Wien ne va plus

Il presentimento che si faceva strada nel corso di questo Europeo diventa indelebile certezza a Vienna, quando Fabregas con tutta la freschezza dei suoi 20 anni mette dentro il rigore decisivo. Si rientra nell’alveo della Storia Recente, abitata dai fantasmi dei rigori e partite giocate completamente sui nervi. Tornano a vincere gli Altri, noi riprendiamo a cambiare ct, illudendoci che basti un colpo di spugna per lavare via i graffi del tempo. Quando invece i segni sulle nostre corazze arruginite si fanno più che mai sentire.
La Spagna ha meritato di batterci dopo secoli quasi più idealmente che per reali meriti sul campo. Partita bruttina, loro mantenevano il possesso palla mentre l’Italia sbuffava, sudava, arrabbattava, prolungava un’agonia mascherata da Dignitosa Resistenza. La verità che pochi di noi, sbavosi di vincere comunque, riuscivano a vedere, era quella di una squadra a scartamento ridotto, con molti giocatori impresentabili o caricati di speranze ma non istruiti a dovere. Si è perso per un rigore, quella questione di centimetri che due anni fa ci fece Grandi e ora ci rende naturalmente Normali: uno scartamento apparentemente ridotto quando in realtà nasconde un principio di indeterminazione atomica. Dove è facile confondersi, credere di essere vincenti (o perdenti, come stasera), trovare la consapevolezza di cosa si è assistito.

Spagna vince ai rigori, l'Italia va a casa

Questa Nazionale versione Donadoni ci ha lasciato una piccola "lezione di vita", il problema è che avvenuto in modo inconsapevole, istintivo. Nonostante avessero un luminoso futuro dietro le spalle, hanno tentato stoicamente (utopisticamente) di spostare più in avanti l’inevitabile cartello "Game Over". Logori, stanchi e disorganizzati, hanno tuttavia reagito alle critiche, mettendo in campo la Voglia di Vincere e la Passione Cieca e Assoluta per il proprio Mestiere, armi che possediamo da sempre e che sopravanzano anche quella classe e bravura che in parte possediamo. Eppure il Presente era a corta gittata, e sono finiti per sbattere contro il cielo colorato di rosso. Abbiamo sfidato ancora una volta il Tempo, l’abbiamo prima subìto (Olanda), poi ripreso per i capelli (Romania, Francia), e infine ci siamo ridotti a sfidarlo di nuovo sul suo terreno più congeniale. I calci di rigore: la Casualità mascherata da Destino, il Destino celato dalle Circostanze. Costretti dalla nostra stessa casualità di squadra, con i giocatori che questa volta non si sono abbracciati durante la visione dei rigori, sono rimasti soli ognuno alle prese con le proprie personali rese dei conti. Stavolta era un’Italia più disunita e confusa, e il Tempo ha vinto.

9 Responses to “Wien ne va plus”


  • “illudendoci che basti un colpo di spugna per lavare via i graffi del tempo” gran bella frase… PS in effetti è vero. perchè non si sono abbracciati durante i rigori? perchè sapevano che meritavano gli spagnoli di passare?

  • Perchè sapevano che non c’era niente da fare? 😛

  • Non saprei dire…
    Io ho tifato per vedere i rigori e i rigori li ho visti. Chi vincesse, tra Italia e Spagna, non me ne importava di meno. Dovrebbe essere un dovere di ogni appassionato di calcio NON tifare la nazionale. Godo per l’errore di De Rossi (seppure stimo enormemente come calciatore). Godo per l’errore di Di Natale, pippa furibonda. Ora forza Russia. 🙂
    [Ste]

  • Cioè, se non ti abbracci per i rigori non meriti di passare?

  • Stavolta era tutto più difficile, mancano i ricambi tra difesa e centrocampo, mancava la verve. Speriamo in Lippi!

  • Lippi in cuor suo se la ghigna: sa perfettamente che la differenza tra un ct mondiale e un Donadoni è sottilissima. Se avessimo vinto ai rigori avremmo parlato di partita eroica contro un grande avversario. Per intensità e occasioni avremmo meritato di più contro la Spagna quest’anno che nella finale con la Francia di 2 anni fa. Ma quando si vince il tifoso medio italiano lascia tutto da parte per festeggiare, quando si perde ai rigori mancava questo e quell’altro…

  • secondo me Donadoni più anche restare. non perchè mi piaccia come allenatore, ma perchè se rimanesse potremmo finalmente smetire il solito clichè che allenatore che perde si butta via. in alcuni casi è giusto, ma per la Nazionale bisogna fare discorsi differenti. detto questo, Lippi è il mio idolo 🙂

  • Attimo: non lo so proprio… a me sembra che (ai rigori dico) siano andati con la CONSAPEVOLEZZA che avrebbero perso… . io ho avuto questa sensazione.

  • Ecco sì, insomma una sensazione irrazionale tipo “terribile presagio” 😛

cribbio
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Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)