Monthly Archive for July, 2008

X & Y & Z

Chris Martin dorme.Una recensione sull’ultimo album dei Coldplay? Diciamo che la miglior canzone non è stata inserita nell’album.
Quando ci sono clamorose aspettative, in genere poi vengono puntualmente deluse. Se tutti si aspettano il salto di qualità definitivo, la prova tangibile che sono effettivamente una delle band più importanti su scala planetaria, e non solo perchè sono pompatissimi e vendutissimi ma anche perchè fanno bella musica, diciamo che diventa anche abbastanza facile (scontato?) produrre un album dal sapore perlomeno "insignificante".

Io lo sto ascoltando, questo Viva la Vida ecc., e apprezzo tutti gli sforzi per non ripetere all’infinito la formula vincente di A rush of blood to the head, di andare oltre, di stratificarsi sia in profondità che in larghezza. Eppure l’effetto prodotto è di uno stiracchiamento delle intenzioni, un voler coprire tutti gli spettri possibili finendo così per assottigliare lo spessore delle canzoni. Canzoni come Fix You ti vengono fuori una volta per decennio, è vero, ma se deve essere il "power pop orchestrale" del singolo Viva la vida la bandiera dei Coldplay del 2008, allora effettivamente ce li siamo un po’ giocati. Non bocciati però, perchè effettivamente un po’ di stoffa è rimasta, le intenzioni buone ci sono e traspirano qua e là, e la versione acustica di Lost! ci riporta a galla chi erano i Coldplay. Irripetibili e oggi schiavi della voglia di sperimentare, altresì definita come "evitiamo di scrivere canzoni fotocopia".
Ma le sperimentazioni attuali suonano molto meno originali degli esordi, nel senso che instillano debolissime esternazioni emotive in un ascoltatore dei Coldplay storicamente abituato a piangere o ridere o comunque immedisimarsi. Non sarebbe poi così male tornare a fare quello che gli riesce meglio, anche se ripetuto? Io, un’altra possibilità (l’ultima, ovviamente) sono ancora disposto a concedergliela.

Ciottoli sotto le stelle

I Notwist ti svuotano dentro, inesorabilmente.
Poi ti ritorna tutto indietro come freddo vento d’estate sulla tua pelle scoperta. C’è chi si mette un golfino sulle spalle, e chi invece distende i pori. Chi va a casa, e chi resta a ballare con la testa sotto una cassetta di legno.

Ieri sera concerto gratuito dei Notwist (con i gradevoli Yuppie Flu a supporto). Non conoscendo entrambi i gruppi, questa volta lascio "parlare" le foto della piazza, del pubblico e delle luci sul palco. Lo speciale improvvisato di Ciccsoft per Ferrara sotto le stelle finisce qui, tra la spazzatura che si adagia sui ciottoli di Piazza Castello su cui sono rimbalzati i nostri piedi sudati e i nostri cuori perplessi.
Bella musica, ogni luglio, a pochi passi da casa: l’eccezione che sfata il verissimo luogo comune dell’apatia ferrarese…

 

Politically Correct.

Per le olimpiadi niente carne di cane a Pechino: i turisti penserebbero male di chi massacra i Tibetani.

Quel paraculo del lato B

culo7.jpgUno spettro si aggira per la stampa italiana: è lo spettro del LATO B, volgarmente detto culo, fino a ieri nominato fondoschiena su riviste e giornali bene educati e perfino sui magazine scandalistici.
Il termine nasce all’ultima edizione di Miss Italia, settembre 2007, quando Guillermo Mariotto, stilista di Gattinoni in giuria, maledettamente richiede di poter "visionare anche il lato B delle ragazze in concorso". Il termine fa sorridere, piace, i giornali riprendono il virgolettato e lo fanno proprio.

Finalmente possiamo parlare del culo senza usare sempre quel termine obsoleto e bacchettone, si sono detti garruli nelle redazioni in tutto lo Stivale. Figuriamoci quanti ragazzi vedendo passare per la strada una ragazza dalle forme perfette dicono ancora: che fondoschiena! Fa tenerezza quasi come dire "rete" al posto di "goal" nel giuoco del calcio.

Eppure il termine "lato B" di cui tutti si riempiono la bocca tanto da farcelo già odiare alla sua prima estate in carica è un termine viziato, sbagliato e a suo modo obsoleto.

