Questa è la storia di un piccolo fascista



Volevo tacere sulla mazzata elettorale. Volevo sinceramente tacere su qualsiasi discorso riguardasse, anche da distante, la politica.

Mentendo, pensavo: non ci resta né di che ridere né di che piangere (sul latte versato, poi, per carità).
Ma oggi la buona Pep. ha segnalato via mail un video agghiacciante, quello che vedete qui sopra.
E mi si è stretto lo stomaco. Sono stata davvero, davvero male.
Per lui, il bambino modello Kinder che canta tutto contento, il braccio destro teso, davanti alla bandiera di Alleanza Nazionale. Che pronuncia – senza capirle – parole di cui non dovrebbe neanche dovrebbe conoscere l’esistenza: spranghe, manganelli, morte, ammazzare, bastardo.

Dici, queste cose accadono. Il neo-Balilla intonerà con la stessa fanciullesca idiozia "Boia chi molla" e la sigla dei Pokemon. Non è colpa sua perché non sa. Non ha studiato. Se va bene, sta in terza elementare: a Mussolini il sussidiario arriva in quinta, lui sarà sì e no alle guerre puniche.
Ma tutto questo entusiasmo per le parole che non dovrebbe sapere (spranghe, manganelli, morte, ammazzare, bastardo) qualcuno gliel’ha ficcato nel cervello, a memoria.
Allora quello che più gela il sangue non è il testimonial dell’Orzobimbo piantato davanti alla bandiera.
Sono i figli di puttana dall’altra parte, dietro la telecamera, a compiacersi di quel figlio così allineato. Quelli che lo fanno sentire importante, e amato, per aver assorbito come una spugna la loro bieca visione del mondo.

Ora. Che passi attraverso giochi sessuali o il vocabolario, lo stupro dell’innocenza andrebbe punito legalmente – più ancora delle scene di bullismo scolastico, degli studentelli in piena botta ormonale che allungano le mani sul tanga della prof, più di quello stronzo che si riprende col cellulare mentre sfiora i duecento all’ora in autostrada. Perché è pura e semplice pedopornografia. Perché è lo squallore nudo dell’odio più osceno piantato in una testa che non ha le basi per comprenderlo, per difendersi, e se lo ingoia fino all’ultima goccia senza neanche riconoscerne il gusto. E lì, purtroppo, rimarrà per sempre, a soddisfare le voglie di due individui schifosi che nella stessa stanza – riesci a immaginarli? – oggi hanno sorriso di quella recita.
Pieni d’amore.
Orgogliosi di avere un figlio così dolce mentre parla di far saltare teste rosse e ammazzare bastardi comunisti, il loro piccolo fascista che presto o tardi diventerà grande e annegherà i figli nella medesima ideologia.

E adesso più che mai ti rendi conto che, in questa marcescente e putrida ignoranza, in questo vomitevole museo degli orrori, la Storia maestra di vita non ha mai lavorato un solo giorno.

6 Responses to “Questa è la storia di un piccolo fascista”


  • vorrei fare 2 osservazioni sul tuo post:
    1- non capisco cosa c’entri con le recenti elezioni che hanno visto sconfitto l’unico partito (la Destra) che ancora può avere qualche connessione con le tematiche della canzone del bimbetto.
    2- Questo è più strutturato. Sono d’accordo con te, il video fa accapponare la pelle ma solleva una questione interessante: dove si ferma la libertà di un genitore? Ha diritto il padre di insegnare lo schema di valori che ritiene più giusto al figlio? Lo stato deve “ficcare il naso” nell’educazione che viene attuata in famiglia? Mi sembra che tu dia una risposta molto veloce e compatta a questi miei dubbi. Io resto alquanto incerto.

    Dario

  • Più che il bambino, è interessante la bandiera di AN dietro. Nonostante sia da anni che si va spacciando una nuova verginità post-fascista, la base di AN sa benissimo da dove viene e dove vuole andare.

    Gli italiani, come diceva Montanelli, non sanno andare a destra senza finire nel manganello.

  • Sapevo che questa obiezione sarebbe stata sollevata, e il commento di Harlot dà una risposta. La domanda che ti pongo, caro Kalasnico, è questa: la Destra di Storace e Santanché è DAVVERO l’unica che mantenga “connessioni”, come le chiami tu, con quell’ideologia? Non diciamo CAZZATE. Alla vittoria di Alemanno, alcuni elettori hanno risposto col saluto romano. Ci sono le FOTOGRAFIE. E che fossero pochi o tanti, chissenefrega. Alemanno sindaco della Capitale è la ciliegina sulla torta di una sinistra annientata. E che (stra)vinca proprio lui, il genero di Pino Rauti, l’ex missino che nel novembre ’81 – insieme a 4 esponenti del Fronte della Gioventù – venne arrestato per aggressione nei confronti di uno studente ventitreenne, che nell’82 venne arrestato DI NUOVO per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata romana dell’URSS e SCONTO’ 8 MESI DI CARCERE, per poi essere misteriosamente prosciolto… ecco, che vinca proprio lui è il segno che in Italia quelle “connessioni” sono tutt’altro che morte, o relegate nelle mani di un partito tutto sommato minoritario come La Destra. C’è la bandiera di Alleanza Nazionale, dietro il bambino kinder. E, come ha detto Harlot, “la base di AN (quelli che votano in quella direzione, aggiungo io) sa benissimo da dove viene e dove vuole andare”.

    Quanto alla seconda questione (dove si fermi la libertà di un genitore): certo, ognuno ha il “diritto” di insegnare ai propri figli ciò che ritiene più giusto. Ma il REATO DI APOLOGIA DEL FASCISMO esiste o no, cribbio? Dicesi “apologia del fascismo” il reato commesso da chiunque “pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”. Dire che i vertici di Alleanza Nazionale si siano smarcati da quei “principi” (buahahahahah) significa essere ciechi e sordi. E al di là della sola ragione legale, il semplice fatto che questi “principi” siano ancora in circolo, che qualcuno decida di impartirli e che in ultima istanza determinino (perché lo determinano) un revival reazionario di questa portata, dovrebbe far pensare. E parecchio.

  • Allora, io concordo in line teorica con quel che dice gen tuttavia non posso fare a meno di ricordare un filmino di pessima qualità di un gruppo di miei amici bambini che cantavano col pugno alzato bandiera rossa. Avranno avuto cinque sei anni. e non sono cresciuti traumatizzati o socialmente problematici o interiorizzando un bel nulla, nonostante le famiglie fossero lanciatrici di molotov sotto le abitazioni di presunti fascisti. Certo, a pensarci adesso “a morte il fascista” è una frase un po’ inquietante da sentire dalla bocca di un bambino, tuttavia ti assicuro che son persone equilibrate.

    Sono contraria peraltro al fatto che quel video sia su youtube messo da qualcuno che lo dileggia e al fatto che venga linkato qui perchè sebbene probabilmente figlio di genitori sciocchi che non si sono curati di tenere privati i loro siparietti sempre di un minore si parla e si tratta.

    Comunque sia non sappiamo dove il bambino ha imparato la canzone, se gliel’hanno insegnta i genitori, se lo guardavano con amore come dice gen, insomma, il bambino per assurdo la canzone può averla anche imparata dagli amichetti, non trovo corretta tutta sta dietrologia sulle spalle di un mnore inconsapevole. Se vogliamo parlare degli adulti per me va bene ma dei bambini no.

  • Che noia ancora le polemiche sui missini-fascisti…basta…

    “Superare gli sterili schematismi e gli steccati ideologici del passato e’ pienamente condivisibile”
    Giorgio Napolitano

cribbio
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