La cosa triste

Non è tanto Berlusconi che sceglie di spendere i suoi ultimi slogan prima del voto con cose fuorvianti tipo il test di sanità mentale per i pm o le dimissioni di Napolitano in cambio di una camera al Pd e chissà quali altre nei prossimi giorni.

La cosa triste siete voi che lo voterete ugualmente, tra quattro giorni, perchè avete sempre votato a destra e non voterete mai “per i comunisti” o per qualcuno che alla lontana proviene da quelle parti. Ecco questo mi dispiace e mi rattrista: che agli italiani delle parolacce e delle boutade del Cavaliere non gliene può fregare di meno. Non votano la serietà, non votano i programmi, ma votano sull’onda dell’entusiasmo che la politica sa suscitare. E Silvio più dice stronzate più la gente si esalta ed è felice.

E la gente che se ne frega di avere un premier “colorito” e “pittoresco” – diciamo così – in Italia, è maggioranza, punto e basta.

3 Responses to “La cosa triste”


  • sì, vero.
    com’è anche vero, però, che qui a Roma avremo Rutelli come sindaco solo perchè c’è gente che non voterebbe mai a destra.

    e credimi, per un romano non è bello constatare una cosa del genere: Rutelli è una vergogna, qualsiasi sia l’orientamento politico dell’altro candidato.

  • Ego, hai ragione in pieno, ma ce l’ha anche Ugo. Facciamo cambio, l’Italia a sinistra e Roma a destra, così tutti contenti.

    Comunque sono questi i miei pensieri di questi giorni, sconfortanti e arrendevoli. Berlusconi può fare o dire quello che vuole e i larghi consensi (nel target di giovani impomatati, adulti cayennati e vecchi rincoglioniti) li manterrebbe comunque.

    Sono convinto che potrebbe cagare sul tricolore a reti unificate e un tre-quattro per cento di vantaggio lo manterrebbe comunque (lo dico perché spero che legga qua e caghi sul tricolore veramente, per vedere se è vero).

  • Caro Ego, concordo con questo sdegno, o meglio: ho sempre concordato. Ultimamente però sto arricchendo il mio punto di vista. Stavo pensando a certe dichiarazioni di Bertinotti quando dice che loro (Rifondazione, o SA che sia) sono “per i lavoratori, contro gli imprenditori”, o che un operaio della Thyssen non è compatibile nello stesso partito in cui c’è uno di Confindustria, etc. O a certi comportamenti dei sindacati (vedi Alitalia). Questi sono i motivi per cui secondo me buona parte della classe imprenditoriale, dei liberi professionisti e commercianti, non ha mai potuto votare a sinistra, pur non amando Berlusconi, almeno la parte più moderata dell’elettorato di destra. Per questo sto iniziando a pensare che Uolter abbia fatto bene a separarsi da quella sinistra piena di ideali fantastici ma poco incapace di stare al Governo per provare a intercettare un elettorato moderato di centro. A costo di qualche maldigesto compromesso coi cattolici.

cribbio
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