Il lato B nasce con i dischi in vinile nel primo novecento, prosegue la sua epopea musicale con le musicassette fino agli anni ’90 quando viene soppiantato dai CD, che di lati ne hanno uno solo, come la maggioranza dei DVD contenenti film, dove però il lato pure non esisteva con le videocassette VHS. Oggi il lato B è scomparso quasi del tutto: la musica non ha lati, non ha nemmeno più una forma dove essere contenuta: è un file compresso che al limite ha un nome, un’estensione e un peso in kylobyte. I nostri figli non conosceranno il concetto di lato B, che pressuppone l’esistenza di uno A, dunque di due facce di una medaglia, di un oggetto, di una forma tangibile di qualcosa che ha al suo interno DUE cose e può essere vista, utilizzata, fruita in due diversi modi.
Ripescando nella memoria storica, il lato B era quella canzone che stava sul retro dei 45 giri per la quale spesso non avevi pagato, non avevi richiesto, spesso più bruttina, ma che in qualche modo trainata dal singolone principale sul lato A, ti portavi a casa e iniziavi ad ascoltare. Il lato B era quello nelle fiabe che arrivava quando sentivi il ding, e sapevi che dovevi girare la cassetta per proseguire la storia. Il lato B è anche quello che viene dopo, il meno importante, talvolta il meno conosciuto, come il Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, la faccia che non vediamo mai, il rovescio della medaglia, il non previsto, lo sconosciuto.

Ma le ragazze non sono oggetti da rivoltare come un calzino. Hanno un lato davanti ed uno dietro come gli uomini, uno principale con il quale ci relazioniamo solo in virtù di un orientamento della testa che non possiamo scegliere. Semmai ci fosse un lato B in una ragazza allora dovrebbe coinvolgere l’intero corpo e non solo il fondoschiena (il sedere nell’accezione casta e un po’ triste, o il culo quando è bello e detto in tono di apprezzamento). Dovrebbe includere la nuca, il collo, le spalle, la schiena che viene giù tracciando una curva sinuosa fino ai fianchi. Dovrebbe essere, in quanto lato B, secondario o comunque meno rilevante del lato A, ma si scadrebbe in una valutazione degna di un Bar Sport di provincia. L’universo femminile è bello punto e basta, da qualunque lato lo si guardi.

Quindi basta, vi prego, con il lato B. Si chiama culo: è bello, è tondo, e comunque non è tutto nella vita. Chiamatelo così sui vostri giornali, che gli eufemismi non servono più nel 2008. Non se avete parlato dei presunti pompini ministeriali con quella leggerezza, ecco.

The Interpol Maneuver

Paul Banks a Ferrara sotto le stelle 2008Prima di affrontare un concerto degli Interpol è sempre cosa buona e giusta controllare un attimo le proprie aspettative. Si sta andando alla ricerca del devasto e dello scrollare ripetutamente testa gambe e cuore, oppure si vuole "semplicemente" (tra mille virgolette) entrare in sintonia con uno stato d’animo, dei suoni, oserei dire visto che sono americani, con un "mood" emotivo-musicale?
Una volta scelto da che parte stare, tutto il resto verrà da sè. Perchè aldilà delle infinite disquizioni su raffinatezze sonoriche e soniche che non tutti gli uditi sanno cogliere (non tutti suoniamo in una band, io a malapena so mettere in fila le note…) è l’approccio il momento decisivo in un concerto degli Interpol. Infilato quello giusto, puoi star certo che Paul Banks e soci ti daranno quello che sanno fare meglio: suonare canzoni della madonna.
Non sono coinvolgenti, il loro vocabolario è limitato a una, essenziale parola, "grazie", sono ingessatissimi ed elegantissimi, in completi scuri e cappelli molto newyorkesi, forse molto distanti da noi giovini e meno giovini scapigliati nelle nostre magliette più o meno trendy. Sono distanti, sì, come i loro testi non sempre accessibilissimi e come le loro melodie per nulla rassicuranti, nemmeno nei pezzi "più ballabili". Forse gli Interpol sono uno stile, pieno di rimandi al passato e illuminato da ombre scure. Ma sono identificabili, sai che saliranno sul palco e si occuperanno unicamente di ricordarci che hanno scritto pezzi della madonna. Quindi poi spetta a te, a te soltanto accettare questo tacito accordo: noi siamo qui, noi beviamo vino e fumiamo sigarette, e questa è la nostra musica, e non c’è nient’altro da fare o da sapere o da dire.
Personalmente ho firmato in bianco, siglando un contratto tra me e loro che mi ha appagato. Non stravolto, non devastato, ma soddisfatto, riempito, assaporato. Appagato, appunto.

