Pensieri a margine di un’Olimpiade

Premetto che ho guardato quest’olimpiade come mai in vita mia: avere a fianco una ragazza maniaca per i giochi olimpici ha fatto di me un appassionato persino del taekwondo e delle bmx. Non fino al punto da svegliarmi di notte per seguire le gare (lei per una batteria della Pellegrini l’ha addirittura fatto i primi giorni) ma ogni giorno, complice delle ferie non ferie senza vacanze precise, ci siamo sorbiti dalle dieci alle quattro del pomeriggio un mix di sport che raramente si vede in tv. Devo ammettere che mi ha divertito, nonostante fino a un mese fa contemplassi nelle imprescindibilità sportive solo il binomio europeidicalcio-mondialidicalcio e dunque attendessi Sudafrica 2010 come se Pechino 2008 proprio non esistesse.

Tuttavia lasciatemi buttar giù qualche osservazione curiosa che proprio non ho capito guardando queste due settimane di varia umanità.
La prima riguarda la scherma: perchè mai ad ogni stoccata vincente le ragazze gridano come checche isteriche? Non c’è lo sforzo tipico del tennis (dove peraltro l’urlo è differente e ricorda invece un orgasmo) ma solo una tensione nervosa che si scarica e rende pressochè inevitabile ad ogni schermidora di lasciarsi andare a versi animaleschi. Non vi fa impressione?

La seconda è sul judo o sulla lotta greco romana. Davvero possibile che questi sport assegnino un vincitore spesso soltanto per penalizzazioni dell’avversario o per sorteggio, come nella finale di Mingozzi, dove se non era per un gesto incredibile a pochi secondi dal termine, avremmo perso l’oro per un puro sorteggio di palline colorate? L’idea non mi convince, non rende giustizia ad uno sport a prescindere, qualunque esso sia.

La terza ingenuità che ho da dire è sul tiro con l’arco. Perchè quel cappellino alla pescatora? Quello da baseball non va bene? Una berrettina ad uncinetto? Una visierina corta? Cosa c’entrano le trote con l’arco e le frecce?

Se vi siete stancati non leggete oltre, pian piano scadiamo nel ridicolo e si palesa la mia ignoranza sportiva, ma proprio non capisco perchè ad ogni cambio palla o punto nel beach volley (e non vorrei dire una fesseria anche nella pallavolo e altri sport di squadra) parte la musica? Mica un sottofondo, macchè, brani da hit parade degli ultimi anni noiosi e fuori luogo. Ma non distraggono gli atleti?

Infine un’altra curiosità che mi rode ancora più delle altre: perchè sul podio al momento degli inni gli atleti si girano di fianco orientandosi verso le bandiere? Non potrebbero piazzare le bandiere davanti al podio, o girare il podio in direzione delle bandiere?

Si, insomma, non facevo meglio a continuare a seguire solo il calcio?

2 Responses to “Pensieri a margine di un’Olimpiade”


  • I brani durante i cambipalla rientrano nel filone altresì detto “scimmiottiamo gli ammeriggani” che puntualmente in ogni momento di pausa ci piazzano musica a tutto volume per intrattenere lo spettatore. Una moda pericolosa, che in Italia nel calcio ha già adottato la Juve per sottolineare ogni gol segnato, e mi pare anche l’Inter. Sono cose che fanno male allo Sport 😀

  • Da giocatore di pallavolo, anche se di infimo livello, durante le partite mi chiedo “ma perché dobbiamo darci sempre il cinque ad ogni punto conquistato”? Una volta ogni tanto non possiamo dirci soltanto “questa volta ci è andata bene” e tornarcene buoni buoni al nostro posto?
    Nel femminile poi le ragazze festeggiano capodanno ad ogni punto.

cribbio
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(Elaborare)

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(Rolling Stone)