Il Macbook al tempo della crisi

C’è crisi dappertutto, recita Bugo, ed ecco che anche Apple e i suoi nuovi notebook presentati ieri sembrano permearsi di questo stato d’animo. Bordati di nero attorno al monitor ricoperto di vetro, completamente in alluminio monoscocca, vanno a perdere quel fascino brioso e originale che il bianco gli aveva donato ormai parecchi anni fa. Difficile migliorarsi quando si producono già le cose migliori, difficile innovare quando la tecnologia fa progressi più lentamente di quanto imponga il mercato.

E’ come se non si potesse mai fermare il processo produttivo una volta inventato un oggetto bello, funzionale, essenziale. Gli oggetti fatti per vendere e durare immutati negli anni sono un lusso di tempi ormai passati: due status symbol degli anni zero come l’iPod e il Macbook Apple entrambi bianchi, sono ormai sul viale del tramonto, soppiantati da modelli più colorati, più potenti e multifunzione, raffinati forse, probabilmente più volgari. Il bianco che davvero distingueva un marchio e ne faceva la sua unicità è ormai abusato ovunque, copiato male, generalizzato.

Così ecco inventarsi piccole migliorie per tenere vivo l’interesse, ecco cambiare look per suscitare l’attenzione del mercato andando a cambiare un prodotto quasi perfetto, per discostarsi dal punto dove gli altri ti hanno raggiunto ed essere nuovamente il primo della classe, l’unico. Il Migliore. A costo di parlare di innovazione quando si tratta di miglioramenti piccini, inutili orpelli per giustificare prezzi che non si abbassano mai e ci fanno storcere il naso. C’è crisi.
Per la prima volta nel keynote di Steve Jobs di ieri, compaiono dettagli che in soldoni suonano più come giustificazioni: il processo produttivo innovativo che intaglia il Macbook da un blocco d’alluminio, il packaging attento all’ambiente, l’uso di materiali non inquinanti. Tutte cose di cui onestamente non ci siamo mai interessati e che Apple sfodera più per marketing che non per reali intenti ambientalisti. Tutte cose che se avessero omesso, in cambio di maggiore memoria ram, uno schermo opaco, una porta usb e firewire in più o un minor peso complessivo, avremmo senz’altro gradito maggiormente senza alcuno scandalo.

Cosa fanno di più questi portatili, nel tardo 2008, rispetto la generazione precedente (giugno 2006)? Sostanzialmente niente: hanno un trackpad migliorato e privo di pulsante, una struttura più solida e uno schermo in vetro più delicato di prima e pronto per le vostre ditate. Nessun’altra novità tecnologica tale da parlare di salto generazionale. Il grosso dell’innovazione sta nell’estetica, che da oggi equipara, almeno ad un primo sguardo poco attento i notebook Apple a quelli di altre marche già da tempo del medesimo colore. I dettagli rifinitissimi e l’eleganza delle finiture sono roba per smanettoni o fanatici del design come me. All’utilizzatore medio in pratica cambia poco e non saranno certo i colori o il materiale utilizzato a convincerlo a spendere 300 euro in più per questi nuovi modelli. Approfittate di questi ultimi mesi e portatevi a casa un Macbook bianco finchè lo vendono (ora a 949€, comunque un po’ troppo), rimarrà nella storia dell’hi-tech e avrete in casa un bellissimo complemento d’arredo, solare, luminoso, rasserenante. C’è crisi dappertutto. Ci mancava solo aprire il computer e trovarlo grigio come il cielo di Milano.

23 Responses to “Il Macbook al tempo della crisi”


  • bellissimo articolo che secondo me riassume lo stato d’animo di molti..mac-user che si sentono “traditi” da questo nuovo corso apple…una tremenda batosta più penso ai nuovi macbook nessun think different……solo moda ed i-phone (lo schermo in vetro pesantissimo ricorda un i-phone) per carpire nuovi utenti

  • Colui che scrive l’articolo ha protestato contro i nuovi Imac l’anno scorso salvo poi farselo acquistare in ufficio dove ora lo venera come un oggetto sacro.
    Non credetegli, lui deve sempre protestare.
    Poi li vede, capisce e se ne innamora.

  • Si è vero, bisogna ammetterlo. Ad uno sguardo più calmo non dico che siano orrendi questi nuovi macbook, il succo del mio discorso era in difesa del bianco apple. Belli o meno che siano, la purezza e l’eleganza del macbook bianco è inarrivabile secondo me. L’iMac è un discorso a parte, quello bianco vecchio gigante e plasticoso non mi è mai piaciuto, quello in alluminio ha un suo perchè. Non è che fossero costretti a portare quello stile nei portatili, anzi…

  • “Per la prima volta nel keynote di Steve Jobs di ieri, compaiono dettagli che in soldoni suonano più come giustificazioni: il processo produttivo innovativo che intaglia il Macbook da un blocco d’alluminio, il packaging attento all’ambiente…”, la pressione alta e bassa di Steve Jobs.
    PS
    io lo vorrei un Mac. mai avuto.

  • Ma stiamo scherzando o cosa? I nuovi macbook e i nuovi macbook pro oltre ad essere esteticamente appaganti offrono:

    – Il miglior processore Intel realmente apprezzabile su un notebook
    – Il miglior processore grafico (fino a 5 volte più veloce)
    – Il miglior sistema operativo presente al momento sul mercato MONDIALE
    – La migliore integrazione tra Software e Hardware e la migliore stabilità tipica di Apple
    – La migliore suite di programmi e utilities che si aggiungono a Leopard..

    Insomma cosa volere di più quando sul mercato tutti offrono Vista, il peggior sistema operativo mai realizzato? A me non importa solo quanto Apple sia brava ad innovarsi, a me basta anche solo che ogni tanto non mi stupisca ma la cosa importante è che i prodotti Apple siano ancora il top sul mercato.