Considerazioni molto in breve: ho il forte sospetto che il chitarrista giochi un ruolo decisivo; la resa dal vivo delle canzoni è simile alla versione disco, è questo è un difetto ma anche un pregio; la loro grande forza è che hanno nel loro parco-canzoni dei pezzi della madonna, molto semplicemente, lo sanno loro e lo sappiamo noi tra il pubblico. E’ una consapevolezza importante, è una giocata perentoria, un tackle in scivolata in quel nugolo di chiacchere su gusti e stili. Belle o brutte che siano, loro hanno delle canzoni della madonna (lo ripeto come un mantra) di fronte alle quali mi inchino. Punto.

Hanno aperto con la migliore delle aperture possibili, un inizio di album che parecchi gruppi se lo possono scordare (Piooner to the falls), hanno subito gettato in pasto alla folla acclamante PDA (forse la mia preferita, rovinata da due scimpanzè che saltavano e facevano assaggiare alle mie gengive i loro zainetti) e poi hanno dispiegato con cura canzoni da tutti i tre loro album. Encore perfetto, con la trasognante NYC, il singolone stranamente non recepito appieno dalla folla (The Heinrich Manuveur) e l’imprenscindibile Stella was a diver and she always down, durante la quale ho chiuso gli occhi, ho contato gli anni trascorsi dall’altra volta che li avevo visti (4), mi sono ricordato dello scarto di km fatti per vederli in quell’occasione (350km) rispetto a oggi (10 minuti di bici). Ho soppesato. E poi è finito tutto, loro sono ritornati nell’ombra, sono ritornati a girare perfetti sul mio winamp, io ho preso la bici, l’ho girata verso la strada di casa, e ho iniziato a pedalare.
Non c’era nient’altro da aggiungere.

(la foto è presa dal Flickr della Fran)

Concorso per Ministre

Pare proprio che a Zante, l’isola greca cara al Foscolo, ci sia stato un concorso per selezionare nuove Ministre.

Più iPhone per tutti

La fine del mondo c’è già stata, semplicemente non ce ne siamo accorti: eravamo tutti in fila di notte a comprare l’iPhone.
Questo commento tratto dal forum di Punto Informatico, mi puzza tanto di fake, eppure è verosimilissimo. Commovente oltre le lacrime, sbaraglia ogni discussione su iPhone, tariffe e petizioni. KO tecnico.

Ne a comprati 3

Grazie a Mantellini per la segnalazione.

Are you steady now?

Fotogramma dei Racounters a FerraraNonostante siano passati ormai due giorni dalla serata di mercoledì che ha visto in scena a Ferrara i Racounters, sentivo il bisogno morale di esprimere la mia stratificata analisi del concerto in questione: i Racounters dal vivo spaccano i culi.
Mi sento di dirlo nonostante sia a quasi digiuno dei loro due album. Lo ribadisco suffragato da un concerto "potente", con le chitarre al centro della scena, un suono ruvido eppure untissimo, direi quasi "americano", se sapessi il significato di tale termine. E Jack White è un personaggio.

Ora sotto le torri del Castello si attende la doppietta Franz Ferdinand – Interpol. E qui potete trovare le foto che il bravo Rocco Manzalini scatta per ogni concerto di Ferrara sotto le stelle (assieme alle recensioni di Matteo Musacci).

Lo vorrei con 20th Century Dos

Mia madre mi chiede se conosco qualcuno che abbia un portatile, anche usato, per una sua collega.
– Le serve per scrivere, un modello vecchio… Basta che non ci sia installato BuenaVista – mi ha detto – che poi non gira.

Le solite figurette da stronzi

– Berlusconi si strafà di Viagra, il suo ultimo nomignolo è presidente vaso dilatato.

– Grazie alla legge Moratti tra vent’anni il 20% dei professori sarà scelto dal Vaticano. Ma tra vent’anni Ratzinger sarà morto, sarà dove deve stare, all’inferno tormentato da diavoloni frocioni attivissimi.

– A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio.

Sabina Guzzanti, No-Cav Day

A me pare uno sfregio che una come lei faccia ancora la comica, perchè oltre che non far ridere è presuntuosa nei toni e poverina nelle parole. Se l’antiberlusconismo italiano è ridotto all’insulto volgare perchè non si ha altro argomento per trovarsi d’accordo all’opposizione, beh, ve lo meritate Silvio, dalla prima all’ultima delle sue leggi ad personam.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)