • …ti sei specializzato su Walter…

  • non lo so, io oscillo tra entusiasmo, e diffidenza. Sono decenni che si parla di rinnovamento in Italia. Si sono solo rinnovati i metodi di facciata per assegnarsi le poltrone e gli appalti, la sostanza è cambiata poco. Almeno da 20-25 anni a questa parte.
    Certo è vero che Uòlter adesso è l’elemento più innovativo che si registra dal ’94 in politica.

    Però, quanto all’entusiasmo dei sondaggi, come diceva il vecchio filosofo: «l’impossibile verosimile è da preferire al possibile non credibile»

  • Nick: allodole ignoranti che berciano di pacifismo? Bravi, votate quei democristiani del pd, sarà quella la soluzione…sono solo persone incapaci, sono lì solo per una poltrona, tra loro e mastella non c’è nessuna differenza. E se c’è trovatela. Ma non c’è.
    Almeno qualche ideale c’era, ora l’ideale qual’è? il culo attaccato ad una poltrona?
    E cerca di avere rispetto per chi in piazza è sceso per i tuoi diritti. Tu che sei tanto coraggioso da aver aperto libri di storia…chissà che avventura…

  • Jimmy, aprire i libri è utile se si vuole capire, se non si vuole capire ma si ha voglia di combattere e sfogarsi nelle piazze, andando “contro” per approccio esistenziale, si può anche non farlo e andare in palestra a sviluppare le braccia.

  • non si va contro solo per approccio esistenziale, si va in piazza perchè si possono, anzi, si devono avere degli ideali. E se li si vuol fare valere bisogna spesso combattere. Quello che dici tu è l’ultras che sfoga la rabbia allo stadio. Ammazzare e ammazzarsi per una partita di calcio o perchè qualcosa (in ogni ambito) possa cambiare non è la stessa cosa.
    E sviluppare le braccia non è attitudine da sovversivi, piuttosto da appartenenti alla categoria “tronisti”. Apri tutti i libri che vuoi, ma non dimenticare che spesso chi scende in piazza lo fa perchè i libri li ha aperti molto tempo prima di te. Solo che ne tratto conclusioni diverse, e ha il coraggio di manifestare il proprio dissenso.
    Per queste persone io nutro il massimo rispetto.
    Ricordi chi diceva poco tempo fa : “i pacifisti? gente senza cervello”…comincia per B e finisce per erlusconi…fai un po’ i tuoi conti…

  • Spesso gli ambienti sovversivi si mischiano, non c’è chi fa di professione l’ultras e chi il no-global e chi sulla carta d’identità ha scritto professione: pacifista.
    Il pacifismo è un ideologia un po’ leggerina (la maggioranza degli uomini auspicano pace), e presuppone una visione del mondo senza “cattivi” e senza bisogno di eserciti: non è molto razionale ciò.
    I partigiani al duce hanno cavato gli occhi, gli americani hanno tirato bombe su italiani e tedeschi per sconfiggere il nazifascismo. Secondo te se al posto dei partigiani e degli americani ci fossero stati pacifisti freak, vivremmo meglio oggi o parleremmo tedesco e avremmo qualche timore in più a manifestare il nostro dissenso?

  • Le guerre son sempre state terminate con la guerra stessa. Ovvio.
    Quello che un (vero) pacifista vuole fare oggi, è mettere nella situazione di chi decide una persona che sia contraria all’uso della forza. il problema è che se la maggioranza degli uomini auspicano pace, le persone che comandano invece vogliono la guerra, come ci dimostra la storia recente.
    Certo che parlare della guerra senza condannare le persone che decidono che la guerra stessa esista, e considerare inutili i pacifisti è atteggiamento tipico da chi si da delle arie pensando di saper tutto dai libri. Adesso che la storia la sai, prova a chiudere quei libri, e cerca di capire come mai persone che la guerra sanno cos’è, si battono perchè questa finisca. Perchè sui libri l’orrore della guerra non viene insegnato.
    C’è uno che qua scrive spesso, e una delle sue frasi preferite è: preferisco un figlio brigatista, che un figlio che sogna di fare Amici di maria de filippi.
    Tanto per chiarire che i pacifisti che dico io non sono freak, ma attivisti che rischiano la vita per qualcosa in cui credono.

  • Tu dici che la guerra non si capisce leggendo e basta e può essere vero, e che chi l’ha fatta veramente e sa cos’è realmente sarà contro di essa: non conoscono questa statistica, ma so che il candidato alla Casa Bianca repubblicano John McCain è stato 5 anni prigioniero nelle mani dei vietcong in Vietnam, e nei suoi discorsi dice che non vuol nascondere al suo popolo che in futuro ci saranno altre guerre, ma qui dimentico che i potenti sono cattivi e se poi sono per caso nati sul suolo degli Stati Uniti saranno veramente malvagi, dei principi delle tenebre.
    Io non essendo pacifista non ho nulla contro chi imbraccia le armi e combatte, mi possono fare schifo i loro propositi ma penso sia un loro diritto fare la lotta armata: ma che sia una lotta armata non un terrorismo da mezzeseghe come quello brigatista su! Ci vuole un esercito per fare la lotta armata come fanno Marcos e le FARC, si dorme nella giungla, si combatte contro un’esercito visto come ostile, non contro dei professori in bicicletta, prendendoli alle spalle nelle strade di Bologna.
    Dov’è finito l’orgoglio virile del guerrigliero in quelle prediche da mezzesega che fa’ il tuo amico?

  • John McCain è un guerrafondaio: se dicesse ai suoi elettori che cercherà di evitare che in futuro ci siano altre guerre, sarebbe meglio. Ma non prenderebbe tanti voti, proprio perchè SA di rivolgersi ad un elettorato che inneggia alla guerra strafogandosi di patatine sul divano.
    E non si chiamano principi delle tenebre, si chiamano figli di puttana. O perlomeno questo penso di chi decide di cominciare una guerra illegale, bombardando civili innocenti.

    La frase ha un suo significato che tu hai un po’ ridotto: vuol dire che oggi come oggi preferirei che mio figlio cercasse di avere una vera esistenza anche nella lotta armata, piuttosto che vederlo rincoglionito nel voler essere come la banda della de filippi, corona, lele mora, e il grande fratello.
    Poi, i brigatisti non han mai mangiato ostriche e champagne, le sparatorie e gli assalti ci sono sempre stati. Così come gli agguati a gente che a te sembra inerme. E in quel momento magari lo è, ma quando emana leggi che favoriscono il precariato e tolgono diritti ai lavoratori soprattutto giovani, precludendo loro la possibilità di farsi una vita, in quel momento tanto inerme non è. E se chi dovrebbe cambiare le cose con la politica non lo fa di proposito (la sinistra, oggi il pd, ciucciatevelo), e sei da solo, le cose te le devi fare da te.

cribbio
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