  • Stone: te lo meriti un mac. Chiunque usi il computer da anni, e per anni ha digerito format C: e virus e frustrazioni perditempo da windows, si merita un mac. Almeno in prova una settimana poi liberissimo di scegliere di restare a Win. 🙂

    Skizzo: tutte le cose belle di cui parli le conosco bene e sono pienamente d’accordo con te. Non mi pare di criticarle nel mio post. Il punto è un altro e concerne l’estetica, anche se ammetto che son pareri personalissimi. Riguardo i punti che a tuo avviso sono innovazioni ti faccio notare che non sono novità: Leopard l’abbiamo già da un anno, idem le applicazioni installate, l’integrazione software hardware poi risale a tempi immemori e rimane ottima ma non è una novità. Il miglior processore Intel realmente apprezzabile su un notebook è lo stesso Intel che montano alcuni portatili in uscita in questo periodo, visto che Intel non è appannaggio della sola Apple. Idem per il processore grafico, veloce finchè vuoi, ma non esclusiva Apple o al limite lo resterà per un paio di mesi massimo.

  • ok…se me lo merito me lo merito!!! basta arricchire Bill Gates! 🙂

  • Eh sì, domani subito a comprare un bel macbook. Ce lo meritiamo tutti. Roftl.

  • e pure Pes 2009 via!

  • Considerazioni che condivido al 100%.
    Apple inizia a fare calcoli di mercato in modo evidente, oppure semplicemente li fa in modo che noi utenti ce ne accorgiamo.
    È probabile che le migliaia di persone che si stanno lamentando ovunque in questi giorni siano una minima percentuale rispetto ai tanti che vedranno un grande iPhone con i tasti e lo compreranno perchè fa cool.

    Certo è che io oggi sono più contento del mio MBP rispetto a qualche giorno fa 🙂

    (Ps. ho scoperto anche un gran bel sito, grazie 😉 )

  • @ skizzofrenico:
    Il miglior processore grafico (fino a 5 volte più veloce) ma dove??? hai visto che ci sono portatili con installata la 9800gtx e costano meno di questo??

  • Sembra che il nuovo chipset con una grafica integrata “finalmente decente” non interessi a nessuno. A me si.

    Il punto è che Apple ha realizzato con questo MacBook il tanto atteso “MacBook Pro da 13″”. Esteticamente sono uguali e la differenza in prestazioni tra il precedente modello e quello attuale è consistente.

    Io aspettavo con ansia un MacBook alluminio e sono soddisfatto. Un po’ meno per l’assenza del FireWire…

  • Parrot: certo è migliorata, ma è pur sempre un’integrata. Niente di sensazionale, come prima appunto. Non si tratta di MBPro da 13 perchè hanno caratteristiche di base rispetto il fratello maggiore seppur unificati nell’aspetto esteriore. Peraltro hanno in meno di prima la porta firewire, ottima per chi fa musica o collega dispositivi video in mobilità per montare al volo clip o filmati. Saranno costretti a prendersi ancora quello bianco…

  • se è per questo prima il cavetto di collegamento da dvi a vga era incluso (almeno per il pro)… per non parlare del telecomando… del caricato con la presa sull’iPod… poi mi fermo che mi viene male…

  • Euggè, sentiamo:
    per uno che di Mac non ci capisce ancora molto ma che da qualche mese ha deciso di comprarlo (acquisto previsto entro fine anno), uno che ci deve fare grafica, che lo vuole anche perché nel suo studio (di architettura) si son comprati il mac (ma soprattutto perché odia Vista); che ha deciso per quello da 15″ pollici, perché 13″ è poco, e l’altro da 17″ costa una cifra che ci compri 3 PC della madonna.
    Ecco a questa persona (io), cosa consiglieresti, di correre a cercare il Mac book pro 15″ “vecchio”, o prendere quello nuovo? O altro?

  • Abbo, essendo che l’iMac da 24 pollici base costa 1600 e il Macbook Pro 15 pollici base costa 1800, ti consiglio il primo vivamente. Ha uno schermo eccezionale, limpido e gigantesco, perfetto per la grafica.

    Se proprio ti serve portatile allora scelta obbligata sui nuovi modelli. Non vale la pena prendere quello vecchio Pro ora come ora, specie perchè le caratteristiche del Pro sono migliorate proprio su scheda grafica e potenza di calcolo, potrebbe esserti utile. Se non hai esigenze di mobilità e praticità per le quali ti consiglierei il macbook bianco prendi i nuovi macbook pro e goditi la vita! 🙂

  • grazie Euggè,

    in effetti mi serve il portatile. non mi serve necessariamente mobilità estrema (non lo uso in treno, non lo sposterò continuamente) ma dovrò usarlo necessariamente almeno in due-tre posti diversi (casa1, ufficio, casa2, altro?)..quindi il mac base non è fattibile. Oltretutto quello ce l’hanno in Studio, ovviamente.
    grazie del feed-back. 🙂

  • Io l’iMac (da 24″) ogni tanto lo rimetto nella sua scatolona e me lo porto a casa della mia compagna per vederci i film. Non è che sia un portatile, per carità, però si “inscatola” in un solo gesto, più tastiera e mouse, e si trasporta bene…
    Però forse sono io che sono strano. 🙂

  • Interessante Paolo….ci faccio un pensierino….
    Sono un po’ perplesso sul fatto che si trasporti così bene e in modo *sicuro* (parlo di cadute e/o danni accidentali…
    Del resto ho anche questo vecchio PC portatile dell’HP che potrei mantenermi per gli usi più semplici (posta, cazzeggio web, etc.)…

cribbio
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