In attesa dell’agguerrito aperitivo di domani tra badanti rumene e bamboccioni italiani, per stemperare la Tensione vi serviamo un post per punti su questo Europeo francamente povero di contenuti tecnici, quasi snobbato persino dagli svizzeri e dagli austriaci che vedono il calcio come un’invasione dell’ordine precostituito. Il pane per chi non ha i denti, come sempre.
- Forse non tutti sanno che è possibile vedere le partite in diretta anche via streaming, sul sito della Rai (cliccando su "La Diretta"). La qualità è decente, la fluidità pure, direi si tratta dell’unica innovazione tecnologica (a parte la diffusione in 16:9 sul digitale terrestre…) della Rai per questi Europei, altrimenti ferma ancora a Franco Lauro, Enrico Varriale, Amedeo Goria, ecc. Credo sia possibile la visione, per motivi di diritti, solo a chi si collega dall’Italia. Inoltre, vi raccomando di ignorare l’avviso dell’installazione dell’inutile plugin per Microsoft Silverlight (il flash scascio di Bill Gates) e di cliccare per la visione in formato wmv.
- Rimanendo in tema Rai, Aldo Grasso lo spiega molto meglio di me, ma la rassegnazione che pervade il telespettatore ad ogni evento trasmesso dalla tv parastatale giunge puntuale non appena compaiono in studio le facce d’altri tempi (quali, poi?) di Paola Ferrari e Franco Lauro. Quando finirà questo tafazzismo mascherato da "valorizzazione delle professionalità interne" che obbliga la Rai ad agghindare con ghirlande vetuste produzioni di eventi moderni e super tecnologici? Basta fare un confronto tra una domenica qualunque a Sky, e una giornata-tipo di Euro2008 su RaiUno. Confronto impietoso per volti, stile e contenuti. Misteri delle assunzioni bloccate e delle posizioni di anzianità intoccabili. Nel frattempo, qui ci si riduce a sopravvalutare addirittura Marino Bartoletti, che dispensa perle assolute (con effetto di glaciare lo spettatore), ma perlomeno mostra di sbattere le ali (da pulcino bagnato) nella paludosa RaiSport. Il giorno di Italia-Olanda ha avuto il "coraggio" (tale si tratta, nel piattume generale degli interventi tecnici…) di portarsi in tasca un’arancia. Gesto epocale.
- Ma quanto è inutile e ridondante la mini-porta lanciata da Decathlon? Ne sono venuto a conoscenza tramite lo spot che imperversa durante gli intervalli delle partite, e dato che me lo sto guardando più o meno tutte, ogni volta mi chiedo chi possa essere il Frescone che spenda 30 euro per questo… oggetto? Due maglioni o due zaini sono sempre stati più che sufficienti per giocare al parco partitelle improvvisate tra amici o stranieri di passaggio. Serve forse per evitare di andare a raccogliere la palla? Fine delle avventurose immersioni sotto le auto parcheggiate, o dei passaggini buffosamente ribaltati. Oppure risolve la drammatica questione della traversa immaginaria? L’anarchico "ALTA" soppresso da una mini porta del Decathlon? Dopo il No al calcio moderno, un altro pollice verso per il calcio "da strada" moderno.
- Nel mare di speciali da seguire, non può mancare l’ormai (per me, almeno) imprenscindibile Sistema WM, covo di blogger che dispensa "pillole di saggezza" e disegna ritratti "naif" sull’Europeo. La finezza dissacrante e l’acume tecnico-tattico ne fanno il blog di riferimento di Euro2008 (assieme a Ecce Pred’houmme), il mio modo di descriverli ne fa invece di me loro probabile bersaglio…
L’arroganza è presentarsi al primo appuntamento importante con il mantello da Campioni del mondo, consci di un ruolo difficile da indossare ma pienamente meritato, con quell’appagatezza e spavalderia di chi non ha niente da perdere. Passare dalle stelle alle stalle in maniera così brusca fa male, molto, e a pensarci viene voglia di riporre la scaramantica maglia del 2006 nell’armadio per non indossarla più. Non siamo più i migliori e ci teniamo a sottolinearlo nel peggiore dei modi possibili indossando fin da subito la maglia dei Perdenti, dei Peggiori del torneo fino a questo momento. Peggiore schiaffo all’Italia calciofila non si poteva dare. Manca sopra ogni cosa il gioco e l’intenzione di combinare qualcosa in quel rettangolo di gioco: ieri sera ci è parso vedere un gruppo spaesato come se non conoscesse le regole o sapesse in quale direzione correre.
- Al ristorante cinese per la prima volta non c’era la solita
La cocaina la prende a Via dei Volsci il mercoledì sera, il giorno in cui i cinema sono pieni: lui spende così i suoi soldi, lui non ne vuole sapere. Lui i soldi che non butta in benzina li investe in cocaina a Via dei Volsci. Il non più giovane Holden sniffa, assomiglia a Johnny Depp, tutte le ragazze si voltano a guardarlo: una volta gli è andata male ed è stato ricoverato per quattro settimane. Da allora non ha mai più cambiato angolo. Il non più giovane Holden ce l’ha con le autorità perché proibiscono tutto alla povera gente: il non più giovane Holden, che assomiglia a Johnny Depp e sniffa cocaina, sostiene che la liberalizzazione totale delle droghe, leggere e pesanti, converrebbe soprattutto allo Stato che otterrebbe in questo modo una schiera di elettori rincoglioniti e contenti che non avrebbe più tempo e cervello per considerare l’operato dei politici. Perciò si droga. Il non più giovane Holden. Per non pensare. Per non considerare. La cocaina un po’ se la fuma un po’ se la sniffa. Sul lavoro, da Vobis, a Piazza Mancini, i ciccioni che vogliono giocare a Warcraft non si accorgono di niente e tornano soddisfatti a smanettare sulla loro droga al silicio: lo stipendio gli arriva puntuale ogni mese. Dentro una busta gialla. In contanti. In nero.
Note sparse su alcune cose curiose
Do not walk outside this area:
Anche voi lo leggete:
Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
L'inutile sondaggio:


