Mi dichiaro prigioniero politico.

[Lettera a cuore aperto agli elettori di sinistra
che stanno soffrendo per le loro scelte nell’urna.
Riflessioni e autocritica post disastro].

Cari compagni e care compagne,

non so da dove cominciare. Non mi piace pensare che l’unica soluzione sia andarsene in Spagna (ma forse in Nepal sarebbe meglio) con un biglietto di sola andata, né che gli italiani siano un popolo senza testa. Perché è qui il punto. E’ qui l’errore. Abbiamo demonizzato non solo il nostro popolo, ma il popolo. Lo abbiamo allontanato, emarginato, sbeffeggiato, l’abbiamo disprezzato, non lo abbiamo ascoltato. E per la prima volta nella vita repubblicana italiana, la storia socialista e quella comunista non avranno una rappresentanza parlamentare. Un fallimento, una catastrofe, una tragedia senza precedenti dal 1948 ad oggi. Viviamo in un Paese di destra, ma questo lo sapevamo. Solo che ci siamo illusi. Illusi che fosse impossibile non riconoscersi in valori universali come la solidarietà sociale, la redistribuzione della ricchezza, l’antirazzismo, il pacifismo, la contrattazione collettiva, il rispetto per il concetto di lavoro. Evidentemente questo non è bastato. Dovevamo parlare al cuore e alla pancia dei lavoratori, ascoltare i loro bisogni, dare soluzioni ai loro problemi, investire sul futuro anche con promesse (e non compromessi) forti e radicali.
Gagarin_space_suiteL’errore più grande secondo me è stato quello di formare un cartello politico come conseguenza della nascita del Partito Democratico. L’operazione unitaria  – se proprio non si poteva evitare – andava fatta prima, così come prima andava presentato un programma innovativo e credibile, magari di opposizione, attraverso quei dirigenti  radicati sul territorio come Vendola o come lo stesso Ferrero, uno dei pochi ministri che salvo del Governo Prodi. La rottura con la tecnocrazia di Padoa Schioppa doveva avvenire a ottobre, sul protocollo del welfare, non si doveva arrivare alla crisi centrista. Solo in questa maniera si poteva restare credibili agli occhi dei cittadini in difficoltà, dei precari e di tutti quelli per cui votare a sinistra ha sempre significato un’alternativa. Rompere con l’ambientalismo di facciata invece di farsi inglobare era la strada da scegliere: il progresso, compagni, Yuri Gagarin, cazzo!

Non abbiamo creato un soggetto politico credibile e rinunciando alla nostra identità comunista ci siamo fatti schiacciare da un sistema neoamericano arrivato dal basso. Certo, le colpe sono anche di chi ha respinto qualsiasi tipo di dialogo dopo due anni di fedeltà al Governo Prodi e un funzionale accordo politico che a livello locale ha pagato quasi sempre in tutte le elezioni amministrative e regionali. Ma le colpe di questo fallimento non possono essere solo degli altri. Politica si può fare anche fuori dal Parlamento, cominciando una nuova militanza nella vita di tutti i giorni fatta di presenza nelle scuole, nelle fabbriche, nelle piazze; di sobrietà e moderazione nelle scelte quotidiane. Ogni piccolo gesto di dissenso potrà risultare utile alla costruzione di un nuovo modo di affrontare le difficoltà. Non abbassiamo la testa e non inchiniamoci a ogni compromesso. E’ necessario ora restare concentrati, aprire una fase nuova di critica e di divulgazione delle proprie ragioni. Ci vorrà molto tempo, forse anni. E l’assenza di una seppur minima rappresentanza parlamentare certo non gioverà a questo cammino. Mancheranno finanziamenti e visibilità. Ma non mancherà l’impegno.

"Il coraggio rivoluzionario non consiste nell’essere uccisi,
ma nel resistere al riso degli stupidi che sono in maggioranza".
[Lev Trotsky]

9 Responses to “Mi dichiaro prigioniero politico.”


  • Noantri, non è che forse il comunismo sta scomparendo, all’inizio di questo secolo, dalla faccia della Terra? Se non ci crede più neanche qualche operaio sparso, cosa fate un club di nostalgici del tempo che fù?

  • e quella strizzata d’occhio, quell’allusione nel titolo la dice lunga…

  • e aggiungerei anche, in merito alle tue argomentazioni finali, una frase di Majakovskij:« Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada ».

  • l’analisi dell’articolo è direi corretta, la sinistra ha perso perchè lontana dalla gente.
    D’altra parte non posso che essere estremamente felice che i comunisti siano spariti dal governo, finalmente, almeno in questo punto, l’Italia si normalizza col resto d’Europa, 2 coalizioni forti senza fasci e senza falci.

  • Beh, sul senza fasci se ne potrebbe discutere. La Russa, tipo, è pur sempre stato un piacchiatore squadrista in gioventù, e da quei livelli non si torna mai realmente indietro. Comunque, si vedrà.
    Piuttosto: questa fedeltà al governo prodi non l’ho vista. Sarà che sono “pidino_o_come_cazzo_si_dice”, ma ho visto manifestazioni con partecipanti del governo, che da un lato legiferavano e dall’altro scendevano in piazza. Ho visto la sinistra fare la più grossa coglioneria della storia (dopo la costituente di D’Alema): volersi avvicinare ai no-global ed ai centri sociali, che per cultura non vanno a votare, e lasciare indietro l’indignazione degli operai. Mancanza di senso della realtà.
    La sinistra-sinistra ha perso perchè se lo meritava, ed ha fatto tutto da sola. Alla Gggente non interessa se il premier è un imbroglione ed un farabutto, interessa mandare a casa i neghér che sporcano e stuprano e rubano.
    Il vero risultato di questa tornata elettorale non è la vittoria del miliardario ridens: è la vittoria della lega ed il cambio di voto di tantissimi operai (ma non solo ovviamente)

  • Vabbè, Larussa e Alemanno andavano a menare e D’Alema tirava le molatov, erano altri tempi, adesso D’Alema va in barca e Larussa doppia i Simpson (Alemanno è anche gay). A parte questo sono d’accordo con l’analisi di Tripudiatore. Per spiegare il successo della lega penso basti guardare una cosa, la Lega non ha i vari George Clooney, Moretti, della Valle e simili come sostenitori. Mi viene difficile credere che uno che non ha il coraggio di uscire la notte per paura dei criminali, che non riesce a pagare il mutuo e ad arrivare a fine mese possa vedere con ammirazioni attori e simili

  • Oddio, D’Alema a tirare molotov? Quello faticava con i coriandoli secondo me…
    Resta il fatto sono, sinceramente, curioso. Non so perchè, ma sono comunque pacatamente ottimista. Mah…

  • Personalmente credo che il conflitto capitale/lavoro sia ancora attuale e la precarietà della nostra esistenza mi dà ragione. Poi se di tutto il ragionamento si vuole sottolineare solo l’ambiguità del titolo (chiara provocazione) alzo le mani.
    [aNDy cAPp]

cribbio
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(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)